
È un libro sul volontariato. L'autore prende in esame i comportamenti che mettiamo in atto per aiutare gli altri. Possiamo interpretare i comportamenti di aiuto da varie prospettive. Qui l'autore lo fa dalla prospettiva della psicologia sociale, una scienza che cerca di capire i perché, i motivi, i fattori che entrano in gioco nel comportamento sociale, nell'interazione con gli altri e nell'influenza che reciprocamente esercitiamo attraverso i nostri comportamenti. Il desiderio dell'autore è che il testo possa servire a capire ciò che facciamo, e perché lo facciamo, quando aiutiamo gli altri o vogliamo farlo.
L'autore ripercorre l'itinerario spirituale di Etty Hillesum, come omaggio, a settanta anni dalla sua morte nel campo di sterminio di Auschwitz. La giovane ebrea, inizialmente, lontana da Dio, lo scopre guardando in profondità dentro se stessa e con l'aiuto di un'assidua preghiera. Il libro di Fratel MichaelDavide si pone come modello per un percorso spirituale proponibile anche alle nuove generazioni con il pressante invito a cercare Dio nella propria vita, partendo dall'incontro vero e profondo con la propria realtà di persona umana.
Si tratta del diario di 7 giorni nel monastero benedettino all'isola di San Giulio, guidato da Madre Anna Maria Cànopi. Un diario tenuto nascosto nel cuore dell'autore, prima che l'amico giornalista Valerio - che lo aveva accompagnato - lo scoprisse nel suo computer, e decidesse di sottoporlo alla Madre. Nel diario, con le riflessioni personali dell'autore si incrociano le presenze di altri ospiti del monastero come anche i ricordi di nonna Angelina con il suo Rosario, della zia Caterina dall'Argentina, dell'amico Mino Reitano? E sparsi alla fine di ogni giornata, alcuni messaggi e-mail con la corrispettiva risposta, datati anno 2015 (il diario è del 2013!), ossia due anni dopo la sosta al monastero, tra Valerio e Madre Cànopi, sui passaggi significativi delle riflessioni del ritiro: la rinascita nello Spirito, la speranza, il perdono, il dolore innocente? Conclude (si fa per dire!) una corposa Postfazione (ben 40.000 caratteri), scritta proprio da Valerio che ripercorre la storia del diario e la propria, con riflessioni sulla fede e con numerosi interventi di Madre Cànopi, a cui egli continua a porre i propri interrogativi.
“Segui il tuo cuore” è una vera e propria dichiarazione di fede che sentiamo tutti i giorni in libri, film e canzoni. Ma il nostro cuore spesso ci inganna.
Errori e delusioni sono l’amaro frutto delle scelte che facciamo quando ci illudiamo di sapere sempre cos’è meglio per noi. Abbiamo bisogno di essere guidati dall’unica Persona che sa davvero cos’è meglio per noi: Dio.
Attraverso 31 meditazioni tratte dalla Bibbia questo libro ci aiuterà a riallineare la bussola del cuore.
INDICE DEL LIBRO
1. Non seguire il tuo cuore
2. L’insensatezza di appoggiarsi sul proprio discernimento
3. Quanto coinvolgi Dio nei dettagli della tua vita?
4. Il radioso disegno di Dio dietro i suoi dolorosi provvedimenti
5. Dio è all’opera nei tuoi giorni ordinari
6. A Dio piace il buon vino
7. Ci lamentiamo troppo facilmente
8. Come possiamo rendere grazie in ogni cosa?
9. Le inaspettate risposte di Dio
10. Ciò che Dio dà quando toglie
11. L’inestimabile grazia della pressione
12. La via è angusta, ma Lui è potente
13. Dove satana ti attaccherà oggi
14. Le tue emozioni sono un indicatore, non una guida
15. Sei straordinari benefici delle semplici preghiere quotidiane
16. Che cosa tralasciare per avere una vita abbondante
17. Quando Dio sembra crudele
18. Quando Dio, nella sua misericordia, guasta i nostri piani
19. Quando Dio sembra in silenzio
20. Quando sembra che Dio ti punisca
21. Fino a quando, o Signore?
22. Perché la volontà di Dio non è sempre chiara
23. Perché spesso le cose non hanno senso
24. Cambierai il mondo
25. La decisione più coraggiosa che puoi prendere
26. Amare il prossimo che non abbiamo scelto
27. Attenzione allo specchio
28. La moschea sul monte
29. Vivi da senzatetto, nostalgico e libero
30. Gesù non ti lascerà da solo
31. Quando la perfezione sarà venuta
JON BLOOM è autore di diversi libri e cofondatore di un importante sito di informazione evangelica. Laureato in teologia alla Bethel University, vive con sua moglie Pam e i suoi cinque figli a Minneapolis.
