
Traduzione dall'originale francese di Maria Campatelli e Manuela Viezzoli
Esistono tante “definizioni” della preghiera negli scritti spirituali dell’Oriente cristiano. Molto varie, non concordano che in una sola affermazione: la vera natura della preghiera è indicibile, il vero maestro che insegna a pregare è lo Spirito Santo. Nonostante questo, la maggior parte degli scritti di questa tradizione sono proprio trattati sulla preghiera. Il libro, il più esauriente testo esistente sulla preghiera, concepito come una sorta di “manuale” che abbraccia tutta la tradizione, introduce al contenuto di questi trattati. In questa larga veduta d’insieme, il lettore può trovare l’apoftegma che fa al caso suo, come suggerisce Marco l’Asceta, giustificandone la pluralità: "Molti sono i modi della preghiera, l’uno diverso dall’altro: ma nessuno di essi può essere dannoso, altrimenti non sarebbe preghiera, ma opera dei demoni".
Indice: 1. Uno sguardo generale sulle fonti * 2. Il dialogo divino-umano * 3. La preghiera di domanda * 4. La preghiera del corpo * 5. La preghiera liturgica * 6. La lettura meditata * 7. La contemplazione * 8. La mistica * 9. Le disposizioni della preghiera * 10. L'esicasmo * Concusione * Bibliografia.
Una introduzione agile e sicura nei problemi teorici e pratici della preghiera.
Questo libro si inserisce all'interno di una collana più ampia che vuole guidare il lettore in un cammino finalizzato a rendere accessibile a tutti i preziosi insegnamenti di Gesù sul vivere nella Divina Volontà.
Ogni argomento viene presentato attraverso una sequenza di meditazioni che si susseguono secondo un iter cronologico che comincia dal primo volume, fino all'ultimo, rendendo chiaro e comprensibile un insegnamento profondo e spesso complesso. Dice Gesù a Luisa: «La Mia Parola è come pioggia che feconda la terra, e il segno per riconoscere se ciò che è scritto in queste pagine è frutto della Mia Parola, è se germina Virtù». (Volume VI, 12 dicembre 1905)
Lasciamoci quindi guidare da Gesù, facendo della preghiera, della parola di Dio, e dei sacramenti, il cuore vivo della nostra vita cristiana.
San Giuseppe è certamente il più amato e il più famoso fra i santi, a causa della missione che Dio stesso gli affidò: essere padre putativo di Gesù e sposo della Vergine Maria. Fu una missione a cui Giuseppe si dedicò con tutto il suo essere, custodendo, amando e proteggendo la sacra famiglia. Per questo suo privilegiato "stare" con Gesù e Maria e per il ruolo che ha ricoperto, con valore salvifico, è stato nominato da Pio IX protettore della Chiesa universale. Questa raccolta di preghiere e pie pratiche di devozione vuole essere un aiuto per pregare San Giuseppe con fiducia e amore, perché possa esercitare ancora la sua intercessione per la Chiesa e per il mondo, aiutando ogni credente a conformarsi a Gesù e a superare ogni ostacolo, o vincere ogni tentazione, che lo blocca nel cammino, confortandolo nel dolore e facendogli sentire la stessa tenerezza paterna con cui ha accompagnato il Figlio di Dio su questa terra.
Sono istanti "contemplativi" più che preghiere e riflessioni quelli che vengono qui proposti. Vannucci le chiamerebbe "calma delle soste", momenti raccolti nell'incanto del principio, nel seno della "Parola creatrice". Vi è una sapienza che dilata il cuore, dà respiro alla mente, sapore ai gesti, solleva la quotidianità dal banale, immette nell'immensità del divino e dell'umano insieme.
I salmi sono preghiere, opera di uomini, in cui la presenza e l'ispirazione di Dio continuano: il «Tu» che parla in essi è veramente Dio, dal quale riceviamo una risposta, una luce, una guida, una consolazione all'interno della storia della comunità e di ciascuno di noi. I salmi sono un dialogo con il Signore sulla storia e sulle situazioni dell'esistenza umana. In essi c'è la voce dello Spirito, e Gesù Cristo li ha pienamente attualizzati, oltre che averli ampiamente pregati. Così anche noi, pregandoli, ci apriamo alla presenza e alla risposta di Dio.
