Un libro dove il maggiore teologo italiano ricapitola la sua ricerca, tradotta in tutto il mondo. Che cos'è la teologia? Un itinerario infinito al servizio della Verità. E quindi mai compiuto, sempre in divenire. Fare teologia è domandare di Dio, cercarlo, per trovare noi stessi. Riflessioni che sono un "commento all'ora presente", sul destino della fede cristiana e della Chiesa nell'età della secolarizzazione e del pluralismo religioso.
Il titolo Al servizio della Verità evoca il filo rosso che attraversa la ricerca di Bruno Forte: il desiderio costante di servire e testimoniare la Verità, che per la fede cristiana non è qualcosa da possedere, ma Qualcuno da cui lasciarsi sempre più possedere: il Cristo, Signore della vita e della storia. Per il loro carattere di “commento all’ora presente”, queste riflessioni possono parlare a tanti, credenti e non credenti, negli uni stimolando l’approfondimento dell’intelligenza della fede al servizio della carità, negli altri ponendo domande e indicando tragitti certo non estranei alla ricerca di senso che è nel cuore di tutti, come afferma Agostino aprendo le sue Confessioni: «Hai fatto il nostro cuore per Te ed inquieto è il nostro cuore finché non riposi in Te».
Bruno Forte, arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto, ha insegnato Teologia dogmatica alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale a Napoli. Nel catalogo Scholé ricordiamo il libro intervista Una teologia per la vita, a cura di M. Roncalli (2011) e Amoris laetitia. Famiglia, Amore e Chiesa nella società complessa (2021). Per Morcelliana ricordiamo: Dio nei doppi pensieri. Attualità di Italo Mancini, con M. Cacciari (2017); La Bibbia dei filosofi. Il Grande Codice e il pensiero dell’Occidente (2019); La patria europea (2019); La liturgia. Dove l’esodo incontra l’Avvento (2020); Le virtù cardinali. Breviario di etica (2022).
Lungi dall'essere "rivelazioni" che scendono dal cielo, le religioni sono umanissimi prodotti culturali che variano nel tempo e nello spazio. Ma, a differenza di altre creazioni dell'ingegno umano - come le arti, le scienze e il pensiero filosofico -, esse presentano alcune caratteristiche specifiche: sono archetipi culturali, matrici di senso che lavorano come un crogiolo che miscela e fonde insieme componenti ideali e materiali. Il libro mette in rilievo come le religioni sviluppino un discorso complesso e soprattutto comprensivo, che include, insieme a molti altri elementi, l'ordine sociale, la sua architettura normativa e le sue modalità di funzionamento. Ubi societas, ibi religio: non esistono società o aggregazioni umane prive di religioni, così come non esistono società prive di diritto, di regole di coesistenza.
La narrazione del Sé, specialmente nel rapporto con l'altro, costituisce un esercizio fondamentale nella tensione verso la comprensione della vita e del mistero, come risulta dallo studio dei testi mistici. Un percorso di scrittura che nel tempo ha visto un protagonismo femminile altrimenti inedito nella storia della letteratura. Attraverso un confronto fra i primi scritti autobiografici di Chiara Lubich e quelli di altre personalità significative del '900, come Etty Hillesum, Madeleine Delbrêl, Itala Mela, Giorgio La Pira e Divo Barsotti, emerge come il linguaggio mistico, inteso come lingua speciale dell'amore, apra il testo a sorprendenti possibilità di conoscenza, nonché di costruzione, della realtà. Un confronto che mette in evidenza anche le potenzialità e le caratteristiche proprie della scrittura femminile e maschile.
Nella primavera del 2021 Zerocalcare si reca in Iraq, per far visita alla comunità ezida di Shengal, minacciata dalle tensioni internazionali e protetta dalle milizie curde, e documentarne le condizioni di vita e la lotta. Il viaggio si rivela difficile perché più volte la delegazione italiana viene respinta ai vari check point controllati dalle diverse forze politiche e militari che si spartiscono il controllo del suolo iracheno. Questo libro a fumetti è la fotografia di un momento geopolitico preciso, in cui un manipolo di persone si oppone allo strapotere di chi chiama "terrorismo" ogni tentativo di resistenza, mentre gli assetti di potere cambiano lentamente, e il sogno del confederalismo democratico in un pezzetto troppo spesso dimenticato di Mesopotamia rischia di svanire per sempre, nell'indifferenza assordante dell'occidente.
Un numero allarmante di persone sta abbracciando idee folli, persino pericolose. Credono che le vaccinazioni causino l'autismo. Considerano il consenso scientifico sul cambiamento climatico una "bufala". Attribuiscono la causa della diffusione del Covid-19 alla rete 5G o alla cabala cinese. Steven Nadler e Lawrence Shapiro sostengono che il miglior antidoto nei confronti dei "cattivi pensieri" è la saggezza della filosofia, e guidano il lettore attraverso i principi di base della logica, dell'argomentazione e delle evidenze che possono rendere tutti noi cittadini più ragionevoli e responsabili. Gli autori mostrano come possiamo individuare informazioni inaffidabili, determinare se certe prove supportano o contraddicono un'idea, distinguere tra credere semplicemente a qualcosa e averne conoscenza. In un mondo in cui l'irrazionalità è esplosa con effetti mortali, questo libro è una guida tempestiva per un ritorno alla ragione.
