Descrizione dell'opera
Alla base della scelta vocazionale di quanti operano nel campo della pastorale c'è la disponibilità a essere-per-gli-altri, ad ascoltare e venire incontro alle esigenze della gente. Eppure, proprio questo atteggiamento di dedizione può diventare motivo di burnout, una sindrome particolare che esprime il pericolo di farsi completamente coinvolgere e sopraffare dalle richieste altrui.
In effetti, se da una parte l'attività pastorale prende spunto dalle profonde motivazioni vocazionali che la persona porta con sé, come risposta a una chiamata di Dio per il servizio ai fratelli, dall'altra questa stessa predisposizione potrebbe essere occasione di disadattamento, qualora non si tenga sufficientemente conto della propria natura umana e dei propri, anche a livello psico-fisiologico.
Valutare l'attività pastorale come una risposta responsabile al progetto di amore di Dio significa imparare a integrare lo zelo per le cose di Dio con la propria realtà umana e psicologica. L'approccio offerto dal volume mette a fuoco i problemi reali, il "superlavoro" che spesso soprattutto i preti non riescono adeguatamente a coniugare con l'attenzione a se stessi e alla propria vita spirituale.
L'autore pone inoltre in evidenza la necessità di una continua formazione, che non dissoci l'ambito religioso da quello psicologico, ovvero le proprie convinzioni e motivazioni vocazionali (a volte troppo idealistiche) dai vissuti emozionali e affettivi che, se non equilibrati, possono portare a situazioni di disadattamento e di stress.
Sommario
Presentazione (mons. B. Forte). Introduzione. 1. I mille volti dello stress. 2. Fattori psico-sociali dello stress nel contesto pastorale. 3. Sulle tracce del burnout pastorale. 4. Bruciati dallo zelo e dalla passione pastorale. 5. Le ragioni del cuore nella pastorale. 6. L'altro volto dell'altruismo nella missione sacerdotale. 7. Religiosità distorta e ricerca di senso nel burnout pastorale. 8. Prevenzione e cura nel burnout pastorale. Bibliografia.
Note sull'autore
Giuseppe Crea, missionario comboniano, psicologo e psicoterapeuta, è docente presso la Pontificia Università Salesiana, la Pontificia Università Urbaniana e presso l'Istituto di teologia della vita consacrata Claretianum. Lavora nel campo della formazione permanente, interessandosi particolarmente del problema delle dinamiche di gruppo nelle comunità religiose. Missionario in Uganda e nella Repubblica Democratica del Congo, con EDB ha pubblicato: I conflitti interpersonali nelle comunità e nei gruppi (22002); insieme a Fabrizio Mastrofini, Animare i gruppi e costruire la comunità (2004); Gli altri e la formazione di sé (2005); Diagnosi dei conflitti interpersonali nelle comunità e nei gruppi (22008); Patologia e speranza nella Vita Consacrata (2007); Vivere la comunione nelle comunità multietniche. Tracce di psicologia transculturale (2009).
La solitudine del cuore, uno dei grandi mali dei nostri tempi, tocca anche molti religiosi e religiose. Forse non basta più affermare che è sufficiente «l’amore di Dio e per Dio», ma è necessario riappropriarsi della polifonia dell’esistenza e dell’amore: ama Dio, ama il tuo prossimo, come ami te stesso. Un volume a più voci, nato nella chiesa ambrosiana da una giornata di studio e riflessione sul tema e destinato a suscitare non pochi echi.
Marco Garzonio, psicoanalista e psicoterapeuta, è docente di “Psicologia del sogno” alla Scuola di Psicoterapia del Centro Italiano di Psicologia Analitica (CIPA). Come giornalista è stato per anni al Corriere della Sera, di cui è tuttora collaboratore.
Giovanni Barbareschi, sacerdote milanese di 88 anni, svolge il suo ministero stando vicino alle persone in crisi (non esclusi diversi sacerdoti).
Romano Martinelli, sacerdote della diocesi di Milano, è stato Direttore Spirituale nel Seminario di Milano.
Gino Rigoldi, ordinato prete nel 1967, nel 1972 è diventato Cappellano dell’Istituto penale per minorenni “C. Beccaria”di Milano, incarico che tuttora esercita. Nel dicembre 1973 ha fondato la Comunità Nuova onlus. Ermes ronchi, dell’Ordine dei Servi di santa Maria, ha studiato teologia a Roma (Facoltà Teologica Marianum), scienze religiose e antropologia a Parigi (Institut Catholique e Sorbonne). Attualmente è priore del convento di San Carlo al Corso a Milano e docente alla Facoltà Teologica Marianum di Roma.
