
Rivista quadrimestrale della Facoltà Teologica della Pontificia Università Lateranense. Dal 1976 ha sostituito la benemerita collana con lo stesso titolo, già presente dal 1919 nella quale si distinsero eccellenti monografie, soprattutto di carattere storico-positivo, a firma di insigni studiosi quali Casamassa, Pio Paschini, Michele Pellegrino, Michele Maccarone, Pietro Parente, Antonio Piolanti, Andrea Combes. Oggi la Rivista si inserisce nel dibattito teologico contemporaneo, soprattutto come espressione dei seguenti indirizzi di specializzazione della medesima Facoltà: Teologia Fondamentale/Scienze della religione, Cristologia, Ecclesiologia, Pastorale, Dottrina sociale della chiesa. Oltre ai fascicoli contenenti liberi contributi, ciò emerge particolarmente da alcuni numeri monografici. Negli ultimi dieci anni sono stati pubblicati: Formazione teologica e formazione al presbiterato (1990), La teologia per l'unità d'Europa (1992), Il giorno di solitudine di Antonio Rosmini (1993), La Dei Verbum trent'anni dopo (1995), La dottrina sociale della chiesa (1997), L'educazione cristiana delle prime età della vita (1997), Lo Spirito di Dio-Dio come Spirito (1998). Il rigore scientifico che caratterizza la Rivista non è di ostacolo alla sua diffusione anche al di fuori di un ambito strettamente scientifico-accademico, anzi la rende particolarmente interessante per chi si accosta al sapere teologico e agli interrogativi che esso pone e riceve dalla cultura contemporanea.
In Teologia pastorale, le dinamiche socio-culturali che plasmano il concreto porsi storico della Chiesa diventano responsabilmente materia di riflessione teologica, non in nome di adattamenti posticci o della ricerca di “teologie attuali”, ma della fedeltà al Vangelo. Molte delle trattazioni che assumono la denominazione teologico-pastorale paiono risentire delle dinamiche socio-culturali senza avvedersene e s’illudono di tracciare il profilo dell’identità dell’azione ecclesiale ponendosi semplicemente di fronte a quelle stesse dinamiche culturali: finendo così, con la pretesa di esserne immuni, per subirne il trascinamento.
Rivista della Facoltà di Teologia, n. 3/2009.
"La nostra riflessione in questo 'simposio' - riconoscendo evidentemente la fons nell'actio liturgica (la 'lex orandi'), e intendendo collocarsi in continuità col precedente simposio del 2008 (che trattava della 'lex credendi') - verte specificamente sulla vita cristiana, sulla prassi morale e sull'esperienza spirituale del credente: la lex vivendi, agendi, evangelizandi. Più precisamente vogliamo indagare sull'insegnamento della teologia morale e della teologia spirituale, ed insieme intendiamo verificare anche la 'scienza dell'agire ecclesiale', cioè la teologia cosiddetta pastorale, in riferimento alla prassi della Chiesa nella sua azione salvifica. [...] Il primo livello della nostra riflessione riguarda la prassi e l'esperienza della fede cristiana, a partire dal nucleo originante: Gesù Cristo Risorto. Il secondo livello riguarda l'insegnamento della prassi cristiana, da parte della 'teologia' come 'intelligenza della fede'» (dalla relazione introduttiva).Il volume contiene gli Atti della quarta edizione del seminario di studio (15-17 settembre 2010) organizzato dalla Facoltà di S. Teologia della Pontificia Università Lateranense per i docenti degli Istituti Teologici e di Scienze Religiose, associati a vario titolo alla stessa Facoltà, volendo offrire un aggiornamento nelle discipline di teologia morale, teologia spirituale e teologia pastorale.
Rivista della Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense, n. 1/2012.
Che cosa s'intende per pastorale giovanile? A proposito della fede dei giovani, si può dire che siano solo diversamente credenti rispetto al mondo degli adulti? Rappresentano per la Chiesa un riflesso o una profezia? Ancora: la pastorale che li riguarda rischia di essere una proposta senza interlocutori? In campo educativo occorre forse agire diversamente, in prospettiva di rottura? Ed infine: alla luce di tante e diverse sollecitazioni, da dove ripartire con e per la pastorale giovanile? Queste domande inevitabilmente risuonano come altrettanti interrogativi posti all'agire pastorale della Chiesa nel suo insieme.
La gioia cristiana è frutto di una relazione, possibile per l'iniziativa di Dio e per la risposta dell'uomo. La gioia del vangelo segnala la presenza del Signore e il nostro dimorare in Lui, che riscatta la tristezza prodotta dal peccato. Papa Francesco ha scelto il registro della gioia per la sua prima Esortazione apostolica. Per rispondere all'esigenza di una riflessione teorico-pratica dei temi posti dal documento e per favorirne una recezione intelligente nella prassi pastorale, il Pontificio Istituto Pastorale Redemptor Hominis ha tenuto la sua annuale giornata di studio su "Evangelii Gaudium: una lettura teologico-pastorale".
Lateranum, di periodicità quadrimestrale, è la rivista della Facoltà di S. Teologia della Pontificia Università Lateranense. In essa i docenti della Facoltà propongono i frutti della loro attività di ricerca e di insegnamento nell’ottica del sapere interdisciplinare. Negli ultimi decenni la rivista ha contribuito in modo determinante al profilarsi delle linee di pensiero di quella che può a buon diritto definirsi “scuola lateranense”. I destinatari sono gli specialisti in teologia e in discipline affini, ma anche i formatori, gli studenti e tutti coloro che desiderano entrare in dialogo sui temi appartenenti all’ampio universo del credere cristiano e della sua attuazione storica.

