
Politiche dell'ambiente e Dottrina sociale della Chiesa. Forse la lacuna principale presente in tanti atteggiamenti ambientalistici, pur soggettivamente generosi ma deboli sul piano culturale, e' di voler salvare la natura concentrandosi sulla natura stessa. Mons. Giampaolo Crepaldi, nel suo intervento, dimostra che per riuscire a ottenere dei risultati bisogna concentrarsi non sulla natura materialmente intesa, ma sull'uomo e sulla sua vocazione e su Dio, che ha voluto associare l'uomo alla sua creazione. Sembra un paradosso, ma per sviluppare una cultura dell'ambiente naturale bisogna prenderne le distanze e mirare a cio' che e' veramente essenziale: il bene autentico della persona umana e il vero bene comune.
In questo volume l'Autore affronta alcune delle questioni cruciali dell'esperienza cristiana: il rapporto tra ragione e fede; il nesso tra Cristo e la Chiesa; il significato ed il valore della dottrina sociale; il ruolo decisivo del Magistero di Giovanni Paolo II.
Alleanza Cattolica, Movimento fondato da Giovanni Cantoni, intende con questo volume fare un omaggio al suo fondatore. Nel libro sono pubblicati saggi su varie tematiche di Storia, Cultura, Etica, Politica, Sociologia e Dottrina sociale della Chiesa.
A quarant’anni dalla sua pubblicazione, l’Enciclica Humanae vitae continua a provocare reazioni appassionate. Purtroppo,la maggior parte di coloro che hanno denigrato l’Humanae vitae non hanno notato che è anzitutto la ragione a giustificare la posizione di Paolo VI. L’Enciclica conferma le conclusioni evidenti di una serie di discipline scientifiche...
Vengono affrontati fondamentali problemi dell'età nostra e viene dimostrato sul campo che la Dottrina sociale della Chiesa ha una capacità orientativa insostituibile.
Il volume raccoglie testi editi di Giuseppe Lazzati a suggerire un itinerario di riflessione e di ricerca sul tema della vocazione del fedele laico, il suo ruolo e responsabilità. Pensati soprattutto per un pubblico giovanile, questi contributi affrontano motivi e istanze fondamentali dell'esistenza cristiana. A partire da alcune pagine sul tema biblico-teologico del Regno di Dio, sulle principali vocazioni cristiane (matrimonio, sacerdozio, vita religiosa, consacrazione secolare), attraverso la preghiera e la spiritualità laicale, si delinea l'importanza dell'impegno educativo nella formazione di autentici laici cristiani. Compito primario, quest'ultimo, per la comunità ecclesiale, a cui Lazzati si dedicò con perseveranza e che costituì il nucleo centrale del suo appassionato magistero presso l'Eremo di S. Salvatore sopra Erba (Como).
Mentre la Chiesa continua ad essere un oggetto essenziale all'attenzione dei mass media, essa è in posizione di divenire un soggetto di comunicazione più attivo per estendere il proprio messaggio attraverso Internet. Questo libro offre una analisi pratica di quanto i siti delle diocesi cattoliche dicono e come sono organizzati. Questo non vuole proporre un ideale sito diocesano, ma offrire strumenti utili per analizzare quanto è attualmente esistente e, da questa analisi, proporre delle linee guida per la pianificazione, creazione e gestione di altri siti cattolici.
Dopo i precedenti lavori di ricerca storica attorno ai testi del Concilio Vaticano II, le costituzioni Lumen Gentium, Dei Verbum, Sacrosanctum Concilium, Gaudium et Spes, e i decreti Presbyterorum Ordinis, Unitatis Redintegratio, giunge a conclusione la presente opera che pone a disposizione degli studiosi la Dichiarazione sulla libertà religiosa Dignitatis humanae approvata e promulgata, nella sua formulazione definitiva dall'Assemblea conciliare, il 7 dicembre 1965. Lo scopo primario del volume consiste nel coordinare la documentazione conciliare sulla presente Dichiarazione in forma sinottica per permettere di cogliere lo sviluppo e il vero senso delle singole espressioni del testo. Per questo vengono esposte, in quattro colonne di testi paralleli, le successive redazioni, oggetto dello studio dei Padri conciliari fino alla promulgazione. Si offre così, in una visione unitaria e globale, il processo di formazione e perfezionamento dei testi e le ragioni che motivarono le singole variazioni. Le note a piè di pagina e l'Appendix, con la raccolta degli interventi scritti dei Padri riguardo ad ogni Schema, si rivelano uno strumento di elevato valore per l'approfondimento di punti e questioni particolari concernenti l'iter redazionale della Dicharazione. Mentre cresce la distanza cronologica dagli avvenimenti conciliari si coglie l'importanza di un'opera come la presente che raccoglie e rende criticamente utilizzabile parte della documentazione contenuta nei trentacinque tomi degli Acta...
