
Nell'areopago della grande Mariologia si hanno i "Trattati" più fondamentali della Mariologia: biblica, patristica, dogmatica, storica... e soprattutto della Mariologia spirituale o ascetico-mistica. Quest'ultima parte della Mariologia, quella spirituale, costituisce il cuore stesso della grande Mariologia. Nello studio e nell'approfondimento sistematico della Mariologia, il padre Stefano Maria Manelli ha preferito la scelta dei suoi tre campi di sviluppo: la "nascita", la "crescita", la "fioritura" della Mariologia. La Mariologia ha le sue radici ed è "nata" nella Sacra Scrittura (Mariologia biblica); è "cresciuta" sviluppandosi nello svolgersi della storia (La Mariologia nella storia della Salvezza. Sintesi storico-teologica); è "fiorita" nella santità delle anime più elette (Maria Santissima nella vita spirituale o Trattato di Spiritualità mariana). Nel grande areopago dell'intera Teologia, la Mariologia, costituisce, per noi, sia il vertice della sintesi più alta e completa della Fede, come si legge nel Concilio Vaticano II, sia il vertice supremo dell'esperienza divina che è costituita dall'immersione di una creatura umana nell'intima vita "intratrinitaria".
La teologia del corpo di Giovanni Paolo II costituisce, in un certo senso, la continuazione della riflessione filosofica di Karol Wojtyla. Alcune problematiche, infatti, sono analizzate in simili termini nei libri "Amore e responsabilità" e "Persona e atto" e nelle Catechesi del mercoledì. Wojtyla ha sentito il bisogno di ritornare alla stessa problematica, allargando però il suo orizzonte, varcando, cioè, la soglia della teologia. Oggi sappiamo, del resto, che la prima parte delle catechesi, in cui l'Autore parte dal colloquio di Cristo con i farisei circa l'indissolubilità del matrimonio, era stata preparata ancora prima dell'elezione di Wojtyla al soglio di San Pietro. Si potrebbe dire che questa prima parte delle catechesi si trova anch'essa sulla soglia fra il pensiero filosofico e teologico del card. Wojtyla e il magistero del papa Giovanni Paolo II.
Il presente volume rivolge una particolare attenzione alla diffusione dell'Evangelo negli spazi a oriente dell'Impero romano: lungo le vie carovaniere - e fin dalle prime generazioni cristiane - in Mesopotamia, e da qui - nei secoli per noi tardo antichi e medioevali - in ambito iranico, nell'Asia centrale, insediandosi già nel VII secolo in Cina; e ancora lungo le rotte dell'Oceano Indiano, a Socotra, nelle Maldive, nel Sud del subcontinente indiano e oltre. L'insieme dei contributi contenuti in questa pubblicazione sono aperti dall'Introduzione del Prof. Cesare Alzati, collaboratore e membro del Comitato Permanente della Fondazione Ambrosiana Paolo VI, che è il direttore scientifico e l'animatore di tutto il progetto "euro-mediterraneo".
Raccolta di articoli di vari autori su diverse tematiche teologiche.
Un'opera completa che fa conoscere approfonditamente la spiritualità e la mistica di Ruusbroec. Con traduzione in italiano della sua più grande opera: 'Le nozze spirituali'.
Ai primi del ’900 la Chiesa ortodossa russa chiede allo zar Nicola II la possibilità di convocare un concilio e ottiene l’autorizzazione alla sua preparazione, durata 12 anni. Il Concilio locale di Mosca del 1917-1918 viene aperto nell’agosto 1917, alla vigilia della Rivoluzione d’ottobre e mentre la prima guerra mondiale è in corso. Gli avvenimenti storici e religiosi si intrecciano con quelli politici: il Concilio si attiene all’ordine del giorno programmato, ma contemporaneamente il Consiglio dei commissari del popolo trasforma con i suoi decreti il volto della società e ridefinisce il ruolo della Chiesa russa di fronte allo Stato.
Il Concilio ristabilisce il Patriarcato, soppresso da Pietro il Grande due secoli prima, ristabilisce altresì la dottrina della sobornost’ (conciliarità, comunionalità), riforma le eparchie, le parrocchie e il monachesimo. All’interno dell’elaborazione storica, teologica ed ecclesiale emergono il ruolo politico e sacrale dello zar nonché il suo «martirio», il passaggio dalla Chiesa di Stato alla Chiesa dello Stato, privata di ogni legittimità, che riesce a sopravvivere grazie ad alcune importanti delibere conciliari e al principio fondamentale della sobornost’ che pure darà vita alla teologia e alla filosofia dei pensatori della diaspora russa, soprattutto in Francia e negli Stati Uniti.
Attingendo agli atti conciliari e dando voce soprattutto ai protagonisti del concilio, il volume mette in rilievo gli aspetti storici, teologici ed ecumenici di uno dei più importanti eventi dell’intero mondo cristiano del XX secolo.
Sommario
Sigle e abbreviazioni. I. La preparazione del concilio e il contesto storico-politico. II. Il grande concilio locale di Mosca del 1917-1918. III. La riforma del governo supremo della Chiesa: la sobornost’ e il ristabilimento del patriarcato. IV. La riforma del governo eparchiale. V. La riforma della parrocchia. VI. La riforma del monachesimo. VII. Il massacro della famiglia imperiale tra politica e teologia. VIII. Il concilio dopo il concilio: la ricezione.
Note sull'autrice
Angelica Carpifave è studiosa di storia e cultura russa, ha diretto l’Istituto italiano di cultura a Mosca e ha costituito la Fondazione Culturale Helikon Onlus, con sede a Roma, riconosciuta dallo Stato, che ha realizzato importanti scambi tra l’Italia e la Russia.È professorehonoris causa dell’Università Statale Culturale della capitale russa. Ha tenuto seminari di storia della Chiesa ortodossa all’Università di Bologna e di Storia della cultura e della spiritualità russa all’Accademia teologica di Mosca. È visiting professor alla Scuola di dottorato e alti studi teologici dei santi Cirillo e Metodio (Mosca) e al Centro di Ricerche di Studi storici e umanistici dell’Università Nazionale MIFI di Mosca. Tra le sue pubblicazioni: Splendori della Corte degli Zar (Electa 1999), Conversazioni con Alessio II Patriarca di Mosca e di tutte le Russie (Mondadori 2003) e Storia della Chiesa Ortodossa Russa. Tra messianismo e politica. Presentazione di Sua Santità Alessio II Patriarca di Mosca e di tutte le Russie (EDB 2009).

