
I sette vizi capitali periodicamente attirano l'attenzione della televisione, della stampa, dei circoli culturali chic. I giornali, soprattutto d'estate, dedicano loro almeno uno speciale o un test, che effettuano una sorta di ripasso approssimativo del catechismo e aiutano a togliersi il dubbio di averceli o no.
Qualcuno, nel passato, ha infatti pensato di mettere in fila le cattive consuetudini degli umani: superbia, avarizia, invidia, ira, lussuria, golosità, pigrizia o accidia. Si è soliti attribuire a Evagrio Pontico la prima elaborazione di una dottrina articolata in proposito, anche se fu poi soprattutto Gregorio Magno a raccoglierle nel settenario a noi noto, in cui si distinguono cinque vizi spirituali e due carnali.
«Vizi vezzi virtù è una successione in crescendo ma, se si inverte la disposizione, si intuisce che anche un atteggiamento virtuoso può dar luogo a un vezzo e addirittura degenerare in vizio» (dalla Presentazione). Sulla scia dei precedenti volumi sulle Opere di misericordia, sui Comandamenti e sulle Beatitudini, lo scritto offre agili e profonde riflessioni, che affrontano i vizi capitali, spesso toccando problematiche e necessità dell'uomo di oggi.
Sommario
Presentazione. Catechismo? No, vocabolario! Sette…ma non magnifici. Sette o…otto? Superbia. Quella cosa ingombrante che è "l'io". Avarizia. Il cuore in cassaforte. Invidia. Verdi d'infelicità. Ira. Lo tsunami è servito. Lussuria. L'ossessione del sesso. Gola. Il ventre come dio. Accidia. Pigrizia in abito da sera? Una conclusione, anzi due o tre. Appendice. Lui chi è…
Note sull'autore
AIMONE GELARDI, sacerdote dehoniano, ha insegnato teologia morale ed etica filosofica. Ha pubblicato: Parapsicologia. Per una risposta a interrogativi di sempre, Àncora, Milano 1976; Reincarnazione. Un mito che rinasce, EMP, Padova 1987; Direzione spirituale e cristiani comuni, EDB, Bologna 1991; Lettere a Patrizia, EMP, Padova 1989; Reincarnazione?, EDB, Bologna 1995; Dare voce alla morte. Celebrare la speranza, EDB, Bologna 1995; Verso il Giubileo, EDB, Bologna 1996; Pensieri feriali, EMP, Padova 1998; Parole nel vento, EMP, Padova 2003. Nella stessa collana EDB ha pubblicato: «Lo avete fatto a me». Una rivisitazione delle opere di misericordia (2008), Beati voi. Una rivisitazione delle Beatitudini (2010) e Le «dieci Parole». Una rivisitazione dei Comandamenti (2010); per EDB Junior ha pubblicato: Le regole del gioco. 10 no? noo!! 10 sì! I dieci Comandamenti (2008), Lo hai fatto a me. Le opere di misericordia a misura di bambino (2009), Il mondo alla rovescia. Le beatitudini (2010) e ha curato i volumi: La mia preghiera di ogni giorno (2005), La festa del perdono (2006), Hai invitato anche me! La Comunione dei bambini (2008).
"Alla fine dei tempi, il Regno di Dio giungerà alla sua pienezza. Il mondo materiale sarà trasformato, i giusti regneranno con Cristo per sempre, glorificati in corpo e anima. Dio sarà allora tutto in tutti: in poche parole, i novissimi sono proprio tutti qui" (dall'Introduzione). Dopo aver rivisitato vizi, virtù, comandamenti, beatitudini, opere di misericordia, l'autore affronta le realtà che si collocano alla fine della vita dell'uomo, ovvero i "novissimi": morte, giudizio, inferno e paradiso. Egli accompagna a riflettere sulle realtà ultime, sull'escatologia. È un discorso di speranza, che si basa sulla fede nella risurrezione di Gesù. Il volume offre alcune semplici parole chiarificatrici su questi aspetti della fede, spesso poco trattati, affinché chi le legge sia messo in condizione di rendere ragione della propria speranza.
