
The Good News Bible was a bestseller from its first publication as ‘Good News for Modern Man’, providing a unique combination of accessibility and faithfulness to the best Greek and Hebrew sources.
It has earned the respect of a wide range of scholars for its accuracy and reliability, and because it is easy to read and understand it is suitable for people of all ages.
This edition comes with a ribbon marker and presentation page and makes a stylish gift or a lovely Bible for personal use.
Throughout history, some books have changed the world. They have transformed the way we see ourselves - and each other. They have inspired debate, dissent, war and revolution. They have enlightened, outraged, provoked and comforted. They have enriched lives - and destroyed them. Now Penguin brings you the works of the great thinkers, pioneers, radicals and visionaries whose ideas shook civilization, and helped make us who we are.One of the greatest explorations of sin, epiphany and redemption ever written, the Confessions of Saint Augustine continue to shape our ideas with their passionate declaration of the life-changing power of faith.
The first authoritative biography of Pope Francis traces the life of this revolutionary thinker from his childhood in Argentina to the highly regarded world leader he is today. It identifies the pope's innovative vision for the Church, and the obstacles he faces in an institution still strongly defined by its conservative past.
Description
When Pope Francis was elected in March 2013, he was virtually unknown. He fast captivated the world with his rejection of papal pomp, his love of the poor, his fearless critiques of injustice and corruption, and his far-reaching reforms of the Catholic Church.
This is the first intimate, in-depth biography of a pope whose visionary leadership has breathed new life into the Church and turned him into a global phenomenon.
Through extensive interviews in Argentina and elsewhere, and drawing on the author's deep knowledge of the country and Church that shaped him, The Great Reformer reveals the life, the spirituality and the thought of Jorge Mario Bergoglio as never before. It tells for the first time the story of how his visionary reform of the Jesuit order led to his internal exile in Argentina. It also offers the first behind-the-scenes accounts of the conclaves of 2005 and 2013.
The Great Reformer shows how a shy, austere assistant bishop came to be the leader of the Latin-American Church and eventually pastor of over a billion Catholics.
'This is a great read about a man who's exploded into our consciousness, whom we're yet to really know but whom we sense may offer precious revitalisation for our bruised Church. This book will help make up your mind.' - Geraldine Doogue
Austen Ivereigh is a London-based writer, journalist, and commentator on religious and political affairs and holds a PhD from Oxford University. He is a former deputy editor of the influential Catholic journal The Tablet and he writes regularly for Our Sunday Visitor, as well as The Guardian and elsewhere. He is co- founder of media group Catholic Voices.
Costruito come un percorso attraverso la memoria (di persone, fatti e luoghi) "Camerata Neandertal" è forse il romanzo più dolente e personale di Antonio Pennacchi. Un libro popolato da fantasmi: da Ajmone Finestra - il Federale di Latina, motore delle vicende narrate in "Palude" e nel "Fasciocomunista" agli operai che di "Palude" decisero lo svolgimento; da Carlo Alberto Blanc, paleontologo, la cui ossessione e curiosità divengono le stesse dell'autore nelle "Iene del Circeo", ad Aldo Dapelo padrone della Fulgorcavi narrata in "Mammut", fino al fratello Gianni, che considerava suo "Canale Mussolini" ma morì senza riuscire a leggerlo. Attraverso i suoi personaggi Pennacchi racconta in realtà sé stesso e la propria formazione come uomo, come intellettuale dal basso e come scrittore. Un romanzo autobiografico dove realtà e finzione si intrecciano e si fondono, coinvolgendo il lettore in un viaggio, spesso esilarante, fra letteratura e vita.
