
Uno studente fuori corso si trova a ospitare a casa sua, per tre giorni, il figlio della donna di cui è stato a lungo innamorato. La sua vita viene scombussolata in modo tragicomico: da un lato il giovane riversa sul bambino manifestazioni affettive esagerate, dall'altro sente, brutalmente, di volerne la morte. Il racconto è già stato pubblicato nella raccolta "Tutti i racconti".
Caio Merlino Britannico, dopo un fallito attentato alla vita del piccolo Artù, è fuggito da Camelot. Navigando verso nord, i fuggitivi giungono nel porto neutrale di Ravenglass, il cui re è Derek, l'uomo che ha ucciso il padre di Artù e violentato sua madre. Merlino deve reprimere l'odio che porta a quell'uomo e arriverà addirittura a salvargli la vita. In cambio si farà concedere un vecchio fortino abbandonato dai romani. Lì nascosto, Merlino educherà e addestrerà il giovane Artù di Pendragon.
Nella bottega di un rigattiere parigino, Casimir de Chateauneuf vede una miniatura che ritrae il volto di una giovane donna e ne resta folgorato. Sulla piccola cornice dorata solo due parole: La Poupée (La Bambola). Bramoso di trovare la bella Poupée, Casimir si lascia sedurre dall'oriente profumato e misterioso e parte per un viaggio sconvolgente: Alessandria d'Egitto, Il Cairo, Tebe, Damasco, Costantinopoli. Un viaggio che lo trasforma irreversibilmente, prima di consegnarlo nelle braccia del suo kismet, il suo destino. Perché gli amanti non si incontrano per caso, ma fanno parte l'uno dell'altra fin dall'inizio...
Il 10 maggio 1996 erano otto i gruppi di scalatori diretti alla vetta dell'Everest, quando si scatenò una terribile bufera di vento e neve. Tenzing Norgay racconta la storia della terribile avventura a cui prese parte. La sua è una voce diversa da quella degli occidentali che hanno scritto della tragedia. La storia narrata da Norgay è una sorta di pellegrinaggio sulle tracce del padre (che conquistò l'Everest nel 1953) e il suo racconto si dirama a esplorare la cultura del luogo, il buddismo, il mondo degli scalatori e il loro rapporto con gli sherpa che rischiano la vita per assisterli.
Lo scrittore portoghese, saggista e drammaturgo, racconta il raro caso clinico che lo ha visto involontario protagonista. Quale può essere uno dei peggiori incubi per uno scrittore? Non essere più in grado di leggere e scrivere, di avere a che fare con la parola, scritta e parlata. Ed è ciò che è successo a José Cardoso Pires che in una normale domenica in famiglia si trova a chiedere, stupito, il nome della moglie. È l'inizio di un incubo che si chiama ischemia cerebrale. Un coagulo di sangue che si rifiuta di pompare sangue al cervello. All'incirca due anni dopo Cardoso Pires tenta di ricostruire la perdita dell'uso della parola, della capacità di scrivere e, quindi, il miracoloso ritorno alla realtà e alla parola.
Quando Frank Cassidy aveva cinque anni, trent'anni fa precisamente, i suoi genitori morirono in un incendio, in una remota cittadina del Michigan. Ora anche suo zio è morto, ucciso da un uomo misterioso, ricoverato in coma nell'ospedale della stessa piccola città del Michigan. Con la speranza di beccarsi la sua fetta d'eredità, Frank parte con moglie, il figlio teenager di lei e il bambino avuto con lei, alla volta del Michigan. Giunto in città dopo un viaggio avventuroso, Frank si ritrova a dover fare i conti col suo passato. Il tentativo di capire le circostanze della morte dello zio si intrecciano con il mistero dell'uomo ricoverato nell'ospedale della contea e, per vie inaspettate, con le cause dell'incendio che costò la vita ai suoi genitori.
Tra intrighi di potere, dame languide e perverse, preti divisi fra ascetismo e amore del mondo, si svolge la storia di Cinìn, piccolo bastardo guardiano di mucche che diventerà pittore, il Maestro dei santi pallidi. Sullo sfondo dell'Italia di metà Quattrocento, Marco Santagata ha raccontato il sorgere del talento pittorico di un uomo sempre in fuga e sempre alla ricerca di qualcosa, dando vita a un romanzo a metà tra invenzione e ricostruzione storica.
Gran Bretagna, anni Settanta. Lei è Mickey e lui è Roper: tutti e due giovanissimi, sono vicini di casa e molto amici. Come fratello e sorella, litigano, fanno pace, ma soprattutto condividono esperienze e segreti, dalla prima sigaretta al primo bacio. Sono convinti che niente potrà mai separarli, ma non sarà così. Quindici anni dopo, infatti, Mickey è una mamma single, premurosa ma casinista e che si barcamena tra casa e lavoro, mentre Roper, felicemente fidanzato, è immerso nei preparativi del suo imminente matrimonio. I loro destini sembrano ormai tracciati, ma per una strana fatalità i due s'incontrano e come per magia si riaccende la loro vecchia amicizia e forse qualcosa d'altro... di molto più profondo.
Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commeterne un altro ancora più spietato...
Questo primo volume delle "Opere" di Giovanni Testori, curato da Fulvio Panzeri e prefatto da Giovanni Raboni, contiene le opere narrative e teatrali più famose dello scrittore lombardo. Dai lavori drammatici delle origini ("La morte. Un quadro" e "Tentazione nel convento") ai capolavori della maturità ("La Maria Brasca" e "L'Arialda"); dai classici racconti del "Dio di Roserio", del "Ponte della Ghisolfa" e della "Gilda del Mac Mahon" ai romanzi "Il fabbricone" e "Nebbia al Giambellino".