Nessuna cosa è più intrigante, sfruttata, assolutizzata, relativizzata della "morale". Adorno la definiva "scienza triste", concentrata sulla determinazione delle punizioni, dell'assoluto e del relativo in materia di valori, del proibito e del consentito. Maritain, invece, definiva "sfortunati" i moralisti perché quando insistono sull'assolutezza dei principi vengono accusati di imporre ai loro simili esigenze insostenibili, mentre quando tengono conto delle situazioni concrete vengono accusati di relativizzare la morale. Eppure i moralisti non fanno altro che sostenere le rivendicazioni della ragione a guidare gli uomini così che possano essere felici. Perché farsi presenti a Dio, compiendo il bene ed evitando il male, introduce l'uomo nella gioia dello spirito, senza trascurare le altre gioie che il Creatore mette sul suo cammino. Il volume non propone quindi l'elenco di ciò che è proibito, consentito con riserva, permesso e nemmeno dei peccati mortali, gravi e veniali. Prova a dire come essere davvero donne, uomini e cristiani degni di questo nome.
Descrizione dell'opera
Penitenza, pentimento, conversione, perdono, riconciliazione: sono diversi riferimenti che rimandano al sacramento della Confessione, che tra i cristiani non gode propriamente di buona salute. La sua è una storia singolare: «ha voluto rassicurare, ma talora l'ha fatto dopo avere angustiato i peccatori; ha perdonato instancabilmente, ma ha allungato oltre i limiti della ragionevolezza la lista e le circostanze dei peccati; ha affinato le coscienze e fatto progredire l'interiorizzazione e il senso di responsabilità, ma ha concorso, suo malgrado, alla nascita di quella specie di malattia che è lo scrupolo…».
Con lo stile agile e profondo che lo contraddistingue, l'autore accompagna a comprendere le ricchezze della riconciliazione sacramentale, dell'apertura alla misericordia di Dio, fonte di consolazione.
Sommario
Introduzione. I. Il nome non è tutto ...però, non è detto! II. Tutto comincia a Pasqua. Il dono e il perdono. III. L'oggetto misterioso. Che cos'è il peccato? IV. Quel «prodigo». ... la mia storia, la tua storia. V. Lui perché? Cosa c'entra il sacerdote. VI. Confessione. Del peccato ma non solo. VII. Quattro tappe. Un cammino. VIII. Conoscere e riconoscere. Il mio peccato. IX. Signore, apri le sue labbra. Peccati che vorrei ascoltare... X. Io, tu, noi. Il mio, il tuo, il nostro... XI. Parola e parole. Sacramento e consolazione. XII. Chiamata e risposta. Una Conclusione. Appendice. Lui chi è…
Note sull'autore
AIMONE GELARDI, sacerdote dehoniano, ha insegnato teologia morale ed etica filosofica. Ha pubblicato: Parapsicologia. Per una risposta a interrogativi di sempre, Àncora, Milano 1976; Reincarnazione. Un mito che rinasce, EMP, Padova 1987; Direzione spirituale e cristiani comuni, EDB, Bologna 1991; Lettere a Patrizia, EMP, Padova 1989; Reincarnazione?, EDB, Bologna 1995; Dare voce alla morte. Celebrare la speranza, EDB, Bologna 1995; Verso il Giubileo, EDB, Bologna 1996; Pensieri feriali, EMP, Padova 1998; Parole nel vento, EMP, Padova 2003. Nella stessa collana ha pubblicato «Lo avete fatto a me». Una rivisitazione delle opere di misericordia (2008), Beati voi. Una rivisitazione delle Beatitudini (2010), Le «Dieci Parole». Una rivisitazione dei Comandamenti (22011), Vizi vezzi virtù. Una rivisitazione dei peccati capitali (2011), Il bruco e la farfalla. Una rivisitazione delle virtù (2011) e E... poi? Una rivisitazione delle «cose ultime» (2012).
Descrizione dell'opera
«I bambini in genere conoscono queste cose e te le sanno spiegare anche, almeno finché frequentano il catechismo; i grandi, invece, col passare degli anni riescono a dimenticare quello che avevano imparato».
