Il dibattito intorno all'antropocene intercetta e rilancia una sfida nata nel cuore della modernità con l'avanzare di una postura antropocentrica, che rivendica un primato dell'uomo sulla natura in nome di un sapere che è anche potere. Rispetto a questa sfida, riproposta su basi diverse dalla crescita impetuosa della tecnoscienza, il paradigma antagonista del biocentrismo rifiuta al contrario ogni dualismo di soggetto e oggetto, invitando a guardare anche l'umano con gli occhi della natura, ma rischiando in questo modo di smarrire il senso e il valore della "differenza personale". Una svolta in questo altalenante "tiro alla fune" può venire soltanto dallo sguardo relazionale di cui è capace la persona umana, in modo da ripensare l'unità plurale del cosmo e accreditare un'articolazione unitaria e solidale delle differenze. Nella prospettiva di una "euristica della fragilità" possono dischiudersi autentici orizzonti di fraternità planetaria, che la coscienza personale riconosce e traduce nel primato della responsabilità e della cura.
Gli scandali degli abusi sessuali sono uno dei motivi per cui molti si allontanano dalla Chiesa, che deve affrontare seriamente questi problemi e la loro vergogna. Ma non deve farsi paralizzare da questo: sono tante anche le risorse che può mettere in campo, partendo dal suo immenso patrimonio spirituale, per rispondere e rinnovarsi dall'interno.
"Se il Diario steso tra il 1483 e il 1506 da Giovanni Burcardo, maestro delle cerimonie sotto ben cinque papi, riesce ancora oggi a suscitare la nostra curiosità, è solo per una felice incoerenza. Originariamente concepito come una sorta di manuale a uso personale, che consentisse di orientarsi all'interno della complicatissima e fluttuante prassi liturgica vaticana, il Diario venne assai presto a mutare aspetto, nella misura in cui l'autore sollevava lo sguardo dalla Cappella Sistina a Roma, all'Italia e all'Europa, per inserirvi informazioni sulla vita della curia, sull'amministrazione dello Stato della Chiesa, sull'attività diplomatica e sui grandi eventi politici. [Burcardo] non è uno storico, e non si solleva mai al di sopra dei fatti bruti; tantomeno è un letterato, e non compie alcuno sforzo per darcene una descrizione accattivante ed efficace. Semplicemente annota che certi fatti sono avvenuti: senza selezionarli, senza distinguerli o metterli in relazione, senza inserirli in un qualche schema concettuale, senza ordinarli con un criterio che non sia quello banalmente cronologico." (Dalla prefazione di Luca Bianchi)
La distinzione tra guerra e pace si è rotta. Viviamo in una zona di confine grigia: un mondo instabile, incline alle crisi, in perenne competizione e con attacchi infiniti tra potenze concorrenti. L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia è solo l'ennesima conferma di questa tesi. Un’analisi originale del precipizio economico e politico in cui si trovano l'Europa e il mondo. Un nuovo vocabolario per comprendere le relazioni globali di oggi. Pensavamo che connettere il mondo avrebbe portato una pace duratura. Invece l'effetto è che ce ne stiamo allontanando. Nei tre decenni seguiti alla fine della Guerra Fredda i leader mondiali hanno integrato l'economia, i trasporti e le comunicazioni del mondo, abbattendo i confini nella speranza di rendere impossibile la guerra. Così facendo, hanno involontariamente creato un formidabile arsenale di armi per nuovi tipi di conflitto e la motivazione per continuare a combattere. Le crescenti tensioni nella politica globale non sono un ostacolo sulla strada, ma parte stessa della pavimentazione. Voce autorevole e di spicco nel campo delle relazioni internazionali, Mark Leonard è entrato nelle stanze in cui si decide il nostro futuro, a ogni livello della società: dal quartier generale di Facebook e dai laboratori di riconoscimento facciale in Cina alle riunioni nei palazzi presidenziali e nelle installazioni militari più remote. Cercando di capire in che modo la globalizzazione ha infranto la sua promessa fondamentale di rendere il nostro mondo più sicuro e più prospero, Leonard esplora come potremmo strappare un futuro più speranzoso per quest’epoca di non pace. Prefazione di Marta Dassù.