Fulvio Scaparro, psicoterapeuta e scrittore, ha insegnato psicopedagogia e psicologia dell’età evolutiva fino al 1998 all’Università degli studi di Milano. Impegnato da anni nella difesa dei diritti dei bambini e degli anziani, è stato tra i promotori e formatori delle prime iniziative italiane per la prevenzione dell’abuso all’infanzia, ha fondato a Milano l’Associazione GeA-Genitori Ancora (http://www.associazionegea.it/) per la diffusione della mediazione familiare a sostegno dei genitori separati e dei loro figli.
Attraverso nove coinvolgenti interviste, condotte con maestria dall'Autore, Pupi Avati, Sergio Basso, Marco Bellocchio, Mimmo Calopresti, Alessandro D'Alatri, Roberto Faenza, Francesco Patierno, Saverio Costanzo e Carlo Verdone raccontano il loro incontro con la figura del prete. Una pregevole introduzione sul tema "prete e cinema" impreziosisce ulteriormente il volume.
Lo scritto del teologo abruzzese, Michele Giulio Masciarelli, è una brillante riflessione teologica, esistenziale e pastoarle sul prete, visto nel suo ancoraggio misterico e nella sua esposizione alla storia. L'icona dell'asino è gestina con finezza allusiva, seza scadere mai nel paragone banale, che risulterebbe, a quel punto, maldestro e offensivo. Ne vine fuori una figura di prete forte e tenera, di buonsenso, legata in modo indissolubile a Cristo e dedita al servizio, umile e serio, a alla causa del regno.
Il Movimento Pro Sanctitate e don Francesco Asti, che ha scritto il testo Sul cuore di Cristo, ci invitano a considerare il valore inestimabile della santità nel quotidiano delle nostre esistenze a partire dalla vita di Guglielmo Giaquinta, precursore degli insegnamenti del Concilio Vaticano II e in particolare del V capitolo della Lumen gentium. Il sacerdote, la sua identità che coincide con il ministero, le virtù che lo rendono simile a Gesù Sacerdote costituiscono il filo rosso del libro, particolarmente curato per l’Anno sacerdotale che stiamo vivendo. L’esperienza sacerdotale del Servo di Dio Guglielmo Giaquinta è il vissuto che si intreccia con la proposta evangelica e con il Magistero; il Cenacolo è l’ambito spirituale ed ecclesiale nel quale si muove questa proposta di santità sacerdotale in un popolo sacerdotale chiamato a santità.
Il volume è dedicato a due figure di sacerdoti che hanno profondamente segnato la società e la storia di Genova, rendendosi protagonisti di straordinarie esperienze di solidarietà (non da ultimo con la Caritas), di impegno civile, di insegnamento e di fede vissuta sempre "sul campo" e in un'ottica di condivisione, di dialogo interculturale e di apertura verso il prossimo. Le testimonianze di queste due "avventure" di umanesimo cristiano - le vite di Antonio Balletto e di Piero Tubino, entrambi celebrati dalla loro città con il conferimento del Grifo d'Oro - sono qui rivissute attraverso i testi suggestivi e commoventi della loro vita: interviste, articoli su periodici, discorsi, singoli ricordi, saggi, omelie.
Attingendo alla grande “bussola” dei testi conciliari e alla sua personale esperienza di un lungo e intenso impegno nell’associazionismo laicale, l’Autrice invita la comunità ecclesiale a un pacato e serrato confronto sul tema della corresponsabilità. Solo attraverso un rinnovato slancio corale, in una più vera comunione perché irrorata dall’amicizia, dal rispetto, dall’accoglienza della diversità dei carismi e dei ministeri, preti e laici possono dare nuovo splendore e vigore al volto missionario della Chiesa. È giunta dunque l’ora di tradurre operativamente la grande riscoperta che il Concilio ha operato della categoria di “popolo di Dio” per dire la verità della Chiesa e della sua missione per il mondo.
365 testi della Scrittura e dei Padri della Chiesa, di santi e teologi, del magistero e di testimoni: una guida per l'anno sacerdotale che invita a radicarsi nell'essenziale. In quattro tappe si rivisitano dimensioni fondamentali della vita dei presbiteri: l'essere; l'agire; le sfide; le prospettive. Attenta ai tempi liturgici, questa raccolta, alla quale hanno collaborato esperti di vari Paesi, nasce dalla convinzione che "il prete serve": per realizzare la Chiesa come famiglia, per far crescere nel mondo la fraternità.
Massimo Camisasca, sacerdote di grande spessore spirituale e di ampia esperienza come rettore di seminario, riflette in questo libro sulle esperienze che possono sostenere la vita sacerdotale e su come affrontare le difficoltà più gravi. Un testo nato dall’esperienza diretta dell’Autore a contatto con seminaristi e preti di ogni parte del mondo, che non evita le questioni più decisive nella vita di un sacerdote: la preghiera e il silenzio, la messa, lo studio, la maturità affettiva, l’amicizia.
Nell’anno dedicato da Benedetto XVi al sacerdozio, un testo ispirato e intenso Che riflette sulla figura del prete CoMe padre: la sua identità, la sua Vita, la sua Missione.
