
Questo libro dà voce ad alcune donne (da Anna Maria Canopi alle educatrici della Casa Famiglia di S. Omobono, da Barbara Manfredini a Paola Ricci Sindoni) le cui narrazioni permettono di toccare molti nodi cruciali della condizione femminile: il rapporto della donna con se stessa e con il proprio corpo, il rapporto tra famiglia e lavoro, maternità e carriera, il mondo della politica e le professioni ritenute inconsuete fino a poco tempo fa per le donne, ma anche la volontà di far emergere i tratti originali della propria femminilità nella cultura, nella fede e nella propria interiorità.
La costituzione di una disciplina presentata dal suo fondatore e analizzata nelle sue implicazioni con i più diversi ambiti del sapere
In cinquant’anni di ricerche, Julien Ries ha via via elaborato, attraverso centinaia di articoli, saggi, volumi, i tratti di un’antropologia del sacro che costituisce il suo contributo più importante e originale alle ricerche sulle religioni. Prendendo spunto dalla pubblicazione dei primi sei volumi delle Opere complete, che raccolgono i suoi scritti di carattere teorico e storiografico, questo libro, nato da un incontro svoltosi all’Università Cattolica del Sacro Cuore e introdotto dal Rettore Lorenzo Ornaghi, intende tracciare un profilo dello studioso e della disciplina che ha voluto edificare.
Dopo una presentazione, redatta dallo stesso Ries, dei caratteri fondanti della sua «nuova antropologia religiosa», Fiorenzo Facchini rintraccia le manifestazioni del senso religioso nella preistoria, mentre Régis Boyer esamina, alla luce dell’idea di homo religiosus, diverse versioni del termine «dio». Il tema dell’antropologia religiosa di Ries è quindi sviluppato in relazione a un campo specifico, quello delle arti, da Christine Kontler, che tratta del rapporto fra arte e sacro nella Cina antica, e da Roberto Mussapi, che studia il caso del teatro. La prospettiva interpretativa di Julien Ries da strumento di indagine si fa quindi oggetto di analisi nei saggi di Maria Vittoria Cerutti, Silvano Petrosino e Natale Spineto, che la prendono in esame nelle sue implicazioni storico-religiose e filosofiche.
Una biografia e una bibliografia completa di Ries concludono l’opera, che costituisce la prima indagine monografica sulla personalità scientifica dello studioso belga.
Atti della quattordicesima assemblea generale della Pontificia Accademia per la vita, svoltasi a fine 2008. L'accademia pontificia per la vita ha lo scopo di promuovere il progresso degli studi e di informare a riguardo dei problemi di biomedicina e diritto, relativi alla promozione e alla difesa della vita. Opera in accordo con il Pont.Cons. Della Pastorale Sanitaria ed è attualmente sottoposta alla protezione speciale del di Benedetto XVI.
Sinopsis: Se recoge en este volumen una selección de Actas de los mártires redactadas en África que, desde el punto de vista histórico, abarcan desde el año 180 hasta el 304, en que se emanan los cuatro edictos de Diocleciano que marcarán el fin de las persecuciones.
La elección ha sido principalmente geográfica, por lo que se encuentran escritos de diferentes épocas y tendencias doctrinales, incluyéndose también algunas actas que han sufrido reelaboraciones donatistas.
La selección, por tanto, incluye la Passio Marcelli y la Passio Felicis.
La literatura latina cristiana nació en África, puesto que allí se hicieron las primeras versiones latinas de la Biblia; allí surgieron, de la mano de Tertuliano, los primeros tratados teológicos en la lengua de Roma; y allí se escribieron, antes del final del segundo siglo, los primeros documentos martiriales en latín: las Actas de los mártires escilitanos.
Es lógico, por tanto, emplear el criterio geográfico en una selección como ésta.
El martirio, concebido como testimonio cruento en favor de la fe, representa, en todas las actas, la forma suprema de perfección cristiana, el modo más sublime de imitación de Jesucristo.
Esta concepción es el resultado de un lento progreso en el que se unen testimonio del Evangelio y muerte cruenta.
Antes de esta fusión, el testimonio por Cristo ya había asumido con san Pablo un carácter de participación en los sufrimientos y pasión del Redentor, y en los escritos joánicos la muerte de Cristo está en íntima relación con el testimonio que ha venido a dar al mundo.
Este testimonio es una prerrogativa de la comunidad porque es la misma existencia de la comunidad la que desencadena la persecución.
La Passio Perpetuae constituye la obra maestra de la literatura hagiográfica, por su patetismo y amplitud de miras, la obra más bella y original de toda la literatura cristiana de los primeros siglos, el arquetipo de todas las demás obras de este género.
La influencia de esta passio en las posteriores es un hecho claro que habla del gran valor que se ha dado siempre a esta obra.