Preghiere in un soffio. Pochi secondi. Un sussurro, a volte un breve grido. Piccole perle nell'oceano di orazioni sollevate al cielo. A volte di anonimi, altre volte di poeti e personaggi famosi, altre ancora di mistici: invocazioni spontanee nate dalle vicende quotidiane o il sunto di una vita intera di relazione con Dio, il prossimo e la vita.Non sono parti di preghiere più lunghe. Sono come le piante "bonsai": piccole. Si colgono con uno sguardo, affascinanti per la loro bellezza nella quale sono racchiuse la supplica e la lode, la fiducia e l'abbandono, il ringraziamento e la lamentazione.Gandhi affermava che «nella preghiera è meglio avere un cuore senza parole, che parole senza cuore». E Giovanni Climaco: «Quando preghi non cercare parole complicate, perché il balbettio semplice dei fanciulli tocca il Padre che è nei cieli». Le semplici orazioni di questo libro vogliono essere vere e proprie «preghiere del cuore».
«Nel 1987, nell’isolamento a Hoa-ma (Hanoi), ho voluto raccogliere per iscritto le meditazioni, le riflessioni di ogni giorno, sotto il titolo Preghiere di speranza: in particolare, si tratta di una testimonianza di amore e di riconoscenza... Mi domanderete: "Come ha potuto portare con sé fuori dalla prigione ciò che ha scritto?". Riconosco che è stata un’avventura. Le guardie, all’inizio mie nemiche, col tempo sono diventate mie amiche, grazie all’amore di Gesù in mezzo a noi e per il nostro amore reciproco. Una di loro mi ha suggerito: "Scriva in una lingua straniera, metta in copertina: Esercizi di lingua straniera, con il pretesto di esercitarsi per non dimenticare tutto dopo anni di prigione".
È ciò che ho fatto. Ho scritto su carta per brutta copia procuratami dai carcerieri, apponendo sulla copertina (una pagina di giornale) la scritta: Studio di lingua straniera. Ho scritto in italiano; ho scelto l’italiano perché, in Vietnam, questa lingua è meno conosciuta dell’inglese e del francese. Ora condivido con voi le gocce di acqua fresca che il Signore ha fatto cadere per farmi vivere durante il mio lungo pellegrinaggio attraverso il deserto» (dall’Introduzione).
François-Xavier Nguyen Van Thuan, nato nel 1928 a Hue (Centro Vietnam), è stato ordinato sacerdote nel 1953 e ha conseguito la laurea in diritto canonico a Roma nel 1959. Vescovo di Nhatrang dal 1967 al 1975, è stato nominato arcivescovo coadiutore di Saigon (Hochiminhville) da Paolo VI. Dopo pochi mesi, però, con l’avvento del regime comunista è stato arrestato ed è rimasto in carcere dal 1975 al 1988. Attualmente è vicepresidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. Tra i vari libri, scritti di nascosto durante la prigionia, Il cammino della speranza (Città Nuova, Roma 1992) è stato pubblicato in otto lingue.
"Da più di quarant'anni lavoro tra disperati, e mi sono accorto che le poche pecorelle salvate si sono salvate più a mia insaputa che per le mie qualità terapeutiche, pastorali, rieducative. Sono un po' come due discepoli di Emmaus, delusi dal profeta morto e traditi da una proposta di vita più grande di loro. Troppo tardi ho capito che non devo pregare per salvare gli altri, e che non devo pregare nemmeno per salvare me stesso. Devo pregare per vivere, non per salvarmi. Sono arrivato, dopo tante fatiche, a capire che pregare non è una fatica, ma l'ossigeno dell'anima. Mi viene tanto da ridere pensando ai tempi nei quali mi stendevo per terra, mi inginocchiavo sulle mattonelle, mi obbligavo a veglie faticose, ascetiche, quasi contro natura. Pregare è come parlare; parlare è come vivere. Vivere non si può senza incontrare qualcuno che si accorge di te, che ti saluta, che ti sorride, che ti meraviglia, che ti obbliga a domandarti: chi è? Perché ti ama?".

