La Legenda maior è il racconto della vita di san Francesco d’Assisi. Autentico capolavoro dell’agiografia medievale, è un’opera di grande afflato mistico, che tiene conto di tutte le biografie francescane precedenti e raccoglie la materia della narrazione attorno ad alcune categorie chiave: umiltà e accoglienza, obbedienza e attenzione ai fragili, amore per tutte le creature di Dio, severità di costumi e infinita comprensione delle debolezze altrui, scelta radicale di povertà, obbedienza al vangelo e sua magistralità assoluta.
È possibile gestire una "proprietà" con "libertà", cioè senza appropriarsene, e con "cura", cioè con responsabilità? A modello di tale necessità e possibilità è stato assunto Francesco D’Assisi con la sua scelta di vivere "senza nulla di proprio". Cosa significa veramente essere liberi in un mondo ossessionato dal possesso e dalla scalata sociale? In questo saggio profondo e illuminante, Pietro Maranesi, frate cappuccino, teologo e tra i maggiori esperti della vicenda umana e spirituale di Francesco d’Assisi, rilegge la figura del Santo: non solo un uomo che ha scelto la povertà, ma un rivoluzionario che nel vivere sine proprio (senza nulla di proprio) ha scoperto la chiave per una libertà responsabile, autentica e "leggera". Nella storia delle società umane come noi le conosciamo, la questione della proprietà personale e privata è strettamente legata alla questione del potere. Possedere qualcosa - case, terreni, oggetti, denaro - impone di poter mantenere e difendere quel che si possiede, creando così uno stretto rapporto di mutua dipendenza: la proprietà, con l’onore che ne consegue, chiede "potere" per essere difesa e dà "potere" per essere accresciuta. Anche Francesco d’Assisi, il Santo che la storia e la fede tramandano come colui che ha rifiutato di possedere beni terreni, ha vissuto profondamente questo intreccio, tanto da sperimentarne ogni difficoltà. In quel giovane, figlio di un ricco mercante, avviene il rovesciamento radicale delle "normali" prospettive esistenziali: una scelta da lui avvertita come unica soluzione per liberarsi dalle conseguenze spietate e spesso violente imposte dalla gestione della proprietà mediante l’esercizio del potere. Questo testo è una guida sapienziale per chiunque cerchi di conciliare libertà e responsabilità nella gestione dei propri "beni", materiali o spirituali che siano. Un viaggio alle radici dell’umano, per scoprire che la vera ricchezza inizia dove finisce il desiderio di possedere.
La libertà di Francesco incontra la freschezza nelle vignette: un viaggio illustrato tra storia, poesia dantesca e preghiera per celebrare gli 800 anni del santo di Assisi, ripercorrendo gli episodi della vita e l’opera. In occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco e nell'anno del Giubileo francescano, Roberto Benotti firma un’opera originale che parla al cuore e agli occhi. Attraverso una serie di vignette dallo stile fresco e immediato, il libro ripercorre gli episodi più significativi della vita del Poverello, rendendo la sua testimonianza quanto mai attuale. Il volume si articola in tre momenti preziosi: La vita a fumetti: una narrazione per immagini che cattura lo spirito libero e rivoluzionario di Francesco, ideale per avvicinare anche i più giovani alla sua figura. Dante e Francesco: una sintesi illustrata e commentata dell'XI canto del Paradiso, dove la poesia del Sommo Poeta incontra il tratto di Benotti per raccontare le "nozze" con Madonna Povertà. La voce dello spirito: una raccolta delle preghiere più belle di san Francesco, per unire la riflessione visiva al raccoglimento interiore. Impreziosito dalla prefazione del custode di Terra Santa, Padre Ielpo, Francesco anima libera non è solo un omaggio storico, ma uno strumento per riscoprire una gioia e una libertà che sanno ancora parlare all'uomo contemporaneo.
