
Prima assoluta traduzione italiana con testo armeno a fronte di alcuni scritti di Eliseo, accomunati dal tema cristologico. Sono meditazioni e omelie su episodi della vita di Gesù. L’interesse teologico è dovuto al fatto che questi testi ci tramandano uno dei pochi esempi della cristologia armena più antica, precedente allo scoppio delle polemiche post-calcedonesi del VI secolo. Questi scritti costituiscono, inoltre, una testimonianza evidente della ricca e profonda spiritualità armena. L’analisi stilistica e il confronto linguistico hanno permesso di restituire a Eliseo anche uno splendido testo Sulla risurrezione di Lazzaro, finora pubblicato tra le opere di Mambre.
Il mito dell'Albero Sacro posto al centro dell'Eden risale ai primordi dell'umanità: è la suggestiva ipotesi di Mircea Eliade, tra i più grandi studiosi di storia delle religioni del XX secolo. L'Albero Sacro consentiva all'uomo di ascendere al cielo, stabilire un colloquio diretto con Dio, arrivare alla comprensione metafisica della realtà. Poi, con la perdita dell'innocenza, venne il giorno dell'esilio dall'Eden. Le grandi mitologie del passato hanno una radice comune: la nostalgia per il paradiso primordiale, sede della felicità e dell'immortalità. Ma qual è oggi la funzione del mito? Con la desacralizzazione della vita e del creato, l'uomo contemporaneo ha "rimosso" il simbolo nelle zone oscure della psiche, cioè nel sogno, nelle fantasie, nelle memorie ancestrali. Mircea Eliade procede in questo studio a un raffronto tra il variegato, trasparente e interpersonale spazio delle religioni e l'opaca e limitativa sfera dell'inconscio individuale. In questo ormai classico studio, l'autore interpreta in modo nuovo e anticonvenzionale i riti della madre terra, i sacrifici umani, i misteri orfici, i poteri degli sciamani, la mistica indiana, le pratiche dei monaci buddhisti, i valori delle Scritture ebraiche e cristiane, per approdare alle odierne dinamiche dell'immaginario. Mimetizzato sotto varie forme, il mito vive ancora, la nostalgia del paradiso è sempre presente e molte idee apparentemente nuove non sono che un prolungamento del pensiero arcaico.
Ogni religione e ogni cultura ha sempre scadenzato i tempi dell'anno identificando periodi particolari e festività che formano l'itinerario religioso della comunità e del credente. La festa è dunque un momento particolare che sorprende la normalità. Può riguardare un mistero, un'occasione gloriosa o una memoria dolorosa. È però sempre motivo di pausa dalla routine del lavoro umano. Il percorso delle feste nell'anno è un itinerario temporale e spirituale che fa via via incontrare il credente con i punti di riferimento della sua cultura. Le feste esistono da quando esiste l'uomo, l'arte preistorica lo dimostra. Esse esprimono, a un tempo, quanto c'è di comune, come esigenza di fondo del rapportarsi col mistero e col senso del vivere in tutte le religioni, e mostrano la diversità inventiva e dottrinale delle varie culture (dalle grandi civiltà alle popolazioni più isolate). Le feste sono il luogo dove il religioso e il profano si mescolano. I lemmi che compongono questo "Dizionario delle feste", curati dai principali esperti internazionali sotto la supervisione di Mircea Eliade e Julien Ries, sono state tratte principalmente dall'edizione dell'"Enciclopedia delle Religioni" diretta da M. Eliade, articolata in 17 volumi di cui 15 pubblicati, curata per l'Italia da Dario M. Cosi, Luigi Saibene e Roberto Scagno, e dal "Trattato di Antropologia del Sacro" (TAS) pubblicato in 10 volumi, curato da Julien Ries con Lawrence E. Sullivan e Michel Masson, opere fondamentali, di riferimento per studiosi e cultori della vasta materia antropologica e religiosa. Traduzioni di: Sara Andreis, Stefania Arcara, Erica Baffelli, Fabrizia Berera, Maria Teresa Bianchi, Sara Bianchi, Maria Gabriella Bianco, Alessandra Borgia, Pier Giorgio Borbone, Emanuela Braida, Letizia Sonia Cantarella, Luca Capponcelli, Guendalina Carbonelli, Alessandro Cassol, Marianna Castracane, Matteo Cestari, Antonella Comba, Alessandra Consolaro, Giacomo Deambrogio, Maria Sita Demichelis, Simona Destefanis, Davide Domenici, Simonetta Focardi, Glenda Franchin, Maurizio Giannattasio, Marco Grampa, Giuliana Iacopino, Gaia Lembi, Corrado Martone, Paolo Melis, Riccardo Nanini, Alberto Pelissero, Chiara Petri, Alessia Piana, Marzia Pierluigi, Tiziana Ripepi, Anna Maria Sberveglieri, Raul Schenardi, Maria Giulia Telaro, Paolo Villani.
