Quando la Coca Cola era un medicinale e la mela solo un frutto. Quando la pubblicità prometteva miracoli e i medici consigliavano sigarette. Quando le donne erano gli angeli del focolare e gli afroamericani trattati vergognosamente come schiavi. Quando la radio e la tv la facevano le marche di sapone e quando nacque il modo più romantico per dire «ti amo». Quando il Maggiolino sbarcò in America e i jeans in tutto il mondo. Quando una giovane ragazza disegnò lo swoosh e un ingegnere il primo computer. Quando la pubblicità nacque e quando cambiò per sempre. Un viaggio nella storia della pubblicità, dalla sua nascita fino ai nostri giorni, vista attraverso le vite dei pubblicitari, le più grandi campagne di sempre, le marche, gli slogan, i prodotti e la società che le ha dato vita. Prefazione Bruno Bertelli e Till Neuburg.
«Tangentopoli era la malattia, e Mani Pulite la cura. Anche se quest'ultima, come spesso capita, si è rivelata più dannosa della prima». A trent'anni da Tangentopoli, siamo ben lontani dal progetto di ripristinare la legalità nelle istituzioni. I rimedi messi in atto coi processi di Mani Pulite si sono rivelati peggiori del male che dovevano curare: la corruzione non è diminuita, come dimostra il caso del Mose, anzi ha aumentato i suoi introiti. Ma l'effetto collaterale più pernicioso è stato portare la magistratura al controllo dei partiti e alla tutela del Paese, fino al punto di sovvertire il responso delle urne e modificare gli equilibri parlamentari. Un'investitura permessa dalla subordinazione codarda della politica, che ha voluto assegnare alle toghe un ruolo salvifico e dirimente. In questo modo alla divisione dei poteri, invocata dalla Costituzione, è subentrata invece la loro confusione pressoché totale. Quindici anni fa l'ottanta per cento degli italiani confidava ancora nei magistrati. Oggi, dopo gli ultimi scandali emersi nella Procura di Milano, le faide tra le correnti interne e gli innumerevoli episodi di protagonismo dei Pm, non solo la percentuale è crollata, ma a documentare la sfiducia dei cittadini è anche un mezzo milione di firme raccolte per il referendum «Giustizia giusta». Indipendentemente dalla formulazione dei quesiti, imperfetta e spesso incomprensibile, il messaggio sottostante è chiarissimo: occorre una rivoluzione copernicana del sistema giudiziario, perché il tempo sta per scadere. Siamo ormai all'ultimo atto.
Il Centro di ricerca educativa CeRFEE Zelindo Trenti per rispondere alle problematiche educative evidenziatesi in seguito alla pandemia ha deciso di avviare una collana di sussidi pedagogico didattici denominata "Strumenti di pedagogia ermeneutica esistenziale". Questo testo su "Il profilo dello studente nei processi di apprendimento religioso" costituisce il terzo contributo della collana, dopo quelli di "Educare con il teatro" ed "Educare alla cittadinanza". Questo strumento nasce dalla ricerca di un gruppo di lavoro sul tema dei profili educativi nella progettazione didattica religiosa scolastica. La risorsa è stata costruita per rispondere alla richiesta degli insegnati ed educatori di Religione di un riferimento oggettivo che li aiutasse nella identificazione dei bisogni educativi dei ragazzi per la progettazione di percorsi didattici in una prospettiva ermeneutica esistenziale. Alcuni docenti dei diversi gradi scolastici si sono messi così al lavoro, sulla base della loro esperienza didattica e sotto la guida di una psicologa e di un pedagogista hanno costruito degli esempi di Percorsi di Apprendimento per le diverse fasce di età. Il tema esemplare che attraversa i vari percorsi, in senso verticale, è quello ecologico della responsabilità nella custodia del creato.
Questo Schemi & Schede di Diritto Processuale Penale presenta, sotto forma di schemi e mappe sinottiche, un quadro chiaro e riassuntivo della materia processuale penale e una schematizzazione sistematica degli argomenti. Affianca lo Schemi & Schede alla lettura del manuale universitario: lo studio anche della materia più complessa diventerà facile e vedrai ridurre di molto i tempi di preparazione dell'esame. Stacca le pagine di Schemi & Schede: gli schemi e le schede sono stati pensati per essere "staccati" e inseriti nel manuale o nei tuoi appunti. Porta "Schemi & Schede" a lezione: prima di entrare in aula dai una rapida scorsa alle schede dell'argomento che sarà oggetto della lezione: ti accorgerai di poter fissare i concetti principali già da subito. Gli Schemi di Diritto Processuale Penale, così come l'intera collana Schemi & Schede, raccolgono tutti gli argomenti del programma d'esame in schemi e schede sinottiche, ponendosi come indispensabile sussidio del manuale universitario. Grazie al metodo schematico Simone, fissi i concetti principali e velocizzi il ripasso del programma di studio. Gli schemi riassuntivi sono, inoltre, sempre aggiornati. L'utilizzo del secondo colore, poi, trasforma, lo studio delle grigie pagine dei manuali tradizionali, in uno strumento di apprendimento più vivace ed efficace.
