
La lettura del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632) di Galileo Galilei "filosofo e scienziato" costituisce un banco di prova privilegiato per interrogarsi sul significato delle scienze moderne. Con l'uso peculiare della lingua matematica e con la riformulazione dell'esperienza nei termini dell'esperimento, rinforza la nuova immagine copernicana del mondo, permettendone una rappresentazione "scientifica". Nel Dialogo il soggetto di tale sapere nuovo non è propriamente un "io" ; l'io narrante vi è infatti assente, a favore di un "egli narrante" che racconta il darsi della scienza mediante il dialogo di tre personaggi, nessuno dei quali può a totale diritto arrogarsi il titolo di "scienziato":
Con filosofia pratica ci si intende riferire al dibattito nato nella Germania degli anni Sessanta, con l'obiettivo di rilegittimare il sapere filosofico all'interno di un ambito problematico che concerne l'uomo, la sua condotta morale, le dimensioni del vivere associato e della politica. Ciò ha anche il significato di una proposta e di una difesa di quella filosofia che indica come e in vista di cosa agire. Il volume presenta e discute le prospettive sul tema nel pensiero dei più interessanti autori del dibattito: Höffe, Geertz, O'Neill, Gadamer e Taylor.
Da Socrate a Gramsci, da Thomas Mann a Hosbawn, il pensiero critico occidentale ha sempre avuto chiaro che ogni società è governata da minoranze. Corpose élite economiche e tecnocratiche ci governano manipolando l'opinione pubblica con potenti strumenti, a partire dalla televisione. Strumenti capaci di falsificare la realtà e manipolare il consenso per coprire giganteschi affari sporchi. Luciano Canfora propone un libro ricco di riferimenti storici e di attualità, che variano nel tempo e nello spazio, dalle vicende elettorali di Bush alle prese di posizione di papa Wojtyla.
Martha Nussbaum è oggi fra ì filosofi che più destano la curiosità del mondo accademico e politico. I suoi testi tradotti in italiano sono richiestissimi nei corsi accademici e citati come letteratura di riferimento. Per far nascere "l'occhio della compassione" nei cittadini occorre stimolare la loro capacità di immaginazione, come avveniva nel mondo antico, quando le tragedie greche spronavano i cittadini ateniesi a riflettere sui casi umani e sui comportamenti etici. Le tragedie si calavano infatti all'interno del tessuto cittadino della democrazia ateniese ed erano destinate ad alimentare i valori civili che sostenevano le dinamiche governative e il progresso civico delle istituzioni ateniesi. Fabrizia Abbate si chiede se è possibile riproporre oggi, nello scenario allargato e multiforme delle nostre democrazie, quel connubio tra l'immaginazione letteraria e la responsabilità politica. Oggi che la globalizzazione orienta verso dinamiche sociali del tutto nuove si trova inevitabilmente a fare i conti con le culture non occidentali, con le minoranze, le etnie, le differenze razziali e sessuali, la proposta originale di Martha Nussbaum, è quella di rivalutare una componente del pensiero, senza la quale la razionalità scientifica sembra essere davvero inadeguata per rispondere da sola alle questioni urgenti del pianeta.
Nella "Filosofia della musica moderna" Adorno stabiliva la polarità Schönberg-Stravinskij, che diventava poi la tensione tra il Buono e il Cattivo, dove a Stravinskij toccava il ruolo del Cattivo, fonte di ogni aberrazione. Nel 1972 il compositore e critico Paolo Castaldi pubblicò sulle pagine dello "Spettatore musicale", rivista di breve durata e alta qualità, questa "riflessione su Stravinskij". Non cancellò affatto la polarità, ma la ribaltò completamente.
Il volume narra la storia dell'etica del Novecento o, più precisamente, la storia della discussione sui fondamenti dell'etica iniziata con Nietzsche e Sidgwick, i maggiori esponenti dello scetticismo morale di fine Ottocento. La discussione ha visto predominare, nella prima metà del secolo, tendenze che negavano la possibilità di un'etica normativa. Nel mondo continentale la tendenza dominante trasformava l'etica in una filosofia dell'esistenza che si limitava a descrivere la condizione umana come fatta di scelte, tanto inevitabili quanto arbitrarie, senza saper dare però criteri per compierle. Nel mondo anglosassone prevaleva una filosofia della morale che si proponeva di chiarire le valutazioni ma non di giustificarle.
L'opera chiarisce il significato e il senso della Teologia morale, alla luce soprattutto degli insegnamenti di Tommaso d'Aquino. Nel presente volume, l'autore appare come un innovatore della teologia morale del tomismo classico. Egli mette in risalto sia i limiti di una morale che punta tutto sulla volonta, sia l'esasperato razionalismo della scolastica barocca. Il lavoro, costruito sull'analisi profonda di alcune opere di San Tommaso d'Aquino, da un lato, pone l'accento sull'importanza della teoria e della speculazione nell'agire pratico, dall'altro, riconosce il valore conoscitivo all'esperienza mistica dell'amore.

