
Alla fine del 500, a Roma, ad opera di un prete spagnolo, G.Calasanzio, nacque la prima scuola popolare e gratuita d'Europa. Le condizioni dei bimbi di certi sobborghi indussero questo uomo a prodigarsi eccezionalmente.
Don Luigi Savaré è un presbitero della diocesi di Lodi, nato il 15 agosto 1878 e morto il 22 marzo 1949. Considerato santo ancora in vita, fu proclamato tale alla fine dei suoi giorni: è morto poverissimo e amatissimo dal popolo e dal clero. Molti sono gli scritti su questo sacerdote, ma una biografia completa non è mai stata pubblicata. Don Luigi riceve l'ordinazione presbiteriale nel giugno 1903. Si distingue subito per una spiccata sensibilità nei confronti dei problemi sociali: toglie dalla fame numerose famiglie, esprimendo forme squisite di personale e riservata carità, e partecipa alla fondazione dell'Accademia Leone XIII, che riunisce i chierici e i preti maggiormente sensibili alle problematiche sociali. Trasferito a Lodi nel 1909 ha l'incarico di seguire l'oratorio cittadino. A quest'opera si dedica per il resto della sua vita. Nel periodo della guerra, la struttura si apre anche alla cura dei militari di stanza a Lodi. Non manca di intrattenere una fitta corrispondenza con i suoi giovani chiamati alle armi. All'intenso lavoro pastorale corrisponde un'intensa vita contemplativa a cui don Savaré cerca di introdurre i suoi giovani: molti di essi seguono la strada della consacrazione religiosa e del ministero sacerdotale: grande è il suo amore per la Vergine, alla quale ama rivolgersi con l'appellativo di Maria Ausiliatrice, e totale è la sua passione per Gesù Eucaristia, che veglia molte ore, sia di giorno che di notte, inginocchiato davanti al Tabernacolo...
Il testo descrive l’esperienza di vita dell’autrice, una giovane donna che ha vissuto e superato l’anoressia, e si rivolge direttamente, con uno stile confidenziale, diretto e personale, a chi sta sperimentando la stessa sofferenza, o perché direttamente colpito, o perché a contatto con una persona che la vive.
Accanto alla narrazione dell’esperienza vissuta, il libro presenta concreti suggerimenti per aiutare ad uscire dalla malattia; per offrire una solida speranza a chi spesso crede di averla perduta; per comprendere da un punto di vista cristiano il cammino pasquale di riconciliazione e risurrezione, che permette di guarire definitivamente dalla malattia e, soprattutto, di uscirne profondamente rinnovati.
L’esperienza dell’anoressia coinvolge oggi un numero sempre crescente di persone: anche se colpisce in prevalenza giovani donne, è un problema che riguarda una numero sempre in crescita di persone. Mentre molti si limitano a considerarla quasi come una mania estetica, tanti hanno compreso che è invece una sofferenza psicologica. Manca, tuttavia, una profonda comprensione dell’aspetto spirituale di questo dramma sempre più diffuso.
Destinatari
Persone che vivono direttamente questo problema, in quanto ne sono affette.
Persone che vivono indirettamente la malattia: famiglia, amici, insegnanti, educatori, sacerdoti, animatori.
Professionisti del settore.
Autrice
Clara Brunello è lo pseudonimo adottato dall’autrice, che è una giovane donna del Nord Italia, che ha vissuto l’esperienza dell’anoressia attorno i 25 anni. Da allora cerca di offrire una speranza e una testimonianza a persone che sperimentano la stessa sofferenza. Svolge un’attività artistica a livello internazionale ed è autrice di diversi libri.
Una biografia dell'arcivescovo di Recife, per ripercorrerne tutto l'arco della vita (1909-1999). Giovanni Paolo II, nel 1980, quando incontrò Câmara nella sua diocesi, lo salutò con l'espressione: «Fratello dei poveri, fratello mio». Fu il maggior riconoscimento che ricevette mentre era in vita, dopo anni di sospetti sulla sua identità di «vescovo rosso». Il processo di beatificazione è stato avviato da papa Francesco. Bergoglio e Camara hanno molto in comune, a partire dalla predilezione per i poveri intesa come strada maestra per il cammino della Chiesa. Sensibilità e temi che il vescovo brasiliano ha anticipato di cinquant'anni. Protagonista - dietro le quinte - del Concilio Vaticano II, è stato la voce di chi non ha voce, convinto sostenitore che lo sviluppo è il nuovo nome della pace.