Don Paolo è dal 2007 l'arcivescovo cattolico di Mosca. Una diocesi vastissima e composita che comprende al suo interno anche un caleidoscopio di nazionalità, fra cui la comunità armena, quella coreana, quella vietnamita, e via dicendo. Dentro il perimetro della Russia, tutto è di più: più chilometri da percorrere, più lingue, più incroci di culture e vissuti. Più bellezza da condividere ma anche, a volte, più timore nel testimoniare ciò che si crede. Perché quando si è minoranza si è più fragili. Quando si è minoranza l'identità viene sollecitata ogni giorno e ogni giorno sei chiamato a verificarne la consistenza, che è Cristo stesso. Mediante questo libro mons. Pezzi, si racconta a Riccardo Maccioni, per la prima volta dal principio. Intrecciando in queste pagine al vissuto personale, umano e missionario, fatti e valutazioni sull'attualità e il futuro della Chiesa, della Russia e con esse, necessariamente, del mondo intero.
Uno dei punti più difficili da capire per un meditante cristiano che inizia i primi passi verso il mistero del grande "Silentium mysticum", è la presenza di Cristo nel centro del suo silenzio. Per un cristiano, abituato da bambino a percepire il Vangelo attraverso la vita di Cristo stesso, narrata dagli evangelisti ed approfondita poi nelle successive catechesi parrocchiali, letture, riflessioni, feste liturgiche, ecc. Cristo è essenzialmente il Cristo dell’Incarnazione: è un Cristo con un volto, un'età e una dimensione umana che lo avvicinano all'uomo e lo fanno familiare, "provato in tutto come noi, tranne il peccato" (Eb 4,15). Ma quando il meditante cresce e si inoltra nel mistero di sé stesso e dell’aldilà del suo intimo, dovrà prima o poi fare i conti col mistero del grande Silenzio, quello che la tradizione cristiana chiama il "Silentium mysticum". Non credo di essere molto in errore se affermo che per ogni meditante cristiano di buona volontà la vera e propria prova che dovrà affrontare in questa tappa, non è tanto l’incontro con l’esperienza del silenzio stesso, (che poi può essere una bellissima esperienza), ma quello che chiamerei il Cristo silenzioso: Cristo senza volto, senza voce, senza forma né dimensione visibile e tuttavia Cristo presente, vivissimo, vicinissimo. Sembra un paradosso!
I recenti straordinari progressi dell'ingegneria genetica ci consegnano insieme una promessa e un problema. La promessa è che presto si potrà curare e prevenire un gran numero di gravi malattie. Il problema è che queste nuove capacità scientifiche ci metteranno in condizione di manipolare il nostro organismo, per renderlo più efficiente nelle performance sportive o rispondente a particolari canoni estetici, e soprattutto di progettare i tratti genetici dei nostri figli. La possibilità di intervenire così profondamente sulla natura umana crea indubbiamente perplessità nella maggior parte delle persone. Molti invocano ragioni legate alla "sicurezza" di tali manipolazioni o alla loro "equità", visto che questi interventi sembrano destinati ancora per molto ai mezzi economici di pochi. In realtà, sentiamo che c'è in gioco qualcosa di più. L'inquietudine profonda che proviamo di fronte alle prospettive dell'ingegneria genetica è il punto da cui parte Michael J. Sandel, uno dei filosofi morali più importanti nel panorama statunitense, in questo libro in cui somma una logica rigorosa nello sviscerare i punti di forza e le debolezze delle diverse prese di posizione a una felice capacità di cogliere lo spirito del nostro tempo attraverso il racconto di casi e aneddoti tra i più curiosi ed esemplari. Il fatto è che la ricerca del miglioramento continuo, la tensione sempre maggiore verso un progetto di perfezione hanno a che fare, alla fine, con un impulso di padronanza e dominio individualistico. Essere i 'designers' del nostro corpo o i progettisti dei nostri figli, scegliendone le caratteristiche più gradite al 'supermercato della genetica', anche quando le intenzioni iniziali sembrano legittime e altruistiche, ha un sapore di arroganza che ci fa perdere di vista l'essenza più profonda della natura umana: la sua gratuità. Di più: la sua incoercibile alterità di dono prezioso e per questo unico e irripetibile, da accogliere invece che manipolare, da contemplare invece che dominare. Viviamo in un mondo, afferma Sandel, in cui la scienza cammina più velocemente della comprensione etica. E proprio per questo abbiamo il dovere di metterci al passo. Lo sguardo etico deve prendere il posto che gli spetta nel panorama dell'odierna discussione, perché è l'unico che può dare il giusto rilievo e la vera chiave di lettura al dilemma della nostra epoca: come accettare le promesse della scienza biomedica di prevalere sulla malattia senza compromettere la nostra umanità.
Questo Quaderno della rivista "Costituzionalismo.it" riporta gli atti del seminario svolto a Roma il 26 novembre 2021. Dedicato ad indagare i "femminismi costituzionali", ovvero la riflessione delle e dei costituzionalisti sui temi del movimento femminista. L'esito mostra la ricchezza, ma anche la divisione che coinvolge, rischiando di separare, principi fondamentali del costituzionalismo democratico moderno, come l'eguaglianza e le differenze. Una "diaspora" che va oltre le questioni di genere e che riguarda direttamente il pensiero critico.