Dalla proclamazione dell'armistizio l'8 settembre all'imbarco del Re e del governo Badoglio sulla corvetta Baionetta a Ortona il giorno successivo trascorrono circa trenta ore. In questo lasso di tempo l'Italia implode, con una velocità e con conseguenze che non hanno precedenti nella storia. Il precipitoso abbandono di Roma da parte dei vertici istituzionali e militari provoca il crollo verticale dello Stato. Fu una fuga o un allontanamento? Tragedia e farsa si sono spesso mescolate nella narrazione storica quanto nelle varianti della vulgata e della dietrologia. Ma come e perché le cose andarono in quel modo è possibile ricostruirlo, come fa Marco Patricelli in questo libro prezioso, attraverso il raffronto incrociato delle fonti d'archivio, degli atti processuali, della diaristica e della memorialistica dei protagonisti, nonché dei contributi individuali di spettatori della fuga di Pescara (e di Ortona), e ancora con l'analisi delle versioni emerse a distanza di anni. Una potente rievocazione ora per ora, a 80 anni dagli eventi, che mette in luce la portata storica, le incongruenze e le mistificazioni sedimentate nel tempo, insieme a molti aspetti inediti. Una ricostruzione che per la prima volta mette in risalto come quel 9 settembre gran parte dei fili furono mossi - e male - proprio da Pescara. Da qui partirono ordini e informative, qui si decise di fuggire via mare, qui de Courten cercò di salvare il salvabile, qui Badoglio si imbarcò per primo sulla Baionetta senza neanche dirlo a Vittorio Emanuele che lo cercava sul molo di Ortona. E a Chieti, dopo lo scioglimento dello Stato maggiore generale, fu sciolto il Regio Esercito e l'Italia iniziò la sua rapida caduta.
Realizzare con le proprie mani i cosmetici e i saponi che si utilizzano ogni giorno è divertente, ecologico e fa risparmiare denaro. Questo manuale - qui presentato in una nuova edizione rivista e aggiornata con nuovi materiali - nasce dalla passione della sua autrice per l'autoproduzione e dalla sua voglia di condividere con gli altri le sue conoscenze in materia di igiene e bellezza. Tatiana Maselli vi insegnerà a leggere le etichette dei cosmetici in vendita, a giudicare qualità e sicurezza delle materie prime contenute nelle diverse preparazioni, a conoscere i bisogni della pelle, a formulare e autoprodurre i cosmetici più adatti per curarne in modo delicato i problemi. Illustrando ricette semplici ed economiche, e guidandovi nel reperimento degli ingredienti e degli strumenti di lavoro, vi aiuterà a confezionare detergenti per il corpo, il viso e i capelli, creme, balsami per labbra, scrub, profumi, shampoo, bagnischiuma, e tanti altri prodotti naturali. L'ultima parte del libro è dedicata alla produzione casalinga del sapone con il metodo a freddo: il meno laborioso, il più veloce e alla portata di tutti, nonché il più ecologico.
Disordine generale, annebbiamento delle coscienze, sentimento di maggiore imprevedibilità del futuro sono fenomeni oggi sotto gli occhi di tutti. Indicano un radicale disorientamento del mondo di cui occorre comprendere le cause reali. Preesistente alla pandemia, che tuttavia ne ha svelato la portata, il fenomeno si manifesta nei campi piú diversi, in un rincorrersi di opinioni prive di qualunque verità politica. Alain Badiou offre esempi dettagliati tratti dalla situazione francese, ma che sono estendibili all'insieme dell'Occidente: i movimenti di protesta contro il cosiddetto «liberalismo autoritario» promossi da destra e da sinistra, il movimento neofemminista ed ecologista. Con l'idea, che gli è cara e che fonda il suo discorso, per la quale «un disordine manifesto diventa chiaro solo se lo si considera come un effetto dell'ordine da cui procede», Badiou mostra l'ineffettualità politica di tali movimenti d'opinione e la loro scomposta derivazione dal capitalismo contemporaneo, che essi non mettono minimamente in discussione.
Le rievocazioni storiche negli ultimi decenni hanno riscosso un successo crescente in Italia come in altri paesi d’Europa e del mondo. Le radici affondano nell’antica tradizione delle feste storiche urbane, incentrate su competizioni legate alla suddivisione del territorio in contrade (il modello più noto è il Palio di Siena), ma a partire dalla fine del Novecento si è innestato un elemento di novità: il modello americano e nordeuropeo dell’historical reenactment o del «passato vivente», imperniato sulla messa in scena di battaglie e altri eventi storici, realizzata con il massimo grado di accuratezza sia nella ricostruzione sia nell’immedesimazione da parte degli attori. Frutto di una ricerca multidisciplinare (antropologica, storica, geografica), il volume affronta vari aspetti di questo fenomeno e delle interazioni che si creano con le feste più tradizionali. Dal Palio di Siena al calcio storico fiorentino, dal carnevale medievale di San Casciano fino alle rievocazioni della seconda guerra mondiale, in queste manifestazioni si colgono gli aspetti cruciali dei reenactment studies: la rappresentazione della memoria storica, la costruzione delle identità locali nel mondo globalizzato, i processi di patrimonializzazione della cultura intangibile, il cosplaying e i giochi di ruolo, l’influenza dello sguardo turistico nella riconfigurazione degli spazi urbani. Il contesto toscano, da questo punto di vista, emerge come particolarmente significativo: basti pensare che quasi ogni comune ha una propria rievocazione, non solo di eventi medievali e rinascimentali ma anche moderni e contemporanei. Collegando il caso della Toscana ai dibattiti internazionali sull’argomento, in queste pagine si delinea una nuova proposta conoscitiva rivolta tanto agli studiosi di scienze umane e sociali quanto agli appassionati di rievocazioni e ai cultori di public history.
