Un libro sulla storia e il metodo dell’oratorio, da San Filippo Neri a don Bosco ai Salesiani. L’oratorio di oggi e le storie di terzo settore e di chi fa bene (Le Scuola della Pace di Sant’Egidio e le testimonianze del volontariato). Vite narrate in prima persona dalle persone che da ragazze e ragazzi hanno frequentato l’oratorio e si sono distinte poi nella vita lavorativa, Alcide De Gasperi, il presidente di Copasir Lorenzo Guerini, l’ex ministro della Giustizia Paola Severino, il Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Luciano Portolano, Aldo Cazzullo, i cardinali Camillo Ruini, Gianfranco Ravasi, Gualtiero Bassetti e Matteo Zuppi, Gianluca Vialli e Cesare Prandelli, Dolce & Gabbana, Angelo Gaia. I capitoli finali lanciano uno sguardo sull’oratorio del futuro, luogo costruttivo di integrazione tra diverse culture. Prefazione di Pietro Parolin. Postfazione di Aldo Cazzullo.
«Sono vecchio, scampato ad un infarto, il cardiologo raccomanda 10.000 passi al giorno. Ci sono ottime ragioni e relative soddisfazioni: camminare fa sempre bene al cuore, al fisico tutto, anche alla mente e all’anima. A Padre Maurizio ne bastano 5, di passi, ma li colloca nel mistero e si capisce subito che è un altro camminare: cambia la destinazione. Il dottore, se va tutto bene, mi propone di morire più o meno in salute e sarebbe un traguardo più che apprezzabile di fronte a malattie invalidanti con il loro corredo medico assistenziale, lo sfacelo della carne, il dolore, la pena, ma si tratta pur sempre di morire, e comunque succederà. […] Il sacerdote offre l’eternità - pausa - ci vuole coraggio! L’eternità? È pur sempre un cammino, passo dopo passo. Bisogna attrezzarsi, perseverare, trovare il giusto aiuto, scoprire che è vicino, verificare che non si è soli… succede, è successo, succederà… è storia in atto. Fidarsi? Affidarsi»: dalla Prefazione di Giovanni Lindo Ferretti. Padre Botta approfondisce con stile semplice e accattivante alcune provocazioni come le seguenti. La fede cristiana - con tutti i suoi doveri, i suoi divieti, il suo dover sempre sorvegliare i propri comportamenti e perfino i propri pensieri - è di una pesantezza schiacciante, terribile, fa avere la sensazione di essere sotto una cappa costante. L’idea della vita dopo la morte può essere in un certo senso tranquillizzante, ma nella vita di tutti i giorni sei solo, Dio non è tangibile e non è facilmente udibile. Per lo più non fa nulla. Sarebbe forse più facile pensare che non esiste, piuttosto che chiedersi desolatamente: «Dove sei finito?», e pensare che non ha tempo per te, del tipo: «Hai un momento, Dio?». Come vede Gesù il piacere? Come ne parla? Considera che la parola "piacere" racchiude, nella sua radice, la semantica della parola "dolce". Quindi è legata immediatamente a una questione alimentare. Noi vediamo, nel Vangelo, come Gesù venga notoriamente designato, pubblicamente additato, come amico dei pubblicani e dei peccatori È l’istantaneità, probabilmente, la nemica dei veri grandi godimenti! È l’impazienza! Io sento, dentro di me, che questo è il problema principale. E quando parlo di impazienza, non ne parlo certo come se io fossi uno che ha risolto completamente questo problema. Tutte le volte che mi abbandono all’impazienza, sono portato a rovinare le cose più belle!