Le pagine di questo cofanetto in due volumi, intitolati "Fedeltà e perseveranza", «evocano, illustrano e approfondiscono» - come scrive, nella Presentazione, Sua Ecc.za mons. Filippo Iannone o.c., Prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi - «due valori spesso richiamati dal Magistero e dai documenti del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata (=IVC) e le Società di Vita Apostolica (=SVA)». Il primo volume - a vantaggio delle varie persone che vivono e operano nelle Comunità di vita consacrata, nei monasteri e conventi, nonché nelle Società di vita apostolica - esamina la rilevanza pastorale della gestione amministrativa ed economica dei beni, illustrando i vari aspetti e profili giuridico-ecclesiali della "economia" da parte dei responsabili e degli economi degli Istituti e realtà che debbono agire, da un lato, in ottemperanza alle leggi canoniche e civili, e, dall'altro, nel rispetto del voto di povertà. Il secondo volume è concepito quale vero e proprio Vademecum operativo, articolato in 117 voci analitiche: è un Prontuario aggiornato per Religiosi e Religiose (soprattutto se Superiori, Economi, Équipes formative, Postulanti e novizi), facilmente consultabile, grazie ad un ricchissimo indice analitico. Le numerose Appendici al secondo volume offrono schemi, fac-simili, bozze… dei più rilevanti documenti per la corretta e sapiente animazione, nonché la gestione apostolica e amministrativa degli Istituti religiosi.
Sul finire del sec. XVI l’abbadessa Orsola Formicini scrive nel Libro de l’antiquità de San Cosmato la storia del monastero: la nascita come fondazione benedettina maschile (sec. X o forse anche VII), la cessione alle Sorelle povere inviate da s. Chiara (sec. XIII), l’adozione dell’Osservanza e il farsi carico della sua diffusione (sec. XV), l’accoglimento delle disposizioni controriformistiche. La mole di materiali che l’autrice ricava da documenti medievali, tradizioni orali e testimonianze dirette (preziose quelle sul Sacco di Roma), non soltanto arricchiscono la storia del monachesimo romano, sia benedettino sia della prima comunità clariana insediatasi a Roma, ma illustrano anche diversi aspetti della vita culturale della città tra XVI e XVII secolo. E se nell’ordine cronologico e nella disposione tematica dei materiali il Libro rimane fedele alla tradizione memorialistica monastica, il suo notevole stile narrativo lo rende interessante anche per i non addetti ai lavori.
Suor Cecilia Joo Young Park propone un approccio poliedrico alla realtà complessa della compassione e della misericordia: biblico nel fondamento, filosofico nel ragionamento, religioso nella comparazione, spirituale nel vissuto e pontificio nell’insegnamento, evitando interpretazioni riduttive che ne svuoterebbero il senso. L’autrice offre così una lettura vocazionale in cui ogni chiamata nasce dalla compassione e ogni missione diventa evento di misericordia. Con autentico genio femminile, suor Cecilia ricorre alle immagini per chiarire il pensiero e mostrarne la delicatezza, come nella suggestiva metafora delle due sponde di un fiume, unite da ponti che consentono di contemplare la stessa bellezza da prospettive diverse, rendendo visibile il dinamismo tra compassione e misericordia.
Informazioni sull'autore
Cecilia Joo Young Park è una suora sudcoreana della Congregazione delle Suore di San Paolo di Chartres (SPC), prima congregazione missionaria femminile in Corea, fondata in Francia nel 1696 e oggi presente in oltre 40 Paesi. Ha conseguito il Baccellierato in Teologia presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma e la Licenza e il Dottorato in Teologia della Vita Consacrata (Summa cum laude) presso l’Istituto Pontificio di Teologia della Vita Consacrata – Claretianum, incorporato alla Pontificia Università Lateranense. Attualmente insegna Teologia della Vita Consacrata a Seul e a Daegu e svolge ricerche sulla vocazione in rapporto alla compassione e alla misericordia. Ha inoltre offerto un contributo significativo alla riflessione e al rinnovamento della vita consacrata nella Chiesa sudcoreana in occasione dell’Anno dedicato alla Vita Consacrata e del Giubileo della Speranza 2025.
