
Sezione monografica: Costruzioni dell'eresia nel cristianesimo antico- Enrico Norelli, Introduzione - F. Stanley Jones, Jewish Christians as Heresiologists and as Heresy - Tobias Nicklas, Die Darstellung von innergemeindlichen Gegnern in der Offenbarung des Johannes - Enrico Norelli, Marcione e la costruzione dell'eresia come fenomeno universale in Giustino Martire - Carla Noce, L'accusa di eresia rivolta ai montanisti: la testimonianza del De ieiunio adversus psychicos di Tertulliano - Éric Junod, Les hérétiques et l'hérésie dans le "programme" de l'Histoire ecclésiastique d'Eusèbe de Césarée
In questo numero: BERTOLETTI I., Retorica delle riforme costituzionali e unità della Nazione. Il morire tra ragione e fede, a cura di Ines Testoni. I. TESTONI, La renaissance sociale della ricerca di senso intorno alla morte;G. GOGGI, Verità, fede, salvezza nello sguardo della struttura originaria; E. SEVERINO-A. SCOLA con interventi di S. Allievi, E. Berti, D. Capozza, A. Da Re, A. Maccarini, G. Thiene, Il morire tra ragione e fede. Un dialogo; A. TORNO, La morte nell'orizzonte dell'essere e della creazione. "Chiesa romana e modernità giuridica". Su un recente studio di C. Fantappiè, a cura di Francesco Ghia.Premessa; F. DE GIORGI, Modernità giuridica e modernizzazione ecclesiale; F. GHIA, Tra modernità e tradizione. Note filosofiche; M. MARCOCCHI, Sull'ecclesiologia del Codex juris canonici; A. MAFFEIS, Intrecci tra teologia e diritto canonico nella storia della Chiesa moderna; P. GROSSI, Il moderno, la Chiesa e il diritto; C. FANTAPPIÈ, Prospettive di ricerca.
I dieci comandamenti visti, riletti, interpretati da grandi personalità della filosofia e della cultura, da Vito Mancuso a Giulio Giorello, da David Riondino a Emanuele Severino. Un volume che prende spunto dai Dieci comandamenti per riattualizzarli, criticarli, spiegarli, scherzarci su, usarli come spunto per nuovi decaloghi. Un'antologia eccezionale con alcuni dei nomi più significativi della filosofia contemporanea: Giulio Giorello, Emanuele Severino, Vincenzo Vitello, Franco Volpi, Eugenio Lio, Umberto Galimberti, Pier Aldo Rovatti, Massimo Cacciari, Aldo Giorgio Gargani, Giacomo Marramao, Mario Perniola, Alexandre Kojève, Gianni Vattimo, Maurizio Ferraris, Sergio Givone, Franco Rella, Giovanni Leghissa, Slavoj Zizek.
Rivista trimestrale di Filosofia e Teologia, n. 63, Fasc. 1, gennaio-marzo 2010.
Rivista bimestrale di catechistica, n. 142 aprile 2010.
Rivista mensile di informazione e formazione apologetica.
Non esisterebbe il progresso dell'umanità, se essa adattasse la sua morale, individuale e collettiva, alla logica della natura: il nostro senso morale e la nostra cultura si sono sviluppati, a volte in consonanza, ma più spesso in dissonanza con i principi "naturali".
Nella visione laica, l'individuo è l'unico e indiscusso sovrano e padrone della propria vita, della quale, non creando danni a terzi, deve poter disporre liberamente in qualsiasi momento, fino al confine estremo della rinuncia consapevole ad essa.
Il personalismo cattolico si ritiene differente e, di fatto, totalmente opposto all'individualismo secolare, laico e liberale: il personalismo trasforma la verità, e non l’individuo, in norma di moralità, ritenendo che un'etica completamente soggettiva distrugga la comunità umana.
Chi dev'essere considerato il proprietario di un corpo inanimato, quando si spegne la coscienza dell'individuo che lo abita? Dio, lo Stato, la famiglia, la classe medica, la chiesa?
Oppure, estrema beffa laica del morente, la proprietà e il destino del proprio corpo esanime possono essere ancora rivendicati ed esercitati dall'individuo, in nome della sua libertà e autonomia decisionale?