Figlio di una donna francese che gli sussurrava i versi dei poeti d'oltralpe, delusione di un padre, simbolo delle aspettative mancate dei genitori d'ogni tempo, animo impetuoso, folle, estremo: questo era Francesco. Immaginando un intimo dialogo con San Francesco d'Assisi, Davide Rondoni ci racconta l'uomo dietro al santo, «un uomo capovolto, ben più di un rivoltoso», mai incline ai compromessi, umile e tormentato eppure ricolmo di una letizia e una fede incrollabili che lo hanno condotto al cospetto di un papa e persino di un sultano. Poeta visionario, la cui esperienza mistica è stata celebrata da molti intellettuali - da Dante, che ne ricorda le vicende nella Divina Commedia, a Gregory Corso, una «di quelle teste folgorate» della Beat Generation -, e anche sceneggiatore teatrale, con l'allestimento del primo presepe a Greccio. Autore del Cantico delle creature, considerato il «primo documento di letteratura in italiano volgare», da cui emerge una voce dalla forza travolgente che per la prima volta attraverso l'esperienza poetica canta l'unità del cosmo e l'amore per la Natura e per le sue creature, si fa precursore del concetto di ecologia integrale, comparso anche nell'enciclica del pontefice che ha preso il suo nome, Francesco. Con la delicatezza e la soavità di una poesia, Davide Rondoni ci consegna un ritratto inedito del poverello d'Assisi e immagina una conversazione a cuore aperto con il santo in cui, ispirato dall'insegnamento francescano, affronta argomenti attuali come la differenza tra amore e possesso, l'importanza di un ambientalismo che vada oltre il superficiale e la necessità della pace come dono cristiano, in un mondo che oggi è incendiato dalla guerra.
Il cuore è uno dei simboli universali della vita affettiva, diffuso in molte civiltà sin dai tempi più antichi. Oggi, tuttavia, questo fondamentale simbolo richiama quasi unicamente un vago e impalpabile sentimentalismo, assai lontano dalla consistenza ontologica e dalla capacità di apertura alla trascendenza che l'immagine del cuore ha sempre teso a delineare. In questo breve testo, Hildebrand mostra come il "cuore" sia la sede di un'intensa attività vitale e affettiva, indispensabile per accedere alla conoscenza vissuta di tutta una serie di strati di beni e valori che compongono la realtà. Inoltrandosi nella via aperta da Max Scheler, Hildebrand offre uno dei maggiori contributi all'analisi fenomenologia di questa fondamentale sfera della persona umana, incidendo con apporti determinanti su una riflessione che ancora oggi è al centro dell'interesse filosofico. Il testo di Hildebrand, però, non contiene soltanto una raffinata analisi filosofica dell'affettività umana, ma anche una riflessione intima e meditata sul mistero del Sacro Cuore di Cristo, che aiuta a comprenderlo nella sua profondità teologica evitandone letture superficiali e sentimentalistiche.
«Mi prendo cura di te», affermo cioè, con tremante coraggio, che ti resterò accanto, che non fuggirò dall’ignoto che ci si apre davanti, che attenderò con te l’emersione di nuove cornici e valori in cui dare senso a una vita che si mostra nella sua meraviglia e nella sua ferocia. Dico che attenderò con fiducia le parole, i gesti, i silenzi per dire insieme la paura e la speranza, tue e mie. Aver cura di chi soffre è un’importante occasione di pratica spirituale, di compassione, di trascendenza da sé: questo racconta e spiega il libro in modo appassionato, chiaro, commovente.Un testo prezioso per chi si prende cura di chi soffre, per chi sta soffrendo e per chiunque voglia attraversare la vita a cuore aperto.
Nella tradizione biblica, il sogno è da sempre un evento spirituale di straordinaria importanza: spazio di rivelazione, incontro, chiamata.
Fin dall'antichità è stato considerato uno strumento di mediazione divina - a volte accolto con fiducia, altre con diffidenza capace però di orientare destini e scelte, suscitare conversione, ispirare vocazioni. Da sant'Agostino a san Francesco, fino a don Bosco, il sogno ha accompagnato il cammino spirituale di numerosi santi e mistici, attraversando i secoli sino ai giorni nostri.
In questo libro, con un linguaggio accessibile a tutti, padre Antonio Gentili riscopre il sogno come esperienza spirituale e psicoanalitica: una via di integrazione del Sé, un dialogo tra conscio e inconscio, un ricettacolo di Grazia, invitandoci a considerarlo come un luogo dove entrare in relazione con la presenza la "parola" di Dio.
