Sommario
3 Editoriale Lorenzo Bertocchi
7 Ci vuole Costanza Costanza Miriano
8 Chiesa Matteo Matzuzzi
9 Ci piace & Non ci piace Redazione
9 La fede ha ragione Giuliano Guzzo
10 «Il mondo è regredito in una nuova Guerra Fredda» AA. VV. Abstract
24 «A pranzo con Wojtyla e Lejeune vidi la storia e la mano di Dio» Alberto Michelini Abstract
28 Maschio bianco etero e cattolico, l'uomo che l'Occidente odia Giulio Meotti
30 Don Camillo e il ritorno di Peppone Giuliano Guzzo
34 Il Kattolico Rino Cammilleri
48 Beato nel grembo materno. La storia degli Ulma Vincenzo Sansonetti
48 Crisante e Daria, gli amanti del Cielo Andrea Galli Abstract
50 Draghi e Dragoni Fabio Dragoni
50 Oltre il confine Germano Dottori
51 Transatlantico Mauro Mazza
52 La finta libertà di Rocco Siffredi Maria Rachele Ruiu Abstract
54 Itinerari religiosi Sara Alessandrini
56 #restiamoliberi Jacopo Coghe
57 La riscoperta del sacro Andrea Zambrano
57 Zona Cesarini Gianpaolo Barra
58 Un vescovo risponde Francesco Cavina
59 L'abito lo fa il monaco Luisella Scrosati
60 Filosofando - Attenti al lupo 2 Giacomo Samek Lodovici
62 La Rosa del Timone Tommaso Scandroglio
63 Catt woman Raffaella Frullone
64 Pagine da leggere Vincenzo Sansonetti
65 Schermi Armando Fumagalli
66 Cronache dall'Oceano Padano Mirko Volpi
Dossier
36 Per restare nella Chiesa AA. VV.
Si pubblicano in questo volume le relazioni presentate al Convegno Internazionale organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana, in occasione del IV centenario della morte di San Roberto Bellarmino. I diciassette contributi rispecchiano l'itinerario delineato dal comitato scientifico del convegno, intento a "Ripensare Bellarmino tra Teologia, Filosofia e Storia". Si parte dalla situazione del Collegio Romano al tempo di Bellarmino e dalla sua formazione a Lovanio dove si è reso famoso per i sermoni lì pronunciati. Di seguito, sono studiate le caratteristiche della esegesi di Bellarmino e la sua predicazione. Ampio spazio è dato poi alla spiritualità e alla teologia bellarminiane. Seguono le relazioni sul confronto di Bellarmino con la Riforma e i suoi autori, sia nel contesto germanico sia in quello inglese. Il volume include, infine, una presentazione della ritrattistica del cardinale e del suo contributo al dibattito sulle immagini sacre e si conclude con alcune relazioni sul processo di beatificazione e di canonizzazione di Roberto Bellarmino e su possibili linee di ricerca per il futuro.
Ghiotto, anzi, ingordo. Non si sapeva controllare Jules Verne di fronte alle delizie della tavola. Ed era altrettanto avido di conoscenza scientifica: lo interessava tutto ciò che poteva alimentare le trame dei suoi romanzi. Le sue avventure permettono di tracciare un atlante dei sapori del mondo, di spezie e intingoli che oggi non stupiscono più, perché scrittori come Verne ci hanno accompagnato a capire che il viaggio è conoscenza, anche del gusto.
La capacità tutta umana di raccontare è un'arma di emancipazione, ma anche di controllo. In questo lavoro di indagine letteraria e storica, Edward W. Said getta luce sulle complicità della cultura occidentale con il progetto egemonico di vecchi e nuovi imperi. Da Cuore di tenebra di Conrad a Mansfield Park di Jane Austen, dall'Aida di Verdi a Lo straniero di Camus, quest'opera spinge a rileggere con occhio critico i grandi capolavori della letteratura, svelandone il retroterra ideologico a lungo ignorato. Allo stesso tempo, nelle opere di autori come Frantz Fanon, Aimé Césaire, C.L.R. James e Salman Rushdie, l'autore indica la grande ricchezza della letteratura di resistenza che si oppose, e si oppone, al dominio imperiale. Emerge così la realtà di un'attualità postcoloniale caratterizzata da culture ibride e interdipendenti. Un'opera ancora urgente, in un presente in cui il retaggio del colonialismo si mescola a nuove forme di imperialismo e profonde divisioni.
Questo volume raccoglie tutti i saggi sulla lingua italiana di Luca Serianni pubblicati dall'Istituto della Enciclopedia Italiana. Ne emergono tutta la ricchezza e la profondità di una riflessione che nell'arco di un cinquantennio ha reso l'autore uno degli studiosi più influenti in questo ambito. Apre il volume l'ampio Fare storia della lingua, che ricostruisce la genesi e ridefinisce lo statuto della disciplina correntemente indicata come Storia della lingua italiana. Seguono Lingua e dialetti italiani, che offre un'istantanea in movimento dell'italiano contemporaneo e delle sue molte varietà regionali, e Lingua scritta, che resta un punto di riferimento imprescindibile non solo per gli studiosi e mostra la straordinaria capacità dell'autore di trarre conclusioni di ordine generale da fatti linguistici particolari. Infine, tre saggi sul tema "Lingua e scuola", al quale l'autore riservò un'appassionata e speciale attenzione: La lingua e la scuola non solo attesta il ruolo che ha avuto la scuola nella diffusione della lingua nazionale a partire dagli anni dell'Unità, ma fornisce una sintesi esemplare di storia linguistica dell'italiano del XIX secolo; mentre Il liceo restituisce lo sguardo partecipe dell'autore nei confronti di insegnanti e studenti e L'eredità di Tullio De Mauro riconosce tutta la vitalità del contributo dell'amico e collega alla didattica della nostra lingua.
Il volume presenta il sistema di governo della Repubblica Popolare Cinese collocandolo nell'attuale contesto storico e politico. Capisaldi del sistema fondato sulla Costituzione del 1982 restano ancor oggi il partito unico, la totale assenza di una alternativa democratica, l'accentramento dei poteri, la subordinazione del sistema giudiziario all'apparato di governo. Ma gli autori danno conto anche dei cambiamenti intervenuti nel corso del tempo, analizzando in particolare la riforma costituzionale del 2018. Grande attenzione è dedicata alle conseguenze esterne dell'assetto interno: in politica estera la Cina mostra il volto di una potenza e di un modello etico e culturale alternativo agli USA, propone una concezione propria dei diritti umani, agisce con l'idea di assumere la leadership dei paesi in via di sviluppo.
Lo studioso delle religioni mediterranee e mediorientali Julien Ries comincia ad indagare le origini dell’umanità e a interessarsi di arte rupestre già negli anni ’70. Per Ries è il cielo stellato a suscitare nell’Homo habilis la profonda meraviglia, e la volta celeste può essere considerata il primo simbolo nella storia dell’uomo. Ciò in piena sintonia con l’eminente paleoantropologo Yves Coppens, scopritore della nostra antenata Lucy. Per Coppens «Homo habilis ha plasmato la prima cultura e sapeva che stava creando». Secondo Julien Ries possiamo fare la stessa ipotesi a proposito del sacro: «Homo habilis era cosciente di percepire le ierofanie celesti e cosmiche. Coinvolto dalla contemplazione della volta celeste, egli diviene homo symbolicus e homo religiosus, due aspetti intimamente legati». Un intenso piccolo libro, di rara efficacia e sinteticità, che ripercorre la strada che dall’uomo arcaico porta alla civiltà egizia, straordinaria fucina di creatività simbolica e religiosa.