La Lettera apostolica “Patris Corde” (“Con cuore di Padre”) di Papa Francesco offre l’occasione di volgere lo sguardo a San Giuseppe, colui che i Vangeli presentano come il padre di Gesù, colui che lo ha custodito, amato, educato, protetto e, insieme alla madre Maria, lo ha avviato a compiere l’opera salvifica di Dio Padre. Il documento ci offre di San Giuseppe una lettura e una descrizione tenera e toccante che lo rendono attraente. Egli è uomo e padre amato, tenero, obbediente, accogliente, coraggiosamente creativo, lavoratore, umile perché capace di stare nell’ombra. Papa Francesco rimette al centro l’esercizio e il compito della paternità: la figura del “padre” è indispensabile nella crescita armonica e nell’educazione dei figli.
La speranza è che questa Lettera rafforzi la nostra fede, accresca l’amore verso questo grande Santo, ci spinga a implorare la sua intercessione, per imitare le sue virtù e il suo slancio.
"Una Via Crucis tra arte e quotidianità per riflettere sulla nostra vita. Scorrendo le immagini della Via Crucis di Franco Morelli (1925-2004), mi sovvengono le parole che padre Turoldo disse in uno dei suoi ultimi interventi: «Non esiste un'arte religiosa e un'arte laica: esiste l'arte, oppure no». Forse proprio questa Via Crucis, un cammino così poco religioso e così poco laico a un tempo, è osservatorio privilegiato sulle possibilità date all'uomo di rinvenire un senso: un cammino fino al definitivo "tutto è compiuto", dove ognuno partecipa senza accorgersene al riscatto del proprio senso". (don Saverio Finotti) "Il Gesù di Morelli è forte e composto, sobrio. Ispira sicurezza anche quando sta per cadere. Quando cade, lo fa quasi con leggerezza, per non spaventarci. È intimamente convinto di star facendo l'unica cosa giusta: per amare gli uomini deve morire da uomo. La croce è il vertice della misericordia divina. Proprio perché sembra inutile. Il commento di don Saverio Finotti è attento e profondo" (monsignor Vincenzo Paglia).
In una notte di luna piena il lupacchiotto Igor, anziché mangiarsi il cerbiatto Ettore, fa amicizia con lui. Ma un orso, che assiste ai loro incontri e ai loro giochi, ne approfitta e, per tenere in pugno il lupacchiotto, lo ricatta per non svelare al branco la vergogna del suo comportamento. Igor passerà un sacco di guai prima di riconoscere, grazie anche alla madre, la sua scelta. Età di lettura: da 3 anni.
Mai come oggi ci sentiamo estremamente vicini all'esperienza di Giobbe, una figura straordinaria della sapienza biblica. Egli è l'uomo che, schiacciato da una sventura inspiegabile, rivendica e protesta tutta la propria innocenza, costringendo Dio a dare ragione del mistero del male. Nella sua lotta con Dio, troviamo una profezia della grande prova che anche Gesù ha dovuto attraversare durante i giorni della sua passione: accettare da innocente la sofferenza di una condanna ingiusta e immeritata, dovendo attraversare tutto il dramma di un simile dolore in totale e assoluta solitudine, al punto da gridare al Padre: "Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?". Alla luce delle figure di Giobbe, cammino di Quaresima e Gesù, abbiamo voluto dunque leggere il tempo di pandemia che stiamo vivendo, come un momento di messa alla prova dell'intera umanità, che deve ripartire dopo aver trovato risposte nuove e per nulla banali ai gravi problemi della contemporaneità. In questo ci siamo lasciati illuminare anche dall'insegnamento di papa Francesco che non ha fatto mancare la sua parola durante i drammatici giorni del contagio e nella delicata fase della ripresa.
La bellezza della fede e la gioia di credere: questa appare la chiave di lettura più adeguata per comprendere il documento "Porta fidei" di Benedetto XVI; dopo alcune considerazioni su questa chiave, affronteremo - sempre con l'ottica adottata dal papa in questo testo - la relazione tra la fede e le sue conseguenze etiche e di seguito i due capitoli classici del trattato "de fide": il contenuto della fede e l'atto di credere.
Un libro per scoprire la Pasqua di Gesù e conoscere, attraverso gli avvenimenti della Settimana Santa, il loro messaggio di amore e perdono, gioia e speranza rivolto a tutti gli uomini. Pagine da leggere insieme ad alta voce e poi lasciare che il bambino racconti a sua volta ripercorrendo le sequenze illustrate. Al termine di ogni capitolo una pagina di curiosità e brevi approfondimenti su simboli ed elementi importanti. Età di lettura: da 6 anni.