Questa grande lettera, posta sempre in fondo all'elenco delle lettere paoline, non è di Paolo ma di un ignoto autore, probabilmente della cerchia dei discepoli di Paolo, di notevole personalità e cultura. Gli "Ebrei" destinatari sono cristiani provenienti dal giudaismo, forse viventi a Gerusalemme, a contatto del culto e del tempio, cui si fa costante riferimento nella lettera, e tentati di ritornare alla loro fede ebraica. Il contenuto della lettera verte sul rapporto tra Cristo e l'ordinamento religioso ebraico, tra il suo sacerdozio e quello di Aronne, tra il suo sacrificio redentore e i sacrifici del tempio, tra l'antica e la nuova alleanza. È chiaro dunque che la dottrina cristologica costituisce l'aspetto più rilevante di questa grande lettera. La conseguenza da trarre è che davanti a un sommo sacerdote come Cristo, mediatore di una migliore alleanza, è impensabile tornare alle ombre dell'Antico Testamento. La lettera si articola perciò spontaneamente in una parte dottrinale-dogmatica (1,1 - 10,18), alla quale fa seguito una parte parenetica, con l'invito a perseverare nella fede abbracciata e a praticare le virtù cristiane (10,19 - 13,16). Seguono, come conclusione, alcuni ammonimenti, notizie e auguri (13,17-25).
Nizza, 2008. Dopo averla inseguita per tutto il mondo, le ragazze D'Aplièse hanno finalmente trovato la sorella perduta, e ora che sono finalmente insieme a bordo dello yacht di famiglia, sono pronte a salpare per commemorare la morte di Pa' Salt. Merope, però, arriva portando con sé il prezioso diario del padre e così, nelle lunghe ore di navigazione per raggiungere il Mar Egeo, le sorelle, circondate dai loro cari, potranno finalmente scoprire la verità sull'uomo che le ha accolte e cresciute e che in fondo conoscevano appena. Parigi, 1928. La famiglia Landowski trova un bambino di sette anni svenuto nel proprio giardino. A un passo dalla morte, viene salvato e accolto come se fosse uno dei loro figli. Nonostante sia un ragazzo gentile, precoce e talentuoso, pur di non spiegare da che cosa sta fuggendo si chiude in un ostinato mutismo. Mentre diventa un giovane uomo, si innamora, prende lezioni al prestigioso Conservatorio di Parigi e sembra quasi poter dimenticare i terrori del suo passato, ma poi una nuova minaccia lo costringe a partire: non potrà mai essere al sicuro, non finché il suo migliore amico non avrà compiuto la sua vendetta. Attraversando una vita di amori e perdite, confini e oceani, "Atlas, La storia di Pa' Salt", porta la serie delle Sette Sorelle di Lucinda Riley alla sua conclusione.
Una stramba famiglia, situazioni rocambolesche e un mistero da risolvere! Filippo, la voce narrante, è l'unico "normale" (fin troppo normale) nella più stramba famiglia del mondo, la folle famiglia F. (si chiamano proprio così, "effe-punto"). Tra un padre che cambia religione con la stessa frequenza con cui altri cambiano un paio di pantaloni, una madre appassionata di bricolage estremo, una sorella che ama tutti gli animali meno amabili del mondo e un fratello che cita solo un manuale di elettrotecnica... Filippo ha una sola normalissima passione, trovare ciò che si è perduto. Ma per trovare ogni oggetto perduto Filippo ha bisogno della sua stramba famiglia, perché si sa, "l'unione fa la forza"! Età di lettura: da 8 anni.
Fino a pochi anni fa, nel nostro Paese, una famiglia così non sarebbe stata nemmeno immaginabile senza risultare trasgressiva, scandalosa, offensiva, perfino illegale. Oggi, invece, è una realtà, ma la strada perché le sia riconosciuto il diritto di esistere è ancora in salita. Questa è la storia di Barbara che, insieme alle sue mamme, Eugenia e Rory, un gigantesco cane grigio e un gatto sordo, cresce ed evolve in una famiglia piena di armonia, stabilità e amore, tra animate discussioni, episodi divertenti e dialoghi dolcissimi. Fuori, però, la quotidianità è popolata di dubbi, ostacoli e rifiuti, e occorre molta determinazione per trasformare l'ignoranza e la paura di ciò che non si conosce in comprensione e rispetto delle unicità. Una famiglia voluta e conquistata giorno dopo giorno grazie alla tenacia di due donne che, senza esempi alle spalle né modelli di riferimento, senza leggi né aiuti, hanno realizzato il loro sogno e, al tempo stesso, segnato una svolta epocale in Italia. Smontando stereotipi e affrontando discriminazioni e pregiudizi, hanno aperto un varco affinché, anche per tutti gli altri, i limiti possano diventare nuovi orizzonti.
Come si tiene lo sguardo fisso sul cielo mentre ci si districa tra quotidiane fatiche, affanni e problemi? Si può stare in questa era globalizzata senza perdersi? È possibile vivere come monaci nel mondo contemporaneo? Dopo essersi incontrati grazie a internet, duemila cercatori di Dio si danno appuntamento nella Basilica di San Giovanni in Laterano per mendicare un cuore nuovo e recintare uno spazio e un tempo per quello che nella vita conta di più. Catechesi di Don Fabio Rosini, Padre Maurizio Botta, Padre Emidio Alessandrini, Suor Fulvia Sieni. Prefazione di Costanza Miriano.