In Italia si parla di lettura in occasione di ricorrenze e giornate dedicate, e soprattutto se ne discute quando si presentano i dati sui libri letti o venduti, o quando si lamentano i bassi livelli di competenza nella comprensione dei testi rilevati da qualche indagine. In altri momenti si esalta la lettura come rimedio ai mali della società e chiave di accesso ai livelli più alti dell'istruzione e della cultura. Raramente, invece, si discute di metodi concreti per favorire interesse per la lettura e per lo sviluppo di comportamenti e abilità funzionali all'incremento quantitativo e qualitativo dei lettori. La lettura ad alta voce condivisa è un metodo che si sta imponendo nei contesti educativi e di istruzione in Italia e in altre parti del mondo, grazie al supporto delle evidenze raccolte circa i suoi effetti. Praticata in modo continuativo dall'adulto nei servizi educativi per l'infanzia, nelle scuole del primo e del secondo ciclo, la lettura ad alta voce condivisa produce effetti rilevanti per esempio sulle abilità cognitive, emotive, di comprensione, facilita la capacità di stare con gli altri e capirli e, al contempo, educa alla lettura. Il volume mette a fuoco, da diverse prospettive disciplinari, le caratteristiche fondamentali del metodo, i presupposti teorici, le condizioni di utilizzo, gli effetti sull'apprendimento, in relazione con altri approcci rilevanti.
La transizione ecologica è una delle sfide più difficili della nostra storia recente. Richiede tempo, equilibrio e la consapevolezza che non può seguire lo stesso percorso per tutti i Paesi. In più, conta numerosi nemici: oltre ai negazionisti del cambiamento climatico, deve difendersi anche dagli ideologi della transizione, predicatori di interventi tanto risolutivi quanto irrealizzabili. Questo libro è un antidoto contro entrambi, ma anche una mappa per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati per il 2030 e il 2050. Come scrive Roberto Cingolani, il passo del cambiamento deve essere abbastanza rapido da ridurre il riscaldamento globale entro la metà del secolo, ma anche abbastanza lento da permettere di adeguare infrastrutture e modelli di sviluppo senza creare sconvolgimenti sociali. I principi base sono quelli dell'energy mix (l'impiego di fonti diverse), della neutralità tecnologica e della relatività delle soluzioni. Perché il traguardo è uguale per tutti, ma ogni realtà locale dovrà individuare la strategia più adatta per arrivarci, tenendo conto delle risorse energetiche, dei vincoli economici, delle condizioni sociali. Con rigore e pragmatismo, Cingolani in queste pagine considera scenari diversi, analizza prospettive e confronta gli strumenti tecnologici a disposizione - tutti, compresi quelli che sono ancora allo stato di prototipo. E ne trae conclusioni. Un punto necessario e che insegna molto: non si può affrontare una traversata che durerà trent'anni illudendosi che non sorgano tempeste e non affiorino scogli all'orizzonte.
Il volume racconta quasi ottant'anni di vita della sinistra nell'Italia repubblicana illustrando le radici politico-ideologiche e i complessi sviluppi dei movimenti e dei partiti che hanno cercato di distinguersi per i valori e gli ideali di democrazia, uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale. Dalle forze maggiori a quelle minori, ripercorre i passaggi cruciali di una storia che si snoda fra entusiasmi e delusioni, vittorie e sconfitte, condizionamenti interni ed esterni e che è passata dall'epopea della partecipazione di massa al progressivo esaurimento dell'impegno attivo dei militanti. Ad accompagnare il lettore, in ogni capitolo, una scelta di testi, film e canzoni che evocano personaggi, atmosfere e umori di diverse stagioni politiche. Perché la sinistra italiana è stata anche in grado di suscitare emozioni e passioni che hanno coinvolto intere generazioni e influito sull'immaginario collettivo.
