Insieme nella Messa è un sussidio semplice e immediato per seguire le letture e le preghiere della Celebrazione Eucaristica.
Non sempre i clienti di una psicoterapeuta sono persone: in questo caso, in terapia, si sono seduti i social media. Non certo per loro scelta ma per il desiderio dell’autrice di studiare il loro funzionamento, svelarne le dinamiche e approfondirne gli aspetti psicologici e comunicativi. Questo libro svela i meccanismi sottesi a questi strumenti in modo da conoscere, riconoscere e permettere di attuare una scelta consapevole e libera. Parallelamente invita a riflettere sulle dinamiche personali (sistemi di valori, bisogni intrinseci…) che a volte inconsapevolmente vengono compensati dal mondo digitale. Senza alcuna pretesa di fornire tutte le soluzioni (d’altra parte l’approccio psicoterapeutico non fornisce soluzioni pronte all’uso), invita a riattivare il senso critico e il pensiero personale che si costruisce, in modo sano, dal confronto con gli altri e con le varie fonti delle notizie e delle informazioni. Inoltre, permette di riflettere sull’uso cosciente e consapevole di internet, proprio per non sottomettersi, in modo acritico, alla valanga di informazioni da cui veniamo quotidianamente bombardati, ma rimanendo il più possibile liberi e padroni delle nostre opinioni.
Questo piccolo libro di don Epicoco è un invito a ritrovare nei brevi tempi delle nostre povere giornate uno spazio per fare, ogni tanto, una "sosta", un tempo di preghiera, di lettura della Parola e di approfondimento. Le proposte sono quelle di "cinque soste", cui il lettore è invitato, per prendersi una pausa dal mondo e recuperare l'intimità con Dio, che è figlia di un'intimità sempre da ricordare nei confronti di se stessi.
In queste pagine don Giussani offre una prospettiva di comprensione e insegna un metodo di lettura capaci di introdurre alla liturgia cristiana così come essa viene vissuta dal popolo di Dio, rispettando pienamente nel medesimo tempo tutta l’ampiezza e la profondità di significato che essa riveste: per la vocazione di ogni fedele e, prima di ogni altra ragione, per la sua stessa natura di opus Dei, di evidenza oggettiva della presenza di Dio quale soggetto della storia. Gli insegnamenti proposti, proprio per la radicalità della prospettiva che dischiudono nell’approfondire il significato della liturgia, si pongono al di sopra perfino del dibattito relativo alla riforma postconciliare, per offrire testi e riflessioni che, attingendo al patrimonio liturgico-teologico sia anteriore che posteriore al Vaticano II, valgono perfettamente per l’epoca attuale.
Il volume propone una lettura meditata dei capitoli 40 — 55 del libro di Isaia, attribuiti al cosiddetto deutero-Isaia. È un testo che nasce come parola di consolazione rivolta agli esuli d’Israele, ma che conserva tutta la sua attualità per l’uomo contemporaneo. Con un linguaggio poetico e profetico, Isaia annuncia il Dio che libera e rinnova: il Dio che si manifesta nel Servo sofferente, prefigurazione del Cristo, Agnello mite che accetta di portare su di sé il dolore dell’umanità e di farsi radice divelta per restituire vita. Il libro è un invito ad accogliere la Parola che consola e salva, a lasciarsi raggiungere da un annuncio che non parla solo a Israele, ma a ogni uomo e a ogni tempo: il Signore è vicino, viene incontro al suo popolo con la forza discreta dell’amore, capace di trasformare la nostra aridità interiore in giardino fiorito di grazia.