Nel '68, gli studenti manifestavano sventolando il Libretto rosso del presidente Mao. Nel frattempo, in Cina, la Rivoluzione culturale mieteva vittime proprio tra i giovani. Una di questi, al tempo studentessa di musica, decide pochi anni fa di ignorare l'insegnamento del padre, di «andarsene in silenzio, senza lasciare traccia», e raccontare invece la sua storia, e quella di un'intera generazione di giovani sottoposta a un diffuso lavaggio del cervello e convinta della giustezza di un'ideologia che li costringeva alla delazione e alla denuncia, oltre a togliere loro ogni libertà. Uccidendoli anche nell'anima: commoventi il rimorso, il dolore e il pentimento di Zhu Xiao-Mei per aver creduto alle menzogne del maoismo e avere agito di conseguenza. È anche per «chiedere scusa», che l'autrice scrive, ed è proprio il pentimento, tra i tanti sentimenti contrastanti, ad animare la sua scrittura. Nata in una di quelle famiglie che al tempo vennero disgregate ed etichettate con il bollo infamante «di cattive origini», cioè di musicisti e intellettuali, Zhu Xiao-Mei viene internata per cinque anni in un campo di rieducazione ai confini con la Mongolia. La storia di come le note di una fisarmonica risveglino in lei l'amore per la musica e la spingano a procurarsi avventurosamente un pianoforte è raccontata con semplicità, la stessa che aggiunge pathos involontario al resoconto dei mille soprusi perpetrati dai sorveglianti sugli internati. Il potere salvifico della musica anche in circostanze orribili è un tema trattato diffusamente in letteratura a proposito della Shoah, ma Zhu Xiao-Mei aggiunge una quantità di riflessioni inedite, e racconta il percorso a dir poco accidentato che la porta negli Stati Uniti, le difficoltà che affronta per continuare a studiare pianoforte, per poi approdare a Parigi dove dà il primo concerto, dedicato a Bach. Il compositore che per lei indica una «via» molto simile a quella del Tao. Suonerà le Variazioni Goldberg ovunque, e la sua esecuzione è diventata un culto.
A dieci anni dalla revisione del volume originale, pubblicato nel 1995, Judith Beck fa confluire in questa edizione non soltanto i più recenti sviluppi della ricerca scientifica, ma anche i feedback da lei stessa raccolti attraverso l'interlocuzione con i terapeuti di tutto il mondo che hanno letto il suo volume precedente e ne hanno tratto ispirazione. Colpisce come in questo testo si condensi l'evoluzione della TCC dell'ultimo decennio: il riconoscimento della centralità della relazione terapeutica, la conferma della necessità di integrare la mindfulness all'interno di una ben costruita concettualizzazione cognitiva, l'ingresso di modalità di intervento aggiuntive empiricamente fondate, come la Acceptance and Commitment Therapy (ACT), la Dialectical Behavior Therapy (DBT) e la Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT). A ciascuno di questi aspetti il libro dedica un capitolo a se stante, a sottolinearne la piena titolarità. Si aggiunge agli strumenti una nuova risorsa, la Recovery-Oriented Cognitive Therapy (CT-R), un trattamento all'avanguardia, evidence-based, per soggetti con diagnosi di gravi disturbi mentali. Si tratta di un orientamento cui lo stesso Aaron Beck, assieme al suo gruppo di ricerca e formazione, ha dedicato gli ultimi anni della sua vita, e che pone al centro, come leva del cambiamento, i valori, le aspirazioni e le risorse individuali. L'obiettivo è aiutare persone profondamente sofferenti a ricostruire un senso di scopo e missione nella propria esistenza. L'idea dell'autrice è che la CT-R e lo spirito che la anima (guardare ai punti di forza dei pazienti, a ciò che splende in loro talvolta sotto una spessa coltre di disagio) possa rappresentare di fatto il futuro e la frontiera della terapia cognitivo-comportamentale. Presentazione Aaron T. Beck. Prefazione alla terza edizione italiana di Antonella Montano. Prefazione Judith Beck.
Il tema dell'identità relazionale dell'essere umano, dal punto di vista antropologico ed etico, diventa, nell'attualità, una questione incalzante per cogliere la sua specificità irriducibile nell'ordine dei viventi. Tale identità istituisce dalle/delle/nelle/con/tra le relazioni, in quanto ogni umano nasce da una relazione originaria (verticale) in relazione con essa (filiazione-paternità-maternità), e si costituisce nelle trame relazionali originali estese (orizzontali), che si esprimono in una molteplicità di rapporti (fraternità/sororità-maschio/femmina-sposo/sposa-marito/mogliecittadino/cittadina-individuo/comunità, e altro ancora). Dato che queste trame contraddistinguono in un'apertura relazionale l'intero dell'umano, diviene necessario tornare a riflettere sulla sua dimensione relazionale, che si determina come categoria originaria e fondamentale dell'antropologico e dell'etico sia per la costituzione identitaria della soggettualità, sia per l'insieme complesso delle esperienze antropo-etiche che il soggetto concreta nelle forme pratiche della vita "tessendo" relazioni, le quali, non rimanendo sullo sfondo, hanno una profonda valenza strutturante il volume totale della persona.