Destinatari
Preti e religiosi.
L’autore Massimo Camisasca è nato a Milano nel 1946. È stato ordinato prete nel 1975. Ha fondato la «Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo», di cui è superiore generale. Presso le Edizioni San Paolo ha pubblicato Comunione e Liberazione. Le origini (1954-1968) (20012), Comunione e Liberazione. La ripresa (1969-1976) (2003), Comunione e Liberazione. Il riconoscimento (1976-1984) (2006), Il tempo che non muore (2001), La sfida della paternità. Riflessioni sul sacerdozio (2003) e Questa mia casa che Dio abita. Riflessioni sulla vita comune (2004),Passione per l’uomo. I passi della missione cristiana (2005), Sentieri d’Asia illuminati. Lettere ai missionari (2006), Il nuovo Occidente. Lettere ai missionari (2008) Don Giussani (2009).
La direzione spirituale rappresenta un aspetto fondamentale della storia del cristianesimo: il percorso verso la perfezione, inteso non tanto dal punto di vista teologico, dogmatico e sacramentale, ma come risultato di un rapporto vivo, pratico e concreto tra maestro spirituale e discepoli, che comprende apprendimento, formazione, trasmissione dei contenuti religiosi, elaborazione di modelli di comportamento e loro interiorizzazione, rapporto fra norme e libertà interiore. Se il fenomeno trova la sua istituzionalizzazione nell’età della Controriforma come strumento primario del controllo delle coscienze e di imposizione di comportamenti codificati questa Storia della direzione spirituale vede nella ricerca della perfezione sotto una guida già esperta, una pratica di lunghissimo periodo da indagare nelle sue concrete dimensioni storiche, antropologiche, sociali e intellettuali. Il medioevo, sulla base di questa impostazione, si è presentato come una “sfida”: non più periodo in cui cogliere gli “antecedenti” di una pratica teologicamente sistematizzata, ma l’ambito storico in cui sforzarsi di “inseguire” le tracce, “fiutarne”, per così dire, la presenza nelle testimonianze, individuando le forme molteplici e diversificate del rapporto fra “maestro” e “discepolo”. Il volume propone un’esplorazione nelle fonti alla ricerca di nuovi luoghi e nuovi protagonisti: la realtà monastica, poi gli ordini mendicanti, come pure le confraternite laiche, gli spazi pubblici e quelli domestici. Il medioevo si presenta come l’epoca nella quale, più che in ogni altra, la varietà di declinazioni del fenomeno permette di individuare dislivelli sociali e culturali, differenze di status (monaci, chierici, laici, e, all’interno del laicato, di condizione sociale) e di genere (uomini e donne), e di cogliere la dialettica fra persistenze e innovazioni.
COMMENTO: L'opera in tre volumi Storia della direzione spirituale, curata da Giovanni Filoramo, si conclude con la pubblicazione di quest'ultimo volume dedicato alla direzione spirituale in età medievale e curato da Sofia Boesch Gajano.
Saggi di: S. Boesch Gajano - S. Pricoco - L. Lazzari - R.M. Parrinello - V. von Falkenhausen - U. Longo - L. Moulinier Brogi - C. Leyser - M. Cristiani - R. Savigni - C. Frova - M. Garzanti - S. Vecchio - R. Michetti - A. Tilatti - A. Benvenuti - P. Jiménez Sachez/B. Brouns - M. Benedetti - I. Gagliardi - S. Spanò Martinelli.
LA CURATRICE Sofia Boesch Gajano ha insegnato Storia medioevale nelle Università di Siena, L’Aquila, Roma Tre. È Presidente dell’Associazione Italiana per lo studio della santità, dei culti e dell’agiografia e del Centro Europeo di Studi Agiografici. È direttore responsabile della rivista «Sanctorum» e membro della direzione di «Quaderni Storici» e di «Società e storia». Tra le sue pubblicazioni: Agiografia altomedievale, Il Mulino, Bologna 1976; La santità, Laterza, Roma-Bari 1999; Gregorio Magno. Alle origini del medioevo, Viella, Roma 2005; (in collaborazione) Storia della santità nel cristianesimo occidentale, Viella, Roma 2005. Presso la Morcelliana ha curato, con Enzo Pace, Donne tra saperi e poteri nella storia delle religioni, 2007.
Il vescovo di Como raccoglie, dalla sua lunga esperienza come formatore e pastore, i punti fondamentali concernenti l'essere uomo consacrato al servizio del Vangelo nella società di oggi. Un tempo si pensava che l'essere prete fosse un'altra cosa dall'essere uomo: la novità di questo libro sta nel legame forte, organico, tra l'essere pienamente e felicemente prete e l'essere pienamente uomo. In occasione dell’Anno sacerdotale, un testo che è in grado di stimolare la riflessione su una figura in evoluzione come quella del prete.