DIZIONARIO ELEMENTARE DEL PENSIERO PERICOLOSO
curato da Gianpaolo Barra, Mario A. Iannaccone, Marco Respinti
200 personaggi (Augias, Bianchi, Blavatsky, Bloy, Bonino, Cacciari, Camara, Carducci, Cartesio, Darwin, Dossetti, Eco, Einstein, Fellini, Fo, Gandhi, Garibaldi, Guevara, Hegel, Heidegger, Kant, Kasper, Leopardi, Lutero, Mancuso, Martini, Odifreddi, Pannella, Rahner, Turoldo, Vattimo)
30 autori (F. Agnoli, R. Cammilleri, R. Cascioli, C. Crescimanno, A. Livi, G. Carbone, G. Cavalcoli, R. Coggi, E. Gotti Tedeschi, R. Marchesini, A. Morselli, A. Pellicciari, E. Pennetta. R. Puccetti, T. Scandroglio, R. Timossi,…)
700 pagine. Come rispondere a errori, imprecisioni, luoghi comuni, falsità e eresie propugnate da atei, laicisti, agnostici e credenti confusi
Questo saggio intende affrontare il tema del diaconato basandosi sulle fonti bibliche, patristiche e liturgiche, precisando le caratteristiche di tale ministero alla luce del concilio Vaticano II. Ciò che emerge dall'analisi è un diaconato chiamato a servire là dove la Chiesa sperimenta le proprie fragilità e insufficienze, là dove c'è da riparare l'infedeltà o l'inadeguatezza. Il diaconato è il ministero che aiuta la comunità cristiana a crescere nella fedeltà al Vangelo. Un ministero che non può essere descritto per quello "che può fare" ma per quello "di cui si preoccupa". Un servizio "liquido" perché si adegua, più di ogni altro, alle necessità che la Chiesa vive per la sua missione. Il testo presenta in appendice due approfondimenti, uno biblico-teologico e l'altro liturgico, per chi è interessato a un'analisi più attenta delle ragioni che hanno portato l'autore alle sue conclusioni.
Benedetto XVI e il Cardinale Robert Sarah hanno risposto all’impulso dei loro cuori. Questo libro farà la storia. In molti modi, è unico. E, certamente, storico. I dibattiti che hanno agitato la Chiesa in questi ultimi mesi hanno convinto Benedetto XVI e il Cardinale Sarah che avrebbero dovuto parlare. Dalla sua rinuncia nel febbraio 2013, le parole di Benedetto XVI sono rare. Coltiva il silenzio, protetto dalle mura del monastero Mater Ecclesiae, nei giardini Vaticani. Eccezionalmente, in compagnia del Cardinale Sarah, suo grande amico, ha deciso di scrivere sull’argomento più difficile e delicato per la Chiesa: il futuro dei sacerdoti, la giusta definizione del celibato e il rispetto per il sacerdozio cattolico. A novantadue anni, Benedetto XVI firma uno dei suoi più grandi testi, di rara densità intellettuale, culturale e teologica. Alla sua preziosa analisi risponde il testo del Cardinale Robert Sarah, con la sua singolare illuminazione, con la forza, la radicalità e la saggezza che gli sono proprie. Troviamo in queste pagine il coraggio di riflettere su uno dei più importanti temi della Chiesa. I due autori rispondono, si completano e si stimolano a vicenda. Offrono una dimostrazione perfetta, senza paura di aprire un dibattito.
La fede cristiana e la cultura attuale hanno tante cose da spartire, tra le quali la stessa teologia, che è atto e frutto di mediazione tra fede e cultura: si tratta di un ruolo che oggi è particolarmente importante approfondire, in quanto aiuta a comprendere perché sia necessaria una formazione teologica per ogni cristiano consapevole della sua missione nella Chiesa e nel mondo.
Lettera enciclica di Paolo VI, del 1968, sulla vita umana con uno sguardo globale sull'uomo, sull'amore coniugale e la procreazione, e con particolari indicazioni riguardanti i metodi per la regolazione delle nascite. La terza parte dell'enciclica contiene alcune direttive pastorali rivolte a: pubblici poteri, uomini di scienza, sposi cristiani, medici, sacerdoti e vescovi.
Può Dio farsi uomo? E, se sì, che cosa significa questo per Dio stesso e per il pensiero che tenta di comprenderlo? Ecco la domanda radicale che Hans Küng affronta nel suo Hauptwerk filosofico, scritto per il bicentenario della nascita di Hegel (1970) e qui riproposto in una edizione ampliata, con una Introduzione e nuovi testi inediti per il pubblico italiano. Conducendo il lettore in un serrato confronto con l'intero arco del pensiero hegeliano - dai frammenti giovanili sulla religione fino alla Filosofia della religione della maturità -, Küng mostra come l'idea dell'incarnazione di Dio costituisca il nucleo più profondo e più problematico della filosofia Hegel. L'intento non è celebrare né liquidare il sistema hegeliano, ma interrogarlo teologicamente: che cosa resta della fede cristiana con Hegel e dopo Hegel? La cristologia può ancora dire qualcosa di credibile sulla presenza di Dio nella storia? Il volume, oltre che una rigorosa introduzione al pensiero teologico di Hegel, è al contempo un'autobiografia intellettuale: Küng ripercorre la propria formazione dalla neoscolastica tomista all'esistenzialismo di Sartre, fino all'incontro decisivo con l'Idealismo tedesco. Le riflessioni filosofiche tardive - tra cui i discorsi per i dottorati honoris causa di Genova e Madrid - completano il quadro, estendendo il dialogo tra fede e ragione ai temi dell'etica mondiale, del diritto e della nascita dell'intellettuale nel mondo islamico. Un'opera che, a più di cinquant'anni dalla prima edizione, non ha esaurito la propria forza di provocazione.
