"Quando ho cominciato ad amare Dio più di tutto, allora in questo amore per Dio ho trovato anche il mio prossimo, e in questo stesso amore per Dio anche i miei nemici sono diventati per me degli altri esseri, sono diventati creature di Dio." (archimandrita Spiridon). Questo libro, nato dallo studio di documenti degli archivi statali e delle carte inedite dello stesso Spiridon Kisljakov (1875-1930), vuole essere un invito alla lettura dell'esistenza di un uomo spirituale e, attraverso di essa, offrire uno scorcio dall'interno su una delle esperienze cristiane più straordinarie che la chiesa di Kiev, e la chiesa russa nel suo insieme, conobbe tra la fine dell'impero degli zar e il definitivo consolidamento del regime staliniano.
La serenità, che può essere definita la chiave di volta del nostro benessere psicofisico, nasce dal naturale equilibrio fra interiorità ed esteriorità e si situa sulla linea di demarcazione fra opposte esigenze: è quell'armonia nei confronti di se stessi e degli altri che viene messa a dura prova dagli avvenimenti, positivi o negativi che siano. Come fare a conservarla o a ripristinarla quando la si è perduta? Il problema è stato dibattuto dai saggi di tutti i tempi e di tutti i paesi. Partendo dalle loro considerazioni Claudio Lamparelli svolge una serie di riflessioni riguardanti le situazioni pratiche della nostra esistenza che mirano a un duplice scopo: identificare le cause profonde che mettono in crisi la serenità e realizzare, con queste stesse meditazioni, una particolare specie di difesa e di terapia, quella che un tempo si chiamava "cura dell'anima".
Le storie narrate nei Vangeli rispecchiano esigenze assolute, immutabili del cuore umano. Qualcuno si è appropriato dei Vangeli per svigorirli e alterarli, ma proprio nel mondo di oggi, dominato dall'egoismo, dal materialismo, dalla mancanza di valori, dobbiamo riappropriarci di questi testi, imparare a guardarli con occhi scevri da pregiudizi e restituire loro la purezza originaria e la ricchezza sorgiva. Un compito necessario non solo per i credenti, ma per tutti, purché sappiano ritrovare nel "mito" evangelico il fondamento della società, della verità, della vita emotiva: in una parola dell'essere umano. Questo libro ci insegna a guardare alla Buona Novella con occhi nuovi, e ci spiega come dalla lettura dei Vangeli possa nascere una conoscenza che arricchisce le nostre vite, cambiando il nostro modo di vivere, muoverci, pensare, sentire, camminare, invecchiare e morire. Per sempre.
"Certamente non vediamo ancora ciò che speriamo, ma siamo già ora corpo del Capo in cui è già tutto presenza ciò che speriamo"
La speranza è ragionevole: questa è la provocazione al centro degli esercizi spirituali per sacerdoti proposti da “Comunione e Liberazione” e guidati lo scorso agosto da monsignor Jesús Sanz Montes, vescovo di Huesca e Jaca, in Spagna. «Per noi che viviamo da sempre con il concetto cristiano di Dio e ci siamo assuefatti ad esso, il possesso della speranza, che proviene dall’incontro reale con questo Dio, quasi non è più percepibile». Il percorso, ancorato alla Spe salvi di Benedetto XVI, invita a uno sguardo nuovo su tutte le cose che la sfida di una speranza ragionevole provoca. La novità è quella che ci mostrano i racconti evangelici, come Gesú educa i propri discepoli: stare con Lui e vivere come fraternità apostolica. Quindi bisogna partire dal reale, seguendo la stessa identica dinamica: Lui, diventando presenza nella storia, è all’origine della fede in Lui.
Il diario di Sergio Morelli, riservato e intimo, conferma quale grande stagione educativa sia stata quella del "Movimento Aspiranti dell'Azione Cattolica" (oggi Azione Cattolica dei Ragazzi).Ma, soprattutto, è un documento che dimostra con assoluta evidenza quale senso maturo della vita e quali profondità interiori, quali valutazioni della storia e quale disciplina interiore scaturiscano da un giovane se la sua vita è ben orientata e ben spesa. Il diario racconta una stagione formidabile per intuizioni e pratica dell'educazione, attesta uno stile educativo fatto di preghiera, vita eucaristica, direzione spirituale, devozione mariana e attenzione alla realtà. Pagine intense e semplici, ricche di appunti e acute osservazioni. Paolo Rabitti, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, chiude la sua bella prefazione affermando che questo Diario "documenta, con indicibile efficacia, ciò che avviene nell'animo dei ragazzi e dei giovani quando educatori e sacerdoti gioiosi, dediti e pazienti suscitano in loro la passione alle grandi idee, per loro sanno spendere il proprio tempo, ingaggiandoli per la causa della Chiesa e preparandoli alla loro stessa vita. Questi sono i capolavori del Vangelo".