Maria di Màgdala, identificata talvolta con la peccatrice perdonata del Vangelo di Luca e altre volte con Maria di Betània, è una figura di luce e tenerezza. Guarita da Gesù da un male gravissimo, presente con la Madre e il discepolo amato ai piedi della croce, disperata nel trovare vuoto il sepolcro, è la prima a incontrare il Risorto nel giardino. Per prima testimonia e annuncia la Risurrezione. Fu lei a portare il gioioso messaggio della Pasqua: una donna che, nel suo amore appassionato per Cristo, diviene icona del discepolo che cerca con amore il suo Signore, che si sente da Lui chiamato, riconosciuto e inviato. Papa Francesco, che apre una nuova stagione nella Chiesa rispetto alla questione del femminile, ci racconta di questo meraviglioso esempio e modello per ogni donna nella Chiesa.
Il volume presenta i profili di venti grandi personalità della storia (da Agostino a Francesco d'Assisi, da Caterina da Siena a Bonhoeffer) che hanno influito sul loro tempo e che possono dire qualche cosa anche al nostro.
L'Occidente sarebbe diverso scena le energie spirituali di questi santi che sono diventate parte integrante del nostro patrimonio.
Non è solo una rivisitazione storica, ma un'occasione per riflettere su ciò che ha contribuito a costruire una cultura e a rendere grande una civiltà.
"La spiccata caratteristica della Madre Caterina era una grande lealtà verso i suoi Superiori e in particolar modo verso la Madre Elisabetta, e un immancabile spirito di obbedienza che la rendeva pronta a correre sino alla fine del mondo, ad affrontare qualsiasi difficoltà, per adempiere in pieno il suo dovere. Nutrì un amore intenso per l'Ufficio Divino, cioè per la solenne recita in coro". Così si esprime Madre M. Tekla Famiglietti, Abbadessa Generale dell'Ordine del SS. Salvatore di Santa Brigida, presentando il terzo volume della Collana Brigidine. Il carisma di questa Suora propone una vita obbediente per amore che interpella ancora oggi il nostro tempo.
La testimonianza di come l’amore del Dio trinitario ha cercato un uomo che correva alla ricerca di sé tra continenti geografici – dal Tibet all’America Latina – e magmatici orizzonti culturali. Un “ritorno di Dio”, che non cessa mai di amarci, piuttosto che il risultato di un itinerario ideale. Dall’infanzia trascorsa fra la parrocchia francescana e i rosminiani, fino agli anni giovanili nelle file del PCI; dalla carriera di psichiatra alle vicende che lo hanno portato per due volte in Parlamento; dall’esperienza massonica al ritorno più pieno nella Chiesa cattolica.
L’esistenza di Meluzzi si snoda attraverso vicende importanti di storia italiana, e lo fa fondendosi con le idee, le idealità e i movimenti spirituali che hanno animato l’Italia. La sua poliedrica esperienza porta con sé soprattutto una sfrenata e appassionata ricerca di senso della vita, a cui lo psichiatra ha dato una risposta netta e chiara aderendo con tutto se stesso, nella più piena maturità, al messaggio cristiano. È un’esperienza di vita eclettica e inclusiva, che sfocia tra le braccia di Cristo portando con sé un’identità umana e culturale che trae da tutte le fasi della vita sapori e tratti distintivi. Un cammino, appunto, attraverso le vie del mondo.
C'è qualcosa di profetico nella difficile arte dell'educare. Il profeta non è un veggente, e tuttavia sa intravedere: prevede perché prepara. Il profeta è colui che parla in nome di qualcuno, che è Dio, a qualcun altro che cerca la liberazione. E in questa accezione la figura dell'educatore e la figura del profeta sono in un certo senso affini. Entrambi conducono fuori da una forma di schiavitù verso una maggiore e matura, quindi libera, consapevolezza di sé. Oggi la vocazione dell'educatore si scontra con la destrutturazione del mondo che rende caotiche e confuse le scelte di chi vuole seguire comunque ogni sua inclinazione momentanea. L'educatore spesso svolge compiti che prima erano affidati alla famiglia, assumendo un aspetto genitoriale. Stiamo diventando tutti genitori gli uni degli altri, padri e madri di noi stessi e dell'altro al di là dei legami tradizionali. La qualità profetica dell'educazione è misteriosa ma va rivelata. La profezia educativa oggi appare come l'impellente necessità di un evento creativo dell'Assoluto e del Divino incarnato in Gesù, unico vero Maestro dell'umano e del suo senso ultimo oltre che presente.
