
È perennemente in ritardo. È bella come il sole. È socievole, estroversa e... irraggiungibile. L'amore di Henri Bredin - timido studente della Sorbonne, un po' goffo e sempre puntuale - sembra del tutto senza speranza. Lui e Valerie Castel condividono la passione per gli stessi libri. Ma per Valerie, Henri è solo un compagno di studi e un buon amico, mentre per lui la ragazza con gli occhi acquamarina e il sorriso impertinente è la donna più charmante del mondo. Quando Valerie trascorre le vacanze estive sulla Riviera ligure e perde la testa per un italiano, a Henri crolla il mondo addosso. Non ha nessuna possibilità contro quell'uomo affascinante, ricco e di dieci anni più grande di lui. O forse sì? Un giorno, curiosando tra le bancarelle di libri usati lungo la Senna, Henri si imbatte in un libricino rilegato in pelle bordeaux. Si tratta di un manuale del XVI secolo che contiene pozioni e strani infusi e promette di svelare niente meno che la ricetta dell'amore eterno, L'élixir d'amour éternel. Contrariamente a ogni logica, Henri decide di invitare a cena Valerie e di cucinare per lei un perfetto "Menu dell'amore". Ma, tra tutte le sere possibili, quella è proprio la volta in cui la ritardataria Valerie decide di presentarsi nel piccolo appartamento di Henri in rue Mouffetard con largo anticipo...
Alberto Kauffman scrive "Virginia ti amo" sul muro della scuola. Virginia non lo ama, ma lui diventa popolarissimo perché, per scrivere su quel muro, cade, finisce al pronto soccorso e viene punito dal preside. La punizione è aiutare Emilio, un compagno malato di tumore al cervello, con uno scarso profitto scolastico. Emilio, ribattezzato Bronson, è in realtà una vera risorsa, una miracolosa fontana di vitalità, un compagno di strada irrinunciabile. La forzata alleanza diventa amicizia. Insieme si imbucano al vernissage di una mostra d'arte, insieme passano una mitica giornata a Stoccolma, insieme fanno progetti per tutta la vita che resta. E infatti dopo il liceo, e dopo che Virginia ha finalmente ceduto alla corte di Alberto, il legame si fa sempre più profondo. Alberto non ha mai smesso di trascrivere sul suo fedele taccuino tutte le avventure vissute. Forse un giorno quegli appunti diventeranno l'opera indimenticabile di una vita indimenticabile. Bronson intanto lo aiuta a trovare lavoro in una piccola e sgangherata casa editrice, ne raccoglie le confidenze, i sogni, le ambizioni, e veglia, protettivo, anche sulla sua storia con Virginia. Sembrano gli anni di una giovinezza che non finisce. Eppure, di punto in bianco, Bronson parte per la Nuova Zelanda. Sparisce e qualcosa fatalmente si spezza: cosa sarà di Virginia e Alberto? Del bambino che aspettano? Del lavoro entrato nella fase più critica? E cosa sarà dell'amico a cui la vita è legata con un filo sempre più sottile?
Eccentrico, taciturno, pensatore di paradossi, amante del whisky e delle belle donne, ma anche di T.S. Eliot e di Camus: è Jack Laidlaw, ispettore della polizia di Glasgow. Animato da un rigoroso ideale di giustizia che lo porta ad agire secondo un codice morale tutto suo, Laidlaw è un battitore libero: si muove nelle squallide periferie di Glasgow, intrattiene rapporti fin troppo stretti con i gangster locali e si sente a casa là dove nessun poliziotto osa mettere piede. Quando la diciottenne Jennifer Lawson viene assassinata, Laidlaw è senz'altro il più adatto a intervenire. Aiutato dal volonteroso ma acerbo Harkness, dovrà indagare tra pub fumosi e squallidi club, fare domande scomode, scavare negli angoli più bui della città, alla caccia di un uomo che sono in molti - anzi, decisamente in troppi - a cercare. Sulle sue tracce, infatti, ci sono anche il padre di Jennifer, deciso a farsi giustizia da sé, bande di vigilantes del quartiere e criminali disposti a tutto pur di proteggere i loro traffici. Uomini duri, persino più pericolosi e colpevoli del vero assassino. Primo di una trilogia pubblicata originariamente nel 1977, il giallo scozzese che ha ispirato un'intera generazione di scrittori, da Ian Rankin a Irvine Welsh.
