Il rapporto tra diaconato e liturgia illumina ed informa di sé tutte le dimensioni della vita e del ministero del diacono. La sua presenza all'altare della Parola e del Pane è una presenza di servizio che narra - nelle parole e nei gesti - le "meraviglie" della diaconia di Cristo Servo che si china qui ed ora sulla nostra storia. Il servizio liturgico del diacono, ed in particolare quello eucaristico, deve trovare il modo di esprimere il volto di Gesù incarnato nella storia e nella vicenda esistenziale dell'uomo per il bene di ogni fratello. Dobbiamo riscoprire la liturgia e viverla, o meglio celebrarla sinodalmente, perché possa davvero diventare luogo per eccellenza dell'incontro della comunità dei credenti.
Con un approccio interdisciplinare e uno sguardo di lungo periodo che va dall'antichità al tempo presente, i saggi contenuti nel libro affrontano il rapporto tra le donne e la religione da vari punti di vista, in diversi contesti geografici e attraverso un'ottica di genere. La religione è presa in considerazione quale sistema di pratiche, riti, credenze, norme, categorie e testi che contribuiscono a ridefinire e a volte modificare radicalmente l'identità e lo statuto degli individui. Gli interventi riflettono sulla relazione tra religione, corpo, sessualità, identità, genere e agency femminile, così come sul rapporto tra uomini e donne nelle 'narrazioni' sacre e all'interno dell'intima esperienza devota e del culto esteriore, nonché sulla diversità di spazi e ruoli loro concessi. I vari autori si interrogano inoltre sulle possibili occasioni di empowerment offerte dalle varie religioni - dal subcontinente indiano all'Europa, dal Medio Oriente al Sudamerica, dallo sciamanesimo all'ebraismo, dal cristianesimo all'islam, dal paganesimo antico fino ad alcune esperienze di neopaganesimo contemporaneo - nonché sulle strategie messe in atto dal singolo per oltrepassare confini (materiali e immateriali) percepiti come iniqui e limitanti, nel tentativo di riconfigurare a proprio vantaggio i rapporti all'interno del gruppo religioso e sociale di appartenenza.
Fu scritta nel 1223, nel cuore del medioevo cristiano impegnato a preparare la sesta crociata, ma ancora oggi è punto di riferimento per tutto il mondo cristiano e non ha perso nulla della sua originalità e del suo spirito evangelico. Che cosa è stata e cosa è oggi la Regola Francescana? Può essere ancora considerata una mappa esistenziale che orienta il vivere quotidiano? Padre Giuseppe Buffon, uno dei massimi esperti di storia del francescanesimo, offre una rilettura moderna di un testo che ha rivoluzionato la cristianità, tornando al suo spirito originario: non un ricettario di norme, ma una propedeutica al Vangelo. Cosa ci possiamo davvero aspettare da un tale documento, a 800 anni dalla sua stesura? Con il testo integrale della Regola bollata. Padre Giuseppe Buffon, uno dei massimi esperti di storia del francescanesimo, offre una rilettura moderna di un testo che ha rivoluzionato la cristianità, tornando al suo spirito originario: non un ricettario di norme, ma una propedeutica al Vangelo. Cosa ci possiamo davvero aspettare da un tale documento, a 800 anni dalla sua stesura? Con il testo integrale della Regola bollata.
LA CHIESA CONTRO LA GUERRA "INGIUSTIFICABILE"
L'UNITA' DI CRISTO E DEL MISTERO PASQUALE
LA TERAPIA DEI PENSIERI
JÓN KALMAN STEFÁNSSON
L'ATLANTE DI FRANCESCO
LIBANO IN CRISI
I DIRITTI FONDAMENTALI DA GIOVANNI XXIII A FRANCESCO
"THE FABELMANS". AMORE PER IL CINEMA, AMORE PER LA VITA
Nell'era della net-society, fotografare la complessità sociale impone all'osservatore la continua regolazione cognitiva dei suoi strumenti di "cattura del mondo". La transizione digitale in atto necessita dell'utilizzo di chiavi di lettura e di operatività differenti, capaci di tener conto dei rischi e delle opportunità che la società dopo-moderna porta con sé. La pandemia da Covid-19 e la guerra sul fronte russo-ucraino hanno di fatto vincolato e determinato le stesse politiche di welfare europee, che non sempre sono state capaci di fronteggiare le sfide esistenti. Anche la Brexit ha imposto una ridefinizione dei rapporti tra i diversi Stati europei, generando non poche problematicità. La polimorfa Europa, per la sua composizione così differente, si trova così a dover realizzare il modello sociale europeo che ancora oggi risulta essere in fieri. Attualmente, infatti, esistono una molteplicità di modelli di welfare, più o meno generosi, che si differenziano tra loro per i destinatari, le fonti di finanziamento, il livello delle prestazioni. L'utilizzo del Metodo Aperto di Coordinamento-MAC sarà funzionale proprio alla realizzazione del raccordo delle politiche sociali europee individuando le best practices implementate a livello nazionale. Il processo di pianificazione, ampiamente ripreso dalle strategie europee e mondiali, come Europa 2020 e Agenda 2030, sarà l'elemento cardine che potrà consentire il raggiungimento di obiettivi strategici. Sostenibilità, inclusione e coesione sociale, cittadinanza attiva e sussidiarietà sono gli obiettivi imprescindibili per la realizzazione di sistemi di welfare capaci di realizzare il passaggio dalla protezione alla responsabilità sociale e di fronteggiare le sfide dell'era globale.
