
Con la collaborazione di
Hans-Dieter Mutschler e Michael Sievernich
Dalla quarta di copertina:
La fede cristiana nella creazione è superata dalla teoria dell'evoluzione?
In cosa consistono il significato profondo e la bellezza, ancora oggi affascinante, della fede cristiana nella creazione? È possibile mostrarne anche la verità? Le intuizioni su Dio e sul mondo che troviamo nel testi biblici e nei grandi pensatori che hanno riflettuto sulla fede nella creazione (come, per esempio, Agostino, Tommaso d'Aquino, Guardini) contribuiscono a umanizzare l'essere umano? E per andare alla radice della questione: Dio continua veramente ad agire nel mondo? Se sì, in che modo? Ma allora come possiamo conciliare le tante forme del male, presenti in questo mondo, con la bontà del Creatore? Cosa ci offre in più la fede cristiana nella creazione rispetto alle spiegazioni del mondo che provengono dalle scienze della natura? Qual è il suo contributo per un'etica ecologica? È in grado di dare impulsi positivi al dialogo Interculturale (per esempio nei confronti dell'islam)?
A tutto questo Medard Kehl dà risposte fondate e comprensibili, senza eludere nessuna questione.
Un'opera chiara, informata in particolare sui dibattiti scientifici, rigorosa, che affronta anche questioni di attualità.
In breve
«Creazione o evoluzione? L’alternativa è superata da tempo. Sia le scienze sia la fede parlano dello stesso mondo, ma sotto due punti di vista molto diversi – e tutti e due i punti di vista sono estremamente importanti» (Medard Kehl). Un saggio sulla fede cristiana nella creazione, a confronto con le domande cruciali dell’uomo d’oggi.
Descrizione
«Insieme a molti scienziati e teologi, sono del parere che l’alternativa “creazione o evoluzione” sia fondamentalmente superata da molto tempo. Entrambe le parti, le scienze e la fede, parlano dello stesso mondo, ma sotto due punti di vista diversissimi, ed entrambi i punti di vista sono importanti per noi uomini. Insieme offrono una visione del mondo assai più ricca di quella che possono dare presi ciascuno per conto suo» (Medard Kehl).
Il mondo è frutto semplicemente di un cieco caso? Oppure è al contrario la materializzazione di forze divine? Per il cristianesimo il mondo non è né l’uno né l’altro, ma è “creazione”. Questo volume presenta la fede cristiana nella creazione e risponde alle domande centrali: In che rapporto sta la fede religiosa con le scienze della natura? C’è una provvidenza divina per la nostra vita? Perché ci sono tanto dolore e tanta sofferenza se il mondo è una creazione buona? Da dove viene il male? E, alla fine, per quale motivo esistiamo?
Dall'8 all'11 luglio 2006 si è tenuto a Padova il primo Congresso interculturale di etica teologica cattolica. Quattrocento studiosi di teologia morale, provenienti da 63 paesi, si sono interrogati sui temi più urgenti della loro disciplina e hanno delineato il quadro culturale sul quale l'etica è chiamata a esprimersi a livello mondiale.
Il congresso si è aperto con l'interrogativo: quali sono i temi etici più urgenti nel mondo di oggi?. La risposta è stata: la sfida dei diritti umani, la sfida dell'economia in un mondo globale, la necessità di una "Dichiarazione universale sulla bioetica e sui diritti umani" (prima parte del volume). È seguita poi una ricognizione sulla situazione della teologia morale nei cinque continenti (Africa, Asia, Europa, America Latina, America del nord) a ciascuno dei quali sono stati dedicati tre interventi (seconda parte).
In conclusione sono stati individuati i temi che risultano oggi determinanti nell'elaborazione di una teologia morale: l'ermeneutica e le fonti dell'etica teologica, sensus fidelium e discernimento morale, la sfida del pluralismo e il futuro della teologia morale, globalizzazione e giustizia (terza parte).