DICION ACTUALIZADA Noviembre 2020 El instrumento que es el Código es llanamente congruente con la naturaleza de la Iglesia cual es propuesta sobre todo por el magisterio del Concilio Vaticano II visto en su conjunto, y de modo particular por su doctrina eclesiológica. Es más, en cierto modo puede concebirse este nuevo Código como el gran esfuerzo por traducir al lenguaje canonístico esa misma doctrina, es decir, la eclesiología conciliar. Y aunque es imposible verter perfectamente en la lengua canonística la imagen de la Iglesia descrita por la doctrina del Concilio, sin embargo el Código ha de ser referido siempre a esa misma imagen como al modelo principal cuyas líneas debe expresar él en sí mismo, en lo posible, según su propia naturaleza. Constitución apostólica Sacrae disciplinae leges
Il testo del Messaggio del Santo Padre Francesco in occasione della celebrazione della 54ª Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2021).
Esistono già studi monografici sulla cristologia del Quarto Vangelo che ne hanno rilevato i tratti fondamentali. Anche l'indagine sui personaggi giovannei in questi ultimi decenni è stata ampiamente approfondita. Nella straordinaria profondità del racconto di Giovanni rimane comunque possibile e perciò doveroso percorrere strade nuove. Questo studio è un tentativo a suo modo inedito di entrare dentro il Mistero di Gesù con lo sguardo, la voce e la sensibilità delle donne co-protagoniste della vicenda evangelica. Le loro parole e i loro gesti formano una testimonianza corale e al tempo stesso personalissima su Cristo elaborata sul doppio e complementare filo rosso del discepolato e della nuzialità. Si delinea in questo modo un punto di vista tutto femminile sull'apocalisse/rivelazione del Figlio di Dio, Maestro e Sposo della nuova umanità/Chiesa nata dallo Spirito e dal fianco di Lui, addormentato sulla croce. Un viaggio da Cana al sepolcro vuoto e dalle nozze annunziate a quelle celebrate negli eventi pasquali che rende possibile ricostruire una "cristologia delle donne" più profonda e coerente di quella che si può ricavare dai personaggi maschili.
Uno studio teso a rinvenire le modalità primarie della celebrazione rituale.
L’ipotesi è di considerare il rito da varie angolature come forma della preghiera dimostrandone l’intrinseca appartenenza.
DESCRIZIONE
La liturgia si manifesta principalmente come atto di preghiera, come un atto dossologico in cui il soggetto si espone coram Deo, costruito secondo una logica temporale e spaziale del ritmo rituale che salvaguardi la trascendenza del mistero di Dio. Tuttavia, coram Deo è una dichiarazione e allo stesso tempo un’invocazione per pronunciare Dio e per pronunciarsi davanti a Dio. La preghiera è intesa come un volgersi dei volti, delle mani, delle voci e delle parole a Dio presente, uno scoprirsi dinnanzi all’Assoluto in un legame di fede. Pregare è coltivare un’attitudine esistenziale a mettersi in rapporto con l’Altro e l’altrove nel ritmo tra il qui e l’oltre, tra il mondo e il cielo, tra la storia e l’eternità; è un modo rituale di essere coram Deo celebrando la presenza di Dio e di percepirsi coinvolti nella storia del dialogo salvifico. Coram Deo, tuttavia, esprime l’alterità radicale che impedisce di trasformare Dio in un idolo o di catturarlo nella proiezione dei propri desideri. Pregare è infatti sempre un atto orientato a vivere e celebrare questa alterità insopprimibile e tuttavia essere esortati ad aderire al Mistero.
AUTORI
Ivica Žižic, teologo e antropologo, si occupa della cultura e ritualità cristiana nella prospettiva antropologica, filosofica ed estetica. Professore ordinario nell’Università di Split (Croazia), svolge l’attivita di docenza e ricerca a Roma presso la Pontificia Università Urbaniana e il Pontificio Ateneo di S. Anselmo.
Libro prezioso da tenere sempre sotto mano per sentirsi accanto ai nostri frati cucinieri, mentre si preparano assieme a loro dei piatti gustosi e si chiacchiera dell'evoluzione delle loro ricette nel tempo. Riflettendo sulle nostre tradizioni, la conversazione si arricchisce con tanti detti e proverbi, frutto di quella saggezza popolare che ha accompagnato, sin dal primo dopoguerra, il rinascere, lo svilupparsi e il rifiorire della nostra Italia.