Un cammino che inizia con il battesimo, continua con l'annuncio e la pratica della vita sacramentale, dura tutta la vita e si conclude con il passaggio, attraverso la morte, alla vita dono del Risorto. Nella pratica sacramentale Cristo agisce e continua a costruire la Chiesa. Senza liturgia e sacramenti, la professione di fede non avrebbe efficacia, perché privata della grazia che sostiene la testimonianza. Fonte e alimento della fede, punti di partenza e d'arrivo nella vita cristiana, i sacramenti rimandano a Pentecoste, quando lo Spirito manifesta la Chiesa al mondo, inaugura il tempo della Chiesa in cui Cristo rende presente e comunica la sua opera di salvezza per mezzo dei sacramenti.
Sommario
Per iniziare. I. Sacramenti. Se un bambino chiedesse. II. Segni efficaci. Effetto assicurato… III. La storia. Punti fermi e sorprese. IV. L'arte aiuta. Caravaggio e van der Weyden. V. Battesimo. L'acqua della vita. VI. Confermazione. Sigillo dello Spirito Santo. VII. Eucaristia. Fonte e culmine di vita. VIII. Penitenza. Perdono in dono. IX. Unzione degli infermi. L'olio del conforto. X. Ordine sacro. L'imposizione delle mani. XI. Matrimonio. Mistero grande. XII. Oltre la lettura. Quasi un riassunto. Appendice. Lui chi è.
Note sull'autore
AIMONE GELARDI, sacerdote dehoniano, ha insegnato teologia morale ed etica filosofica. Ha pubblicato: Parapsicologia. Per una risposta a interrogativi di sempre, Àncora, Milano 1976; Reincarnazione. Un mito che rinasce, EMP, Padova 1987; Direzione spirituale e cristiani comuni, EDB, Bologna 1991; Lettere a Patrizia, EMP, Padova 1989; Reincarnazione?, EDB, Bologna 1995; Dare voce alla morte. Celebrare la speranza, EDB, Bologna 1995; Verso il Giubileo, EDB, Bologna 1996; Pensieri feriali, EMP, Padova 1998; Parole nel vento, EMP, Padova 2003. Nella stessa collana ha pubblicato «Lo avete fatto a me». Una rivisitazione delle opere di misericordia (2008), Beati voi. Una rivisitazione delle Beatitudini (2010), Le «Dieci Parole». Una rivisitazione dei Comandamenti (22011), Vizi vezzi virtù. Una rivisitazione dei peccati capitali (2011), Il bruco e la farfalla. Una rivisitazione delle virtù (2011), E... poi? Una rivisitazione delle «cose ultime» (2012) e Fare pace. Riscoprire la Confessione (2013).
La domenica andando alla messa e Domenica è sempre domenica sono due canzoni popolari che ricordano la semplicità delle feste di un tempo, fatte di poche e piccole cose: la messa, le visite ai parenti e al cimitero, i pasti appena un po' meno spartani, la partita di pallone, il catechismo, il riposo. Quel mondo, oggi quasi del tutto scomparso, viene rievocato nel libro, che recupera il significato dello Shabbat ebraico, si sofferma sulla domenica cristiana, oggi oscurata dal week-end, e riflette sul fatto che riti, consuetudini e feste fanno l'identità delle comunità. Né trattato né saggio, lo scritto si propone di aiutare i cristiani a recuperare il senso di un giorno che la liturgia chiama "radioso e splendido". "Quando il week-end perde ogni riferimento al significato originario della domenica, accade che, immersi in molteplici attività "laiche", ci si chiuda in un orizzonte senza cielo. Così, per quanto vestiti a festa, ci si scopre intimamente incapaci di fare festa anche con Dio".
Un inno di Quaresima ricorda che il digiuno, non solo del cibo, favorisce l'autentica vita cristiana: "Usiamo in modo più sobrio parole, cibi, bevande, sonno e giochi, e rimaniamo, con maggior attenzione, vigilanti". In un messaggio per la Quaresima, Benedetto XVI indicò ai cristiani il digiuno come pratica penitenziale da riscoprire. Prese spunto dall'episodio del Vangelo di Matteo in cui si narra che Gesù rimase nel deserto quaranta giorni senza cibo e alla fine ebbe fame. Le parole e l'esempio del Signore, diceva il papa, mettono in luce la ragione profonda del digiuno e rigettano il fariseismo di chi si limita ad osservare le prescrizioni legali, ma con il cuore lontano. Molto diffuso nella prima comunità cristiana, come appare dagli Atti degli apostoli, il digiuno è stato considerato dai Padri della Chiesa una forza che aiuta a contrastare peccato e bramosie, aprendo la strada di Dio. Nell'odierna cultura del benessere la pratica terapeutica della dieta ha preso il sopravvento su quella religiosa del digiuno e sul suo significato più profondo, che consiste, come aveva intuito Paolo VI, nella chiamata cristiana a non vivere per se stessi, ma per il Signore e per i fratelli.
