A trent'anni dalla morte di Armando Saitta, l'Istituto Storico Italiano per l'Età Moderna e Contemporanea, di cui Saitta fu presidente dal 1973 al 1991, ha inteso avviare un'ampia riflessione critica sulla storiografia italiana della seconda metà del Novecento, letta attraverso il percorso di uno dei suoi protagonisti. Cultura e organizzazione è il titolo che Saitta volle dare ad una delle più significative rubriche della "sua" rivista, «Critica Storica». Due termini che indicano assai chiaramente le linee lungo le quali Armando Saitta testimoniò il suo modo di essere e di sentirsi professore di storia, uomo di scuola, impegnato a contribuire con i suoi studi, i suoi manuali, la sua rivista, al consolidarsi di una cultura storica che era in sé un valore civile e politico.
Un libro che raccoglie pagine sparse di Christian Bobin, pensieri mensili scritti fra il 2007 e il 2019. I temi spaziano in lungo e in largo: la vita e la morte, l'amore e la musica, la letteratura e la natura, il fiore e la farfalla, i libri e i volti, attraverso gallerie di personaggi del passato e del presente, artisti, letterati, uomini di fede, musicisti, scultori.
Piccola biografia con un profilo carismatico sull'attualità della figura di Santa Rita con il premio internazionale sul perdono. Novena e preghiere a Santa Rita, tra cui una del card. Angelo Comastri.
Questa grande lettera, posta sempre in fondo all'elenco delle lettere paoline, non è di Paolo ma di un ignoto autore, probabilmente della cerchia dei discepoli di Paolo, di notevole personalità e cultura. Gli "Ebrei" destinatari sono cristiani provenienti dal giudaismo, forse viventi a Gerusalemme, a contatto del culto e del tempio, cui si fa costante riferimento nella lettera, e tentati di ritornare alla loro fede ebraica. Il contenuto della lettera verte sul rapporto tra Cristo e l'ordinamento religioso ebraico, tra il suo sacerdozio e quello di Aronne, tra il suo sacrificio redentore e i sacrifici del tempio, tra l'antica e la nuova alleanza. È chiaro dunque che la dottrina cristologica costituisce l'aspetto più rilevante di questa grande lettera. La conseguenza da trarre è che davanti a un sommo sacerdote come Cristo, mediatore di una migliore alleanza, è impensabile tornare alle ombre dell'Antico Testamento. La lettera si articola perciò spontaneamente in una parte dottrinale-dogmatica (1,1 - 10,18), alla quale fa seguito una parte parenetica, con l'invito a perseverare nella fede abbracciata e a praticare le virtù cristiane (10,19 - 13,16). Seguono, come conclusione, alcuni ammonimenti, notizie e auguri (13,17-25).
L'atmosfera del Natale è la stessa in tutto il mondo! Ma chi sono i protagonisti delle storie tradizionali che si raccontano ai bambini, sotto l'albero, nei diversi Paesi? Negli Stati Uniti c'è Rudolph, la renna dal naso rosso che compie una straordinaria impresa aiutando Babbo Natale a consegnare in tempo tutti i regali. In Germania, la signora Neve la mattina di Natale si alza presto e scuote la sua trapunta, facendo svolazzare mille piume che, per magia, diventano neve e ricoprono il mondo di un velo candido. In Norvegia, una crudele matrigna ha trasformato un principe in orso. Se nella notte della Vigilia una fanciulla non riuscirà a sciogliere l'incantesimo, lui rimarrà orso per sempre, relegato in solitudine al Castello Perduto... Un viaggio incantato nelle fiabe e nelle leggende natalizie per conoscere - oltre a Babbo Natale, Santa Lucia e la Befana - le figure tipiche della festa più amata nel mondo. Età di lettura: da 4 anni.
«¡Cuidado con lo que decís y con los comentarios que hacéis! Dentro de unos años lo veréis todo publicado en un libro del doctor Navarro-Valls».