"Ciascuno di noi - o quasi - vive in condizioni molto rassicuranti: siamo figli del benessere... E tuttavia nella nostra società è palpabile un malessere vago e latente: la nostra felicità non è priva di ombre... Ma qualcosa di amaro c'è soprattutto nel cuore della gente" (dall'Introduzione). A volte si punta il dito anche contro il cristianesimo e più di una persona ha preso le distanze dalla propria educazione cattolica, ritenendola responsabile di 'tarpare le ali' rispetto alla possibilità di inseguire i propri desideri. Il cardinale Danneels invita ad andare alle vere cause di tanto malessere, a non conformarsi alla mentalità del secolo, a superare un'immotivata condizione di vergogna, a non avere paura di annunciare a chiare lettere il messaggio del Risorto: "La pace sia con voi!".
Può il rapporto educativo trasformarsi in amicizia, in cammino di liberazione? Era la domanda da cui partiva il libro di Silveri Cammini di liberazione: racconti di giovani nella loro esperienza di uscita dalla droga, dalla prigione, dalla marginalità sociale. Una domanda che ritorna in questo nuovo libro, ideale continuazione del primo. Con una differenza: quella che là appariva una liberazione, qui è innanzitutto il racconto dei tentativi di spezzare i tanti muri che feriscono la dignità delle persone, siano essi muri sociali o psicologici. Educare è far diventare adulti anche coloro che più di altri paiono colpiti dalle sofferenze. Un libro di dialoghi, dove l’autore si ritrae lasciando la voce agli amici protagonisti: un accoglierli come segno di agape.
Un noto autore scrisse: «Ognuno dice che il perdono è una bella idea finché tocca a lui perdonare qualcosa…». Sfortunatamente, quando abbiamo più bisogno della sua forza guaritrice, il perdono non ci sembra né una idea simpatica né un’energia che ci rinnova la vita, al meglio cerchiamo di passarci sopra. E così, oltre a sentirci vittime ogni volta che ci viene fatto un torto, ci rendiamo ancor più vittime lasciando che la collera prenda possesso di noi e ci tolga vigore interiore. La vita è un dono meraviglioso da tenere in gran conto e da condividere. Ma la rabbia e il risentimento, alimentati dal rifiuto a perdonare, bloccano la guarigione e la crescita. Il dono è rovinato e tutti siamo in perdita. I 35 «pensieri», riportati in questo libretto, ti possono aiutare quando il tuo desiderio di vendetta sembra offuscare la forza dell’amore. Ti possono dare una mano a ritrovare quella vitalità emotiva e spirituale che viene da Dio così che tu possa evitare l’amarezza e giungere al perdono. Usa e pratica questi principi.Impegnati a realizzarne alcuni,divertiti a sperimentarne altri, in questo modo potrai crescere nel celebrare la tua vita come il più grande di tutti i doni.
Perdonare significa piegarsi senza spezzarsi: essere abbastanza forti per portare il peso gravoso dell’offesa ma flessibili per poter guarire. Sii capace di perdono! Nessuna relazione, per quanto affettuosa,è esente da ferite. Fascia le ferite dell’amore con il perdono.
AUTORI
David W.Schelle è psicoterapista a Selma (Alabama) guida gruppi di lavoro sul perdono ed è autore di altri testi della Abbey Press book.
R. W. Alley illustratore per la Abbey Press Elf-Help Books, illustra e scrive libri per bambini. Vive a Barrington, Rhode Island, (USA) con la moglie e due figli.
