
L’opera si presenta come un saggio di cristologia, che si propone di superare il divario tra teologia accademica e fede responsabile dei fedeli.
Un’opera magistrale, che guida alla scoperta dell’autentica esperienza del cristianesimo, in modo che salvezza, redenzione, grazia riacquistino la loro pienezza di significato per la vita dell’uomo.
Un grande libro, che è come il testamento di un grande teologo, che da oltre mezzo secolo è partecipe delle speranze e delle lotte del popolo cristiano, e che non ha altra passione se non quella di dire ciò che Dio significa per gli uomini e le donne del nostro tempo.
L'autore chiarisce il principio sacramentale della rivelazione, poi presenta i sacramenti della chiesa, infine sviluppa una definizione analitica dei sacramenti della chiesa.
Schillebeecks e autore di due grandi opere sulla cristologia e la soteriologia. Nel presente volume affronta le critiche e fa il punto sulla sua posizione.
Agile ma densa sintesi sul ministero della chiesa.
Come possiamo credere oggi? Su quali vie possiamo far esperienza di Dio? Qual e il nesso tra la nostra esperienza di uomini e la nostra fede in Cristo?
Il teologo fiammingo riassume in questo libro le linee fondamentali della sua ricerca teologica.
Nell'altro, nel suo mondo e nei suoi vissuti, non bisogna scorgere soltanto negatività o criticità, nell'altro e dall'altro vengono fuori, lasciando che emergano, potenzialità e risorse: nell'altro ci sono io, ci siamo noi, c'è il nostro vissuto, la nostra storia, c'è la nostra umanità. L'altro viene sempre prima di me. Per questo è sempre più urgente e necessario dare il primato all'altro. Prima l'altro! Il che vuol dire, fondamentalmente, prima la persona umana! [...] L'altro prima di me significa che c'è una infinità di cose che mi e ci oltrepassano. Il prima di me è l'affermazione, ma soprattutto l'evocazione e l'invocazione, che allude ad un riferimento e ad un orizzonte per ripensare l'umano in modo sempre più essenziale e radicale. È sempre più necessario e urgente, infatti, nell'attuale contesto culturale, sociale, politico, religioso, ritrovare questa priorità per non abbandonare l'umano che è in noi. Mi pare importante porre all'attenzione di tutti questa priorità che si presenta sempre di più come la vera emergenza, per l'uomo del nostro tempo: se vogliamo ancora rimanere umani occorre riconoscere l'altro in quanto altro, nella sua alterità a partire anzitutto dalla sua precedenza temporale ed ontologica.