"Almanacco Sellerio" raccoglie scritti inediti o irreperibili di autori della casa editrice. Diversi per argomento, e per occasione ispiratrice, li accomuna inevitabilmente una sensibilità letteraria condivisa che è poi quella che costituisce l'identità della casa editrice. In questo senso, prima di tutto l'almanacco risponde al desiderio di presentare questa identità. Gli autori si impegnano prevalentemente a narrare. E ogni brano è in realtà un racconto anche quando tratta di guerra (l'anno prima dello scoppio della prima guerra mondiale; il rumore della catastrofe nella musica di Mahler e di Berg; un pianoforte in mezzo alle trincee; il destino di un soldato tedesco in quel di Caltagirone), di viaggi (sulle tracce della napoleonica ritirata di Russia; l'esperienza spirituale di un pendolare), quando ricorda (un altro terremoto dell'Aquila; un'infanzia a cavallo della frontiera Mexico-Usa; le gare di "oratoria agonistica" a scuola; i cani amici di una vita), quando tramanda (un valoroso medico del ghetto; Marguerite Yourcenar che legge Tomasi di Lampedusa e viceversa; un grande artista di acqueforti; un pittore ottocentesco perduto in Paraguay), o quando infine gli scrittori giocano con la loro stessa scrittura (le favole in versi per i bambini cattivi, le recensioni surreali dell'arte del paracarro; un maestro di umorismo vernacolare).
Emil ha un diploma in tasca preso alla Real-schule, una scuola costosa per il figlio di un modesto sarto come lui, ma allo scoppio della Grande Guerra è soltanto un piccolo apprendista in una tessitura. Lo chiamano tutti Schlump, che è come dire brutto mascalzone, dal giorno in cui, ragazzino, si è reso protagonista di una marachella al mercato. Schlump dovrebbe disegnare e creare modelli, ma anziché al lavoro pensa alle ragazze e alla guerra. Anzi, alle due cose messe insieme, poiché già si vede con l'uniforme grigia, ammirato dalle ragazze mentre va al fronte oppure sul campo di battaglia dove alcuni cadono e altri restano feriti o, a guerra vinta, in trionfo tra le donne che lanciano fiori dalle finestre mentre impazzano feste senza fine. Il primo agosto 1915 prende la sua cassetta d'ordinanza e, dopo aver salutato la madre piangente, si presenta fiero in caserma. Viene scaricato a Libercourt, in Francia, e da lì marcia in paesi dove non vi sono giardini ben curati né frontoni a graticcio all'ombra dei tigli. Schlump, però, è orgoglioso del suo incarico, frutto della sua vaga conoscenza del francese: amministrare da solo tre villaggi. A Loffrande, il villaggio più grande, scopre che è davvero "un bel traguardo per un diciassettenne" comandare uomini anziani e giovani donne attraenti come Estelle, bionda con gli occhi azzurri e le guance arrossate; o come la bruna Suzanne, con i boccoli castani che le dondolano sulla fronte; o la diafana Jeanne dalla chioma nera...
Uno scrittore cileno dell'Ottocento ha detto una volta che gli europei in visita nell'America del Sud parlano sempre di vulcani, selve amazzoniche, tempeste di Capo Horn, poiché non possono fare a meno di celebrarne la natura selvaggia. Anche Malatesta parla della natura del continente australe, ma i veri protagonisti di questo libro sono gli indios della Terra del Fuoco considerati da Darwin l'anello mancante tra la scimmia e l'uomo, mentre avevano un vocabolario con oltre cinquanta parole per dire "mangiare il pesce"; megalomani come Popper che, proclamatosi re e imperatore della Terra del Fuoco, batteva moneta d'oro con la sua effige; sindacalisti contadini che, come Facon Grande, lavoravano nelle grandi aziende della Patagonia e venivano passati per le armi dai militari argentini; scrittori come Francisco Coloane, grande cantore del mondo australe con i suoi personaggi: cercatori d'oro, allevatori di cavalli, briganti che danno la caccia agli indios per incassare la taglia messa sul loro capo. Malatesta è stato ovunque, con tutti i mezzi possibili e anche impossibili. Ma questo non è un libro semplicemente deambulatorio. I racconti che lo compongono cominciano sempre con un viaggio ma finiscono altrove: nella storia, nella geografia, nell'antropologia, nella letteratura. Il risultato è un corpus romanzesco estremamente compatto sotto l'apparente divisione dei capitoli. Un romanzo dell'America latina che si muove secondo una direzione sud-nord, da Capo Horn fino al Messico...