San John Henry Newman (1801-1890), uno dei più grandi pensatori cristiani dell’Ottocento, sarà annoverato tra i Dottori della Chiesa da papa Leone XIV il 1° novembre 2025. Appassionato ricercatore della verità e convertito al cattolicesimo (1845), egli «diventa oggi un faro sempre più luminoso per tutti quelli che sono alla ricerca di un preciso orientamento e di una direzione sicura attraverso le incertezze del mondo moderno» (Paolo VI, 1975). Le sue opere arricchiscono la teologia, il suo cammino illumina le coscienze, la sua persona viene già venerata in tutta la Chiesa. Non sorprende, quindi, che il Santo Padre lo proclamerà Dottore della Chiesa universale. Il presente volume, di facile lettura, intende anzitutto offrire un breve tratto biografico e teologico di Newman. Fa poi sentire la sua chiara ed equilibrata voce su alcune questioni cruciali della vita ecclesiale: lo sviluppo della dottrina cristiana, la testimonianza dei fedeli, l’unicità della Chiesa, il significato della coscienza, le caratteristiche di un cuore apostolico. Appare così la straordinaria attualità della vita e del pensiero di questo teologo santo. Come scrisse l’allora cardinale Ratzinger nel 1990: «Newman appartiene ai grandi dottori della Chiesa, perché egli allo stesso tempo tocca il nostro cuore e illumina il nostro pensiero».
È necessario aver fede per sposarsi in Chiesa? Se questa domanda non è l'oggetto di un trattato articolato nell'opera di J. Ratzinger/ Benedetto XVI, pone comunque una questione che torna spesso nei suoi scritti, nei quali il tema della fede occupa un ruolo rilevante. Lo studio cronologico dell'opera di J. Ratzinger/Benedetto XVI sul matrimonio fa emergere un'evoluzione nel suo pensiero. È, infatti, a partire dalla fede che: 1) la riflessione si sposta dalla questione della "validità" a quella della "pienezza" del matrimonio; 2) è possibile cogliere una maturazione nel pensiero di Ratzinger riguardo la comprensione del concetto di "natura" e della "Comunione ai divorziati risposati". Il volume offre al lettore una raccolta di tutti i testi di J. Ratzinger/Benedetto XVI sul sacramento del Matrimonio, dai quali affiora in modo chiaro che per viverlo in pienezza il cammino di fede è indispensabile.
Quale posto può ancora occupare il cristianesimo nella coscienza degli uomini in quest'epoca caratterizzata dal pluralismo culturale e religioso? Di fronte alla sfida della mondializzazione, che ci fa rivivere il "mito di Babele", il pensiero cristiano dovrà ridursi a una serie di vaghi luoghi comuni sull'amore e sulla spiritualità? Oppure troverà, ancora una volta, nella singolarità del Vangelo, la leva che gli consentirà di sollevarsi al livello di un'autentica universalità? Un libro appassionato di colui che è stato il direttore di una delle più prestigiose fucine teologiche contemporanee, la "Scuola biblica e archeologica" di Gerusalemme (1996-1999). Per teologi, biblisti, studenti di teologia e tutti coloro che vogliono informarsi sullo stato della riflessione teologica oggi. Claude Geffré, domenicano francese e teologo, fu per oltre un ventennio, a partire dal 1967, dapprima professore di teologia fondamentale e poi di ermeneutica teologica e di teologia delle religioni all'Institut catholique di Parigi; dal 1975 fu anche direttore della collana "Cogitatio fidei" delle Éditions du Cerf. Nel 1996 fu eletto, quasi a sorpresa, direttore della "Scuola biblica e archeologica francese" di Gerusalemme; compito che ha assolto per un triennio.