Le eresie — posizioni in contrasto con l’ortodossia apertamente condannate dalla Chiesa — hanno fatto la loro comparsa nella storia già nel I secolo e da allora, in misura e grado differenti, hanno avuto un ruolo nella forgiatura della teologia cattolica, influenzando le riflessioni in seno alla Chiesa e talvolta dando avvio a — o accelerando — processi di discernimento in merito alla dottrina (in particolare sui dogmi). Proprio grazie al pungolo dei movimenti eretici diffusisi in tutto l’Impero romano (d’Occidente e d’Oriente) nel primo millennio dopo Cristo, la Chiesa cattolica ha affrontato, definendone l’interpretazione ortodossa, questioni come la natura umana e divina di Cristo, il legame con la Legge ebraica, la Trinità, il rapporto con le immagini sacre, la vera sostanza dell’Eucaristia. Questo volume ricostruisce le eresie dei primi secoli con l’intento di comprenderle quali come fenomeni religiosi, sociali e culturali nati da tensioni reali all’interno della cristianità. Simone il Mago, Valentino, Ario, Mani; e ancora i sethiani, i "rinuncianti", i fibioniti, gli adozionisti: sono solo alcuni dei nomi che popolano il variegato mondo delle eresie e che trovano posto in queste pagine.
Più che di magia, fu gesto d’amore: "Forza, passate!" Toccò a Mosè, pastore balbuziente, aprire quel Mare diventato proverbio. Quando, però, il popolo si trovò davanti la sabbia invece che l’acqua, scoprì suo malgrado che la libertà è un deserto di possibilità, il paese del rischio. Non riuscì mai, Dio, a completare la sua opera: riuscì solo a tirare via dall’Egitto Israele ma non è ancora riuscito a tirare via dal cuore d’Israele la nostalgia dell’Egitto. Con i Dieci Comandamenti diede loro le istruzioni d’uso della libertà: ne faranno ciò che vorranno, com’è d’uso con il bugiardino ch’è dentro ogni confezione. Restano una bussola per attraversare ogni deserto: a guidare la nave, però, sarà sempre il capitano, mai la bussola. L'autore rilegge l’avventura capitata sul Sinai con lo stile provocatorio che gli è proprio. Illuminato dalla luce delle galere laddove, ancora oggi, la scelta è la stessa: la sicurezza della schiavitù oppure il rischio della libertà.
Solo ciò che cade diventa frutto: Chicco, un piccolissimo chicco di grano, lo scopre a sue spese, quando viene brutalmente strappato dalla sua spiga e trasportato dal vento. In questo viaggio faticoso non privo di paure e di tanti incontri sorprendenti, Chicco comprende che a volte è necessario concedersi ai soffi di un vento dispettoso, invece che resistervi e restare barricati dietro le proprie ferite. Roberto Fiscer scrive una parabola moderna sulla fiducia, sulla libertà e sulla forza dell’amore che nasce proprio dalle crepe della vita, siano esse derivate dalla troppa sfiducia o conseguenza delle pressioni sociali. Le delicate illustrazioni di Marta Carraro accompagnano il lettore in questa metafora della vita, inno di speranza e resilienza non solo per i più piccoli, ma anche per gli adulti che hanno bisogno di ricordare che è solo grazie alle cadute che è possibile rialzarsi.
Queste Conversazioni fondono spiritualità, introspezione e narrazione poetica e sono inserite in una cornice rappresentativa e teatrale, in un cammino unico nel suo genere. L’autore, in prima persona, si fa Viandante: un pellegrino dell’anima che attraversa simbolicamente un deserto interiore, incontrando i grandi personaggi della Bibbia per ascoltare le loro storie e lasciarsi trasformare dal loro vissuto. Il cuore dell’opera è il dialogo. Ogni incontro è una conversazione profonda che illumina i lati più umani e nascosti di queste figure. In ognuno di loro, il Viandante riconosce un riflesso della propria umanità. Il libro non si limita a raccontare: accompagna il lettore in un percorso di crescita personale, risveglia domande essenziali, invita a un confronto autentico con sé stessi. Il linguaggio, denso di immagini sensoriali ed emozioni, rende la lettura un’esperienza coinvolgente e trasformativa. Il filo rosso è il passaggio simbolico dalla notte all’alba: un viaggio che parte dal buio della confusione, del dolore, della ricerca, e approda alla luce della consapevolezza, della fede, dell’incontro con l’Amore.