En el cuarenta y cinco aniversario de la elección de Juan Pablo II, esta obra recoge las notas personales que Joaquín Navarro-Valls tomó durante sus años como portavoz del Papa. El libro ofrece una mirada inédita de la trastienda del trabajo diario de la Santa Sede, desvela algunos de los grandes problemas de la humanidad que tanto preocupaban al Santo Padre y, sobre todo, nos regala muchos detalles de su vida cotidiana y de situaciones familiares. Particularmente emotivas son las descripciones de los periodos de descanso veraniego, ilustrados con fotografías realizadas por el propio autor, que ven la luz ahora por primera vez.
Navarro-Valls deseaba que el libro se publicara tiempo después de su muerte, «en caso de que interese a alguien». En realidad, la obra captura el interés del lector desde el primer momento y muestra cómo el Papa, para ejercer su liderazgo, no contaba con otros instrumentos humanos más que la simple persuasión. Navarro-Valls estaba convencido de que su principal objetivo era apoyar al Papa, aun sabiendo que Juan Pablo II no necesitaba de esa ayuda porque era un comunicador tan poderoso que «se salía de la pantalla».
Tutti noi ci impegniamo per soddisfare le nostre aspettative e quelle della società che ci chiedono di essere perfetti in ogni ambito della nostra vita: sembrare più giovani, fare più soldi, essere sempre felici. Ma, secondo Tal Ben-Shahar, la ricerca della perfezione potrebbe in realtà essere il principale ostacolo al perseguimento della felicità. Basandosi su ricerche all'avanguardia nel campo della psicologia positiva e su solidi principi scientifici, l'autore ci allontana dall'impossibile ricerca della perfezione e ci indirizza verso la felicità, la ricchezza e la vera realizzazione. Tal Ben-Shahar ci mostra, inoltre, la libertà che deriva dal non cercare di fare sempre tutto bene e le vere lezioni che possiamo trarre dal fallimento e dalle emozioni dolorose. La ricerca della perfezione illustra una modalità ottimale di pensare al fallimento e al successo e al modo stesso in cui viviamo. Propone esercizi di riflessione personale e momenti di meditazione per aiutarci a riscoprire ciò che vogliamo veramente dalla vita.
Il bosco è il bosco, la montagna è la montagna, il paese è il paese e la maestra Silvia è la maestra Silvia, ma è scomparsa. In una piccola comunità agitata dal vento della Storia che investe tutta l'Italia all'inizio degli anni Settanta, Silvia, la maestra, esce di casa una mattina e invece di andare a scuola entra nel bosco. Il motivo, o forse il movente, è la morte di una sua alunna. Non la morte: il suicidio. La comunità la cerca, ma teme che sia troppo tardi, per trovarla o per salvarla, e in qualche modo che queste due morti siano una maledizione. Il paese è di montagna e le paure e i sentimenti, che pure non possono essere negati, non possono nemmeno essere nominati. Teme il paese il contagio di una violenza tutta umana e mai sopita, una violenza che dopo due guerre mondiali si è trasfusa in una guerra civile, politica. La maestra però non si trova e il paese, per continuare a vivere e convivere con il lutto e l'incertezza, si distoglie. In questa distrazione, Martino, il bambino che non è nato nel paese e nemmeno è stato accolto, tagliando per il bosco incrocia un capanno abbandonato, e nel capanno, color della muffa e dorata come il cappello di un fungo, sta la maestra. Il bambino non dice di averla trovata, e la maestra non parla. Ma il bambino torna e la maestra, in fondo, lo aspetta. A partire da fatti reali e racconti di famiglia, articoli di giornali, dicerie e mitologie, Maddalena Vaglio Tanet racconta una storia di possibilità e di fantasmi, di esseri viventi che inciampano in vicende più grandi di loro, e di bambini dei quali - come scriveva Simona Vinci, al suo esordio - non si sa niente, se non che sono gli unici a conoscere quanta realtà ci sia nelle fiabe, quanto amore stia nella paura, e quante sorprese restino acquattate nel bosco.