Il compleanno è un momento privilegiato per far festa. Significa ricevere doni, incontrarsi con gli amici, essere festeggiati e imparare a festeggiarsi. E allora, per ché si dovrebbe avere bisogno di «auto-aiuto» in tale gioiosa occasione? Perché la realtà è che i compleanni non sono sempre un lieto evento, una «festa» meravigliosa. Spesso sono pervasi da una certa malinconia. Specialmente allo scadere di un decennio o in un altro passaggio significativo della vita,i compleanni ci ricordano sommessamente attività non portate a termine, quanto cammino rimane da percorrere, quanto poco tempo resta per essere e fare ciò che desideriamo. Ci costringono a confrontarci con l’età che avanza. Gli auguri che riceviamo esprimono battute spiritose sulle rughe e sulla diminuzione delle energie, mentre aumenta il numero delle candeline sulla torta. E se non riceviamo auguri, se nessuno si ricorda, ci sentiamo dimenticati anche quando noi stessi non siamo così sicuri di voler ricordare questa giornata. Buon compleanno va oltre il luogo comune di utilizzare il compleanno per riflettere, per confermare il proprio valore,per dare una spinta alla propria crescita. Vuole aiutarti invece a prendere coscienza delle tue delusioni e dispiaceri mentre apprezzi quanto cammino hai compiuto e quanto puoi ancora progettare per il futuro. Il compleanno ti invita a una vera celebrazione di quel giorno predestinato in cui l’autore della vita ti ha iscritto nella storia! “Riunisci coloro che ami o in casa o nel tuo cuore. Misura le tue relazioni non dai doni che accrescono ciò che possiedi ma dai doni che arricchiscono il tuo cuore: lealtà, premura, attenzione, condivisione. Il trascorrere del tempo ti ricorda di vivere con saggezza e con passione. Immergiti nell’infinito di ogni istante.”
AUTORI
Lisa O. Engelhart è direttrice editoriale di alcune pubblicazioni di Abbey Press e autrice di altri testi della collana Elf-Help books. Vive con suo marito e tre figli a Lawrenceburg, Indiana (Usa).
R. W. Alley illustratore per la Abbey Press Elf Help Books, illustra e scrive libri per bambini. Vive a Barrington, Rhode Island, (USA) con la moglie e due figli.
Questa piccola e saggia guida, vuole porre l’accento sul fatto che non c’è possibilità di uscire dalla sofferenza per la morte di una persona cara – o per il distacco da una persona che amiamo – se non attraverso la stessa sofferenza che questo comporta. Solo sperimentando il dolore noi possiamo superarlo, possiamo riuscire ad andare oltre. Oltre, non nel cercare di rivivere ciò che una volta era «normale», non nel negare le nostre ferite, non nell’andare verso il risentimento e l’amarezza. Ma oltre per integrare pienamente il vuoto nella vita con una comprensione più ricca,con progetti rinnovati,con una vita spirituale più profonda,con una rinascita. La tua sofferenza è tra le cose più sacre e più degne che una persona possa vivere. Ti farà immergere nel mistero della vita… e della morte… e della resurrezione. Falle onore. Sii vicino a coloro che stanno soffrendo come te. Mentre racconti quanto ti è accaduto,condividi una comprensione del cuore che è più profonda delle parole.
AUTORI
Karen Katafiasz È scrittrice ed editor. È autrice di altri testi della collana Elf-Help books. Vive a Santa Claus, Indiana (Usa).
R. W. Alley illustratore per la Abbey Press Elf Help Books, illustra e scrive libri per bambini. Vive a Barrington, Rhode Island, (USA) con la moglie e due figli.
In queste pagine, che sono quasi un diario, l’autrice racconta in prima persona l’esperienza della sua terza gravidanza, dal difficile inizio fino al momento della nascita e della morte della neonata, Chiara,qualche giorno dopo il parto. La gravidanza si presenta da subito molto problematica, più delle due gravidanze precedenti. La donna deve scegliere subito se interrompere la gravidanza o accettare con costi alti e senza certezze la nuova vita. Ma l’autrice decide di non abortire, nonostante le venga suggerito, e si sottopone a cure delicate e dolorose pur di salvaguardare la vita della sua piccola. Nel suo racconto analizza poi le relazioni oltre che con il marito e i due figli piccoli, anche quelle con i medici, gli infermieri e la burocrazia degli ospedali: perché chi si trova a che fare con una gestante in gravidanza problematica ha l’onere di un compito particolare e speciale nonché una grande responsabilità su di lei e sul suo bambino. La realtà della malattia e della morte della piccola Chiara viene vissuta con sofferenza, talvolta anche con ribellione, dall’autrice e dalla sua famiglia, ma sempre con fede nella vita e in Dio, il quale ha a cuore qualsiasi vita, anche la più breve. Soprattutto nei momenti in cui certezze e speranze le sono venute a mancare, l’autrice ha sperimentato il valore e l’importanza della fede.
“Con gli occhi dell’amore qualsiasi cosa,anche difficile da accettare appare bellissima. Ci sono scelte che possono cambiare la vita di chi le compie ma anche di chi inevitabilmente gli vive accanto”.
AUTRICE
Valentina Olivi vive con la famiglia in provincia di Venezia. Dopo il diploma di ragioneria e la specializzazione in commercio estero, ha lavorato per alcuni anni nel settore amministrativo. Dopo il matrimonio, si è dedicata per scelta ai suoi figli. È alla sua prima esperienza editoriale.