Cosa porterà il metaverso alla scuola, comunque, anche se vorrà, almeno inizialmente, tenersene fuori? Non c'è dubbio, le risposte alla domanda verranno, sarà la realtà a fornircele. Ma è una realtà che non possiamo definire, allo stato auale. Illudersi di individuarla sarebbe come fare i conti senza l'oste. Fuor di metafora, la tecnologia digitale esiste, sta attorno e dentro di noi, ed è nella sua natura di trasformarsi trasformando il mondo, la realtà stessa del mondo, con noi stessi dentro. Il metaverso, comunque si concretizzi e qualunque sembianza assuma, rappresenta già oggi l'orizzonte di possibilità entro il quale il sistema della medialità digitale pensa e si propone di attuare la sua intima vocazione a trasformarsi trasformando il mondo. Il metaverso è la manifestazione di una originale prospettva di rigenerazione del nostro corpo e del corpo sociale, grazie alla tecnologia che va disegnando un 'mondo digitale', che è sempre più compenetrato con il mondo materiale, secondo una logica che potremmo dire della ipercomplessità.
Alla propria «autobiografia mentale» Croce ha dedicato, oltre al Contributo alla critica di me stesso, numerosi luoghi delle sue opere, della corrispondenza e, soprattutto, del diario che per oltre quarant'anni ha tenuto nell'austero intento di «invigilare» sé stesso. Ritagliando da queste fonti i passi più rivelatori, con una finezza pari alla sua competenza, Giuseppe Galasso ha costruito un'antologia capace di farci vivere dall'interno l'ininterrotto dialogo che Croce ha intrattenuto con sé stesso e di svelarci così le ragioni profonde di un'attività tanto prodigiosa. Un'attività che nasce da un'intima tendenza per la letteratura e per la storia e che, dopo avergli consentito di superare gli anni dolorosi e cupi successivi alla scomparsa dei genitori e della sorella nel terremoto del 1883, varca i confini dell'erudizione per poi aprirsi alla vita politica e sociale. Anche di questo ruolo centrale sulla scena pubblica cogliamo qui i risvolti più personali e segreti: dall'«amaro compiacimento» che gli deriva nel 1925 - dopo il rifiuto di sostituire Gentile come ministro dell'Istruzione - dal «sentirsi libero tra schiavi», al senso di liberazione «da un male che gravava sul centro dell'anima» suscitato dall'arresto di Mussolini, sino all'emblematica confessione del 1951: «La morte ... non può fare altro che così interromperci, come noi non possiamo fare altro che lasciarci interrompere, perché in ozio stupido essa non ci può trovare». Prefazione di Piero Craveri.
Non ci sono attualmente libri sul mercato che affrontano compiutamente l'argomento del podcast narrativo, una forma espressiva che anche in Italia si sta affermando rapidamente. Questo libro, a metà strada fra saggio e manuale, si propone di riempire quel vuoto partendo innanzitutto dalla definizione di podcast narrativo e dai fraintendimenti attorno al tema, troppo spesso confuso con la semplice e lineare lettura di un testo. Il podcast narrativo è di fatto un nuovo linguaggio, un ibrido di diverse forme espressive - teatro, musica, serie TV, letteratura, radio - in cui ognuna concorre al risultato. Della fase preparatoria si analizza la scelta dell'argomento, degli interlocutori e delle fonti da cui partire. Si affronta poi il tema dell'intervista e di quanto conti tutto il making off, i rumori, l'atmosfera. Fondamentale inoltre è il discorso attorno alla presenza, nel podcast stesso, dell'autore, dal momento che nel podcast narrativo l'ascoltatore non segue solo la storia, ma anche gli sforzi dell'autore per raccontarla, le sue emozioni, i suoi successi e fallimenti, il suo percorso personale alla ricerca del risultato. La presenza dell'io è infatti una delle grandi novità del podcast narrativo: attraverso il racconto e la voce, l'autore ha il compito di trasmettere a chi ascolta la propria personalità. E poi: come costruire il testo narrativo; l'importanza della scelta dell'incipit, che ha il compito di catturare l'attenzione dell'ascoltatore e quella della scelta della struttura e del montaggio; e le tecniche per coinvolgere l'ascoltatore. Un capitolo è infine destinato alle tecniche di lettura del nostro podcast e a quanto conti che un autore trovi la propria voce. In appendice sono affrontati il tema dell'attrezzatura per registrare e montare i podcast, della sonorizzazione e quella del mercato, con relativi suggerimenti per proporre il prodotto. Tutto è corredato da esempi concreti tratti da alcuni dei podcast più rappresentativi tra cui Veleno di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli, Polvere di Chiara Lalli e Cecilia Sala e 121269 di Alberto Nerazzini e Andrea Sceresini.