Chi sono i pifferai magici che, come il flautista di Hamelin, negli ultimi decenni hanno incantato il mondo costringendo un numero sempre più alto di persone a seguirli, abbandonando il mondo dell'etica, quel mondo che, nonostante tutte le sue fragilità, ha permesso fino a tempi recenti all'essere umano di mantenere la sua specificità? Ormai, tutto quello che si può fare, si fa. E le voci che ancora si levano in difesa della misteriosa complessità della vita e della persona vengono ridicolizzate, tacciandole di medioevale oscurantismo. L'uomo non è più un fine, ma soltanto un mezzo e, in quanto mezzo, può essere usato in tutti i modi possibili. Il fatto che il numero di disturbi mentali, di depressioni, di malattie autoimmuni sia sempre più alto non inquieta più nessuno, così come non turba il fatto che il paganesimo sia tornato prepotentemente nella nostra civiltà e che proprio questo paganesimo abbia annullato la responsabilità individuale del male. Il fato decide per noi. Non esiste più il bene, non esiste più il male, non esiste più il giudizio sulle nostre azioni e, anche quando queste sono efferate, siamo convinti di avere diritto all'happy end. Queste riflessioni fatte nel corso degli ultimi anni cercano di mettere a fuoco il progressivo declino della nostra civiltà, incantata dalla suadente musica di questi astuti orchestrali che tutto hanno a cuore tranne il bene dell'umanità.
Questo libro racconta, in primo luogo, le irraggiungibili grandezze della vita piccola. Guarda all'infanzia non semplicemente come a una età della vita, ma come a un punto di verità da cui poter esplorare il mondo, sino a incrinare e a scalzare la logica fin troppo consolidata secondo cui il bambino viene prima dell'uomo e in esso si realizza. Occorre invece rovesciare la prospettiva: sono i piccoli a incarnare la piena creaturalità dell'umano, proprio in quanto creature incompiute e imperfette. Ma come un bambino sviluppa anche un secondo, più ardito azzardo: quello di accostare la parola letteraria a quella delle Scritture, usando l'una e l'altra come esegesi della vita. Le poche ma significative parole tratte dai testi biblici si intrecciano con il nudo palpitare della vita infantile, i sussulti, le paure, gli stupori, le passioni del bambino così come vengono narrate in alcune grandi scritture del Novecento: da Rainer Maria Rilke a Alice Munro, da Alberto Savinio a Thomas Bernhard, da Marina Cvetaeva a Aharon Appelfeld.
Percorrendo di vetta in vetta l'intera Sacra Scrittura, le pagine di questo libro fanno rivivere in prima persona la storia della salvezza. Il santo pellegrinaggio inizia con Abramo dal monte del sacrificio, quasi a dire che il punto di partenza di ogni cammino spirituale è la rinunzia a se stessi per aprirsi con fede al misterioso disegno di Dio. Il panorama si apre poi sui luminosi e vasti orizzonti della santità: con Mosè presso il roveto ardente ognuno può prendere consapevolezza di essere nato per una missione che lo lega agli altri uomini, del cui destino diventa responsabile. Nessuno vive per se stesso, nessuno è lasciato solo a faticare lungo le vie della storia: salendo i monti dell'alleanza, della preghiera e della contemplazione, si fa un'esperienza sempre più profonda della vita come comunione d'amore con Dio e con i fratelli. Con il profeta Elia si affronta anche la grande sfida che il mondo con i suoi idoli lancia al credente di ogni tempo e luogo. Superata la prova, il cammino procede, alacre e appassionato, per il cristiano che, sospinto dall'amore, accetta di salire con Cristo il monte della croce per passare con Lui alla radiosa vetta della gloria.
