
Vale la pena di ascoltare la voce interiore della coscienza. La frase «Posso!» per tanto tempo è stata considerata la strada più sicura verso il successo. Una marcia che ha portato alla crisi. Non è logico che sia considerato un modello chi nuoce agli altri, tronfiamente conscio della propria importanza: consumi, mondo del lavoro, educazione, relazioni di coppia, politica, mezzi di comunicazione, scienza – le tentazioni sono grandi, per tutti. La propria coscienza è la migliore consigliera e la protezione più sicura contro le catastrofi.
Un articolato dialogo tra uno dei più noti teologi della morale in Germania e una giornalista e docente universitaria con vasta esperienza e conoscenza della cultura contemporanea.
La chiesa, sostiene il moralista tedesco Eberhard Schockenhoff, dovrebbe offrire un triplice aiuto ai credenti interessati dal fallimento del proprio matrimonio o alle persone risposate in cerca di una riconciliazione con la storia della loro vita: dovrebbe accelerare il procedimento ecclesiastico di nullità; ammettere, a condizioni accessibili, ai sacramenti; tollerare un secondo matrimonio civile come via d'uscita responsabile dal vicolo cieco prodotto dalla rottura del primo matrimonio.
Il discorso della montagna non dà risposte rassicuranti, a buon mercato, ma pone domande decisive, nel rispondere alle quali viene interpellata da cima a fondo la nostra condotta di vita. Tradurre per il nostro presente il discorso tenuto da Gesù in Matteo 5-7 esige grande onestà, richiede cioè che lo si accetti come una spina nel fianco del cristianesimo. La tentazione di "addomesticare" le Beatitudini e le cosiddette antitesi di Gesù, per disinnescarne il potenziale dirompente, è sempre dietro l'angolo. Schockenhoff, noto teologo tedesco studioso di etica, raccoglie la sfida di leggere il testo in modo rigoroso e credibile, cercando di applicarne le sollecitazioni esigenti alle sfide etiche del presente - nell'ambito privato dell'esistenza personale, nella convivenza sociale degli uomini e nella cooperazione tra i popoli nel sistema internazionale degli stati.
I martiri sono più un fenomeno di oggi che un ricordo di ieri. O meglio: in tutti i tempi, incluso il presente, vi sono stati ovunque cristiani che hanno affrontato liberamente la morte per la loro fede o per il loro impegno per la giustizia. Dall'estrema fermezza di questi testimoni della fede - che disprezzano il dolore e ambiscono alla vita eterna - arriva un segnale inquietante, provocatorio, scomodo per i cristiani "normali". Che cosa significano i martiri per la vita di una chiesa mondiale e per la testimonianza da rendere al vangelo? È sufficiente porre la propria vita al servizio di una causa per la quale morire? E se uno decide di votarsi al sacrificio volontario, ciò deve per forza avere un senso anche per altri, per la fede e la vita di tutti i cristiani? E, infine: che cosa distingue un martire da un fanatico attentatore kamikaze? Riandando all'originaria teologia del martirio e prendendo posizione contro un utilizzo inflazionato del concetto, il libro approfondisce questi temi e li mette in relazione con la testimonianza dei tanti martiri contemporanei.
Abitato dal rumore, stressato dalla frenesia, perso sui marciapiedi del caos, l'uomo d'oggi ha bisogno di riscoprire i sentieri del silenzio per ritrovare la parte più vera di se stesso e per incontrare il Signore. Mezzo privilegiato per fare esperienza di Dio nel silenzio è la meditazione che coinvolge mente e cuore, corpo e Spirito. Gli autori di questo testo, attingendo con sapienza ad alcuni filoni aurei della tradizione contemplativa orientale e occidentale, hanno scelto di insegnare una audace direttissima spirituale per condurre la persona nelle profondità del proprio cuore e aiutarla a scoprire che proprio lì abita Dio.
Da alcuni decenni ormai si osserva una grande vivacità nel campo della teologia dei sacramenti, tutta una ricchezza di nuove indicazioni, accenti e spunti. Il volume ritesse in riuscita sintesi il nuovo materiale storico e sistematico.
