Quanto appare in questa Istruzione va letto in continuita con l'enciclica di Giovanni Paolo II Ecclesia de Eucharistia". Essa offre l'insieme delle norme relative alla Santissima Eucaristia e riprende alcuni elementi, che risultano tuttoravalidi. "
Ivar e Olla sono due teneri orsacchiotti. Nella notte polare il sole scompare per mesi e lascia spazio alle tenebre. Nel cielo però ci sono un sacco di stelle e la neve avvolge tutto il paesaggio intorno. Mentre mamma e papà dormono, i due fratellini vanno all'avventura. Giocano, si rincorrono, si rotolano nella neve. Dalle finestre di una casa illuminata vedono un abete e due bambini che lo addobbano con decorazioni colorate. Ivar e Olla vogliono fare come loro: avranno un albero di Natale bellissimo! Quante cose offre la natura per decorarlo: gusci di lumaca, ghiande, agrifogli, aghi di pino e molto altro. Ma nel buio della notte i due orsacchiotti si sono persi. Le stelle del cielo sapranno ricondurli fino a casa per festeggiare il Natale con mamma e papà? Età di lettura: da 3 anni.
Il volume che, in collaborazione con il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, l'Accademia della Crusca realizza in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo, non poteva, in questo anno centenario, che essere dedicato a Dante. Nel libro, intorno alla figura e alla lingua di Dante, convergono storie di ricerca diverse. Studiosi noti e affermati, dantisti di vaglia, si affiancano a giovani ma agguerriti ricercatori. Temi tradizionalmente legati ai più vari aspetti dell'azione e dell'immagine di Dante tracciano i perimetri fondamentali delle sue idee linguistiche, della sua operosità, della sua presenza e del suo riuso nella tradizione e nella storia, non solo letteraria, ma anche figurativa e dialettale; a essi si uniscono temi nuovi e meno scontati, che toccano molti dei mezzi e modi della comunicazione destinata al largo pubblico (dall'opera lirica alle canzoni, dal Dante dei fumetti e per ragazzi al Dante degli enigmisti, fino a una più generale considerazione del Dante pop).
La pace è un tema di rilievo nell'azione pastorale e nel magistero di Paolo VI, confermato dalla decisione di dedicare alla pace la giornata del 1° gennaio, con il coinvolgimento non solo dei cattolici, ma di tutti i sinceri amici della pace. Il XIV Colloquio Internazionale di Studio dell'Istituto Paolo VI ha inteso mettere in luce i diversi aspetti dell'insegnamento e dell'azione volta a promuovere la pace fra i popoli durante il pontificato di Paolo VI: la visione teologica che la ispira, il legame tra la pace e lo sviluppo dei popoli, le relazioni con i paesi comunisti dell'Europa dell'Est, la mediazione della Santa Sede nei conflitti degli anni '60 e '70, il rilievo assegnato alla difesa della vita umana e l'atteggiamento di fronte al terrorismo. Non meno importante, in questo quadro, è l'approfondimento delle radici storiche dell'attitudine di Paolo VI e dell'insegnamento sulla pace proposto nel corso del suo pontificato.
Emersa dalla tradizione orale dei Sumeri nel terzo millennio a.C., e tramandata per migliaia di anni da molti popoli del Vicino Oriente su tavolette d'argilla scritte in caratteri cuneiformi, l'epopea di Gilgamesh si pone alle origini stesse della letteratura mondiale. Re di Uruk, Gilgamesh è infatti il primo eroe a partire in cerca di avventure, a uccidere mostri, sfidare gli dèi, viaggiare ai confini della terra deciso a conquistarsi con le sue gesta un nome imperituro. Ma quando la morte gli strappa Enkidu, il compagno per eccellenza, Gilgamesh, atterrito e ormai solo, affronta l'impresa che travalica ogni altra: la ricerca del segreto della vita eterna - un segreto che solo Utnapishtim, l'unico sopravvissuto al Diluvio Universale, può insegnargli. Farà infine ritorno a Uruk a mani vuote, ma ricco di una nuova consapevolezza: la morte è il destino ineluttabile che gli dèi hanno assegnato all'uomo, e nel godimento di questa vita effimera risiede la sua sola saggezza.
Punto di riferimento insostituibile per la teologia cattolica contemporanea, la rivista Concilium delinea la mappa delle domande più pressanti che l’attualità pone alla riflessione teologica. E costringe la fede cristiana non solo a confrontarsi con il discorso pubblico, ma anche a impegnarsi nel dialogo con le prospettive specifiche delle diverse confessioni cristiane. Per la profondità dei contenuti, oltre che per l’ampiezza di respiro e la capacità di penetrazione intellettuale, Concilium riesce così a fornire risposte innovative e di convincente solidità alle questioni più importanti che si pongono alla teologia.
Il corpo di Dio. Immagini antropomorfe di Dio nel Pentateuco (pag. 4)
Corpi in relazione. La grammatica della sessualità nel Pentateuco (pag. 10)
Il corpo delle donne: usi e abusi (pag. 15)
Il corpo impuro (pag. 21)
Aspetti corporei nel culto a Dio (pag. 26)
«Io faccio morire e faccio vivere, ferisco e risano» (Dt 32,39) (pag. 31)
Il corpo, immagine speculare del cosmo (pag. 36)
L’enigma del corpo. Tre antitesi tra ossessione e oblio (pag. 41)
Il Pentateuco nella scuola. «E i due saranno una sola carne» (Gen 2,24) (pag. 46)
Anima sana in corpore sano. Il corpo nel monachesimo antico (pag. 51)
«Avanzerai danzando tra gente in festa» (Ger 31,4) (pag. 53)
Metodi “narrattivi”: I role play biblici (pag. 55)
Recensioni (pag. 56)
Il corpo di Dio: la Crocifissione di anonimo e il Crocifisso di Giunta Pisano (pag. 59)
Un corpo mi hai dato
In questo numero:
- Non c'è prezzo
- Lettere: Tommaso, Luisa, Marta, Riccardo, Gianni, Francesca, Teresa, Cristina
- Immersi nel mondo
- Ciò che confuso non è
- Chi sono io?
- Il filo e il centuplo
- "Com'è successa la mostra"
- Il miracolo di esserci
- "Nessun dono di grazia più vi manca" (San Paolo)
- Scuola, il nuovo inizio
- L'educazione è innovazione
- Non chiedermi se sono felice
- Il tono dello stupore
- Blocknotes
- Sagacity
- David torna a scuola
Al giorno d'oggi anche la storia e la politica avrebbero bisogno di una somministrazione di sana dimenticanza. Per mettere in luce i danni che derivano da un'interpretazione del passato troppo legata a idee preconcette, Paolo Mieli, con la chiarezza del grande divulgatore e l'accuratezza dello storico, analizza decine di eventi ed episodi del nostro passato, dalla storia antica fino a temi moderni come le origini della mafia, l'eredità del fascismo italiano e del nazismo tedesco, il non detto che segna il racconto della Resistenza e il discorso pubblico del nostro presente, tra virus, pandemie, ipotesi cospirazioniste. Secondo Mieli, infatti, la terapia a base di oblio è necessaria, dato che "gli storici avrebbero dovuto far argine in qualche modo al dilagare della memoria". Perché "quando si hanno idee forti sul presente, è pressoché inevitabile che quelle idee si impongano sulle interpretazioni del passato." Eppure, dobbiamo fare di tutto per evitarlo.
Una storia tira l'altra e non riuscirai più a fermarti! Preparati per un viaggio incredibile tra antiche leggende, storie del bosco, storie di tutti i giorni, storie del mondo, gran bei ricordi.