
Un anno scorre. Passeggiate, film, brevi partenze, viaggi vagheggiati e mai intrapresi, lo studio dell'ebraico. Gli uomini, cinque. Sfuggenti, incomprensibili, a volte sposati, tutti comunque con un'altra vita da vivere. L'io narrante, attraverso frammenti di dialoghi e brevi notazioni, racconta la storia di una donna insoddisfatta che cerca continuamente nei rapporti con gli altri la possibilità di una salvezza da tutto e, prima di tutto, da se stessa.
Quattro sorelle legatissime, un matrimonio imminente e un terribile segreto che qualcuno ha sussurrato. Che fare? Rivelarlo e mandare tutto all'aria o tacere e rendersi complici di un misfatto? Un nobile dilemma, si direbbe. Ma siamo poi sicuri? Chi non ha incontrato, ad esempio, qualcuno che volendo fare del bene ha seminato disastri? In un turbinio di pettegolezzi, sospetti, vendette e tradimenti, presto la farsa si colora della sinistra ossessività di un thriller. Dietro ogni quinta si svela un'altra quinta, e la scena si affolla di colori e perfidie.
Una libreria tinta di rosa, sulla costa atlantica degli Stati Uniti. Una bella libraia, divorziata senza rimpianti e appassionata del suo mestiere. Un variegato ventaglio di clienti e commessi. Infine, una lettera d'amore che sbuca fra la posta. Non si sa chi l'abbia scritta, non si capisce a chi sia rivolta. Ma quelle parole si insinuano nella mente della libraia e creano una serie di eventi. Fino alla sorpresa finale.
Il volume raccoglie gli articoli scritti nel 1954-55 dal venticinquenne Gabriel Garcia Marquez, allora redattore e opinionista del quotidiano della capitale colombiana "El Espectador". I testi rivelano, oltre alla passione per il cinema, un'affinità elettiva con il neorealismo italiano (in particolare con la coppia Zavattini-De Sica, nei confronti dei quali, presentando al pubblico colombiano "Ladri di biciclette", "Miracolo a Milano" e "Umberto D.", esprime una commossa ammirazione) e una spiccata antipatia per lo star system hollywoodiano. Vi sono inoltre vere e proprie inchieste su problemi sociali di scottante attualità, su sensazionali notizie di cronaca, su personaggi singolari.
Gli amici e il figlio adottivo accompagnano Jack, un macellaio della periferia londinese, nel suo ultimo viaggio, per spargerne le ceneri in mare. Lungo il tragitto, tra una sosta e l'altra, il presente si squarcia lasciando filtrare i ricordi, le speranze, i rancori, i sogni delle loro vite. Un quadro ironico, divertente, talora commovente, sempre profondamente umano.
Sono saggi militanti che permettono di seguire il percorso politico di Pasolini dal giovanile interesse per la l'autonomismo friulano fino al contrastato rapporto con il Pci, sempre da battitore libero o compagno di strada. Molto interessante è anche il Pasolini antropologo o sociologo, attento alle trasformazioni della società di massa, ben prima degli interventi degli "Scritti corsari" Tra gli inediti si segnala un durissimo saggio contro la televisione, che risale al 1966.
La scelta dei testi documenta sia la produzione narrativa sia quella saggistica, privilegiando le opere pubblicate da Debenedetti in vita poiché è in esse che le sue doti di prosatore emergono maggiormente. Non mancano tuttavia alcune pagine scelte dalle lezioni e dagli scritti sul cinema, testimonianza insieme agli scritti editi in vita di un metodo critico che, oltre a utilizzare la psicoanalisi, la sociologia, l'antropologia culturale e la fenomenologia, lascia ampio spazio alla sua soggettività di lettore.
Il Meridiano raccoglie sia scritti narrativi sia scritti saggistici. Gli anni vanno dal rientro in patria (1945) alla morte (1978), e coprono quindi il periodo della ricostruzione, delle rigide contrapposizioni ideologiche e degli squilibri della società del benessere. Tra i romanzi, "Una manciata di more", "Il segreto di Luca", "La volpe e le camelie", "L'avventura di un povero cristiano". La selezione di saggistica propone "Uscita di sicurezza" e una ricca scelta di interventi e articoli, oltre alla produzione meno nota, fra cui le sceneggiature.
Il Meridiano propone in ordine cronologico i romanzi "Altre voci, altre stanze", "L'arpa d'erba", "Colazione da Tiffany"; "A sangue freddo", "Musica per camaleonti", "Preghiere esaudite", numerosi racconti e una scelta di reportages di viaggio e di ritratti. La curatela è affidata a Gigliola Nocera; Alberto Arbasino firma un saggio-ritratto di Truman Capote, delineando la figura del raffinato scrittore e al contempo del protagonista mondano, adorato e adulato dal jet-set internazionale.

