
Fondata nel 1984, Auditel ha compiuto i suoi primi quarant'anni di vita. In quattro decenni, la società che misura gli ascolti della Tv ha rappresentato uno specchio, ma anche un cruciale fattore di trasformazione dell'intero sistema mediale nazionale. In un momento di forte cambiamento della televisione, ma anche del Paese, la fondazione di Auditel ha fatto nascere il concetto stesso di audience. Da quel momento, ogni passaggio importante nella storia della Tv è segnato da un'evoluzione nel modo di pensare e misurare il pubblico, con Auditel che è cartina di tornasole dei cambiamenti che hanno caratterizzato i media, la società e la cultura popolare nazionale. Adottando una molteplicità di sguardi e metodologie, il volume estende la propria indagine a un'inedita storia culturale e sociale della televisione in Italia, dagli anni del «duopolio» RAI-Fininvest/Mediaset alla odierna Tv delle piattaforme, dello streaming e della total audience. Come sono cambiati i pubblici? Come si sono evolute le preferenze e i gusti in relazione al mezzo di comunicazione più diffuso, che ancora oggi raccoglie ogni giorno oltre 40 milioni di contatti? Per la prima volta, lo straordinario valore di un patrimonio di conoscenza accumulato nel tempo viene messo in comune e analizzato in una prospettiva di rigorosa indagine scientifica, essenziale anche per capire meglio l'Italia contemporanea. Con saggi di: F. Angelini, J. Bourdon, G. Ceccatelli, P. Celli, G. De Rita, M. Donelli, M. Galli, A. Grasso, A. Imperiali, G. Lasorella, C. Méadel, M. Panarari, R. Roseano, L. Sassoli de Bianchi, M. Scaglioni.
Con il design e la moda, il cinema concorre in modo significativo alla creazione del "made in Italy": da La grande bellezza di Paolo Sorrentino, vincitore dell'Oscar come miglior film in lingua straniera nel 2014, a Io sono l'amore e Chiamami col tuo nome - campione di incassi sui mercati internazionali - di Luca Guadagnino, fino ai lavori di Nanni Moretti, Matteo Garrone, Giuseppe Tornatore e Gianfranco Rosi, il cinema porta nel mondo non solo storie e ambienti, ma anche un'idea di italianità. La circolazione internazionale del film ha contribuito a mettere a fuoco l'identità del cinema nazionale, a evidenziarne punti di forza e debolezze. Il cinema italiano ha vissuto fasi alterne per quanto riguarda la sua capacità di essere esportato: quello contemporaneo, grazie anche a una serie di trasformazioni che hanno riguardato il sistema dei media negli anni Duemila, presenta elementi positivi, tratti ancora poco studiati, perduranti criticità industriali e aperture al futuro. Il libro, frutto di una ricerca pluriennale, ricostruisce per la prima volta gli avventurosi percorsi di circolazione dell'audiovisivo italiano, che oggi prende inedite strade anche grazie al recente successo della serialità nazionale.
Il servizio pubblico rappresenta il contributo più importante e originale che l'Europa abbia offerto alla storia mondiale della televisione. Il libro di Jerôme Bourdon colma un'importante lacuna e rappresenta il primo tentativo di raccontare una storia integrata delle televisioni europee: l'autore individua una serie di fili rossi, di scambi e di sovrapposizioni che s'intrecciano lungo sessant'anni e che riguardano sia le vicende istituzionali e politico-economiche sia i contenuti e i grandi generi (dall'informazione alla fiction, dall'intrattenimento alla reality tv) nei cinque Paesi più importanti dell'Europa occidentale (Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), con incursioni anche in nazioni più piccole (come i Paesi Scandinavi, il Portogallo e i Paesi Bassi). Quella che emerge è una storia avvincente, caratterizzata da importanti somiglianze e altrettante differenze, che riguardano, per esempio, i modi in cui i diversi sistemi televisivi hanno affrontato cambiamenti epocali come la deregolamentazione, l'avvento delle reti commerciali, la sfida dell'Auditel e dei sistemi di quantificazione del pubblico, la circolazione internazionale dei format e la progressiva "americanizzazione" della cultura popolare del Vecchio Continente.