Le definizioni normative e descrittive della democrazia si sprecano. Sono anche in concorrenza tra loro e alla luce di tali definizioni da tempo si denuncia una condizione di crisi. Questo libro adotta una prospettiva diversa. Tratta i regimi cosiddetti democratici come un insieme di tecniche di dominio, di esercizio del potere e di conduzione del conflitto elaborate storicamente, seguendo un percorso tortuoso, conflittuale, fatto di avanzamenti e arretramenti, oltre che segnato da apprezzabili differenze tra un paese e l'altro. La crisi è pertanto congenita. Mettendo in connessione storia, sociologia, scienza politica, il libro ripercorre la genesi e l'assestamento del monopolio statale in occidente. Prosegue soffermandosi sull'istituzionalizzazione, grazie alla rappresentanza politica e ai partiti, di forme di conduzione pluralistica di tale monopolio. Segnala la persistente dialettica tra lo Stato, la politica ed altre tecniche, non politiche, di dominio e di conduzione dei conflitti, tra cui spicca il mercato capitalistico, che si è mostrato particolarmente aggressivo nel corso dell'ultimo mezzo secolo.
Irrazionale, fantastico, copertine color pastello e grafica ricercata: lo "stile Adelphi" è diventato un brand in cui si sono riconosciute generazioni di lettori. Eppure, complice forse una rivendicata inclinazione all'inattualità e all'apoliticità, Adelphi non è mai stata fatta oggetto di uno studio storiografico ad hoc. Fondata nel 1962, portò in Italia un nuovo gusto per l'oggetto-libro e filoni culturali di spessore internazionale che il pubblico della Penisola per lo più ignorava. Sulla base di una ricca documentazione in gran parte inedita, il volume ne ricostruisce la storia delle origini, individuandone le premesse di lungo periodo sin dal ventennio fascista. Bobi Bazlen, Luciano Foà, Roberto Calasso, Alberto Zevi, Ernst Bernhard, Sergio Solmi, Claudio Rugafiori, Giorgio Colli, Erich Linder, Fleur Jaeggy, Elena Croce e Ingeborg Bachmann sono solo alcune delle figure che si incrociano per rintracciare progetti, autori, mediatori e testi con cui la casa editrice si è progressivamente guadagnata una larga base di lettori fedeli, andando dai bilanci in rosso dei primi vent'anni alla crescita e all'affermazione del marchio negli anni Ottanta e Novanta.
A Napoli, a metà del Settecento, Ferdinando Galiani pubblica il trattato Della moneta e Antonio Genovesi tiene per la prima volta corsi di economia in lingua italiana; in quello stesso periodo si diffonde l'espressione carta moneta, calco dell'inglese paper money. Oggi la lingua specialistica dell'economia e della finanza � ingrediente quotidiano del dibattito pubblico. Quali sono le sue parole chiave, e che origine hanno termini come asset, borsa, spread, titoli tossici? Come parlano e come scrivono gli economisti, i cronisti finanziari, gli operatori bancari? Il libro propone un panorama completo e rigoroso per guidare studenti e lettori lungo la storia dell'italiano dell'economia, dai grandi mercanti medievali che hanno conquistato l'Europa fino a Mario Draghi e alle crisi finanziarie degli anni Duemila.
Mai nella storia i massimi imperi si sono trovati contemporaneamente in crisi, al punto da temere per la propria esistenza. Questa è in essenza la Guerra Grande, che è appena iniziata e di cui nessuno può immaginarne la fine. Un conflitto disegnato di tre protagonisti - Stati Uniti, Cina e Russia - in due teatri principali. Con Cina e Usa in crescente frizione nell'Indo-Pacifico, mentre Stati Uniti e Russia si affrontano lungo i bordi dell'Eurasia occidentale fra Mar Nero e Baltico, epicentro Ucraina. Il primo numero di Limes del 2023 fa il punto sulla guerra che insanguina l'Europa orientale, inserendola nel più ampio quadro geopolitico che appare destinato a connotare il prossimo futuro. Tempo caratterizzato dagli spasmi del "momento unipolare" americano post-1989 e dalla brutale gestazione di un nuovo assetto. Un processo i cui esiti restano aperti.