Sommario
Ringraziamenti. Introduzione. I. Come possono gli studiosi di etica teologica rispondere alle necessità del mondo? Le necessità del mondo e i segni dei tempi. La sfida dei diritti umani (A. Papisca). Sfida dell'attività economica in un mondo globale (A. Cortina). Dichiarazione universale sulla bioetica e sui diritti umani (H.T. Have). II. Teologia morale nei cinque continenti. 1. Africa. I principali "terreni edificabili" dell'etica in Africa occidentale (M.R. Afan). Collocare la Chiesa fra i reietti della terra (L. Magesa). Autenticità e credibilità: sfide morali dopo il Sindo africano (S. Muyengo Mulombe). 2. Asia. Le sfide morali e la Chiesa nell'Asia di oggi, con una considerazione speciale per la Corea (T. Hong-Soon Han). Globalizzazione ed etica teologica cattolica. Una prospettiva del sud-est asiatico (A.M. Brazal). La pratica dell'etica cristiana in un mondo indiano fatto di complessità culturale e disuguaglianza sociale (C. Campos). 3. Europa. L'etica teologica in Europa (specialmente nell'Europa meridionale): passato, presente e futuro (M. Vidal). Sfide di etica politica in Europa: una prospettiva socio-etica cristiana (M. Heimbach-Steins). Le cellule staminali e l'omofobia (P. Mazurkiewicz). 4. America Latina. Il sogno di una nuova teologia morale per il Brasile (R. Zacharias). La speranza in mezzo a sfide immani (S. Mier). Riflessioni morali sull'America Latina: sfide e proposte nella realtà cilena (T. Mifsud). 5. Nord America. L'etica cattolica in una Chiesa universale: un punto di vista degli Stati Uniti (D. Hollenbach). Il processo regolare e l'autorità della legge: una sfida morale-teologica (J. Porter). La sfida della povertà nel mondo. Continuità e cambiamenti nell'etica teologica dal punto di vista canadese (K.R. Melchin). III. I temi centrali. 1. L'ermeneutica e le fonti dell'etica teologica. La sofferenza e l'etica teologica: timore e speranza (R. Gascoigne). L'ermeneutica e le fonti dell'etica teologica (M. Junker-Kenny). Cosa volete che io faccia per voi? (D.M. Miranda). 2. Sensum fidelium e discernimento morale. Il concetto di sensum fidelium è desueto?(P. Valadier). Il sensum fidelium e il discernimento morale. Il principio di inculturazione e di amore (N. Yaowi Soédé). Sensum fidelium e discernimento morale (G. Angelini). 3. La sfida del pluralismo e il futuro della teologia morale. La sfida del pluralismo (E. Schockenhoff). Teologia morale: il passaggio dall'"evolutivo" al "rivoluzionario" (L. Sowle Cahill). Comunità e pluralismo: sfide alla teologia morale (M. Fabri dos Anjos). IV. Globalizzazione e giustizia. Globalizzazione e giustizia: nuovi orizzonti (E. Chiavacci). La globalizzazione deve tener conto delle persone umane (V. Tirimanna). Una chiamata all'azione profetica (J.M. Waliggo).
Note sull'autore
James F. Keenan, gesuita, ha conseguito il dottorato in teologia morale alla Pontificia Università Gregoriana; insegna teologia morale alla Weston Jesuit School of Theology di Cambridge ed è stato visiting professor al Boston College.
«Con il passare degli anni ho compreso come la misericordia di Dio renda possibile l'amore umano. L'ho capito in tre particolari tipi di rapporto: con la mia famiglia, con i miei amici e con la mia comunità di gesuiti al n. 10 di Martin Street. La misericordia di Dio e il loro affetto mi aiutano a vivere. [...] In queste pagine vorrei spiegare come si è realizzata la misericordia di Dio verso di noi e come noi la realizziamo nei confronti degli altri. Cercherò di scoprirlo attraverso le Scritture e attraverso le numerose vie in cui, nel corso dei secoli, la Chiesa ha manifestato la sua misericordia. Nell'esporre queste vie, metto la misericordia in primo piano, definendola come la disponibilità a entrare nel caos degli altri, per andare incontro alle loro necessità» (dall'Introduzione).
L'autore prende in esame le opere di misericordia corporali e quelle spirituali, riflette su quella che è l'effettiva opera di misericordia nella preghiera della Chiesa, in particolare nell'eucaristia, affronta infine il rapporto tra la misericordia e il caos che regna nella vita personale e familiare delle persone e nel mondo. Un capitolo è espressamente dedicato alla meditazione sul sacerdozio alla luce degli scandali nella Chiesa.
Sommario
Riconoscimenti. Introduzione. Prefazione alla nuova edizione. 1. La Misericordia è il distintivo della morale cattolica. I. LE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE. 2. Le opere di misericordia corporale. 3. Visitare i carcerati. 4. Accogliere i senzatetto. 5. Dare da mangiare agli affamati. 6. Dare da bere agli assetati. 7. Seppellire i morti. 8. Visitare gli ammalati. 9. Vestire gli ignudi. II. MEDITAZIONE SULLA MISERICORDIA ALLA LUCE DELL' 11 SETTEMBRE 2001. 10. Seppellire i morti. III. LE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE. 11. Le opere di misericordia spirituale. 12. Lo spirito di conciliazione. 13. Essere vigilanti. 14. La preghiera. IV. MEDITAZIONE SUL SACERDOZIO ALLA LUCE DEGLI SCANDALI AVVENUTI NELLA CHIESA. 15. Essere ministro di misericordia. V. LA MISERICORDIA E LA LITURGIA EUCARISTICA. 16. Il rito d'ingresso. 17. La liturgia della Parola. 18. Liturgia dell'eucaristia. 19. La Comunione. VI. MEDITAZIONE SULL' HIV/AIDS IN UN MONDO CHE HA BISOGNO DI MISERICORDIA. 20. Meditazione sull'HIV/AIDS in un mondo che ha bisogno di misericordia. VII. La misericordia e la vita ordinaria. 21. Entrare nel proprio caos. 22. Entrare nel caos della vita familiare. 23. Entrare nel caos del mondo.
