
Con questo libro l’Autore non si limita ad una semplice esposizione della teologia dell’apostolo Paolo, ma si impegna in una ‘ripresentazione attualizzante del suo messaggio’. È l’opera di un grande esegeta che si pone al servizio del rinnovamento della teologia, della predicazione e della catechesi.
Dalla quarta di copertina:
Con questo libro l'Autore intende presentare una teologia paolina nei suoi tratti fondamentali.
Non si tratta però di una esposizione della teologia dell'apostolo Paolo, storicamente ricostruita a partire dalle sue lettere e vista come parte di una più ampia teologia del Nuovo Testamento. L'Autore, partendo dalla sua esperienza di esegeta, che lo colloca tra gli studiosi più eminenti di s. Paolo del nostro secolo, intende con quest'opera affrontare un lavoro teologico e pastorale ad un tempo, e cioè ripresentare le linee fondamentali di una teologia che si ispiri al messaggio delle lettere paoline e ricuperi così alla teologia, alla predicazione e alla catechesi odierne la forza espressiva e la capacità di convinzione, che sono proprie della teologia paolina.
Non una semplice esposizione, dunque, della teologia dell'apostolo Paolo, ma «una ripresentazione attualizzante del suo messaggio». È l'opera di un grande esegeta, che si pone al servizio del rinnovamento della teologia, della predicazione e della catechesi.
Solo a torto Hans Küng (1928-2021) potrebbe essere ridotto a "teologo ribelle" oppure a "contestatore del papa". Perché è stato precursore e visionario, ottenendo ascolto in settori come l'economia e la politica. È stato prete e pastore, abituato a porgere orecchio alle preoccupazioni di chi gli si rivolgeva in cerca d'aiuto. È stato uno dei pochi teologi conosciuti e rispettati anche da un pubblico laico e da rappresentanti di altre fedi religiose, in tutto il mondo. La sua emozionante biografia intellettuale non solo è stata plasmata da temi diversissimi, ma ha anche mostrato tante sfaccettature differenti. Lo spettro di argomenti coperti dalla sua opera teologica è semplicemente impressionante, così come il suo impegno indefesso per un rinnovamento della teologia, per la riforma della chiesa, per l'ecumenismo, per il dialogo interreligioso e per un'etica globale. Nei contributi di questo libro, amici, teologhe e teologi rendono omaggio dalle più diverse prospettive all'opera multiforme di Küng e mostrano l'importanza duratura del pensiero di questo autore d'eccezione. «Ho ricevuto in dono una vita ricca sotto tutti i punti di vista. Non sono "stanco della vita", bensì "pago della vita": così come, secondo la Bibbia, sono morti "sazi di giorni" sia Abramo e il re Davide, sia Giobbe» Hans Küng.
L'opera, un classico del grande filosofo tedesco, costituisce una geniale introduzione alla moderna teologia protestante
Discorsi a quegli intelletuali che disprezzano la religione
Il libro è una raccolta di saggi che analizzano la storia del pensiero economico dal punto di vista della fede cristiana. Si concentra su quelle scuole di pensiero che hanno avuto un maggiore peso nel corso dei secoli, per sottolineare quale sia stato l'eventuale contributo proveniente dalla tradizione cattolica o piuttosto il suo giudizio al riguardo. Il testo ripercorre le tappe fondamentali del pensiero economico a partire dalla Scuola Francescana e Scolastica, attraversa le fasi del mercantilismo e degli economisti classici, fino ad arrivare alle importanti tradizioni sviluppatesi tra il XIX e il XX secolo. Gli ultimi tre scritti presentano alcuni aspetti ritenuti particolarmente rilevanti oggigiorno: la relazione tra economia ed ecologia, quella tra economia e libertà e infine il messaggio di Papa Francesco all'economia. Nei diciassette contributi che costituiscono il volume confluiscono le presentazioni che i vari autori hanno esposto nel corso dei "Seminari di Storia del Pensiero Economico e Fede Cristiana": un ciclo di incontri, svoltisi tra il 2010 e il 2016 presso la Pontificia Università della Santa Croce, organizzati dal Centro di Ricerca Markets, Culture and Ethics.
La convinzione che tutti gli uomini nascano liberi e uguali per dignità appare nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1948, ed è stata da allora accolta in numerose costituzioni e trattati internazionali. Il concetto di dignità umana ha la funzione di una formula inclusiva, che coinvolge tutti gli uomini ponendoli sullo stesso piano e crea una simmetria tra lo Stato e l'individuo inteso come persona. Questa idea di dignità dell'uomo, pur avendo radici precristiane ed extracristiane, si deve in primo luogo al cristianesimo. Il libro intende prendere in esame il contributo specificamente cristiano all'idea moderna di dignità dell'uomo nello Stato secolare, analizzando il sacro deposito della rivelazione di cui si nutre la fede: la Bibbia e i testimoni privilegiati della Tradizione, i Padri della Chiesa.
"Il titolo del libro racchiude il suo mondo teologico-pastorale. Un popolo in cammino con Dio richiama la dimensione ecclesiale del pensare la morale nel contesto delle attuali situazioni di vita. Il fondamento trinitario della sua proposta teologica mostra come la vita e l'insegnamento di Gesù Cristo siano il discriminante per ogni sano discernimento nell'agire concreto del popolo di Dio. È evidente che la sua riflessione non è chiusa in se stessa, ma è aperta ad ogni sovvertimento dello Spirito Santo. In effetti il camminare insieme postula il desiderio di dialogare e di pensare insieme, sempre pronti, guidati dallo Spirito, a dare ragione della fede in Gesù Cristo. Con questo suo lavoro intendeva aprire nuovi varchi per lo studio della morale, proponendo un metodo interdisciplinare che riguardava non solo ad intra le discipline teologiche, ma che poteva interagire con i dati della sociologia, della psicologia e di altre scienze umane." (Dalla presentazione di Francesco Asti)
P. Schillebeeckx compie novant'anni. Francesco Strazzari, che una decina di anni fa aveva già permesso al pubblico italiano d'incontrarlo nel libro-intervista Sono un teologo felice, torna a fargli visita nella sua stanza di Ber en Dal, dove, pur nella fatica dell'età e della malattia, egli prosegue operoso i suoi studi: "Non so se farò in tempo a finire il libro sui sacramenti... I sacramenti sono la festa di Dio e dell'uomo, e il loro fascino è un canto che sempre si espande". Ne scaturiscono appassionate confessioni di un uomo che ha fatto della sua vita una continua ricerca di Dio: "Alla mia età, dopo una lunga e laboriosa ricerca, che non è ancora terminata, vorrei dire sommessamente che la bontà di Dio ha l'ultima parola nella nostra vita, la quale è di fatto un miscuglio di senso e non senso, di salvezza e non salvezza, di disperazione e speranza". Il suo amore per la Chiesa, che mai pensò di lasciare, e le sue preoccupazioni per le sorti dell'umanità, spesso lontana da Dio, vedono la missione della prima strettamente legata alle vicende della seconda: "La Chiesa deve entrare nel mondo, non per conformarsi - guai! -, ma per essere profetica e critica... Cosa dire a coloro che hanno lasciato la Chiesa? Sono purtroppo tanti. Il loro esodo provocherà forse una specie di purificazione e porterà la Chiesa a riflettere, a proporre l'essenziale, a parlare più di Dio che di se stessa, a sentirsi più viandante che trionfante".
Il volume interpreta il mutato posto e significato di Maria in teologia.

