Lo studioso delle religioni mediterranee e mediorientali Julien Ries comincia ad indagare le origini dell’umanità e a interessarsi di arte rupestre già negli anni ’70. Per Ries è il cielo stellato a suscitare nell’Homo habilis la profonda meraviglia, e la volta celeste può essere considerata il primo simbolo nella storia dell’uomo. Ciò in piena sintonia con l’eminente paleoantropologo Yves Coppens, scopritore della nostra antenata Lucy. Per Coppens «Homo habilis ha plasmato la prima cultura e sapeva che stava creando». Secondo Julien Ries possiamo fare la stessa ipotesi a proposito del sacro: «Homo habilis era cosciente di percepire le ierofanie celesti e cosmiche. Coinvolto dalla contemplazione della volta celeste, egli diviene homo symbolicus e homo religiosus, due aspetti intimamente legati». Un intenso piccolo libro, di rara efficacia e sinteticità, che ripercorre la strada che dall’uomo arcaico porta alla civiltà egizia, straordinaria fucina di creatività simbolica e religiosa.
A partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, in sintonia con i movimenti di contestazione, numerosi gruppi di credenti LGTB+ in diverse parti del mondo iniziarono a porsi la questione della propria permanenza all'interno delle Chiese cristiane a cui appartenevano, portando in superficie interrogativi non solo attuali, ma cruciali per la fede e la teologia. Come conciliare Bibbia e omosessualità? Quale accoglienza dare alle persone e alle coppie omosessuali? In che modo integrare le recenti acquisizioni scientifiche in ambito psichiatrico riguardo all'omosessualità? Il volume, per la prima volta, ricostruisce la storia del movimento dei credenti LGBT+ in Italia dagli anni Settanta fino al Duemila, anno del grande Giubileo e del World Pride celebrato a Roma. Basandosi su inedite fonti di archivio, su interviste ai vari protagonisti e sulla documentazione interna ai gruppi, il libro valorizza i principali dibattiti e il contributo che le esperienze italiane di aggregazione per credenti LGBT+ hanno apportato nelle Chiese protestanti e in quella cattolica. L'analisi delle dinamiche interne a quei gruppi è profondamente connessa all'evoluzione dei movimenti per la rivendicazione dei diritti delle persone LGTB+ e alle trasformazioni che hanno riguardato il cristianesimo italiano nell'ultimo mezzo secolo.
Le Assemblee continentali hanno espresso con forza alla Segreteria Generale del Sinodo che il modo di procedere, sperimentato nel cammino in corso, penetri nella vita quotidiana della Chiesa a tutti i livelli, rinnovando le strutture esistenti oppure istituendone di nuove. Per questo motivo nell'Instrumentum laboris per la prima Sessione del prossimo Sinodo in Vaticano (ottobre 2023) si ritiene opportuno intervenire anche sul diritto canonico, riequilibrando il rapporto tra il principio di autorità, fortemente affermato nella normativa vigente, e il principio di partecipazione. Le tematiche e soprattutto le proposte avanzate in queste pagine da illustri personalità del mondo ecclesiastico e teologico sono un contributo alla circolarità tra profezia e discernimento in atto oggi nella Chiesa.
I meccanismi di difesa è stato fin dalla prima edizione (1994) accolto con interesse da clinici, ricercatori e studenti, sia per il dialogo tra modelli teorici ed esemplificazioni cliniche sia per la presenza della versione italiana della Defense Mechanism Rating Scale (DMRS), che contiene definizioni precise dei diversi meccanismi di difesa. Questa nuova edizione aggiornata mantiene un approccio ricco di esempi clinici, inseriti però nel panorama odierno, mutato in seguito alla svolta relazionale, agli studi sull'attaccamento, all'entusiasmo per la ricerca empirica. In tutti questi ambiti il costrutto di "meccanismo di difesa" ha continuato a mostrare la sua vitalità, restando punto di riferimento della diagnosi e della clinica in modo trasversale ai diversi approcci.
Lo studio della personalità è tra i più complessi dell'intera disciplina psicologica, per la vastità delle tematiche affrontate, le molteplici connessioni con altre aree di ricerca e le notevoli potenzialità applicative. Il volume affronta la trattazione della psicologia della personalità evitando la frammentarietà teorica e tematica tipica di altri testi. Ai contenuti classici della disciplina, il testo affianca la presentazione dei risultati più recenti della ricerca scientifica, con particolare attenzione agli orientamenti teorici più accreditati nel panorama contemporaneo e alle novità che caratterizzano le attuali metodologie di assessment della personalità, grazie anche all'impiego delle nuove tecnologie.
«Non bisogna essere pessimisti sul futuro del libro. Il libro, lui stesso, è un gesto di ottimismo, di fiducia nella volontà degli uomini di dirsi, di raccontarsi, di raccontare quello che si è visto e scoperto. E insieme un gesto di fiducia nel desiderio di ascoltare, disposti a dimenticare se stessi per il piacere di immedesimarsi, di diventare altri. Il libro è uno scambio del meglio che abbiamo e che riceviamo. Il libro è un dono». E così che Gian Arturo Ferrari chiude questo suo libro inclassificabile. Storia editoriale, saggio erudito che origina dagli albori della scrittura attraversando la gloriosa rivoluzione della tipografia a stampa, prima, e dell'editoria industriale, poi, per giungere infine a interrogarsi sul destino stesso della «forma» libro, minacciato com'è non solo nel suo corpo - tenuto sotto tiro dalla sua incarnazione digitale -, ma anche nel suo destino di privilegiato veicolo di sapere e conoscenza da altri replicanti capaci all'apparenza di saperci intrattenere, forse meglio, davanti a uno schermo. E quindi? Non resta che leggere ammaliati da questa breve storia, che ne contiene moltissime altre, certi - alla fine del viaggio - di scoprire che il libro è stato e ancora è la forma più complessa della testualità che l'uomo abbia mai conosciuto, e che grazie al suo ufficio, potremo continuare a indagare, ricercare, discernere e, alla fine, capire, conoscere, preservare e salvare.