Esistono davvero le "persone"? E cosa dire del "linguaggio", del "discorso" o della "cultura"? Fino a che punto le reti sociali hanno determinato la specie umana in quelli che consideriamo come i suoi tratti costitutivi? Cosa unisce matematica e sociologia? Domande tanto ambiziose e originali trovano risposte altrettanto innovative in questo volume, in cui si propone la traduzione italiana di due saggi di uno degli ultimi maestri della sociologia americana. Muovendosi con eleganza tra ambiti concettuali e metodologici differenti, Harrison C. White analizza i fondamenti logici ed epistemologici di un approccio attualmente tanto utilizzato quanto raramente compreso in profondità: la social network analysis. I numerosi neologismi appositamente coniati - "forchette bayesiane", "commutazioni", "netdom", "nodi del futuro", "soluzioni d'angolo" - vengono inquadrati e presentati dai curatori attraverso una guida introduttiva alla lettura.
Bologna, 1858: le guardie pontificie, su ordine del Tribunale dell'Inquisizione, strappano dalle braccia dei genitori un bimbo di sei anni, Edgardo Mortara, figlio di un mercante ebreo, che una domestica cattolica sostiene di aver battezzato di nascosto anni prima. A favore del piccolo intervengono Napoleone III, Francesco Giuseppe, Cavour. Ma Pio IX è irremovibile: Edgardo crescerà in convento, diverrà prete e morirà novantenne, vittima fino in fondo dell'intolleranza antisemita. Un bambino, e poi un uomo, trasformato suo malgrado in un simbolo.
Ci sono una gallina gringa e un maiale colombiano. La prima propone al secondo di entrare in affari e vendere sandwich: basta che ciascuno fornisca la metà degli ingredienti. «Io metterò le uova», dice la gallina gringa. «E io?», chiede il maiale colombiano. «Tu, mio caro, metterai il bacon». Gira questa storiella negli ambienti intellettuali di sinistra della Colombia. A Juan Pablo, che lavora nell'esercito come un tempo suo padre, non fa ridere. Perché sa che c'è qualcosa di vero. La realtà, però, è complessa, e quella del suo tormentato paese ancora di più. Per lui, chi vive in mezzo alla violenza vuole una cosa sola: ordine. Lisette, una giornalista americana cresciuta tra le dolci colline della Pennsylvania e appena rientrata esausta dall'Afghanistan, vuole invece una «buona guerra» e va a cercarla proprio in Colombia. In Colombia è andato anche Mason, sottufficiale di collegamento delle Special Forces che ha cominciato la carriera militare in Iraq e che, dopo essere diventato padre, ha capito di averne abbastanza di carri armati e ordigni esplosivi. Abel, che in Colombia è nato, al contrario non ha avuto scelta. E nemmeno la sua famiglia, finita nel tritacarne delle lotte tra guerrilleros, paras e narcos che seminano sangue e terrore in ogni angolo della giungla. Dopo Fine missione, raccolta di racconti frutto dell'esperienza come marine in Iraq, Phil Klay torna a parlare di guerra, ma stavolta allarga l'inquadratura includendo anche Afghanistan, Colombia e Yemen. È una scelta letteraria, ma la globalizzazione bellica non è fiction: le forze all'opera da una parte trafficano intanto anche da un'altra; i soldati e i mercenari un giorno utili qua il giorno dopo servono là; e ogni bomba che cade ha dietro una sofisticatissima tecnologia messa a punto in lindi laboratori sparsi per mezzo mondo. Connessi in una macchina mostruosa, i personaggi di Klay, nel silenzio che segue scoppi e fanfare, si ritrovano soli di fronte al tribunale della loro coscienza.
Nell'odierno cambiamento d'epoca ripercorrere le vicende dei primi 15 capitoli degli Atti degli apostoli può aiutare un discernimento teologicamente chiaro, più coraggioso e franco, attento all'ascolto reciproco e alla comunione. Il confronto può suggerire il grado di reale urgenza di molti aspetti del cammino odierno e stimolare la riscoperta dell'identità sinodale della Chiesa