
Appaiono in questo libro duecento personaggi eccezionali: personaggi-monumento (come Zita, l'ultima imperatrice d'Absburgo, il grande poeta americano Ezra Pound, la moglie di Brecht), personaggi tragici (come il padre di Anna Frank, l'intermediaria corrotta delle carceri di Bangkok, l'ultimo capo dei Sioux in Dakota, narratore di antichi massacri). Personaggi archetipi della cultura del secolo appena trascorso, grandi intellettuali, grandi romanzieri e poeti, artisti isterici e geniali (come Andy Warhol e altri come lui); Parenti Terribili (come la figlia di Picasso, la nipote di Pessoa, il figlio dell'amante inglese del Negus). Tanti brevi racconti tenuti insieme, in un solo grande racconto, dai fili incrociati del dramma e dello humour.
Spaziando dal bombardamento della Moneda, alla guerra d'Argentina, ai campi di morte delle montagne guatemalteche, Cooper racconta le esperienze di due decenni in America Latina. Nel Salvador schiacciato dalla dittatura militare, a Managua subito dopo le elezioni che decretarono la fine del governo sandinista, e a Panama, alla fine del 1989, a pochi giorni dall'invasione statunitense. Marc Cooper, non facendo mistero della sua propensione per la sinistra, si muove sui fronti di guerra come se praticasse una bizzarra forma di turismo, attento a ciò che vede e sente, scoprendo "la verità acquattata in qualche angolo remoto e malsano".
Questa raccolta di "scritti civili" vede la luce a poco più di un anno dalla scomparsa di Cesare Garboli, un critico o, meglio, secondo la definizione di Geno Pampaloni ("uno scrittore prestato alla critica") uno scrittore che ha costituito, anche dal punto di vista civile, una delle coscienze critiche più vigili e indipendenti degli ultimi anni. Gli interventi e le interviste presentate in questo volume spaziano dalla riflessione su un articolo di Natalia Ginzburg sulla strage di Monaco alla spietata rivisitazione della storia dell'Occidente nella lettera a Bernardo Valli che dà il titolo alla raccolta, dallo svelamento del "cuore marcio del potere" attraverso una lettura di Re Lear a due scritti più specifici sull'Italia.
Il volume è la raccolta completa dei racconti di Angela Carter (1940-1992), giornalista, professore universitario oltre che scrittrice, vincitrice di numerosi premi tra cui il prestigioso Somerset Maugham Award. Disposti in ordine cronologico, i racconti rispecchiano i temi cari all'autrice inglese: dalla passione per il jazz alle atmosfere gotiche piene di vampiri e licantropi. Tra i testi particolarmente interessanti si segnalano le rivisitazioni delle fiabe in chiave erotica e femminista. Con una prefazione di Salman Rushdie.
In una silloge di racconti quasi tutti autobiografici l'ex brigatista rossa Geraldina Colotti descrive le condizioni, talvolta disumane, della vita carceraria, ma anche storie di operai annichiliti dal crollo dell'Unione Sovietica, o di immigrate infanticide e rancorose. Sarebbe stato lecito aspettarsi una scrittura violenta: ci si trova invece di fronte a un testo asciutto ed energico, ma sempre armonioso nel suo essere veicolo di una concezione umanissima, solidale, quasi fraterna nelle più diverse e, spesso, tragiche situazioni.
Nel 1969, dopo vent'anni di esilio (e trentacinque dalla pubblicazione delle "Confessioni di un borghese", il primo suo volume di memorie), Márai decide di sfogliare "quell'album di immagini morte" che si porta dentro e di raccontare gli anni atroci del dopoguerra. In un montaggio implacabile e sontuoso fa sfilare quelle immagini davanti agli occhi: dall'apparizione dei russi sulla sponda del Danubio alle rovine di Budapest, ridotta a un cumulo di macerie. E poi il ritorno a una faticosa normalità, il desiderio di scrivere nella lingua materna...
Il volume raccoglie una serie di saggi, a partire da quello che dà il titolo al libro, dedicato alle ninfe, esseri delicatissimi e oscuri, fascinosi e terribili, provocatrici dell'ossessione primigenia, l'ossessione erotica. A questo si affiancano saggi che toccano temi disparati come la letteratura dei Brahmana, "Lolita" da Nabokov, "La finestra sul cortile" di Hitchcock, l'idea di bibliografia come forma, dell'editoria come genere letterario (partendo da Aldo Manuzio, grande editore rinascimentale, per arrivare a Kurt Wolff, che fu l'editore di Kafka).
In questo libro Waugh raccolse tutto ciò che desiderava conservare dei libri di viaggi scritti fra il 1929 e il 1936: l'esilarante racconto di una crociera nel Mediterraneo; l'incoronazione a imperatore d'Etiopia del negus Hailé Selassiè; un complicato viaggio di ritorno, denso di significati e di rivelazioni, attraverso il cuore dell'Africa Nera; una serie di strabilianti avventure nella Guyana Britannica, che si conclude in Brasile; una seconda visita a Addis Abeba, come corrispondente di guerra, nell'attesa dell'invasione italiana.
Si tratta di un romanzo che narra delle disavventure di un archeologo italiano in fuga da un emirato arabo, in quanto ritenuto implicato in fatti di spionaggio e di terrorismo, negli anni immediatamente successivi alla prima Guerra del Golfo (1991). La vicenda offre il pretesto narrativo per esplorare il pianeta della violenza degli uomini a cagione della diversità ideologica e dei conflitti di civiltà. Il doppio registro usato nel libro, anche a livello grafico, tra narrazione ed esplorazione interiore, permette differenti approfondimenti sulle problematiche dei rapporti fra fede religiosa e libertà, cristianesimo e islam, Oriente e Occidente.
Il primo dei due volumi dedicati all'opera di Raymond Chandler riunisce gli scritti risalenti agli anni 1933-42, ossia le pulp stories, il racconto fantastico "La porta di bronzo" e i primi tre romanzi "Il grande sonno", "Addio mia amata" e "La finestra nel vuoto", tutti con Marlowe come protagonista). I testi sono presentati in una nuova traduzione firmata da Laura Grimaldi per i romanzi, da Sergio Altieri per i racconti. Il volume si arricchisce di un saggio introduttivo, di una cronologia e di un apparato di note a cura di Stefano Tani, americanista dell'Università di Verona.
Dionisio, poco più che ventenne, combattente dell'esercito siracusano, è costretto ad assistere allo spaventoso massacro di Selinunte, splendida città greca al confine con la provincia cartaginese, a causa delle titubanze del governo democratico. Lo sdegno e la rabbia alimentano in lui tre ferree convinzioni: le democrazie sono inefficienti; i cartaginesi sono i mortali nemici dell'ellenismo e devono essere sradicati dalla Sicilia; l'unico uomo in grado di condurre a termine una tale impresa è lui stesso. Dionisio vuole trasformare la Sicilia in un'isola greca, e per realizzare il suo progetto è disposto a travolgere qualunque ostacolo. Inizia così l'avventura di un uomo che costituì il più grande esercito dell'antichità.
Un soldato trentaduenne inglese, decorato per atti eroici, porta con sé gli orrori della guerra e la tristezza di un divorzio. Dopo due anni trascorsi a scrivere un libro in Cina, nella primavera del 1947 si sposta nel Giappone occupato per compiere dei rilievi topografici che documentino gli effetti della bomba atomica. A Kure, un remoto avamposto vicino ad Hiroshima, si innamora di Helen, figlia di un tirannico funzionario australiano. La ragazza, diciassettenne, vive in simbiosi con il fratello, affetto da un'incurabile malattia degenerativa.

