
“Scritti in onore di Elio Sgreccia: una testimonianza culturale di amicizia, condivisione, gratitudine”.
Già dalle prime parole tratte dall’Introduzione di Lucio Romano, Presidente nazionale dell’Associazione Scienza & Vita, si coglie l’intensità dell’omaggio al grande maestro di bioetica da parte di molti di coloro che lo riconoscono luminoso esempio di vita e coerenza.
I contributi offerti nella redazione di questo volume da più di cinquanta autorevoli studiosi e docenti, affrontano temi essenziali della bioetica contemporanea attraverso una molteplicità di punti di vista, ma sempre sottendendo agli insegnamenti che caratterizzano l’operare del Cardinale Sgreccia: “costante armonia tra rigore intellettuale e fortezza spirituale, lungimiranza progettuale e inesauribile entusiasmo, delicatezza relazionale e sobrietà rappresentativa, indefettibile amore per la verità e incessante apertura al dialogo”.
Gli interventi di questo volume:
Carlo Valerio Bellieni, Paola Binetti, Francesco Botturi, Ignacio Carrasco de Paula, Carlo Casini, Marina Casini, Ivan Cavicchi, Luigi Cornacchia, Domenico Coviello, Francesco D’Agostino, Bruno Dallapiccola, Giuseppe Dalla Torre, Maria Luisa Di Pietro, Luca Diotallevi, Luciano Eusebi, Adriano Fabris, Maurizio Faggioni, Angelo Fiori, Giovanni Fornero, Massimo Gandolfini, Marianna Gensabella Furnari, Simona Giardina, Gian Luigi Gigli, Emanuela Lulli, Andrea Manto, Chiara Mantovani, Ferrando Mantovani, Paolo Marchionni, Vincenza Mele, Livio Melina, Roberta Minacori, Gonzalo Miranda, Dino Moltisanti, Andrea Nicolussi, Giuseppe Noia, Daniela Notarfonso, Lorenzo Ornaghi, Laura Palazzani, Gino Passarello, Edoardo Patriarca, Adriano Pessina, Paola Ricci Sindoni, Lucio Romano, Davide Rondoni, Giovanni Russo, Dario Sacchini, Palma Sgreccia, Antonio G. Spagnolo, Vittoradolfo Tambone, Antonio Tarantino, Corrado Viafora, Lorenza Violini.
Nel libro la nuova frontiera della crioconservazione degli embrioni, e i problemi di carattere bioetico, medico, legislativo e giuridico che essa pone. Il destino degli embrioni crioconservati e non utilizzati.
"Nel percorso culturale volto a promuovere la piena definizione dello Statuto dell'embrione umano c'è una data che segna un prima e un dopo: è il 20 settembre 2013, quando papa Francesco, ricevendo i membri della Federazione internazionale delle Associazioni dei medici cattolici, con le seguenti parole ferma lo sguardo sul volto di Gesù nel concepito: «Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto di Gesù Cristo, ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo». Da quel momento l'approccio allo Statuto dell'embrione umano supera il "cantiere" della difesa attraverso le competenze umanistiche, giuridiche e scientifiche e apre al "cantiere" della contemplazione teologica. In che cosa consiste la novità? La ricerca umana indaga con l'ausilio della ragione e delle specifiche competenze scientifiche; la teologia, invece, contempla la medesima realtà alla luce della Rivelazione, traendo una visione nuova sulla persona umana nel mondo: siamo creati a immagine di Gesù, il Figlio eterno del Padre, e siamo dunque in vita per diventare figli nel Figlio. È questo il glorioso destino di ogni creatura umana."
Intervenire nel dibattito pubblico sul tema dell'obiezione di coscienza è per l'Associazione Scienza & Vita una sfida sempre più rilevante, specie in un momento storico in cui l'esaltazione del concetto di autonomia rischia di assumere il significato di deriva libertaria e - talora - liberticida.
Rimettere al centro dell'agire politico le problematiche giuridiche ed etiche legate al grande tema della vita ha rappresentato il focus del Manifesto dell'Associazione Scienza & Vita, anno 2011-2012. Il titolo, "Scienza e cura della vita: educazione alla democrazia", può essere tradotto anche come l'invito a rivedere i compiti specifici della biopolitica, quando questa non si limiti ad una semplice elaborazione di leggi e regolamenti in tema di pratica medica. Questo Quaderno, attraverso la raccolta di riflessioni interdisciplinari, maturate in diversi contesti, mette in campo vari soggetti: la democrazia, innanzitutto, nel suo costante riferimento alla Carta costituzionale, poi le pratiche mediche in ordine alla cura della salute dei cittadini ed infine il quadro valoriale alla base della crescita morale per una nuova umanizzazione della medicina, sorretta da un nuovo compito educativo.