M. Anna Maria Cànopi OSB è Abbadessa dell'abbazia «Mater Ecclesiae», Isola San Giulio (Novara), da lei fondata nel 1973. È autrice di numerose pubblicazioni, prevalentemente frutto del servizio della Parola (Lectio divina) da lei assiduamente offerto alla comunità monastica e agli ospiti. I temi dei suoi scritti sono indicativi di una spiritualità alimentata alle fonti della Sacra Scrittura e della Tradizione monastico-patristica e attenta alle attese esistenziali dell'uomo contemporaneo.
Segnaliamo almeno qualche titolo: Monachesimo benedettino femminile, Abbazia S. Benedetto, Seregno 1994; Patì per noi. Passione di Gesù secondo Matteo e «Via Crucis», Piemme, Casale Monferrato 1994; Mansuetudine, volto del monaco, La Scala, Noci 19953; Il segreto del chiostro, Piemme, Casale Monferrato 1996; I salmi. Canto di Cristo e della Chiesa, Milano 1997; Sì, Padre!, EP, Milano 1999; Lettera a Edith, Piemme, Casale Monferrato 2000; Piedini nudi. Ricordi e canti sul mistero del Natale, Interlinea, Novara 2001; Carissimi nel Signore, Piemme, Casale Monferrato 2003; Nel cuore di Maria. Meditazioni sul Rosario, EP, Milano 2003; Collana «Parole di vita», EP, Milano 2000-2001: dieci volumetti per meditare con il Vangelo sulle parole più importanti della vita: amicizia, misericordia, vita nuova, sequela, gratitudine, gioia, amore, pace, fedeltà, consolazione; Collana «Coltivare la Parola», EP, Milano 2003-2005, comprendente dieci titoli a commento di testi biblici (Michea, Rut, Parabole evangeliche, Atti, Vangeli dell'infanzia, Beatitudini)
Il monaco benedettino Henri Le Saux (1910-1973) è stato protagonista di una delle vicende teologiche e spirituali più singolari del Novecento. Egli, infatti, nel 1950, insieme a Jules Monchanin, ha prima fondato in India l'ashram di Shantivanam - che rappresenta a tutt'oggi una pionieristica testimonianza di inculturazione monastica -, ed ha successivamente condiviso la vita ascetica degli eremiti e dei monaci itineranti indù, giungendo a sperimentare, come prete e monaco cattolico, l'esperienza spirituale dell'advaita, ovverosia quell'unione mistica col divino che l'induismo vedantico legge in termini di non-dualità, che egli ha cercato di ricomprendere in chiave cristologica e trinitaria.
Poeta, scrittore e regista, per tutta la vita bollato come ateo, omosessuale e marxista, ferocemente ucciso nel 1975, in realtà Pasolini è stato un intellettuale capace di stare vicino al popolo, agli ultimi, ai deboli, agli oppressi, nel più evidente insegnamento evangelico, pur nella fragilità di un’esistenza contraddittoria. Il libro ruota intorno al Vangelo secondo Matteo, il film della sua carriera, giudicato dalla critica la miglior pellicola mai girata su Cristo e, anche se Pasolini non crede che Cristo sia il figlio di Dio, ma crede che in Lui l’umanità sia così alta, pura e rigorosa da essere divina, il libro testimonia una vita di ricerca e di comunicazione di Cristo, attraverso l’esperienza sconvolgente del Vangelo.
I cori oggi per lo più sono monocordi e assestati con ossessione sul lamento. Dentro e fuori le chiese. Quasi la terra fosse grigia, il cielo incolore, le case disabitate dallo Spirito. Terra grigia, cieli incolori, case disabitate o occhi spenti, gelidi, superficialmente fermi alla crosta delle cose e della vita? E non sarà l’assenza di cuore a farci camminare, occhi spenti, senza stupori per il vento dello Spirito che filtra ancora oggi per fessure segrete? Lui un giorno disse: «Beati i vostri occhi perché vedono». Perché vedono le fessure del vento.
«Fogli d’anima», per usare un’espressione cara a don Angelo, sulla vita, che possono essere letti in qualsiasi momento e in qualsiasi momento offrire spunti di profonde riflessioni.