A circa 20 minuti da Stoccolma, in uno tra i tanti identici piani del palazzo, ha sede la Helm Tech, un'azienda che realizza caschi da bicicletta. Jens Jansen, brand manager della Helm Tech, ha condotto fino ad ora una vita piuttosto ordinaria da cittadino della classe media. Come manager "medio" fa del suo meglio per evitare di lavorare. Il suo matrimonio è a pezzi, ma non potrebbe importargliene di meno. Quando ha il sospetto di una promozione in arrivo, considerando il carico di lavoro che comporterebbe, inizia a pianificare la sua scomparsa. Ma non decide di fuggire in qualche luogo esotico, no, decide piuttosto di nascondersi in ufficio, nella stanza del server In cui nessuno va mai. Scivola quindi nel condotto di aerazione per raggiungere il bagno, si nutre dei pranzi dei suoi colleghi raggiungendo di nascosto la mensa. Jens come un fantasma ascolta e controlla tutti, e inizia la sua attività di sabotaggio. Naturalmente, visto che per tutta la vita aveva cercato di non farsi notare, nell'alienazione della catena lavorativa, ci vogliono settimane prima che qualcuno si accorga che Jens non si trova più alla sua scrivania.
"Armi di famiglia" inizia con un biglietto, quello che i Vento, storici produttori di armi, ricevono da Olivia, la figlia più piccola. È un invito a tutti i membri della famiglia a riunirsi a casa. Così, per la prima volta dopo anni, si ritrovano... Viviana, la madre: amministratore delegato, che gestisce le questioni affettive come fossero comunicati aziendali. Vittoria, la primogenita: conduttrice TV, con due figli in sovrappeso e una vita che si misura in numero di spettatori. Virginia, direttore marketing ossessionata dalle strategie: "Se il tizio di Brescia delle pompe funebri distribuisce anelli a forma di bara, non vedo perché non dovremmo farlo anche noi con i fucili". Viola, doppiatrice: è davanti alla scelta più complicata per una donna. E Giacomo, il padre, che consuma le giornate nel silenzio del suo laboratorio. Tutti hanno un obiettivo: tenere nascosto qualcosa. Perché Olivia è l'unica a tardare? Perché al suo posto si presenta Elio, un giovane che si stabilisce in casa pilotando le dinamiche familiari? Francesca Lancini torna con un nuovo romanzo: un ritratto di famiglia in un Nord di restrizioni emotive, fra insulti travestiti da complimenti e sguardi impietosi che sembrano porre un'unica domanda: esiste forse qualcosa di più comico dell'infelicità?
Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent'anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.
"Così giunse nelle mie mani 'La sinagoga degli iconoclasti', in un inverno freddo e umido, e ricordo ancora il piacere enorme che le sue pagine mi diedero, e anche il conforto, in giorni nei quali tutto faceva presagire solo tristezza. Il libro di Wilcock mi restituì l'allegria, come riescono a farlo solo i capolavori della letteratura che sono al tempo stesso capolavori dello humour nero, come gli aforismi di Lichtenberg o il 'Tristram Shandy' di Sterne ... Oggi, diciassette anni dopo, esce in seconda edizione. Se volete ridere, se volete migliorare la vostra salute, compratela, rubatela, fatevela prestare, ma leggetela". (Roberto Bolaño)
Subito dopo il suo arrivo nella capitale francese, lo scrittore Richard Sanders ha un fugace incontro in strada con una signora elegante che lo riconosce e lo saluta, mentre lui non si ricorda affatto di lei, neanche quando viene a sapere il suo nome. Non trova ricordi nella sua memoria per risalire all'identità di quella donna affascinante. Richard è a Parigi per la presentazione di un suo libro dal titolo emblematico, L'arte di dimenticare, e proprio in quei giorni si inaugura una mostra del suo amico Tovèr, con il quale, agli inizi della loro carriera, aveva condiviso molti sogni e una casa in quella che allora, negli anni Cinquanta, era la Mecca dei giovani artisti. È questa la seconda coincidenza che lo porta a compiere un viaggio a ritroso nel tempo. Con uno stile raffinato e suggestivo l'autore offre un saggio della sua inimitabile capacità di osservazione e introspezione, riuscendo a narrare con tratto leggero e ironico le passioni, i dubbi e le esitazioni di un artista dall'età giovanile alla vecchiaia, lungo un percorso in cui memoria e nostalgia sfumano nell'illusione.
