
Il volume di P. Angeli è lo studio sulla figura e l'epoca di una donna vissuta a cavallo di due secoli: 1474-1540, Angela Merici. Ne risulta un lavoro interessante per la conoscenza dei costumi culturali di quel tempo, in particolare della condizione della donna. Condizione subordinata agli ordinamenti maschili nella famiglia, nella Chiesa e nel sociale, senza possibilità di scelta. Le ragazze sono costrette dalla famiglia a nozze imposte o, molto spesso, a entrare in convento senza desiderarlo, o a restare "zitelle" alla mercè dei parenti, o avviate alla prostituzione per povertà e prive di dignità. Angela Merici osserva la tragedia di tante ragazze e resta in ascolto dello Spirito. Così matura il disegno di offrire alle donne del suo tempo una possibilità di scelta autonoma, senza costrizioni da parte di nessuno. E studia una forma di vita consacrata nel mondo da scegliersi liberamente, senza sottostare alle leggi né della clausura né dei parenti o di altri. Perciò, non si tratta di una Congregazione ma di una "Compagnia", senza divisa, senza convento. Restando libere nelle proprie case, le donne vivono la loro consacrazione a Dio e in aiuto al prossimo nelle opere che gradualmente prendono forma. Angela dovrà lottare molto perché questa nuova forma di vita per la donna possa essere accettata. Dopo la sua morte, anche per l'intervento del cardinal Borromeo, l'istituzione si diffonde in molte diocesi. Nei secoli successivi molti istituti femminili si ispireranno al modello di Angela...
Il volume presenta una figure-testimone di una fede vissuta nell'esercizio della propria riflessione.
Correva l'anno 1287 e i Signori di Città di Castello aspettavano l'erede che, ovviamente immaginavano maschio! invece arrivò una bimba, Margherita, cieca e deforme. Troppo per la rispettabilità del casato e così la piccola fu allontanata dalla famiglia, sistemata in una dépendance e affidata a una governante. In un contesto così svantaggiato e senza il calore di una famiglia, Margherita vive la sua vita accettando le contraddizioni e soprattutto crescendo nella statura interiore che farà di lei un punto di riferimento per i suoi contemporanei che a lei chiedevano grazie di guarigione, consigli e indicazioni di vita: il fascino della sua trasparenza e armonia interiori cancellavano le barriere dettate dai suoi limiti fisici. Il libro si avvale della documentazione che fa riferimento a due testi: la Legenda maior e la Legenda minor, testi rilevanti perché raccolgono documenti storici considerati importanti per la conoscenza della vita di Margherita. Il libro raccoglie molte informazioni anche sulla vita del Medioevo, sui costumi culturali e sui mutamenti politici frequenti in quell'epoca, affascinante ma piena di contraddizioni.
Con rigore storico viene tracciata la biografia di Madre Elena Aiello (1895-1961), Fondatrice della Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.
Fin da bambina manifesta il desiderio di farsi religiosa, ma le vicende della Prima Guerra Mondiale fanno ritardare questo evento. Dopo gli eventi bellici entra dapprima nell’Istituto delle Suore del Preziosissimo Sangue, che però presto deve lasciare a motivo delle gravi malattie che l’hanno colpita. Ritornata in famiglia, si aggrava ulteriormente, ma è guarita miracolosamente per intercessione di santa Rita.
Dopo l’incontro con Luigina Mazza fonda a Cosenza una nuova Opera il cui scopo è: «Onorare la Passione del Signore e soccorrere spiritualmente e concretamente, gli umili, i poveri e in modo particolare l’infanzia bisognosa».
Le giovani che si uniscono a tale Opera divengono religiose, chiamate «Minime» per l’affinità spirituale che le avvicina a san Francesco di Paola, modello e patrono principale della nuova famiglia religiosa. L’Istituto si espande in Italia e all’estero.
La vita Madre Elena Aiello è caratterizzata dalla suo unione alla Passione di Gesù, dalle stimmate e da fenomeni mistici. Morta in concetto di santità, sarà beatificata il 14 settembre 2011.
«Esprimo la gioia immensa della Chiesa cosentina che vedrà una sua figlia elevata all’onore degli altari, lei che ha saputo mostrare la fecondità della sofferenza e il senso pieno della Croce abbracciata per amore. il suo carisma, che prosegue grazie alle suore Minime della passione,
è quanto mai attuale...».
(Monsignor Nunnari, vescovo di Cosenza-Bisignano)
Destinatari
Religiose/i, educatori, operatori di pastorale e catechisti.
Chi ama leggere agiografie.
Autori
Giuliana amodio, religiosa delle Suore Minime della Passione di N.S.G.C, già autrice della prima biografia Infaticabile nella carità. Ha studiato presso l’Universiità Cattolica di Milano.
Punti Forti
Il 14 settembre 2011 si celebra la beatificazione di Madre Elena Aiello. Come Fondatrice di un Istituto religioso femminile può interessare particolarmente alle religiose e agli educatori.