Nel 1219, mentre era in atto la quinta Crociata, san Francesco d’Assisi intraprendeva un viaggio rivoluzionario quanto pericoloso e dall’esito incerto, alla volta dell’Egitto per incontrare il sultano al-Kamil. Fu la preghiera a sostenerlo e l’autentica volontà di pace. Un evento ancora oggi carico di significato e portatore di un messaggio sempre attuale e pregnante. L’incontro effettivamente avvenne, il contenuto del dialogo non ci è noto, ma ciò che ci basta sapere è che quel confronto ci fu e fu proficuo, a dimostrazione della ricchezza che può nascere dall’incontro di culture diverse quando vi sia la volontà di aprirsi e di comprendersi. Qui, Enzo Fortunato ripercorre le tappe del cammino di Francesco e dei Francescani, a partire da quel fatidico viaggio quando il Vangelo incontrò il Corano. Piero Damosso ci rappresenta — attraverso le tappe del dialogo cristiano sostenute da papa Francesco, Benedetto XVI e san Giovanni Paolo II — la necessità di recuperare, anche proprio dall’esempio francescano, l’amore verso i fratelli, il rispetto per le altre culture nel riconoscimento dell’altrui libertà e dell’uguale diritto alla vita, voluti proprio da Dio stesso.
Haven’s End è un piccolo mondo regolato da leggi immutabili, dove non si usa l’elettricità, non ci sono telefoni o televisori o computer e dove i carri sono ancora trainati dai cavalli. E con un limite invalicabile: la Linea Rossa. Cosa vi sia oltre, tutti sembrano ignorarlo. Solo Rebecca, sedici anni, spinta dalla curiosità e da strani sogni che la tormentano, ha il coraggio di violare il divieto. Quando viene scoperta, la comunità la condanna a un destino di esclusione che non lascia scampo. Fuggire diventa l’unica possibilità. Al di là dei boschi, Rebecca scopre un mondo che non avrebbe mai potuto immaginare: città caotiche e decadenti, dominate dalla tecnologia, dai droni e dalle intelligenze artificiali. È qui che incontra Tom, ed è qui che le sue certezze crollano una dopo l’altra. Chi è davvero Rebecca? Perché Haven’s End esiste? E quale verità si nasconde dietro le sue origini? Per trovare le risposte, Rebecca e Tom si mettono sulle tracce di Aurora, una figura misteriosa legata al passato della ragazza. Ma conoscere la verità significa anche scegliere: accettare la libertà, con tutti i suoi rischi, o tornare alla sicurezza soffocante di un mondo che promette protezione in cambio di obbedienza. Età di lettura: da 12 anni.
Quale futuro per la vita consacrata? Ne parlano in questo volume il card. Artime, Pro-Prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, e don Giuseppe Costa, sacerdote salesiano ed esperto di comunicazione religiosa. In un dialogo schietto e sincero, vengono affrontati tutti i problemi legati al presente e al futuro della vita religiosa: l’inesorabile calo delle vocazioni, soprattutto in Occidente, la qualità della formazione, le difficoltà a vivere e a testimoniare la vita fraterna, la fedeltà al carisma originario tra attività apostoliche da portare avanti e notevoli difficoltà economiche… Sono tutti problemi che indicano una evidente fragilità. Ma, notano gli autori, la vita consacrata può rinascere proprio dalle fragilità che sta sperimentando sotto tanti aspetti. Non si deve però continuare a identificare la vita religiosa solo con la funzione sociale che ha svolto nel passato: non soltanto è un errore, ma è anche fonte di pessimismo e di chiusura davanti a qualsiasi possibilità di cambiamento e trasformazione. La vita consacrata oggi è più che mai necessaria nella Chiesa: bisogna però avere il coraggio di liberarsi dall’ansia e dalla preoccupazione di un futuro senza numeri e senza mura. La vita religiosa non è ciò che si fa, bensì ciò che si è: segni della presenza di Dio nel mondo, "metafore dell’amore di Dio".