
Il volume propone la sezione con i quattro Vangeli e gli Atti degli apostoli della nuova edizione (2026), interamente riveduta e aggiornata nei box di commento, della Bibbia Giovane. È una proposta adatta a tutti e soprattutto a chi è alle prime armi con la Sacra Scrittura, a chi cerca una guida facile e attraente al testo biblico, a chi vuole finalmente imparare a tradurre la Parola di Dio nel concreto della vita. Allo stile giovane e fresco, a colori e con molteplici disegni, si accompagna una grande ricchezza di contenuti, in grado di venire incontro a tutte le esigenze di una lettura personale e di preparazione di incontri e catechesi.
Tornando dal viaggio apostolico in Turchia e Libano a inizio dicembre 2025, papa Leone XIV ha risposto alla richiesta che un giornalista tedesco gli aveva rivolto, circa un libro da leggere «per capire chi è Prevost», oltre alle opere di sant'Agostino. «Ce ne sono tanti, ma uno di questi è un libro davvero semplice, di qualcuno che non firma neanche con il suo cognome, fra Lorenzo, scritto molti anni fa. Ma descrive un tipo di preghiera e spiritualità con cui uno semplicemente dona la sua vita al Signore e permette al Signore di guidarlo». Questo piccolo classico spirituale raccoglie quanto ci rimane degli scritti e dell'insegnamento di fra Lorenzo, un autentico uomo di Dio, un umile e semplice frate converso vissuto nel XVII secolo nel monastero carmelitano di Parigi. Come scrive padre Luigi Borriello nella Presentazione, «grande lezione per i cristiani è quella di discernere e di liberare le scintille della Presenza divina, affinché possano raggiungere il monotono quotidiano trasfigurandolo in un continuo atto d'amore, così come è accaduto a fra Lorenzo della Risurrezione».
Che queste pagine possano prendersi cura di chi si prende cura, facendoci sentire più prossimi, accompagnati e accompagnatori sulla stessa barca dell'esistenza. Perché non possiamo stare bene accanto al letto sacro di una persona che soffre se anzitutto non ci confrontiamo con i nostri vissuti, con le nostre emozioni, con le nostre esperienze personali prima ancora che professionali, intorno ai temi della cura, della morte, della malattia.
Un libro ardente e ispirato che riflette su come, in tempi difficili come quelli attuali, possiamo riconoscere un fuoco divino nascosto sotto le ceneri, ispirandoci alle grandi figure della spiritualità e della mistica di tutti i tempi. Il fuoco è visto come un elemento dinamico che unisce odio e amore, distrugge e crea, e simbolizza la comunicazione tra Dio e l'umanità. Le parole della Bibbia e delle maestre e dei maestri spirituali danno forma a un invito a vivere l'esperienza del Roveto ardente, simbolo della rivelazione di Dio, e a seguire il cammino dalla Torah all'Anástasis, il compimento della storia umana in Cristo.
Oggi, che cosa sta a cuore alla vita consacrata? Questa domanda ha accompagnato il 50° convegno del Claretianum. È un interrogativo che rimanda ad un altro, molto più radicale, che costantemente deve porsi ogni discepolo e discepola di Gesù: Chi sta nel nostro cuore? Chi muove davvero le nostre scelte? La vita consacrata è oggi preoccupata e agitata da molte cose, ma non deve dimenticare qual è la vera inquietudine. In vario modo, i contributi del volume cercano di ridire come il cuore si inquieti nella ricerca di Dio e nel servizio del prossimo, perché, come ha ricordato papa Leone inviando la sua benedizione, è «da un'autentica esperienza del Signore» che «scaturiscono slanci generosi di carità».
«Pregate sempre, senza stancarvi» dice Gesù ai suoi. Il volume traccia un percorso che, attraverso l'interpretazione dei salmi, permette di rallentare e concedersi uno spazio meditativo nella propria quotidianità, rileggendo le proprie giornate e il proprio vissuto. Don Davide si rivolge a tutti coloro che, pur avendone grande desiderio, non sono sempre in grado di avvicinarsi alla preghiera nei modi e nei tempi che desiderano. Le parole della Scrittura e del Vangelo si intrecciano assieme ai salmi, a riflessioni nate da incontri, esperienze, conversazioni e offrono parole di consolazione per sostare, nella vita di ogni giorno, alla presenza del Signore.
Consacrarsi al Cuore di Gesù significa prendere coscienza del nostro battesimo e rispondere all'amore vivendo l'amore e donandosi nell'amore. In occasione del Giubileo del Sacro Cuore è stato far precedere alla Consacrazione una preparazione consistente, per favorire una decisione consapevole del suo profondo significato. La Beata Clelia Merloni chiamò le sue suore "Apostole del Sacro Cuore di Gesù" per indicare loro uno stile di vita con cui far conoscere, amare e servire il Cuore di Cristo nel mondo intero. Insieme ai membri della Grande Famiglia del Sacro Cuore (GFASC), esse vogliono diffonderne gli insegnamenti, perché tutti possano sentirsi amati e consacrarsi a questo Cuore Santissimo che palpita di amore per questo mondo, tanto bisognoso della Sua tenerezza. Questo materiale offre uno strumento per rispondere a questo desiderio-missione della Chiesa di far conoscere a tutti Colui che è l'unica vera scuola dove imparare ad amare come Lui ci ha amati e che ancora invita: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro" (Mt 11,28).
La lettera enciclica Magnifica Humanitas è un monito all'umanità sul «pericolo di smarrire il proprio volto». La magnifica umanità la si ritrova in Gesù Cristo, nel quale il mistero dell'uomo «trova vera luce». L'enciclica si riconnette idealmente alla Rerum novarum di Leone XIII di cui si celebra quest'anno il 135° anniversario, e ripercorre quelli che sono, oggi, i problemi più urgenti della convivenza umana a livello globale. Dopo alcune riflessioni sul magistero sociale della Chiesa e sui beni non negoziabili che la Chiesa è chiamata a difendere, l'Enciclica affronta le sfide poste dall'uso dell'intelligenza artificiale, osservata nell'ambito più ampio del «paradigma tecnocratico», che vede i nostri limiti come un difetto da eliminare, mentre essi fanno parte integrante della nostra natura. La proposta cristiana è il compimento dell'umano, «non deriva da una divinizzazione tecnologica, ma da quella operata dalla grazia di Dio ricevuta in Cristo». Il lavoro della Chiesa e dei cristiani sarà dunque «custodire l'umano nella trasformazione». L'Enciclica conclude il discorso ponendo in primo piano l'importanza di una civiltà dell'amore che ha risonanze sia sociali sia personali, una civiltà nella quale «tutti possiamo fare la nostra parte». Guida alla lettura di Antonio Spadaro, S.I. (sottosegretario del Dicastero per la cultura e l'educazione).