Dalla quarta di copertina:
Da alcuni decenni ormai si osserva una grande vivacità nel campo della teologia dei sacramenti, tutta una ricchezza di nuove indicazioni, accenti e spunti. Il volume ritesse in riuscita sintesi il nuovo materiale storico e sistematico.
Questo compendio di teologia dei sacramenti riesce ad assumere i tanti aspetti di questo ripensamento e a inquadrarli in una prospettiva che, da un lato riesca davvero a cogliere la tematica nel suo complesso, ma dall'altro offra anche un'informazione sufficientemente dettagliata a chi desidera rapidamente orientarsi nelle questioni singole.
«Un'opera che è ormai un classico della teologia dei sacramenti del XX secolo» (Jüngel).
Moglie di Abramo e madre di Isacco, Sara è una figura chiave nella Bibbia anche solo per il suo ruolo nella nascita del popolo di Israele. Per gli studiosi tradizionali, tuttavia, è spesso un personaggio insignificante, passivo, quando non una donna meschina, dura ed egoista. Tammi J. Schneider la rilegge in ottica femminista mettendola al centro della storia della Genesi.
Negli snodi cruciali della vita – la nascita e la morte, l’ingresso nell’età adulta o il matrimonio… – i rituali vengono in aiuto dell’uomo, in tutte le culture. Così pure i sacramenti cristiani: sono segni efficaci della benefica vicinanza di Dio, che lui stesso ci dona per accompagnarci e offrirci sostegno lungo il cammino.
Dalla quarta di copertina:
Soprattutto in alcuni momenti di svolta della nostra vita, avvertiamo che essa è legata a contesti che esistevano prima di noi e ci saranno dopo di noi. In occasione di eventi importanti i rituali ci accompagnano e ci sostengono nelle relazioni con gli altri e con noi stessi.
Nella tradizione cristiana i sacramenti ci aiutano a dare forma a simili momenti di passaggio. Essi sono un segno del fatto che ci viene donata la benefica vicinanza di Dio.
Queste sante celebrazioni sono rese accessibili in questo libro con una introduzione pratica.
In questo libro-intervista, Monsignor Athanasius Schneider offre un incisivo e cristallino esame sulle controversie che infuriano nella Chiesa e sulle questioni più urgenti del nostro tempo, offrendo chiarezza e speranza ai cattolici sotto assedio. Egli affronta temi come la diffusa confusione dottrinale, i limiti dell’autorità papale, i documenti del Vaticano II, la Fraternità San Pio X, le ideologie anticristiane e le minacce politiche, il Terzo Segreto di Fatima, il Rito Romano tradizionale, il Sinodo sull’Amazzonia e molti altri. Come il suo patrono del quarto secolo, Sant’Atanasio il Grande, Monsignor Schneider dice cose che altri non dicono, seguendo senza paura il consiglio di San Paolo: “annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e importuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina” (2 Tm 4,2). Le sue intuizioni sulle sfide che oggi il gregge di Cristo deve affrontare, sono una lettura essenziale per coloro che sono, o che vogliono essere, attenti ai segni dei tempi. Ricordando il Rapporto Ratzinger del 1985, Christus Vincit sarà un punto di riferimento fondamentale per gli anni a venire.
La società è smarrita e confusa riguardo a Dio, la morale e l’eternità. I cattolici subiscono persecuzioni, anche all’interno della Chiesa, per il solo fatto di vivere la loro fede. I sacerdoti che denunciano errori e corruzione nella propria gerarchia vengono emarginati e puniti dai loro superiori. I pochi vescovi rimasti fedeli all’insegnamento immutabile di Cristo vengono ripresi, "cancellati" ed esiliati, perfino dal Papa. I cattolici legati alla liturgia di sempre vengono allontanati dalle loro parrocchie e costretti a rifugiarsi dove capita. Questa è una descrizione della Chiesa cattolica del IV secolo, che però è perfetta per descrivere anche il nostro presente. In questo libro monsignor Athanasius Schneider offre una trattazione sistematica di oltre 130 errori dottrinali, dall’antichità fino a oggi: solo fuggendo l’eresia e abbracciando la verità sarà possibile scoprire le radici ideologiche della nostra epoca e individuare l’origine della distruzione della vita spirituale.

