I Fioretti sono una raccolta di episodi della vita di san Francesco e di alcuni suoi primi compagni. Coprono un periodo di circa 110 anni e sono da sempre un classico della spiritualità e della vita cristiana. Presentano tutti gli aspetti della personalità di san Francesco che nella sua radicalità nel vivere il vangelo sapeva essere anche duro con sé e con gli altri e temerario fino ad affrontare lupi e briganti e ad intraprendere un viaggio nelle terre dei musulmani. Va oltre la versione un po' edulcorata che spesso si conosce di un frate mite, poetico e amico degli animali. L'autore della versione in volgare italiano è tuttora anonimo. Si ritiene sia un frate o toscano o marchigiano che ha tradotto alcune parti del preesistente testo latino noto come "Actus beati Francisci et sociorum eius".
Quello sulle stimmate è un dibattito, si può dire, antico quanto la vicenda di Francesco stesso: la novità del miracolo, mai udito prima d'allora, sembrava fatta apposta per favorire reazioni di segno contrario. All'esaltazione di molti corrispondeva il sospetto - se non l'avversione - di altri. Nel presente lavoro, che rielabora studi già pubblicati aggiungendovi parti del tutto nuove, l'Autore si propone di dare uno sguardo il più possibile oggettivo alle fonti più antiche, per allargare poi lo sguardo alla produzione agiografica successiva, tentando infine di illustrare il contesto esistenziale di Francesco in quel 1224 e negli anni che lo precedettero, per capire quale significato abbia avuto l'evento de La Verna nella sua vita.
Una raccolta di preghiere, alcune scritte di proprio pugno da san Francesco, altre a lui attribuite, altre ancora forse non pronunciate dalla viva voce del santo, ma comunque a lui riferibili e rivelatrici della sua pietà. Tutti i testi sono tratti dalle biografie e i racconti più antichi contenuti nelle Fonti Francescane.
Il libro si propone di offrire anche ai più piccoli la possibilità di accostarsi direttamente alle parole scritte da san Francesco verso la fine della sua vita rivolgendosi «a tutti gli uomini e le donne che abitano nel mondo intero».
Nella “Lettera ai fedeli”, infatti, il santo di Assisi ha usato parole semplici e comprensibili da chiunque, ma allo stesso tempo capaci di farci uscire dalla piatta superficialità del mondo in cui viviamo.
Allo stesso modo, le tavole di sr. Chiara Amata che illustrano questo libro colpiscono per la loro spontaneità, ma offrono anche la possibilità di essere meditate e “lette” in profondità per aiutarci ad entrare in quel mondo interiore nel quale la presenza di Dio è più evidente e percepibile.
Atti della Settimana di studi francescani organizzata dallo Studio Teologico Interprovinciale S. Bernardino di Verona. Nel 2013 la Settimana si è occupata delle Ammonizioni di frate Francesco, un testo non troppo conosciuto e studiato, che sotto un'apparenza semplice e immediata nasconde una ricchezza di untuizioni e di riflessioni veramente sorprendente. Il contributo di P. Maranesi si concentra principalmente su questioni di carattere storico-critico e testuale, presentando le Ammonizioni di Francesco nel loro contesto originario. L'intervento di Reschiglian, invece, tenta una lettura esistenziale e attuale della ricchezza di questi testi, definiti a ragione le beatitudini francescane. L'insieme delle due prospettive permette di offrire una riflessione seria e storicamente fondata su questo testo, e di toccare con mano quanto l'intuizione evangelica originaria di Francesco d'Assisi continui a costituire una provocazione e un incoraggiamento anche per l'uomo e la donna del nostro tempo.
Questo lavoro ci restituisce la voce umile e affascinante di Francesco: il Serafico Padre ha ancora da dire all'uomo di oggi parole di bellezza, di amore e di concordia universale. Dalla roccia aperta della Verna dove Francesco si rifugiava per incontrare il suo Signore, si diffondono ancora il profumo della sua presenza e la forza soprannaturale della sua totale conformazione a Cristo. Queste pagine sono l'omaggio filiale di chi, sulle orme di Francesco, l'alter Cristus, ha scelto di mettere al servizio del prossimo la propria vita.