Note sull'autore
JAMES F. KEENAN sj è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1970 e nel 1982 è stato ordinato sacerdote. Ha conseguito il dottorato in teologia morale alla Pontificia Università Gregoriana; insegna teologia morale alla Weston Jesuit School of Theology di Cambridge ed è stato visiting professor al Boston College. Ha pubblicato più di 200 saggi, articoli e recensioni. Presso le EDB ha curato un'importante rassegna sulla situazione mondiale della teologia morale: Etica teologica cattolica nella Chiesa universale. Atti del primo Congresso interculturale di teologia morale (2009).
«Mosso da uno slancio più da innamorato che da militante – ma si può anche diventare soldati per amore – mi autorizzo a dissertare solo in virtù dell’appartenenza al cattolicesimo, a quella Chiesa visibile e invisibile, di pietre e Spirito, nella sua duplice dimensione orizzontale e verticale. Di questa Chiesa non sono né un notabile né un funzionario, ma un semplice ostinato fedele che non ha nulla di distintivo rispetto alla folla degli altri fedeli. Il mio zelo è invisibile, discreto, non soggiogante: questo libro ne sarà – credo – l’unica testimonianza esteriore. Questa appartenenza mi conferisce e mi accorda una libertà inaudita. Una libertà di cui non avevo mai avuto prima la benché minima idea, e neppure il presentimento. È solo di questa libertà che voglio parlare».
Destinatari
Un vasto pubblico di religiosi e laici, credenti e non.
Punti forti
L'autore è una delle voci più importanti del panorama cattolico francese, impegnato in un volume agile e di alto valore culturale.
L’autore
Nato nel 1951, a Parigi, Patrick Kéchichian è stato giornalista e critico letterario del quotidiano «Le Monde» per oltre venticinque anni. Oggi collabora con molti giornali e periodici, fra cui «La Croix», «La Revue des deux mondes» e «Art Press». Ha pubblicato: Les usages de l’éternité. Essai sur Ernest Hello (1993); Les origines de l’alpinisme. Exercises spirituels (2001); L’aiguille de minuit. Carnets de l’alpiniste (2004); Des princes et des principautés. Pamphlet (2006). Infine, con il filosofo e teologo Stanislas Breton e con Philippe Morel, professore di storia dell’arte, La conversion de Paul (2001).
La scomparsa del vecchio Dio non ha forse spianato la via a un nuovo modo di cercare, amare e pensare la divinità? La sospensione delle certezze dogmatiche non ha forse dischiuso la possibilità per un rinnovato stupore religioso? Situati sul crinale tra teismo e ateismo, abbiamo ora l'opportunità di rispondere in modo più libero alle cose che non possiamo capire. Il filosofo irlandese Richard Kearney chiama questa condizione ana-teismo, o ritorno a Dio dopo Dio - un momento di ignoranza creativa che significa una rottura con le certezze precedenti e ci invita a forgiare nuovi significati a partire dalle sapienze più antiche. La religiosità ritrovata nella sospensione degli assoluti, sia teistici sia ateistici, si caratterizza come apertura allo straniero nella scommessa tra ospitalità e ostilità verso l'altro. Ana-teismo conia un nuovo dominio concettuale per la spiritualità del terzo millennio: accettare che non possiamo mai essere sicuri circa Dio è l'unico modo per riscoprire una sacralità nascosta nella vita di ogni giorno e meravigliarsi della divinità del quotidiano. Come scrive Vattimo nella sua introduzione: "L'anateismo non è solo, in definitiva, il momento di sospensione e di vuoto destinato a trovare "di nuovo" una fede "piena", più o meno affine alle fedi tradizionali, ma un atteggiamento che deve accompagnare ogni fede ritrovata"
La presente opera di Küng sulla giustificazione si colloca nella linea del dialogo tra teologie di diverse confessioni. La prima parte del volume mira a una lettura obiettiva di K. Barth; la seconda parte è lo sviluppo della dottrina cattolica sulla giustificazione fondato su una penetrante analisi delle definizioni e dichiarazioni infallibili del magistero.
L’opera, ormai collaudata in campo internazionale, è una organica trattazione ecclesiologica che si articola in cinque parti: 1. La Chiesa reale; - 2. Sotto il Regno-di-Dio che viene; - 3. La struttura fondamentale della Chiesa; - 4. Le dimensioni della Chiesa; - 5. Il servizio nella Chiesa.
Il volume si prefigge due obiettivi: offrire un contributo sia alla cristologia in generale che alla comprensione teologica della filosofia hegeliana in particolare.
Un orientamento etico globale del famoso teologo Hans Kung.
Il volume contiene uno studio sulle vie della salvezza divina dei non cristiani attraverso l’esame del pensiero dei Padri conciliari grazie alle ricerche effettuate sui documenti: Ad Gentes, Gaudium et spes, Lumen gentium, Dignitatis Humanae, Nostra aetate e le diverse interpretazioni di questo approccio alla luce delle linee guida stabilite dalla Dominus Iesus.