Che cosa accade dopo la morte? Molti pensano che il cristianesimo annunci un’anima che "sale" in paradiso. N.T. Wright, tra i più autorevoli teologi contemporanei e definito da "Newsweek" «il massimo esperto mondiale del Nuovo Testamento», mostra invece che la speranza cristiana è ben più sorprendente: la risurrezione dei morti e il cielo che scende sulla terra. Una visione che non solo cambia il modo di intendere il futuro, ma trasforma il presente: il nostro modo di vivere, di credere e di testimoniare l’evangelo nel mondo. Dopo Semplicemente cristiano, N.T. Wright ci accompagna in un viaggio appassionante attraverso Bibbia, teologia e vita quotidiana, per riscoprire la speranza che sta al cuore della fede: concreta, liberante, rivoluzionaria. «Che cosa stiamo aspettando? E che cosa intendiamo fare nel frattempo in relazione a tale attesa? Queste sono le due domande che danno forma a questo libro. Prima di tutto, esso tratta della speranza ultima per il futuro offerta dall’evangelo: la speranza, cioè, di «salvezza», «risurrezione», «vita eterna». In secondo luogo, si occupa della scoperta della speranza nel mondo presente: dei modi concreti in cui la speranza può prendere vita per comunità e individui che potrebbero esserne privi. E riguarda anche i modi in cui abbracciare la prima può e deve generare e sostenere la seconda. La maggior parte delle persone - cristiani inclusi - non sa quale sia la speranza cristiana ultima, non si aspetta che i cristiani abbiano granché da dire sulla speranza nel mondo presente e non immagina neanche che i due elementi siano in relazione. Da qui il titolo di questo libro: la speranza arriva come una sorpresa, su molti livelli allo stesso tempo». (N.T. Wright)
«Quanto guadagna davvero un cappellano?», chiede il piccolo Willi Grün. «Cento marchi», risponde il padre. «Non mi basta!». Ciò che nessuno avrebbe potuto immaginare a quel tempo è che il ragazzo ambizioso che nel monastero di Münsterschwarzach aveva preso il nome di Anselm sarebbe diventato un giorno il benedettino più famoso, l’autore di libri religiosi di maggior successo e una vera star dei media. Con best-seller, corsi, conferenze e podcast raggiunge milioni di persone che apparentemente non hanno più nulla a che fare con Dio e la Chiesa. Da dove viene? Che cosa lo ha plasmato e ispirato? Che cosa è importante per lui? La straordinaria biografia di un semplice monaco, e le risposte che padre Anselm dà quando gli viene chiesto del senso della vita.
Ogni passo dei Vangeli è un'avventura dei sensi. Gesù si lascia ungere con oli profumati, mescola il fango con la sua saliva, chiede di essere gustosi come il sale, offre la sua stessa carne da mangiare. Ogni episodio della sua storia apre a interpretazioni controverse. E i primi a fraintenderlo sono proprio i discepoli. Dopo aver raccontato con taglio cinematografico movimenti, discorsi e percorsi del «personaggio» Gesù, Antonio Spadaro torna a confrontarsi con i testi evangelici e ne intraprende una lettura nuova e sorprendente. Attraverso lenti squisitamente letterarie, dà vita a un universo di suoni e odori, sensazioni tattili e immagini, che parlano delle sfumature dell'esistenza umana e del pericolo della libertà. Il Maestro non è un replicante divino paracadutato sulla terra per farsi portavoce dell'Eterno. Pretende di essere veramente Dio e pienamente uomo. Ma non basta la carne per essere umani: è necessaria la libertà. Da queste pagine Gesù sfonda la «quarta parete», si volta verso i lettori e chiede loro: «E voi chi dite che io sia?». Prefazione di Liliana Cavani.
La pace non è argomento da poltrona o da piscina. È questione di fango e sangue, di passione e lotta. Non è qualcosa che riguarda gli altri, ci coinvolge direttamente e chiede a noi il prezzo. Ogni guerra è conseguenza di egoismi, ingiustizie, prevaricazioni, avidità. Così il cammino di pace inizia da una conversione personale e comunitaria che porta a perdonare per essere perdonati, a compiere opere di equità e di misericordia, a spartire fraternamente i beni della terra, a partecipare insieme alle conquiste dell'intelletto umano. La parola di Dio, incarnata da donne e uomini di pace di tutti i tempi, ci mostra che giustizia, condivisione e cura sono le basi per costruire pace.
Serve un minuto o poco più per leggere ciascuno dei brevi dialoghi tra un saggio e i suoi discepoli, scritti dall'autore. In poche battute egli concentra una densità di saggezza capace di interpellare i lettori, spesso spiazzandoli.Con stile arguto ne vuole risvegliare l'interiorità raccogliendo la saggezza delle diverse religioni e tradizioni spirituali (cristiana, ebraica, musulmana, induista, shintoista...), rappresentate di volta in volta dal maestro che parla.Un testo illuminante, frutto della frequentazione dell'autore delle prassi spirituali di Oriente e Occidente e della sua esperienza con vari gruppi di meditazione. Prefazione di mons. Luigi Sartori