Il volume ripercorre le vicende millenarie del complesso episcopale milanese prima che la piazza, con il Duomo, assumesse l'aspetto attuale e ne ricostruisce l'assetto antico grazie all'analisi di testimonianze archeologiche frutto di scavi condotti dal XIX al XXI secolo. Le cattedrali di Santa Tecla e di Santa Maria Maggiore, i battisteri di San Giovanni alle Fonti e di Santo Stefano alle Fonti, il sepolcreto medievale e la grande torre/campanile che si ergeva a nord del Duomo tornano a occupare, almeno virtualmente, i loro spazi originari. Ciò è stato possibile grazie al progetto «Piazza Duomo prima del Duomo» nato con l'obiettivo di valorizzare il ruolo svolto dagli scavi di Alberto de Capitani d'Arzago nel 1943 e da Mario Mirabella Roberti nel 1961-1963 e di restituire alla cittadinanza e alla comunità scientifica piena consapevolezza di cosa ha rappresentato nel tempo il grande spazio che tante persone, per lo più ignare, frequentano ogni giorno. Nel dicembre del 2009, a cent'anni dalla nascita dei due studiosi, la cattedra di Archeologia Medievale dell'Università Cattolica e la Veneranda Fabbrica del Duomo, d'intesa con l'allora Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, hanno organizzato un convegno con i primi risultati del progetto. Dopo oltre dieci anni, gli interventi di quelle giornate si sono arricchiti di più vari e approfonditi contributi corredati da un'ampia rassegna grafica e fotografica delle strutture e dei reperti. Nel supporto digitale sono contenute le relazioni degli scavi condotti tra il 1996 e il 2008-2009, le trascrizioni dei Giornali di scavo delle passate indagini e le immagini delle centinaia di reperti monetali ritrovati.
Mentre l'umanità avanza verso il collasso ecologico, sociale e politico, in Occidente la teoria economica neoclassica, incurante dei propri fallimenti, domina ancora l'accademia, l'informazione e il senso comune. Questa vera e propria chiesa intellettuale, con i suoi dogmi, il suo clero e le sue superstizioni, ha ormai perso ogni contatto con la realtà e non è in grado di gestire l'instabilità del capitalismo. In questo volume, Steve Keen propone di archiviare il pensiero mainstream, i suoi errori empirici e le sue fallacie logiche in favore di un'Economia nuova che dia la speranza di salvare le nostre società dal disastro e il pianeta dalla catastrofe ambientale. Il nuovo paradigma è empiricamente realistico, anziché fondato su modelli fantasiosi su come la realtà dovrebbe essere; riconosce il ruolo fondamentale della moneta, invece di ritenerla neutrale come vuole la falsa credenza neoclassica; interpreta l'economia come un sistema complesso e dinamico, e non in equilibrio; rispetta le leggi della termodinamica contro la pretesa di organizzare le attività umane come se la Terra offrisse risorse infinite. Elegante, arguta e irriverente, l'opera di Steve Keen è un riferimento ineludibile per chi si è reso conto che l'economia, come l'Imperatore delle fiabe, è nuda. E che è necessario quindi rivestirla.
Siamo a Berlino, è il 4 agosto del 1936, e si stanno svolgendo le Olimpiadi, che nelle intenzioni del Führer devono dare lustro alla dittatura nazista. Luz Long è uno degli atleti di punta della Germania, Jesse Owens il campione che ha appena trionfato sui 100 metri. Quel giorno l'americano, impegnato nella finale dei 200 metri e del salto in lungo, sbaglia i primi due salti. Gliene resta solo uno per provare ad accedere alla finale. Il tedesco, già qualificato, gli si avvicina, gli dà dei suggerimenti, Jesse lo ascolta e vola in finale dove sarà - proprio a discapito di Luz - oro e record olimpico. Questo libro racconta la loro storia, la storia di un'amicizia che ha mostrato al mondo il potere dello sport, capace di abbattere le barriere dell'odio. Assandri racconta le vite di Jesse e Luz, del loro incontro e di un'amicizia che legherà anche le loro famiglia. Età di lettura: da 12 anni.
Un'analista americana che negli anni '60 osservava le origini delle istituzioni comunitarie, una filosofa italiana che trent'anni dopo rifletteva sulla dimensione di genere nel mercato unico, una scrittrice anglo-giamaicana tesa a indagare, dopo la Brexit, le fratture di una società postcoloniale e multiculturale. Una storia dell'Unione europea da un'angolatura inedita, ricostruita grazie alla voce di tre intellettuali che, senza rinunciare alla vocazione utopica del progetto europeo, ci offrono un contributo di idee originali per valorizzarlo su presupposti più realistici.