È possibile conoscere Dio e credere in Lui? È possibile distinguere il Dio vero dagli idoli che, sotto mille volti, si spacciano per Lui? È possibile riconoscere l’autenticità di un messaggio divino? E, se sì, come? E, infine, è possibile riconoscere il volto enigmatico, suadente e beffardo, dell’Anticristo?
Il sacramento della Confermazione si trova attualmente in una situazione critica e problematica. L’Autore fa parlare direttamente i testi delle “fonti” (biblica, magisteriale, patristica, liturgica) e invita a giungere a conclusioni il meno possibile arbitrarie.
Il suo è uno studio teologico-storico-sacramentario, che se riferito prevalentemente alla liturgia occidentale (latina), tuttavia non dimentica le originalità orientali; e, partendo dagli Atti giunge alla Costituzione Divinae consortium naturae frutto di una laboriosa quanto difficoltosa ricerca incoraggiata da Paolo VI.
Arturo Elberti, sj, è incaricato dell’insegnamento della Teologia dei Sacramenti e della Liturgia presso l’Istituto di Scienze Religiose e la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Gregoriana e la Facoltà Teologica del Pontificio Ateneo Antonianum (Roma).
Tra le sue opere: La Liturgia delle Ore in Occidente. Storia e teologia (Roma 1998); Prospero d’Aquitania. Teologo e discepolo (Roma 1999); Dalla religiosità naturale alla fede. Centralità del mistero pasquale nella riforma liturgica (Bologna 20012).
Presso le Edizioni San Paolo: Lo Spirito e il sacramento della Confermazione (2003), nella collana “Alle fonti della Liturgia”.
In questo studio abbiamo inteso restringere il nostro diretto interesse alle sole liturgie occidentali, dando... al lettore una panoramica storica delle particolari eucologie e diversi sviluppi in seno alle varie aree ecclesiali. Questo, in particolare, perché la riforma voluta dalVaticano Il mirava alla revisione dei testi e della struttura in uso presso la Chiesa romana, per cui la nuova Liturgia Horarum è il frutto di un plurisecolare, svariato e ricco cammino fatto dalle diverse Chiese locali in Occidente. Ignorare il passato, le fonti e le esigenze di questa storia, significa sradicare dalle sue più profonde radici una «perla della preghiera cristiana», oggi in nostro possesso.
L’intento del nostro studio non era quello di fare una rassegna di teologia, quanto fare una storia che sfocerà, dopo il concilio Vaticano Il e la riforma di papa Montini, in una vera e propria teologia liturgica delle Ore.
Destinatari
Religiosi.
Autore
Arturo Elberti, sj, è incaricato dell’insegnamento della Teologia dei Sacramenti e della Liturgia presso l’Istituto di Scienze Religiose e la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Gregoriana e la Facoltà Teologica del Pontificio Ateneo Antonianum (Roma). Tra le sue opere: La Liturgia delle Ore in Occidente. Storia e teologia (Roma 1998); Prospero d’Aquitania. Teologo e discepolo (Roma 1999); Dalla religiosità naturale alla fede. Centralità del mistero pasquale nella riforma liturgica (Bologna 2001[2]). Presso le Edizioni San Paolo: Lo Spirito e il sacramento della Confermazione (2003), nella collana “Alle fonti della Liturgia”.
Punti forti
Un argomento che interessa tutti i sacerdoti e i religiosi.
Autorevolezza dell’autore.
Il presente volume raccoglie gli atti del convegno internazionale organizzato dalla Facoltà di Teologia di Lugano e dall'Università di Zurigo (3-4 novembre 2023). Storici del diritto, canonisti, filosofi e teologi hanno dialogato per approfondire il concetto di sinodalità nella sua evoluzione storica e nella sua attuale rilevanza. Il recente sinodo sulla sinodalità, indetto da papa Francesco con il titolo "Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione", ha rappresentato un'importante occasione di riflessione storico-giuridica. La recente scomparsa di papa Francesco conferisce ulteriore significato alla sua visione di una Chiesa sinodale. Il tema della sinodalità viene affrontato non solo nella prospettiva ecclesiale, ma anche nelle sue implicazioni giuridiche e sociali, valorizzando il plurilinguismo quale principio fondante della Confederazione Svizzera.
Il matrimonio, la vita familiare e la sessualità hanno subìto profondi cambiamenti a partire dal XIX secolo, causati da diversi fattori sociali e culturali. Ampie fasce della popolazione del mondo occidentale hanno opinioni sulla moralità coniugale e sull'etica sessuale ormai assai diverse rispetto ai valori e alle norme prescritti dalla Chiesa. Molte persone si chiedono, ad esempio, perché la morale cattolica insiste sulla necessità di considerare il matrimonio come vincolo solo tra un uomo e una donna. L'autore espone e spiega in queste pagine l'insegnamento della Chiesa sulla morale matrimoniale e sull'etica sessuale. Contrariamente a quanto si crede, l'insegnamento della Chiesa sull'azione morale degli esseri umani non si basa su "regole" o "comandamenti", bensì sulla sua visione dell'uomo, che si fonda, in ultima analisi, sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione.

