
La "Repubblica" è certamente il libro di Platone oggi più letto, anche perché la critica più recente lo considera centrale nella produzione scritta di Platone. Sembra quindi impossibile riuscire a dire qualcosa di nuovo. È questo il merito del presente volume, agile e tuttavia ricco di contributi analitici e di spunti polemici, destinato a mettere in crisi alcune delle più consolidate convinzioni in merito alla filosofia di Platone. I libri centrali della "Repubblica" rivelano a coloro che condividono il modo comune di pensare l'ideale "non utopico" della "vera" filosofia, in modo da far cadere l'atteggiamento irrisorio nei confronti dell'idea insolita di un governo dei filosofi, che Platone considera molto difficile e tuttavia realizzabile.
Il volume descrive la figura di Thèano, la giovane donna che da allieva divenne compagna dell'ormai maturo Pitagora, conoscitore di aritmetica, astronomia, geometria, musica e anche del comportamento umano. L'autrice fa un affresco della Thèano reale, quella che ci viene tramandata non dalla leggenda, ma dalla lettura attenta dei documenti e, principalmente dalla lettura e dallo studio di tre sue lettere, le uniche delle quali è provata l'autenticità. Leggendo i tre manoscritti se ne ricava l'immagine nitida non certo di una giovane fanciulla bellissima o sensuale, ma di una donna forte e saggia che ha riflettuto a lungo sull'esistenza umana e che sa distinguere fra il bene e il male, fra l'utile e il dannoso.
Il volume costituisce una guida all'intera filosofia di Wittgenstein. Diviso in due ampi capitoli e organizzato in brevi sezioni e paragrafi, il libro affronta tutti i principali aspetti del pensiero di Wittgenstein: dalla sua concezione del lavoro filosofico al modo di intendere il rapporto tra filosofia e scienza: dall'atteggiamento nei confronti della modernità alla tensione etica che orienta il suo filosofare.
All'idea che il mondo non abbia valore di per sé, Epicuro oppone il suo meccanicismo e il suo "materialismo"; all'idea che la vita umana non abbia senso, il filosofo greco oppone il suo ideale di felicità tutta mondana; alla concezione della scienza come contemplazione di verità eterne, Epicuro oppone quella della scienza come progressivo strumento di liberazione dai timori e dalla superstizione religiosa. La traduzione di Ettore Bignone è condotta sull'edizione del testo greco curato da Usener.

