
Ogni mattina Christine si sveglia senza ricordi. Non sa a chi appartenga la casa in cui si trova, l'uomo che le dorme accanto le è totalmente estraneo, e anche il suo viso, riflesso nello specchio del bagno, non solo non le è familiare, ma le sembra molto meno giovane di quanto secondo lei dovrebbe essere. È suo marito a darle quotidianamente le coordinate della sua vita, a spiegarle chi è lui, chi è lei, e che cosa le è successo anni prima, un incidente che ha modificato radicalmente la sua vita, privandola dei ricordi e costringendola a ricominciare ogni giorno in un difficile apprendimento dell'esistere. Ma Ben le dice tutto? E se è così, perché non le ha parlato del dottor Nash, un giovane neuropsichiatra deciso a studiare il suo caso, con cui Christine si incontra di tanto in tanto e che la spinge a tenere un diario? E perché su una pagina di questo diario Christine ha scritto "non fidarti di Ben"? Giorno dopo giorno, con l'aiuto del dottor Nash, lampi di memoria attraversano la mente di Christine, tessere baluginanti di un mosaico che fatica a ricomporsi nella sua interezza e che, con il passare del tempo, le sembra sempre più minaccioso e inquietante. Finché dal passato emergerà il vero pericolo, quello che senza che lei ne sia consapevole si è appropriato della sua vita.
Dopo la morte prematura di suo marito, a cui fa seguito una profonda depressione, Suraya, afgana trapiantata negli Stati Uniti, vede alla tv un servizio sui profughi afgani ai confini con il Pakistan e decide di tornare nel suo paese, per dare una mano. L’impatto è traumatizzante. Migliaia di profughi privi di tutto, sfruttati dalle autorità pakistane che li usano solo per poter intascare aiuti internazionali. Ragazzini orfani abbandonati a se stessi e spesso trasformati in soldati, oppure venduti da chi dovrebbe prendersi cura di loro. Donne private di ogni diritto e trasformate in schiave del sesso nei famigerati "campi delle vedove". Suraya decide di fondare una scuola clandestina per ragazzine, in uno scantinato. L'impresa è ardua e pericolosa, perché i talebani controllano ogni suo movimento...
Gilda, Maria, Arialda, Erodiade, Gertrude, Virginia, Letizia, Felicita: memorabili figure femminili del vasto universo espressivo di Giovanni Testori. La donna è portatrice di una furiosa voglia di vivere e di un incessante desiderio di felicità che sembrano iscritti nel suo grembo e che si scontrano con l'evidente limite della morte, in particolare quella dei più vicini e cari (figli, mariti, fidanzati). Eppure, in quello stesso grembo, nasce la vita a testimoniare un amore in grado di superare ogni limite. Due estremi lacerati e laceranti che si riconcilieranno, significativamente, in alcuni episodi centrali del lungo cammino artistico di Testori, per trovare una definitiva sintesi nella figura conclusiva della Mater Strangosciàs dei Tre Lai. Nei cinque capitoli del volume sono stati isolati i vari tratti del femminino testoriano - corpo, linguaggio, amore, morte, maternità -, nel tentativo di districare e separare, per meglio vedere, ciò che in realtà si pone intrecciato e inevitabilmente connesso nell'unità della coscienza umana. Testori non rappresenta solo le donne, ma attraverso il grande affresco del femminile guarda la vita intera, nella sua origine e nelle sue istanze essenziali.
Un viaggio per scoprire l’essenza della Prima Italia.
Viteliú, dal termine osco antico e originario della parola latina “Italia”, è un viaggio nel mondo nascosto dei popoli italici.
E sono proprio gli Italici i protagonisti di questo sorprendente romanzo d’esordio: i Sanniti, i Marsi, i Peligni, i Piceni, i valorosi dodici popoli dell’Appennino centrale che si unirono per combattere contro l’incontrastata potenza romana.
Un incubo proveniente dal passato spinge un vecchio cieco a riprendere in mano il proprio destino e quello di suo nipote salvato dalle stragi dei sicari di Silla. Sulla sua anima di capo supremo, il peso della distruzione del suo popolo martoriato, di cui tenterà di riscattare almeno la memoria. Così, accompagnato dal nipote ritrovato nei meandri di Roma, intraprenderà un viaggio, che diventa un percorso emotivo e di riscoperta di una identità che rischiava di essere perduta, attraverso la Marsica e la Conca Peligna, verso l’Alto Sannio.
Cosa può succedere quando una donna innamorata viene tradita dal suo amore e deve fare i conti con una malattia inesorabile?
O quando si trova sola in una terra straniera, senza una casa e con un bisogno intenso di essere amata e di amare?
O quando per debolezza rinuncia ad un amore straordinario?
Il desiderio di amare e di essere amati, così profondo e fragile, è il tessuto di queste storie.
Tre donne, di fronte a momenti drammatici della loro vita, si pongono una domanda: c’è qualcosa di buono per me?