Molto conosciuta e venerata soprattutto in Calabria
L'autore affronta il tema non con gli occhi di un occidentale o di un cristiano, ma basandosi su ciò che si insegna nella predicazione in moschea e soprattutto nella scuola, dall'infanzia fino all'università, attraverso i libri scolastici di religione, in particolare quelli usati in Giordania. Il testo espone la teologia islamica illustrando molti dei 99 nomi che il Corano conferisce ad Allah e che sono a fondamento sia della fede sia dell'etica: rivelano infatti l'essenza divina e diventano norme di comportamento per il fedele. Viene trattata perciò anche la vita del credente, che rivolge ad Allah ogni azione, a lui offre obbedienza e sottomette la propria volontà. Prefazione di Fabrizio Mandreoli.
Una biografia asciutta, diretta e critica: è quello che si ritrova il lettore leggendo le pagine di questo libro. Asciutta, perché don Alberto, profondo conoscitore di Romero, non perde tempo né spreca parole: descrive a tratti essenziali l'avventura umana e spirituale del vescovo martire salvadoregno. Diretta, perché nel suo stile, l'Autore non fa giri di parole, ma racconta Romero e ne fa sentire la voce, anche attraverso la riproposizione di alcuni suoi scritti. Critica perché Romero e la sua canonizzazione, il riconoscimento della sua uccisione come martirio, sono una sfida ecclesiale: dicono un modo particolare di essere Chiesa, di difendere i figli di Dio, di farsi voce di chi non ha voce; parlano di una pastoralità nuova e tutta da riscoprire.
La storia di Abd el Jalil, nato a Fez nel 1904 e morto a Parigi nel 1979, è di quelle destinate non solo a essere ricordate ma a lanciare lampi di riflessione e sfide profetiche per il nostro futuro.
Brillante studente marocchino, avviato a una promettente carriera di studioso, egli si converte a Cristo ma resta profondamente convinto di non dover per questo rinunciare a nulla della fede islamica. Il libro ripercorre le tappe della sua vita e di questa particolare vocazione di fedeltà al Profeta e a Cristo, ben sintetizzata da quel doppio nome, datogli da papa Pio XI: Giovanni-Maometto.
Nel volume vengono poi riportati molti stralci di testi e studi di Padre Abd el Jalil che mostrano anche il suo straordinario valore di studioso, rafforzato dalla conoscenza dal di dentro dei due mondi culturali che egli continuamente mise a confronto.
«Questo libro di Francesco Zanotti su don Oreste merita di essere letto. Con affreschi di vita quotidiana e aneddoti entra nel cuore di questo sacerdote con la tonaca consumata che nella ferialità si è donato ai più poveri. Un grazie perché facendo conoscere don Oreste l’umanità cresce in bontà. Dall’A alla Z, un alfabeto d’amore per questo infaticabile apostolo della carità» (dalla prefazione).
Chi era don Benzi?
Don Oreste Benzi nasce il 7 settembre 1925 a San Clemente (RN), un paesino nell'entroterra collinare romagnolo a 20 Km da Rimini, da una povera famiglia di operai, settimo di 9 figli. All'età di 12 anni entra in seminario a Rimini e viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1949. Fin da allora è grande il suo interesse per gli adolescenti e i giovani, per proporre “un incontro simpatico con Cristo”. Dopo il 1950 inizia a lavorare con alcuni giovani che decidono di impegnare le proprie vacanze nell'animazione dei soggiorni montani per adolescenti in difficoltà. Nel 1968 dà vita all'associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII”, di cui rimane Responsabile Generale fino alla morte, il 2 novembre del 2007. Ai funerali partecipano più di diecimila persone.
Paola è tenace e la tetraparesi spastica non le impedisce di sperimentare faticose meraviglie: un impensabile viaggio in Terra Santa, il mirabolante uso del computer, una Via Crucis sulle pietre toccate da Gesù. "Nel 2011 ho realizzato il sogno di quel viaggio e non chiedo di più". Una richiesta invece la fa, a nome di tutti: "Vorrei capire con il cuore qualcosa che con la testa so da tanto, e cioè che la disabilità non è la fine del mondo, poiché quaggiù un poco disabili lo siamo tutti". Un piccolo libro che è anche un coro di voci, nel quale l'autrice fa parlare parenti e amici, l'eroica mamma Gemma e i giornalisti che l'hanno aiutata a raccontare l'avventura del viaggio e della vita.
Giornalista tutto d'un pezzo, reporter infaticabile, amante della vita e della bellezza, Matteo Scanni è morto a soli 51 anni, lo scorso 27 gennaio 2022. Il padre Alberto, oncologo di fama internazionale, ripercorre la storia della malattia di Matteo, fino all'esito fatale, raccontando il dramma e lo strazio di vedere il proprio figlio morire proprio per un tumore. «Da questo accadimento ho capito che essere coraggiosi si può. Che devo dare sempre più ascolto ai malati, che chiacchierare non basta, ma che bisogna fare. Che coi malati bisogna essere "gentili" e che gentilezza non sono solo le buone maniere, ma che è una disponibilità interiore sublimata da un comportamento. Che la medicina deve essere, per sua natura, una professione "gentile" che ha nel malato, un oggetto prezioso e delicato».