Il volume affronta la questione del primato del vescovo di Roma in una prospettiva rigorosamente storico-teologica, operando una recensione ecumenica del documento Il vescovo di Roma Primato e sinodalità nei dialoghi ecumenici (2024). Il testo si articola intorno a tre nuclei fondamentali: le basi scritturistiche e storiche del primato petrino, la critica dei presupposti dogmatici del Vaticano I e la ricerca di possibili modi di esercizio del primato compatibili con le ecclesiologie ortodossa e protestante. Attorno a questi tre fuochi si sviluppa un ricco confronto a più voci - introdotto da Giacomo Canobbio - che intende aggiornare e proporre una lettura ecumenica serie e non concordista del primato, senza falsi compromessi ma riconoscendo la legittimità delle obiezioni storiche ortodosse e protestanti. Infatti, solo accogliendo la relatività del primato rispetto all'esperienza ecclesiale, si può davvero aprire il dialogo ecumenico a risultati significativi.
Tornando dal viaggio apostolico in Turchia e Libano a inizio dicembre 2025, papa Leone XIV ha risposto alla richiesta che un giornalista tedesco gli aveva rivolto, circa un libro da leggere «per capire chi è Prevost», oltre alle opere di sant'Agostino. «Ce ne sono tanti, ma uno di questi è un libro davvero semplice, di qualcuno che non firma neanche con il suo cognome, fra Lorenzo, scritto molti anni fa. Ma descrive un tipo di preghiera e spiritualità con cui uno semplicemente dona la sua vita al Signore e permette al Signore di guidarlo». Questo piccolo classico spirituale raccoglie quanto ci rimane degli scritti e dell'insegnamento di fra Lorenzo, un autentico uomo di Dio, un umile e semplice frate converso vissuto nel XVII secolo nel monastero carmelitano di Parigi. Come scrive padre Luigi Borriello nella Presentazione, «grande lezione per i cristiani è quella di discernere e di liberare le scintille della Presenza divina, affinché possano raggiungere il monotono quotidiano trasfigurandolo in un continuo atto d'amore, così come è accaduto a fra Lorenzo della Risurrezione».
Negli ultimi anni, importanti saggi hanno riscoperto il ruolo dell'immaginazione in teologia. Da queste riflessioni nasce il percorso proposto dall'autrice: un dialogo fra teologia e linguaggi della cultura, soprattutto la letteratura, attraverso il contributo di chi ha già percorso la via immaginativa.
Che cosa significa davvero dire che "Dio è amore"? È solo un’espressione devota, o la rivelazione più profonda sull’essere stesso di Dio e sul destino dell’uomo? In questo volume, Renzo Lavatori conduce il lettore dentro il cuore del mistero cristiano: il Dio uno e trino, pienezza dell’amore, sorgente unica da cui sgorga ogni forma autentica di amore sulla terra. Non si tratta di un sentimento generico né di un ideale morale, ma della realtà viva di Dio stesso, che è comunione eterna tra Padre, Figlio e Spirito Santo. Solo alla luce della Trinità l’amore non è solitudine, bisogno o possesso, ma dono reciproco, relazione, vita che si comunica. Partendo dalla Scrittura, dal Catechismo della Chiesa Cattolica e dalla grande tradizione teologica e spirituale, l’Autore mostra come tutto nasca da qui: la creazione, la redenzione, la misericordia, la vocazione dell’uomo ad amare e a lasciarsi amare. Senza questo riferimento al Dio trinitario, l’amore umano si svuota, si deforma, diventa ricerca di sé; unito alla sua sorgente divina, invece, si purifica, si risana e trova la sua pienezza. Non si tratta dunque di una semplice esposizione dottrinale: se Dio è veramente amore, allora l’uomo trova la sua verità solo entrando in questo movimento eterno di comunione.
Nell’epoca in cui tutto è diventato user-friendly, quella della fede rimane un’avventura impegnativa e per questo degna della libertà. La prosa cristiana - comprensibilmente, in un tempo complesso come il nostro - ha preferito tacere il tema e rassicurare tutti: una certa retorica, poco accorta, rischia però di banalizzare l’insegnamento esigente di Gesù. Questo libro non offre soluzioni, ma è un invito a riscoprire la bellezza e i pericoli del cristianesimo. Forse, così, smetteremo di pensare che credere in Dio, una delle questioni che ha impegnato l’umanità per millenni, significhi confrontarsi con orizzonti di piccolo cabotaggio. Occorre piuttosto esporsi alle radicali domande che il vangelo pone al nostro modo di stare al mondo. Di attraversare i pericoli del cristianesimo ne vale senz’altro la pena: quando ci si cimenta con il difficile, la vita è sottratta alla legge della necessità e dischiude l’incanto che custodisce sotto la sua dura scorza.