Documenti del Magistero della Chiesa sulla Nuova Evangelizzazione.
Un testo di catechesi.
Raccolta di omelie per tutto l'anno liturgico. Un insegnamento chiaro, lucido e profondo: questo il magistero del Card. Siri. Vengono pubblicate per la prima volta alcune delle omelie che lo stesso tenne nell'ultima parte del suo episcopato. Per chi lo ascoltò allora, il libro ne farà risuonare la voce, mentre lo farà scoprire a tutti come maestro di parola e di verità. Alla scuola del Card. Siri si potranno meglio comprendere, celebrare e vivere le grandi tappe dell'anno liturgico.
Il Concilio Vaticano II è stato «la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel XX secolo: in esso ci è offerta una sicura bussola per orientarci nel cammino del secolo che si apre». Così affermava all’alba del nuovo millennio Giovanni Paolo II.
Con il Concilio infatti la Chiesa cattolica aveva assunto nuovi orientamenti per proseguire la sua missione di sempre in un contesto storico fortemente mutato. Come quel «padrone di casa che attinge dal suo tesoro cose nuove e cose antiche», i padri conciliari, nella loro laboriosa opera di aggiornamento, si riferirono alla grande Tradizione ecclesiale, soprattutto dei primi secoli, ponendo in primo piano aspetti che le circostanze storiche avevano messo in disparte. L’evento conciliare generò un clima di grande entusiasmo e di slancio, una sorta di «nuova Pentecoste», in forza della quale la Chiesa rinnovava la sua fedeltà a Dio e pensava di poter parlare al mondo facendosi capire, dopo un lungo periodo di allontanamento.
Come peraltro successe per molti concili, la recezione del Vaticano II incontrò tuttavia gravi difficoltà, che ne resero problematica l’assimilazione nel concreto della vita ecclesiale. Anzitutto il ’68, con il suo portato di sovvertimento dell’ethos tradizionale, delle istituzioni e della politica, segnò la crisi della modernità avviando il processo della destrutturazione sociale postmoderna. Ma anche la Chiesa stessa sperimentò profondi travagli, per la fatica che inevitabilmente comportano i passaggi di crescita, con la formazione di nuove pratiche, mentalità e paradigmi di pensiero, ma soprattutto per i conflitti, talvolta laceranti, tra le diverse interpretazioni del Concilio. Alcune, convergendo da prospettive opposte, identificavano nel Vaticano II una rottura nei confronti della tradizione: da un lato il movimento scismatico di mons. Lefebvre, che condannava nel Concilio un’eresia di matrice liberale e neo-modernista; dall’altro le interpretazioni che salutavano nel Vaticano II un nuovo inizio nella storia della Chiesa, riferendosi, oltre i testi conciliari stessi, a uno ‘spirito’ che avrebbe autorizzato cambiamenti radicali negli assetti della Chiesa.
Quest’opera, rigorosa e documentata, in continuità con «l’ermeneutica della riforma» promossa da Benedetto XVI, mostra come, nonostante la congiuntura storica sfavorevole, importanti acquisizioni sono state compiute nella quotidianità del cammino postconciliare: basti pensare, solo per fare alcuni esempi, alla riforma liturgica, al primato della parola di Dio, alla corresponsabilità dei laici e all’apertura mondiale della cattolicità. Ma, a quarant’anni dal Concilio – afferma Routhier – non abbiamo esaurito la sua linfa né consentito a tutti i suoi fermenti di lavorare il corpo ecclesiale e di rinnovarlo in profondità. «È suonata l’ora della seconda scelta: l’ora di un bilancio, ma anche, dopo un momento di perplessità, di fluttuazioni e di grandi interrogativi, l’ora dell’approfondimento, l’ora del nuovo slancio sapendo che non si acquisisce nulla senza spendervi tempo e perseveranza, e senza acconsentire a un impegno nella durata e nella quotidianità».
Gilles Routhier (1953) è professore di Ecclesiologia e Teologia pratica all’Université Laval (Québec) e all’Institut Catholique di Parigi. Ha conseguito un dottorato in teologia, antropologia religiosa e storia delle religioni alla Sorbona di Parigi. Si occupa in particolare del Concilio Vaticano II, della sua storia, recezione ed ermeneutica, nonché della sua influenza sull’evoluzione del cattolicesimo post-conciliare.