Suor Ana de Cristo, monaca clarissa, nel 1620 lasciò Toledo e si imbarcò alla volta delle Indie. La sua era una missione reputata quasi impossibile: lasciare la clausura in cui aveva vissuto fino a quel momento e raggiungere le Filippine per fondare il primo monastero di Manila. Insieme a lei, in questo viaggio straordinario, altre otto missionarie e la guida spirituale Jerónima de la Fuente, mistica carismatica, figura autorevole e visionaria, vera coprotagonista di questa avventura tutta al femminile. Un lungo viaggio attraverso tre continenti e due oceani, che possiamo oggi ripercorrere sulla base di una cronaca d’epoca scritta dalla stessa Ana, donna dalla vocazione contrastata, che passa improvvisamente e in tarda età dalla vita nelle quattro mura del convento a esplorare un mondo dai confini ancora ignoti. Un racconto di viaggio e di formazione tutto al femminile, ma anche un affresco storico che restituisce il mondo della prima età moderna, attraversato da guerre di religione, spedizioni coloniali e ansie di salvezza spirituale. Un passato che è ancora in grado di interrogarci grazie a una figura femminile potente, dimenticata dalla storia, ma capace di parlare al cuore del lettore contemporaneo.
L'obiettivo del libro è quello di avviare una riflessione, un dialogo, su alcuni temi centrali della formazione dei giovani consacrati per assicurare la continuità formativa nel tempo, al fine di evidenziare quegli elementi che nella formazione favoriscono un cammino di senso e di orientamento nella vita. Pagine pensate e meditate che sono frutto soprattutto dell'esperienza personal che negli anni ha messo l'Autore a contatto con varie realtà formative. Un itinerario che aiuti giovani "non ad allontanarsi dall'uomo, ma a farvi, invece, ritorno a diventare veri omini" (Basilio di Iviron). Nell'articolazione dei quattro capitoli che prendono in esame i vari passaggi formativi, il testo mantiene sempre al centro, come elemento unitario, la "relazione educativa" tra giovane e formatore. In ogni capitolo vengono fornite alcune proposte di lavoro per approfondire il dialogo formativo. Una riflessione critica e propositiva per suscitare l'interesse e il desiderio di una formazione coinvolgente e generativa.
Carlo Maria Zanotti, è sacerdote salesiano. Licenza in Teologia Spirituale e Laurea in Scienze della Formazione all'Università Cattolica di Milano. È stato maestro dei novizi. Dal 2016 è all'Università Pontificia Salesiana come docente nella Facoltà di Scienze dell'Educazione dove tiene i corsi di Direzione Spirituale, di Pedagogia delle Vocazioni Consacrate, di Storia della Pedagogia Vocazionale. Da un decennio è Direttore del Corso per Formatori presso la stessa Università. Collabora con la Conferenza Italiana Superiori Maggiori come Responsabile Nazionale dell'Area Formazione, e con la Conferenza Episcopale Italiana nell'Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni.
"Fra" è il saluto più comune tra i giovani, inconsapevoli che l’autore sia proprio Francesco d’Assisi. "Albero" come gli esseri più diffusi del Pianeta, e quelli meno conosciuti. L’autore è una poliedrica "guida naturalistica" che racconta l’esperienza di quarant’anni passati a far incontrare ragazzi e alberi. Da tale intreccio nasce questo "tappeto volante" di emozioni botaniche, francescane, laiche, sociali e storico-artistiche: «Credo non serva un nuovo libro sul Cantico - spiega l’autore - per salvare il Pianeta. Servono semmai occhi nuovi che ci permettano di vedere "l’oltre" che Francesco d’Assisi fu capace di vivere». Pagine che ci porteranno dentro i boschi, tra gli alberi, nel profondo delle selve, dove incontrare simboli ed emozioni ancestrali usati da Francesco "cum tutte le tue creature", per ricordarci che siamo tutti sulla stessa barca, nel medesimo mare e sull’unica Terra.