Nella casa di Papirio, capo della temuta polizia segreta della Roma di Marco Aurelio, si festeggiano i saturnali: secondo l'antica consuetudine, per una notte l'ordine sociale è sovvertito e i padroni obbediscono ai loro schiavi. Mentre nella nobile dimora impazza la festa, la schiava Ruth muore dopo avere messo al mondo il bimbo concepito con Marcello, figlio del padrone di casa. È l'inizio di una storia incredibile, che prosegue nella torrida estate di alcuni anni più tardi, quando una legione rientra vittoriosa in città dall'Oriente portando con sé la peste. Alla ricerca di un capro espiatorio, gli agenti di Papirio incalzano la comunità cristiana del Vicolo dei Sandalai, proprio mentre Marcello s'innamora di Cecilia, adepta della nuova religione. Nis Petersen intesse una trama corale, dove l'esuberanza della scrittura dissimula una malinconica saggezza dietro l'umorismo paradossale e il gusto per l'anacronismo dei dialoghi e delle situazioni. Scritta nel 1931, questa satira della modernità in veste di romanzo storico riscosse subito successo in patria.
Eroe e martire della libertà di pensiero, Giordano Bruno pagò con la vita la difesa delle proprie idee. Pur così diverso nel temperamento dallo scontroso Nolano, Morris West ha sempre considerato Bruno uno spirito affine, quasi uno specchio del suo tormento interiore di cattolico libero che s'interroga sulla giustizia dell'ortodossia religiosa. "L'ultima confessione" è il diario immaginario nel quale il filosofo, imprigionato nel Sant'Uffizio e sapendo prossima la sua esecuzione, racconta la sua storia. Bruno si definisce "un prete indegno, un monaco apostata, un mago imbroglione, un sedicente angelo della luce che arranca nella sua stessa oscurità, uno sbruffone, un prevaricatore, logorroico nelle discussioni e velenoso nelle dispute. Tutto questo e anche di più, se trovate le parole!", eppure rivendica con orgoglio l'autonomia della propria coscienza. Opera estrema di West, questo romanzo può esserne considerato il testamento spirituale. Lo scrittore morì alla sua scrivania, lasciando incompiuti gli ultimi capitoli che, per iniziativa dei familiari, sono qui sostituiti con un epilogo basatlo sui suoi appunti.
Alcuni sanno fin da subito a che vita sono destinati e quale attitudine si rivelerà tanto spiccata da plasmare il futuro. Altri, invece, sentono di possedere una caratteristica singolare che, tuttavia, non sono ancora capaci di esprimere e dovranno viaggiare a lungo prima di arrivare a destinazione. "Narciso e Boccadoro" è il racconto degli uni e degli altri, e dell'apprendistato alla vita di due amici, l'erudito Narciso e l'inquieto Boccadoro, dai caratteri opposti e complementari. Il volume è corredato da esclusivi contenuti extra, spunti e approfondimenti nella cultura contemporanea: film e serie TV, musica, arte, libri, fumetti e graphic novel.
Perché mai "La fattoria degli animali" fu rifiutato da tutti e quattro gli editori cui era stato inizialmente proposto? In fondo, è solo una favola. Non inizia con "C'era una volta", ma racconta le vicende di maiali e cani e cavalli e altri animali di fattoria, appunto. Com'è possibile che susciti tanta paura? Che cosa rende "La fattorìa degli animali" una favola diversa dalle altre? È tutto vero. Tutto quello che Orwell racconta è accaduto veramente; e proprio per questo, tutto quello che racconta, ci avverte Orwell, potrebbe accadere di nuovo. Il volume è corredato da esclusivi contenuti extra, spunti e approfondimenti nella cultura contemporanea: film e serie TV, musica, arte, libri, fumetti e graphic novel.