Il "Signore degli Anelli" è stato, dopo la Bibbia, il libro più letto del XX secolo. Diverse le ragioni di questo eccezionale successo. L'opera di Tolkien è un riconosciuto capolavoro e ha dato forma a un nuovo genere della letteratura moderna, destinato a una fortuna che sembra inesauribile.?In essa si dispiega un universo affollato, complesso e di straordinaria suggestione, che cattura i lettori con la sua rappresentazione della virtù e dell'eroismo, della bellezza e dell'onore. Ma il vero segreto della sua irresistibile capacità di attrazione risiede nell'intensità spirituale e nella forza simbolica del suo messaggio profondamente cristiano. La maggioranza dei lettori non è consapevole del fatto che Tolkien era un cattolico devoto e che la sua opera abbonda di riferimenti al cristianesimo e alle Sacre Scritture. Per molti, anzi, la sua visione della natura e la sua concezione della tecnica lo renderebbero il campione di un neopaganesimo tipicamente moderno. Stratford Caldecott smonta elegantemente questo pregiudizio. Addentrandosi nella saga tolkieniana (e in molti scritti privati, rimasti a lungo inediti), svela i valori più autentici, e sorprendenti, di uno scrittore per il quale la religione di Cristo non ha affatto abolito la conoscenza poetica del mondo.
I cattolici tendono a far derivare il rinnovamento della Chiesa dalla sua forza vitale, che erompe da un nucleo divino, e a contestare l'influenza che ebbe lo scisma avvenuto nel XVI secolo in questo processo. Considerano la "Riforma cattolica" come la vera "Riforma" e si oppongono al concetto di "Controriforma", perché pensano possa nascondere l'idea che la rigenerazione della Chiesa sia solo un movimento reazionario. I non cattolici considerano la Riforma protestante come il vero rinnovamento della Chiesa tendente al cristianesimo originario e vedono nella Controriforma la vittoria del papato, politicamente in auge, sul luteranesimo apolitico e sul calvinismo politicamente isolato. Partendo da fatti storici universalmente riconosciuti e al di là delle interpretazioni, Jedin cerca di indicare un punto di incontro sul significato di questi concetti e di eliminare i malintesi per quanto concerne l'uso storico della lingua, utilizzando poi i risultati ottenuti per l'inserimento del Concilio di Trento nella storia della Chiesa. «Questo libretto merita d'essere indicato agli studiosi ed esaminato da vicino, perché, nella sua brevità è, come si diceva una volta, succosissimo, o per dirla con modi popolareschi, pieno come un uovo, come un uovo, tutto buono» (Delio Cantimori).
Primissimi anni Novanta. I quindicenni Tito e Gigi partecipano, a Roma, alla nascita del primo movimento techno mondiale grazie a una trasmissione, Centro Suono Rave, mandata in onda da una piccola radio privata. I ragazzi sono anche due patiti del surf. E come le onde del mare cavalcano l'onda dei rave della Capitale. Un mondo per loro perfetto, dove l'amore pompa come una cassa dritta e l'empatia tra le persone vibra senza ostacoli. Un tempo, quello che va dal 1989 al 1992, che segna l'ascesa della musica techno fino alla disfatta del rave "Espuma Eres Mia". Un romanzo di amicizia, notti che si trasformano in albe, ribellione ed empatia, ma soprattutto Techno, Techno, Techno.
Il dibattito intorno all'antropocene intercetta e rilancia una sfida nata nel cuore della modernità con l'avanzare di una postura antropocentrica, che rivendica un primato dell'uomo sulla natura in nome di un sapere che è anche potere. Rispetto a questa sfida, riproposta su basi diverse dalla crescita impetuosa della tecnoscienza, il paradigma antagonista del biocentrismo rifiuta al contrario ogni dualismo di soggetto e oggetto, invitando a guardare anche l'umano con gli occhi della natura, ma rischiando in questo modo di smarrire il senso e il valore della "differenza personale". Una svolta in questo altalenante "tiro alla fune" può venire soltanto dallo sguardo relazionale di cui è capace la persona umana, in modo da ripensare l'unità plurale del cosmo e accreditare un'articolazione unitaria e solidale delle differenze. Nella prospettiva di una "euristica della fragilità" possono dischiudersi autentici orizzonti di fraternità planetaria, che la coscienza personale riconosce e traduce nel primato della responsabilità e della cura.