Nel 1219, mentre era in atto la quinta Crociata, san Francesco d’Assisi intraprendeva un viaggio rivoluzionario quanto pericoloso e dall’esito incerto, alla volta dell’Egitto per incontrare il sultano al-Kamil. Fu la preghiera a sostenerlo e l’autentica volontà di pace. Un evento ancora oggi carico di significato e portatore di un messaggio sempre attuale e pregnante. L’incontro effettivamente avvenne, il contenuto del dialogo non ci è noto, ma ciò che ci basta sapere è che quel confronto ci fu e fu proficuo, a dimostrazione della ricchezza che può nascere dall’incontro di culture diverse quando vi sia la volontà di aprirsi e di comprendersi. Qui, Enzo Fortunato ripercorre le tappe del cammino di Francesco e dei Francescani, a partire da quel fatidico viaggio quando il Vangelo incontrò il Corano. Piero Damosso ci rappresenta — attraverso le tappe del dialogo cristiano sostenute da papa Francesco, Benedetto XVI e san Giovanni Paolo II — la necessità di recuperare, anche proprio dall’esempio francescano, l’amore verso i fratelli, il rispetto per le altre culture nel riconoscimento dell’altrui libertà e dell’uguale diritto alla vita, voluti proprio da Dio stesso.
Per anni, Ana Garriga e Carmen Urbita, ricercatrici alla Brown University, hanno esplorato gli archivi monastici risalenti al XVI e XVII secolo: una congerie di manoscritti, lettere, autobiografie, registri contabili, trattati mistici e racconti di vita rimasti per lo più invisibili alla storia ufficiale, che sono presto diventati oggetto dei loro studi accademici. Intrecciando filologia, storia culturale e studi di genere, dalle loro ricerche è emersa una storia del Barocco diversa, inedita e tutta al femminile. Nei conventi retti da donne, infatti, le monache avevano sviluppato un complesso intreccio sociale, in cui c'era spazio per il lavoro e la creatività, la moda e la fama, l'amicizia e l'amore, la politica e l'economia, e uno stile di vita che offriva soluzioni innovative alle difficoltà della vita quotidiana. In questo testo erudito e ricco di umorismo, lo spazio conventuale raccontato dalle due appassionate ricercatrici spagnole non è solo un contesto religioso: è una comunità, un luogo simbolico ed esistenziale, dove si sperimentavano modi alternativi di vivere, amare, lavorare, relazionarsi, amministrare, resistere. E queste esperienze - amorose, intellettuali, spirituali, economiche - possono ancora servire da guida per la crisi che attraversa la nostra epoca ansiogena e iperconnessa e che investe il lavoro, gli affetti e le relazioni. Grazie al lavoro di Garriga e Urbita abbiamo così accesso ai suggerimenti di Teresa d'Avila per il buon governo economico e ai trucchi di Maria di Gesù di Ágreda per essere in più posti contemporaneamente; e possiamo metterci in ascolto dell'audacia con cui Anna di Gesù e Beatriz de la Concepción hanno sostenuto un amore contro tutto e tutti, o della rabbia manifestata da sor Juana Inés de la Cruz, secoli prima del #MeToo, contro le molestie di un confessore. Una guida per superare le difficoltà del presente, colta e ricca di umorismo, in cui vengono raccolti i consigli delle religiose più affascinanti della Storia.
"Formati per amare" è un itinerario, composto da 70 schede, pensato per accompagnare consacrate e consacrati a riscoprire le dimensioni fondamentali della vita fraterna, della maturità affettiva e della missione condivisa. Nasce dall’esperienza concreta delle comunità religiose, dal loro desiderio di crescere nella qualità delle relazioni, nella libertà interiore e nella capacità di vivere il Vangelo come stile quotidiano. Il filo rosso che attraversa tutte le schede è semplice e radicale: l’amore evangelico non è spontaneo, ma si impara. Ci si forma per amare. Non basta vivere sotto lo stesso tetto; serve imparare un linguaggio comune, riconoscere i propri bisogni profondi, sviluppare una comunicazione autentica, accogliere le proprie vulnerabilità e trasformarle in comunione. Le schede, in cui sono uniti sempre radicamento spirituale e competenza umana - perché la carità fraterna è fatta di grazia e di concretezza -, propongono un cammino progressivo che integra: Parola di Dio e Magistero; dinamiche psicologiche e comunicative; esercizi pratici; momenti di silenzio, ascolto e confronto fraterno.