Il tradizionale Convegno che si svolge a Pozzuolo Martesana intorno alla festa di san Francesco è stato dedicato nel 2024 alle stimmate di san Francesco, nell’ottavo centenario dell’evento sul monte della Verna. Il tema è stato presentato come sempre da diversi punti di vista: partendo dalle testimonianze sull’evento offerte dalle fonti più antiche, si è passati alla presentazione delle sue principali raffigurazioni iconografiche, e quindi ad alcune riletture operate in momenti fondamentali della letteratura italiana (Dante, il Seicento, Riccardo Bacchelli). L’approccio multidisciplinare (iconografia, letteratura, spiritualità…) contribuisce a cogliere meglio il significato profondo della vita e dell’esperienza di san Francesco, che non cessa di affascinare e interrogare.
Nel convegno tenutosi a ottocento anni dall'evento delle stimmate di san Francesco, come apertura del Festival francescano di Bologna, le stimmate di san Francesco vengono analizzate da differenti punti di vista storico, iconografico, spirituale
Diventa così possibile comprendere meglio il fatto dell'impressione delle stimmate all'interno dell'esperienza originaria di san Francesco, e cogliere le molteplici riletture che ne sono state fatte successivamente, nell'Ordine e nella Chiesa, oltre che nella devozione personale di tanti seguaci del Povero di Assisi.
Il giullare è colui che simbolicamente cammina a testa in giù e, così, propone uno sguardo capovolto sul mondo. L'espressione “giullare di Dio” (ioculator Domini) esprime per questo la sintesi della rivoluzione culturale di Francesco d'Assisi. Il suo sguardo rovesciato ha origine in una particolare proposta cristiana, che dalla follia dell'intuizione si incarna sia nella rappresentazione materiale sia nella storia, nella realtà dell'istituzione entro le forme “ordinate” dell'organizzazione politica, civile, religiosa ed economica. La vita fraterna come sudditanza reciproca, la rinuncia radicale al potere e alla ricchezza sotto ogni aspetto, la posizione di sottomissione e minorità, la gratuità del dono, la nudità come inanizione e privazione sono tutte “proposte ribaltate” che invertono – o tengono insieme – dentro e fuori, essere e apparire, visione e azione, parola e gesto, alto e basso, sublime e umile. Tale mutazione delle forme della rappresentazione e della concezione del mondo è tuttora una delle chiavi per comprendere la cultura umanistica e la modernità nel suo complesso. Nel volume studiosi di diverse discipline mostrano come la logica del rovesciamento di Francesco abbia inciso su arti figurative, letteratura, predicazione, devozione e drammaturgia, modificando nel profondo la cultura istituzionale, politica ed economica dell'Occidente medievale.
La morte di Francesco d'Assisi: su questo tema, nel corso dei secoli, numerosi autori hanno svolto ricerche approfondite, per comprendere in che modo il Santo si preparò e visse un passaggio così delicato. Più rare sono invece le indagini su come altri si posero di fronte a tale avvenimento, in particolare coloro - e non erano pochi - che volevano impossessarsi di quel corpo considerato già una reliquia preziosa.Felice Accrocca, attraverso una rigorosa ricerca storica e con un linguaggio divulgativo, si propone di farci conoscere quali sottili trame si vennero tessendo intorno a Francesco nei suoi ultimi giorni di vita, quando il suo esile, debole corpo finì per diventare "un corpo conteso".
Il libro ci permette di riscoprire un particolare tipo di Rosario, nato in seno all'Ordine Francescano, che ripercorre e medita le "sette gioie" di Maria (l'annunciazione, la visitazione, la nascita di Gesù, l'adorazione dei Magi, il ritrovamento di Gesù nel tempio, l'apparizione del Risorto e l'assunzione e incoronazione di Maria). Questa preghiera può essere un valido aiuto per ricordare che la nostra vita è piena di gioie, che meritano di essere celebrate e che ci permettono di godere della "perfetta letizia", cuore della spiritualità francescana. Il libro è arricchito da un'introduzione che offre una breve storia di questa preghiera e da un'appendice che contiene l'Esempio meraviglioso di perfetta letizia che espose santo Francesco a frate Leone, tratto dai Fioretti di san Francesco e alcune preghiere di san Francesco alla Vergine Maria.
A 800 anni dalla sua scrittura, 1224-1225, l'Associazione "La Didattica del Villaggio una pedagogia per i cinque continenti" propone ai lettori una riflessione sul Cantico delle Creature; la poesia inneggia alla bellezza e all'armonia del creato di cui San Francesco non è più solo il giovanile giullare, ma l'esperto maestro d'orchestra. Il Santo dirige le tante voci della natura in una polifonia creaturale per farne una gioiosa, cosmica lode al Creatore. Il Cantico, nella sua sublime semplicità, ci fa pensosi, ci chiede di riscoprire e mettere in pratica la umanissima e gioiosa eredità del Santo.