"Se il Diario steso tra il 1483 e il 1506 da Giovanni Burcardo, maestro delle cerimonie sotto ben cinque papi, riesce ancora oggi a suscitare la nostra curiosità, è solo per una felice incoerenza. Originariamente concepito come una sorta di manuale a uso personale, che consentisse di orientarsi all'interno della complicatissima e fluttuante prassi liturgica vaticana, il Diario venne assai presto a mutare aspetto, nella misura in cui l'autore sollevava lo sguardo dalla Cappella Sistina a Roma, all'Italia e all'Europa, per inserirvi informazioni sulla vita della curia, sull'amministrazione dello Stato della Chiesa, sull'attività diplomatica e sui grandi eventi politici. [Burcardo] non è uno storico, e non si solleva mai al di sopra dei fatti bruti; tantomeno è un letterato, e non compie alcuno sforzo per darcene una descrizione accattivante ed efficace. Semplicemente annota che certi fatti sono avvenuti: senza selezionarli, senza distinguerli o metterli in relazione, senza inserirli in un qualche schema concettuale, senza ordinarli con un criterio che non sia quello banalmente cronologico." (Dalla prefazione di Luca Bianchi)
La distinzione tra guerra e pace si è rotta. Viviamo in una zona di confine grigia: un mondo instabile, incline alle crisi, in perenne competizione e con attacchi infiniti tra potenze concorrenti. L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia è solo l'ennesima conferma di questa tesi. Un’analisi originale del precipizio economico e politico in cui si trovano l'Europa e il mondo. Un nuovo vocabolario per comprendere le relazioni globali di oggi. Pensavamo che connettere il mondo avrebbe portato una pace duratura. Invece l'effetto è che ce ne stiamo allontanando. Nei tre decenni seguiti alla fine della Guerra Fredda i leader mondiali hanno integrato l'economia, i trasporti e le comunicazioni del mondo, abbattendo i confini nella speranza di rendere impossibile la guerra. Così facendo, hanno involontariamente creato un formidabile arsenale di armi per nuovi tipi di conflitto e la motivazione per continuare a combattere. Le crescenti tensioni nella politica globale non sono un ostacolo sulla strada, ma parte stessa della pavimentazione. Voce autorevole e di spicco nel campo delle relazioni internazionali, Mark Leonard è entrato nelle stanze in cui si decide il nostro futuro, a ogni livello della società: dal quartier generale di Facebook e dai laboratori di riconoscimento facciale in Cina alle riunioni nei palazzi presidenziali e nelle installazioni militari più remote. Cercando di capire in che modo la globalizzazione ha infranto la sua promessa fondamentale di rendere il nostro mondo più sicuro e più prospero, Leonard esplora come potremmo strappare un futuro più speranzoso per quest’epoca di non pace. Prefazione di Marta Dassù.
Nizza, 2008. Dopo averla inseguita per tutto il mondo, le ragazze D'Aplièse hanno finalmente trovato la sorella perduta, e ora che sono finalmente insieme a bordo dello yacht di famiglia, sono pronte a salpare per commemorare la morte di Pa' Salt. Merope, però, arriva portando con sé il prezioso diario del padre e così, nelle lunghe ore di navigazione per raggiungere il Mar Egeo, le sorelle, circondate dai loro cari, potranno finalmente scoprire la verità sull'uomo che le ha accolte e cresciute e che in fondo conoscevano appena. Parigi, 1928. La famiglia Landowski trova un bambino di sette anni svenuto nel proprio giardino. A un passo dalla morte, viene salvato e accolto come se fosse uno dei loro figli. Nonostante sia un ragazzo gentile, precoce e talentuoso, pur di non spiegare da che cosa sta fuggendo si chiude in un ostinato mutismo. Mentre diventa un giovane uomo, si innamora, prende lezioni al prestigioso Conservatorio di Parigi e sembra quasi poter dimenticare i terrori del suo passato, ma poi una nuova minaccia lo costringe a partire: non potrà mai essere al sicuro, non finché il suo migliore amico non avrà compiuto la sua vendetta. Attraversando una vita di amori e perdite, confini e oceani, "Atlas, La storia di Pa' Salt", porta la serie delle Sette Sorelle di Lucinda Riley alla sua conclusione.