Per un intero secolo, da quando, nel 1898-1900, Giosuè Carducci ne patrocinò la prima edizione a stampa, lo "Zibaldone di pensieri" di Giacomo Leopardi è assurto a simbolo del "frammento" per eccellenza. Quello che è da tutti considerato un capolavoro assoluto di prosa letteraria, è stato presentato da una lunga tradizione come un'opera volutamente asistematica, un flusso di pensieri senza ordine. A distanza di più di un secolo da quella prima edizione carducciana, il meticoloso e acuto lavoro critico-filologico di Fabiana Cacciapuoti ha portato alla luce l'idea di una grande opera per "trattati", di cui l'enorme mole di appunti raccolti nei quaderni null'altro rappresenta che l'immane lavoro preparatorio; un testo dotato di precise chiavi di lettura, organizzabile - se non compiutamente organizzato - a partire da ben definiti fuochi tematici. Una traccia di un simile progetto è contenuta nella lettera con cui Leopardi rispondeva, il 13 settembre 1826, al suo editore milanese Antonio Fortunato Stella, che gli aveva chiesto di comporre un dizionario filosofico alla maniera di Voltaire. Con un Preludio di Antonio Prete.
Braccialetti Rossi è un universo di scoperte, un modo nuovo di vedere il mondo e se stessi. In questo libro potrete raccontare le vostre esperienze e i ricordi più intensi; troverete inoltre notizie e curiosità sulla fiction e sui suoi protagonisti. Età di lettura: da 11 anni.
Edizione di pregio de "Le avventure di Pinocchio" contenente le 90 tavole, in bianco e nero, realizzate da Jacovitti per la prima edizione del 1945. Il testo è normato sull'edizione critica e comprende due saggi di Pietro Gibellini e Dino Aloi.
Ultima settimana del novembre 1327. Il novizio Adso da Melk accompagna in un'abbazia dell'alta Italia frate Guglielmo da Baskerville, incaricato di una sottile e imprecisa missione diplomatica. Ex inquisitore, amico di Guglielmo di Occam e di Marsilio da Padova, frate Guglielmo si trova a dover dipanare una serie di misteriosi delitti (sette in sette giorni, perpetrati nel chiuso della cinta abbaziale) che insanguinano una biblioteca labirintica e inaccessibile. Per risolvere il caso, Guglielmo dovrà decifrare indizi di ogni genere, dal comportamento dei santi a quello degli eretici, dalle scritture negromantiche al linguaggio delle erbe, da manoscritti in lingue ignote alle mosse diplomatiche degli uomini di potere. La soluzione arriverà, forse troppo tardi, in termini di giorni, forse troppo presto, in termini di secoli.
Il palcoscenico è deserto. Il grido echeggia da dietro le quinte. Il pubblico in sala a poco a poco si zittisce. Un uomo con gli occhiali, di bassa statura e di corporatura esile, piomba sul palco da una porta laterale. Signore e signori un bell'applauso per Dova'le G.! C'è qualcosa di strano nella serata. Tra le sedie c'è un intruso, trascinato fino a quella cittadina poco raccomandabile da una telefonata inattesa: è l'onorevole giudice Avishai Lazar, amico d'infanzia di Dova'le. Deve giudicare la vita intera di quello che, lo ricorda solo ora, era un ragazzino macilento e incredibilmente vivace, con l'abitudine stramba di camminare sulle mani. Dova'le sul palco si mette a nudo, e imprigiona la sala nella terribile tentazione di sbirciare nell'inferno di qualcun altro. Nella storia di un bambino che camminava a testa in giù e da quella posizione riusciva ad affrontare il mondo. Un ragazzino che al campeggio paramilitare viene raggiunto dalla notizia della morte di un genitore e deve partire per arrivare in tempo al funerale. Ma chi è morto? Nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo, o forse lui non ha compreso. Il giovane Dova'le ha un viaggio intero nel deserto per torturarsi con l'angoscia di un calcolo oscuro che gli avvelena la testa. Mio padre o mia madre? Ora eccolo, quel ragazzino, ancora impigliato nell'estremo tentativo di venire a capo di quella giornata lontana, ancora incapace di camminare dritto.