Da patriarca di Venezia ad arcivescovo della diocesi che fu di sant’Ambrogio. Un caso unico che in molti vedono come il passo che prelude all’ascesa al soglio pontificio. Il cardinale Angelo Scola – l’amico di Joseph Ratzinger – racconta come ha vissuto questo evento e ogni tappa della propria esistenza come frutto degli imperscrutabili disegni dell’amore di Dio.
Dai tanti episodi emerge il profilo di un credente, di un sacerdote e di un alto prelato dalle molteplici sfaccettature: l’infanzia a Malgrate, in provincia di Lecco, con il padre socialista e una madre profondamente cattolica, la scuola, la passione per la politica e i partiti marxisti, l’università e l’incontro con don Giussani. Quindi la vocazione, il sacerdozio e le frequentazioni con il promettente teologo tedesco, che sarà poi Benedetto XVI, fino all’episcopato a Grosseto. In un resoconto ricco di particolari inediti, riaffiorano vividi gli anni della Lateranense e quelli del patriarcato di Venezia.
In un percorso umano e spirituale che non dimentica i tanti amici e collaboratori che gli sono stati vicini, il nuovo arcivescovo di Milano lancia infine uno sguardo sul futuro ponendo i capisaldi della missione che lo attende: le sue idee sull’islam, l’immigrazione e il meticciato, le prospettive della civiltà italiana, la politica, la sua idea di società, di famiglia e di Chiesa.
ANDREA TORNIELLI, inviato e vaticanista del quotidiano «La Stampa», collabora con varie riviste italiane e internazionali. Numerose le sue pubblicazioni, tra cui ricordiamo presso Piemme: Pio XII. Il Papa degli Ebrei (2001), La scelta di Martini (2002), Papa Luciani. Il sorriso del santo (2003), Il Papa che salvò gli Ebrei (2004), Benedetto XVI. Il custode
della fede (2005), Il segreto di Padre Pio e Karol Wojtyla (2006) e Attacco a Ratzinger (con Paolo Rodari, 2010).
Una sera d'estate, una festa tra amici che hanno invitato altri amici. L'atmosfera è piena di musica e voglia di vivere. Alex sorride alla vita e trasmette allegria a tutti. La mattina successiva partirà per un viaggio, e al ritorno niente sarà come prima. Il giorno del suo ventiquattresimo compleanno Alex si ammala di leucemia mieloide acuta, una prova che ha saputo affrontare con il coraggio della fede e la forza di chi, anche sofferenza, riesce a dedicarsi agli altri. E lo fa talmente bene da diventare importante sostegno per malati ai quattro angoli del pianeta, moltiplicatore di fiducia, punto di riferimento per i membri del suo gruppo Facebook e del sito che ha fondato, Beat Leukemia. Un nome da guerriero, come è stato lui.
"Gesù è un amico. Amicizia significa riporre fiducia totale in un altro. Quando sono solo a piangere, di notte, chi c'è con me a piangere, ma allo stesso tempo a consolarmi e darmi coraggio di ripartire se non Gesù?". Comincia così il nuovo libro di Nicola Legrottaglie, che dopo il testo sulla sua conversione e il ritorno alla fede, ha scelto di raccontare la vita del protagonista dei Vangeli. Gli episodi più significativi e commoventi vengono rievocati in un percorso ricco di suggestioni in cui ciascuno potrà ritrovarsi attingendo ispirazioni e forza d'animo per affrontare le avversità della vita. Con uno stile semplice e colloquiale, Legrottaglie accompagna il lettore credente e non credente - alla scoperta della figura di Gesù di Nazaret, un amico speciale a cui affidare ogni più piccolo evento e da cui trarre insegnamenti preziosi per il cammino di ogni giorno.