Il libro di Sergio Paronetto è un lavoro necessario per capire il filo robusto e multicolore della nonviolenza attorno al quale si intrecciano gli interventi di papa Francesco nell’arco dei primi dieci anni del suo ministero. Un ministero scomodo e innovatore, incalzante e sconvolgente, disarmato e disarmante: non solo cattolico e cristiano ma anche universale, profondamente umano. Contro la corsa agli armamenti, lo scandalo delle armi, la bestemmia della guerra e le culture del nemico, Francesco propone la nonviolenza attiva e "combattiva", quotidiana e planetaria, graduale e radicale: la sua bussola strategica. Un cambio di paradigma per la storia del mondo. Collegandosi a significative esperienze di pace, addita con proposte concrete una prospettiva rivoluzionaria non solo per i cristiani e i credenti di tutte le religioni ma anche per la famiglia umana, per il nostro mondo ferito e violento ma assetato di felicità. È possibile, nel percorso sinodale in atto, far diventare la pace, che è bene primario e cuore di tutte le religioni, centro propulsore di una Chiesa disarmata e sostanza di un nuovo umanesimo? Prefazione del cardinale Matteo Maria Zuppi.
La fine dell'uomo è un'ossessione recente. Nel dibattito filosofico contemporaneo si agitano domande relative al nostro destino: sopravvivremo al disastro climatico, all'intelligenza artificiale, a noi stessi? Eppure i limiti di corpo e mente sono in continua definizione. È tempo, quindi, di lasciare spazio a un'altra questione: i con-fini. L'individuazione, cioè il nostro divenire, il divenire ciò che siamo, è un tema caro a due grandi pensatori del Novecento: Gilles Deleuze e Gilbert Simondon. Attraverso una loro alleanza, ovvero nelle concordanze tra il pensiero dell'uno e dell'altro, e talvolta nelle diversità, è possibile scorgere alcune risposte ai dilemmi del presente. E dedurre, così, che la fine dell'uomo è in fondo un falso problema. Vita e morte non sono principi dualistici, ma momenti di passaggio, "soglie" da attraversare; l'individuazione non ha inizio e non conosce fine, perché «fluisce lungo la superficie dell'immanenza». La questione dell'individualità è tutta da ripensare. Prefazione di Rossella Fabbrichesi.
Una specie di Dizionario delle opere che si presenta come un Dizionario degli autori: così l'autore presentava la prima edizione delle sue Letture. Questa nuova edizione aggiorna la prima e aggiunge al valutazioni critiche che arrivano fino al 2022. L'attenzione ad alcuni autori come Montale, Kundera, Pound, Raboni assume dimensioni monografiche, ma non mancano libri di autori minori. Un libro venato da uno stile che non fa sconti e denota una curiosità intellettuale che sfocia in personalissime valutazioni critiche.
Carlo Alberto Biggini, professore e costituzionalista, venne scelto da Mussolini, dopo Gentile e Bottai, a guidare il ministero dell’Educazione Nazionale nel delicato passaggio che portò alla formazione della Repubblica sociale italiana con lo scopo di realizzare l'idea di “scuola totalitaria” fascista. Quando i progetti del Duce si scontrarono con la realtà della guerra, Biggini, intellettuale di formazione liberale che aderì al fascismo per la sua visione corporativa della società, provò a salvare la scuola italiana, svincolandola dalle pretese ideologiche del regime e favorendo una “restaurazione culturale” che agevolasse la transizione dal fascismo alla futura democrazia.
"Da pastore preoccupato che ai figli che chiedono un pane non venga data una pietra indigesta ma il pane sostanzioso della Parola, l'unico in grado di nutrire, il cardinale Antonelli osserva con passione e acutezza il complessissimo movimento teologico odierno. In quest'opera, egli presenta i principi fondamentali che dovrebbero ispirare una teologia desiderosa di congiungere fedeltà e rinnovamento, vale a dire una teologia che sappia accrescere l’antico con il nuovo. Il lettore ha in mano un’opera di saggezza che attinge alle ricchezze inesauribili della Sacra Scrittura e della Tradizione della Chiesa, oltre che al patrimonio perenne della filosofia tomista, sviluppato secondo la domanda dei nostri giorni (Dalla Prefazione)
Tra il 1940 e il 1943 circa 70.000 soldati alleati furono prigionieri in Italia. Catturati sui fronti africani, vennero detenuti in quasi tutte le regioni italiane, in campi che rappresentarono uno specifico universo di cattività, indagato qui per la prima volta nella sua interezza. L'Italia della seconda guerra mondiale non fu in grado di rispettare i suoi doveri di potenza detentrice, e la miseria patita dai suoi cittadini ebbe serie conseguenze anche sui prigionieri. In alcuni casi, poi, le autorità dei campi si resero responsabili di veri e propri crimini di guerra nei confronti dei nemici detenuti. La prigionia alleata nel nostro paese, che questo libro ricostruisce, è dunque un altro dei "luoghi" della storia in cui si infrange il mito degli italiani brava gente.