
Che cosa ci farà mai in un paesino della Vandea che a metà gennaio sembra fatto di acqua e di fango, quell'essere livido e odioso che tutti al Quai des Orfèvres hanno sempre chiamato l'ispettore Cadavre? La questione intriga il commissario Maigret, arrivato lì in veste privata per dare una mano al cognato di un giudice che rischia l'imputazione di omicidio.
Un incendio apre il romanzo e annuncia il manifestarsi della malattia del sessantenne Konrad Lang. Le sue crescenti leggerezze si dispongono in un quadro clinico preciso e scientificamente documentato, ma rappresentano anche gli ingredienti di una trama spumeggiante. Il merito dell'autore è di aver trovato il difficile equilibrio tra una comicità contenuta e il nucleo inevitabilmente drammatico della storia.
Tom e Dorian, due dei quattro figli di Sir Hal Courteney, salgono a bordo dell'East Indiaman, il galeone affidato al comando del padre incaricato dalla Compagnia delle Indie di domare il sanguinario pirata arabo Jangiri, il cui "regno" si estende dal capo di Buonasperanza al Madagascar. Tom si troverà così a dover affrontare, prima con il padre e poi con Sarah, la donna che ha scelto di stare al suo fianco, gli innumerevoli enigmi di un continente che esercita il suo invisibile potere su uomini e animali, mentre Dorian, costretto a una nuova esistenza e a una nuova fede, farà del coraggio la sua arma e scoprirà l'amore.
Per Naipaul, nato a Trinidad da famiglia indiana, l'India è una ferita profonda, mai rimarginata, un luogo che rimescola tutto il suo essere. E nessuno dei vari libri che all'India ha dedicato lo testimonia come questo, vero itinerario nella caligine dove le sensazioni, gli incontri, le riflessioni si mescolano in un amalgama di cui Naipaul sembra possedere il segreto. E' un viaggio dolorante, ma qui, come ha scritto John Wain, "la sofferenza è diventata creativa invece che ottundente".
Uno scrittore viaggia a piedi per mezza Italia, nell'estate più calda del secolo. Incontra persone, osserva luoghi, sta giorni interi senza parlare con nessuno, vive piccole avventure di inospitalità. Poi torna a casa e racconta la piattezza dell'Emilia, l'orrore della circonvallazione di Bologna, l'interminabilità della costa marchigiana. E dal racconto di questo viaggio nascono racconti di altri viaggi, sempre a piedi, attraverso la città, paesi, stanze, bar, uffici pubblici, corridoi di treni.
Reportages, clichés, passeggiate: quasi tutti i testi che compongono questo volume hanno in comune l'essere il frutto di veri e propri sopralluoghi, nel corso dei quali lo sguardo dell'etnologo si confronta cone le immagini del turismo più divulgato. Disneyland e Mont-Saint-Michel, la spiaggia di La Baule e il campo di battaglia di Waterloo, la cupola di plastica climatizzata di Center Parcs (contenente paesaggi tropicali in piena Normandia) e i castello di Ludovico II di Baviera...
È orribile invidiare qualcuno che si detesta, ma a volte può succedere. Questo è quanto accade a Carlo, un traduttore in difficoltà economiche che vive alla periferia di Firenze, quando decide di prendersi in casa un inquilino con il quale dividere le spese. Alla sua porta si presenta Fred, abbigliamento stravagante, modi irritanti e fare invadente, ed è chiaro fin da subito che questa coabitazione invece di risolvere un problema ne creerà infiniti altri. Ha inizio così una "convivenza impossibile". Fred non è un inquilino modello: è disordinato, rumoroso, indiscreto e pian piano si impossessa non solo degli spazi ma anche della vita e dei pensieri di Carlo. Sbarazzarsi di lui non è facile; il fascino "maligno" che esercita è irresistibile, come pure la semplice naturalezza con cui attraversa i casi della vita: sa muoversi con disinvoltura nelle situazioni difficili, ha sempre la battuta pronta, riesce a volgere le cose continuamente a proprio favore, e soprattutto ha uno strepitoso successo con le donne, nessuna riesce a resistere ai suoi modi di galante mascalzone. Insomma, l'esatto opposto di Carlo, o meglio, forse proprio quello che lui vorrebbe essere. La storia, fin qui tragicomica, prende però una piega decisamente più seria quando si profila sulla scena l'inquietante figura di un misterioso assassino, e i sospetti della polizia cadono proprio sull'appartamento del povero traduttore e del suo strano ospite...
La vera storia di Heirich Harrer, l'alpinista austriaco evaso da un campo di concentramento inglese in India e rifugiatosi nel remoto Tibet, all'epoca vietato a tutti gli stranieri.
Il volume raccoglie racconti giovanili, inediti in Italia, di Heinrich Boll e consente al lettore uno sguardo sulla Germania dilaniata dall'angoscia del dopoguerra. Il valore della raccolta è perciò duplice: letterario da un lato, perché consente di indagare gli esordi di questo scrittore, e politico-sociale dall'altro, perché anche l'inquietudine che percorre la Germania odierna ha le sue radici nella tragedia della seconda guerra mondiale.