Greta frequenta l'ultimo anno di liceo nell'amata Verona. La sua vita scorre tranquilla tra lo studio, le uscite con le amiche e un rapporto non sempre facile con la sua famiglia. Fino a quando non incontra David, nigeriano d'origine e musulmano di religione. Dovrà allora fare i conti con una realtà nuova, una Verona dai tanti volti con profonde spaccature e pericolosi conflitti. Una storia d'amore e d'ingiustizie, d'amicizia e di speranze, con al centro un gruppo di giovani nella loro inquieta ricerca di sé...
Un giallo pieno di colpi di scena scritto da uno dei maestri del Verismo. L'assassinio della contessa D'Arda, in una villa sul lago di Ginevra, dà il via a un'indagine serrata, condotta dall'esperto ma anche spregiudicato giudice Francesco Ferpierre. Sullo sfondo, un affresco della società di fine Ottocento. La soluzione del caso sarà tutt'altro che scontata e riuscirà a tenere con il fiato sospeso il lettore fino all'ultima pagina.
Un canto di Natale (titolo originale A Christmas Carol), pubblicato nel 1843, è indubbiamente uno dei racconti più famosi di Charles Dickens e in assoluto forse il titolo più famoso e commuovente sul Natale al mondo. Come in altre opere di Dickens, è la descrizione della contemporaneità, nelle sue sfaccettature più tristi e angoscianti, a dominare le pagine: i terribili anni quaranta del XIX secolo, la povertà, la fame, lo sfruttamento minorile. La vicenda si svolge in una Londra cupa, degradata e fatiscente, che pare estranea ai progressi tecnici e scientifici dell’Inghilterra ottocentesca. Il vecchio Ebenezer Scrooge, arido e avaro, per il quale il Natale è soltanto una perdita di tempo, in un’atmosfera onirica e surreale viene visitato da tre spiriti che incarnano i Natali passati, presenti e futuri. Questi lo conducono in un viaggio attraverso tutti i periodi della sua vita e gli mostrano in visione diverse realtà, in un percorso catartico di redenzione. Il romanzo è presentato qui nella sua versione integrale, conforme al tipico uso della punteggiatura Dickensiana, corredata da illustrazioni originali e un ricco apparato di note.
Ambientato nella Londra del XIX secolo, ha come protagonista un giovane da cui è impossibile non restare affascinati. I lineamenti del viso di Dorian sono talmente belli, da attirare l'attenzione del pittore Hallward, che decide di fargli un ritratto. Dorian, sempre più ammaliato dalla sua stessa bellezza, comincia a provare una sorta di attrazione-invidia verso il ritratto. ll pensiero del tempo che passa lo distrugge, l'idea che lui invecchierà, mentre il suo ritratto resterà fedele alla bellezza di quel momento, gli provoca talmente tanta indignazione e gelosia, che fa una sorta di patto con il demonio grazie al quale il quadro sarebbe invecchiato al posto del suo volto, rendendo così eterno il suo splendore. In seguito ad una tormentata storia d'amore Dorian perde lucidità e commette atti atroci. Ma si rende conto a quel punto che il quadro comincia ad invecchiare come ci fosse una correlazione non con la sua età ma con la sua anima.
Roma, 1139. Inquieto, un uomo alza gli occhi alla volta celeste. Seguendo le indicazioni dei suoi predecessori, è arrivato nella Città Eterna per assistere all'eclissi che mostrerà un allineamento astrale unico. All'ora stabilita, la luna a poco a poco si dissolve nell'oscurità, rivelando 112 stelle. È il segno che l'uomo aspettava: ancora 112 papi, poi, sulle rovine della Chiesa, sorgerà un nuovo mondo. Roma, 2000. Incredula, una giovane archeologa fissa il cielo. Poche ore prima, il Vaticano le ha ordinato d'interrompere gli scavi nelle catacombe di San Callisto, mettendo così fine alla sua carriera accademica. E adesso lei giace sull'asfalto, in una pozza di sangue. Tuttavia, nell'istante in cui l'aggressore le ha conficcato il pugnale nel petto, Elisabetta ha notato un dettaglio agghiacciante. Un dettaglio impossibile da dimenticare. Roma, oggi. Sconcertata, una suora studia i simboli astrologici tracciati sul muro. Ma quello non è il solo enigma custodito dall'antico colombario di San Callisto. Intorno a lei, infatti, ci sono decine di scheletri caratterizzati da un'anomalia inquietante: la stessa anomalia del sicario che, anni prima, aveva cercato di ucciderla. Decisa a far luce sul mistero, suor Elisabetta entra in possesso di un rarissimo esemplare del Dottor Faust di Marlowe e intuisce che quei versi sono il codice per svelare il cerchio diabolico che lega passato, presente e futuro. Perché il papa è morto, il conclave è alle porte e la profezia sta per compiersi...

