Per interpretare il nostro sistema sociale è necessario ricorrere, secondo Hartmut Rosa, alla categoria di accelerazione che, innescata e sostenuta dalla competitività, genera l'esperienza che ognuno di noi fa di sentirsi costantemente in ritardo su tutto, portando a una sorta di alienazione autoinferta per l'iniziativa di prolungarsi da soli il tempo lavorativo. È proprio attraverso il dinamismo incessante della crescita che il sistema capitalistico cerca la sua stabilità. Sembra non vi sia alternativa al correre, al produrre, alla prestazione: che fare? Rallentare? Accelerare? Rosa individua una terza via nel concetto di risonanza: risuonare con il mondo e con l'altro significa ascoltare entrambi perché ci parlano, senza ridurli a qualcosa da trasformare secondo le nostre esigenze. Educare alla risonanza - nella scuola - significa educare alla cittadinanza, alla sostenibilità, alla vita buona.
Dibattito pubblico e senso comune associano erroneamente la povertà educativa ai soli paesi in via di sviluppo, mentre è invece molto diffusa anche in un paese avanzato come l'Italia, dove si riproduce per via intergenerazionale, colpisce persino i diplomati e include una quota consistente di adulti. Nel nostro paese molti hanno smesso di "imparare a imparare" e hanno sovente dimenticato ciò che hanno appreso a scuola. Mentre la politica si limita a fare della scuola il capro espiatorio, nessuno si preoccupa di comprendere come in realtà sia il contesto culturale extrascolastico ad alimentare il fenomeno. Il volume, che raccoglie e integra ricerche empiriche sulle competenze di base non solo degli studenti ma dell'intera popolazione italiana, spiega che cos'è la povertà educativa, come se ne misurano l'intensità e la diffusione, quali fattori ne influenzano la riproduzione, dove si nascondono le sue molteplici cause e in quali ambiti se ne osservano gli effetti più sfavorevoli. Ne emerge un panorama allarmante, a fronte del quale i decisori politici dovrebbero reagire con interventi di ampio respiro, di lungo periodo e rivolti alla fetta più ampia possibile della popolazione.
La body percussion (o body music, quando si include l'uso della voce) è una disciplina che permette di sviluppare fluidità e consapevolezza motoria, qualità alla base di un buon rapporto con il proprio corpo, che diviene "strumento". Essa favorisce una corretta produzione musicale, una più esperta fruizione e stimola l'invenzione gioiosa e giocosa. Mette in relazione ciò che si sa con ciò che si sa fare e consente apprendimenti autentici, ancorandoli a un'esplorazione dello spazio personale, relazionale e fisico. Il libro spiega perché l'esperienza musicale ha un elevato potenziale formativo ed espressivo e come impiegarlo in maniera creativa e consapevole. È ricco di modelli e spunti didattico-musicali per l'ora di musica e fornisce anche una messa a fuoco dei nuclei fondanti dell'educazione musicale, intesa come esperienza multisensoriale che orchestra elementi visivi, uditivi, tattili e semantici.
Nel mondo dei nostri giorni, l'irrompere del dopo pandemia e della guerra in Ucraina ha rappresentato un "punto di svolta", un tornante della geopolitica. A simiglianza di quel che accade nell'esistenza degli individui in frangenti siffatti, allorché la durezza delle contingenze induce a guardarsi indietro e rimeditare il senso del proprio passato, così una vicenda più grande e corale sollecita a prendere coscienza dei nodi dirimenti di una storia secolare, segnata dal vizio d'origine di una modernizzazione tardiva e delle sue conseguenze nella prospettiva della lunga durata, dall'età sabauda alla Repubblica di ieri e di oggi. Sullo sfondo della necessaria ricomposizione di un tessuto sociale lacerato, si avverte la necessità di ritrovare un sentimento di coesione, pensoso dell'interesse nazionale e di un comune destino, affiora forte anche il bisogno di una religione civile, nella suggestione 'attualizzata' di un Risorgimento prossimo venturo, per fondare un'idea gagliarda di Paese e di Futuro.