Viviamo anni decisivi per quel che concerne la difesa della vita umana. Non possiamo più eludere il dovere di informarci pazientemente e correttamente su dinamiche legislative e sociali che toccano non solo Paesi a noi vicinissimi e nostri partner nell'Unione europea, ma inevitabilmente anche il nostro. Siamo chiamati tutti a serie prese di coscienza. Questo libro - composto col contributo di esperti internazionali dei diversi ambiti culturali coinvolti nel dibattito, da quello dell'assistenza ai malati al profilo giuridico e legislativo - vuol essere uno strumento pratico e rigorosamente aggiornato nella prospettiva di fornire un messaggio positivo sulla relazione terapeutica di fine vita. Praticare l'eutanasia non è infatti rendere omaggio alla libera volontà di una persona che chiede di essere aiutata a morire, ma sanzionare quello stato di abbandono morale e sociale che si avrebbe il dovere - sia da parte delle istituzioni sia da parte di tutti gli individui di buona volontà - di combattere strenuamente. Peraltro, sta diventando ormai palese che è del tutto fuorviante definire l'eutanasia alla stregua di un suicidio assistito. In Olanda, nell'estate del 2004, è stato elaborato e concordato nella Clinica Universitaria di Groningen un protocollo per la soppressione eutanasica di neonati e più in generale di minori; e questo sia nel caso in cui fossero malati terminali, ma anche nel caso in cui fossero colpiti da patologie non mortali, ma gravemente invalidanti. Una "china di morte" per arginare la quale il diritto è necessario, ma non basta: occorre attivare e potenziare quei vincoli di compassione, di solidarietà , di fraternità , che trovano le loro ragioni e le loro radici solo in un'etica profondamente umana e profondamente condivisa.
Prefazione di Francesco D'Agostino, presidente del Comitato nazionale per la bioetica.
Questo libro parla del desiderio omosessuale, di che cos'è, di come "conviverci" e di come parlarne, presentando anche la posizione della Chiesa cattolica sull'omosessualità. Attraverso un linguaggio di verità, queste pagine possono aiutare le persone che si sentono direttamente coinvolte dal desiderio omosessuale a orientare la propria vita e le relazioni con gli altri. L'autore rivendica la propria appartenenza alla cultura omosessuale, di cui in Francia è uno dei massimi esperti. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni sull'argomento e diverse partecipazioni a programmi televisivi e radiofonici. Cura un sito internet molto seguito: araigneedudesert.fr. La maggior parte delle persone omosessuali aspetta una parola di Verità, anche se non sa chiederla.
Contenuto
Trent’anni e più sono trascorsi dai tempi in cui Van Rensselaer Potter, Andrè Hellegers, Daniel Callahan e Willard Gaylin si mossero da pionieri ad esplorare quell’ormai fitto intricarsi di problemi etici legati al nascere e al morire e, su ogni sorta di casi difficili, si sono scritti fiumi di inchiostro. Ma, che cosa è realmente cambiato in quello che è il rapporto tra medico e paziente? Non è forse vero che, nonostante acute penetrazioni antropologiche e giudizi morali ineccepibili, siamo ancora qui a misurarci con un diffuso malcontento? La presente ricerca tenta di approfondire il legame intrinseco tra bene e ragionevolezza nel complesso rapporto che unisce medico e paziente, al fine di rinominare la medicina, non solo come rispetto del paziente ma, anzitutto, come cura e promozione dello stesso, in un dispiegarsi armonico di tutto l’agire del medico il quale, servendo il malato, perfeziona e compie se stesso come terapeuta e, di riflesso, come persona.
Destinatari
Studenti di teologia, filosofia e morale.
Autore
Cristiano Arduini, è presbitero dal 1995 e, dopo essere stato vicario parrocchiale e assistente dei ragazzi in Seminario Minore, è ora docente di Bioetica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Padova e delegato vescovile per la Pastorale Familiare della stessa diocesi. Il presente volume è tratto dalla sua tesi di dottorato discussa presso l’Istituto Giovanni Paolo II.
Contenuto
Il testo esplora l’agire di genitori e terapeuta dinanzi all’attesa di un figlio affetto dalla malformazione congenita di spina bifida. È suddiviso in tre capitoli: 1. accoglienza del bambino 2. terapia e cura 3. accoglienza e promozione terapeutica delle sue potenzialità Come vivono e agiscono immersi in questa realtà mamma, papà, ginecologo prima e pediatra poi? In quale desiderio si radica l’attesa di quel bambino? A quale bene tendono papà e mamma quando si rapportano a lui? Quale bene intende perseguire il terapeuta quando prescrive un’amniocentesi precoce? Qual è la concezione di salute e vita buona? A queste e altre domande l’autore risponde con perizia e delicatezza offrendo un contributo accattivante.
Destinatari
Chi è attento ai temi di bioetica, ma non solo, genitori, medici, operatori, che affrontano la nascita di un bambino affetto da spina bifida.
Autore
CRISTIANO ARDUINI è presbitero dal 1995 e, dopo essere stato vicario parrocchiale e assistente dei ragazzi in Seminario Minore (Padova), è ora docente di bioetica presso la Facoltà Teologica del Triveneto e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Padova e delegato vescovile per la pastorale familiare della stessa diocesi. Presso le Edizioni Messaggero ha già pubblicato La razionalità dell’agire del medico e il ruolo delle virtù (2009).
Alla luce del documento Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale, la diocesi di Milano ha avviato una riflessione sinodale, costituendo un'équipe composta da laici, coppie di sposi, presbiteri, religiosi. Frutto di questo lavoro è il presente documento che si struttura in due differenti sezioni. Una prima parte comprende una sintesi e rilettura del documento del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, per la concreta situazione della diocesi di Milano. Un documento ci spinge a un cambiamento di prospettiva o di stile: quello catecumenale; ci provoca a un metodo più attivo, pratico, esperienziale, non più prevalentemente "nozionistico" o concettuale. Si potrebbe dire che è un passaggio dalle parole alla vita. La seconda parte accoglie l'invito di papa Francesco a recepire e mettere in pratica gli orientamenti indicati nelle concrete situazioni di ogni Chiesa particolare. Ne emerge così un "quaderno operativo" per le coppie guida, che suggerisce alcune indicazioni pastorali già attuabili nei percorsi di preparazione al matrimonio delle parrocchie e comunità.