Nel XIX secolo, cosa più unica che rara nella storia dei processi di canonizzazione ecclesiastici, si è assistito alla presentazione di diverse cause per restaurare e approvare, a beneficio di tutta la cristianità, il culto dei Sette Arcangeli e dei loro nomi, soppresso a Palermo dall’Arcivescovo mons. Raffaele Mormile, intorno probabilmente al 1813. Protagonista indiscusso di questa straordinaria iniziativa popolare fu il teologo spagnolo, oggi semisconosciuto, Cav. Pedro Maria Heredia del Rio, erudito, politico, poeta e scrittore che, mosso da incredibile fervore e straordinario affetto verso i Sette Principi Angelici, salvò il culto degli Arcangeli dal sicuro oblio cui sarebbe stato destinato. Novello Antonio lo Duca, tra il 1826 e il 1831 Pedro Maria Heredia del Rio presentò ben cinque delle sei cause apostoliche, innanzi ai papi Leone XII, Pio VIII e Gregorio XVI, riuscendo così a riaprire il dibattito teologico sull’esistenza della Terza Forza di Salvazione del Cristianesimo.
Javier Sorribes Gracia (Madrid, 1967), economista di professione, è appassionato di genealogia familiare. Il suo bis-bisnonno Fulgencio María de Heredia Cabrera y Vida (1816-1894) era figlio di Tomás, fratello di Pedro Maria Heredia del Rio. Partendo dai ricordi di famiglia trasmessi oralmente dalla madre, inizia lo studio dell’albero genealogico di famiglia.
Questo libro raccoglie antecedenti della storia della famiglia Heredia, hidalgos, cavalieri, religiosi, militari ecc., con particolare attenzione alla figura di Pedro Maria Heredia del Rio e alla sua devozione ai Sette Arcangeli.
Carmine Alvino (Avellino, 1978), avvocato e scrittore, ha recentemente dato inizio a una nuova proposta teologica d’ispirazione cattolica denominata “Arcangelologia”, avente a oggetto la conoscenza, lo sviluppo e la diffusione del culto devozionale ai Sette Arcangeli Assistenti al Trono di Dio. Sull’argomento ha scritto oltre 50 libri.
Negli ultimi trent’anni i poteri forti hanno rivolto la propria attenzione al fenomeno UFO, sperando di carpire tecnologie esogene avanzatissime. Lo hanno fatto nel massimo segreto e per spazzar via la concorrenza hanno ridicolizzato gli avvistamenti più credibili, affinché nulla trapelasse. Questo spiega perché, nonostante molti Paesi abbiamo derubricato i propri dossier UFO, la questione sia ancora trattata con sospetto dalla scienza ufficiale.
Grazie a importanti documenti segreti, raccolti in una vita, l’autore ha potuto ricostruire l’abbraccio mortale, finanziario-militare, tra Stati Uniti, NATO e Ue.
Questi Poteri Forti insabbiano conoscenze scientifiche che tengono per sé e che potrebbero invece salvare la razza umana da quel punto di non ritorno ambientale, alimentare e delle risorse paventato da molti. Esagerazioni? Follie cospirazioniste? La mole sterminata di documenti esclusivi, presentati qui per la prima volta, dimostrerà quanto la realtà possa molto spesso superare la fantascienza o l’immaginazione.
Alfredo Lissoni, classe 1966, già insegnante di religione e bibliotecario, da oltre vent’anni lavora come giornalista politico. Autore di numerosi format radiotelevisivi, si occupa di ufologia dal 1986 e ha al suo attivo una quarantina di titoli. Ma la sua specialità sono le ricerche d’archivio: è autore di importanti scoperte come gli X-files di Mussolini e i carteggi sulle “navi celesti” dell’Impero Austro-Ungarico e di quello bizantino. Suo è il testo della richiesta di declassificazione dei dossier UFO presentata al Parlamento Europeo. Caporedattore di numerose riviste, si è occupato anche di miracolistica e paranormale.
E se vi dicessimo che Dante Alighieri non è nato a Firenze? Che nel suo viaggio in Trentino è stato artefice di un’importante mediazione tra il papa e l’imperatore d’Austria? E che proprio in Trentino ha scritto l’intera Divina Commedia? In questo libro è descritta una mappa, nascosta in un ciclo pittorico medievale affrescato in una torre della città di Trento, che segue i passi del poeta, sino a giungere all’ultima comune templare, l’incontro con Beatrice.
Il ciclo pittorico della torre cela anche la cronaca di un grave episodio avvenuto a Trento nel 1475: il rapimento e l’uccisione di Simonino, un bambino di due anni che fu fatto santo dalla chiesa e che a lungo venne assurto a copatrono della città.
Nei pannelli il pittore contemporaneo ai fatti utilizza lo scritto dantesco per denunciare responsabilità e nomi di chi ha partecipato a quello che in realtà voleva essere un colpo di stato, e del quale hanno invece fatto le spese il piccolo Simonino e la comunità ebraica trentina dell’epoca, accusata e condannata ingiustamente per l’omicidio.