Quali sono le ragioni per le quali la Chiesa cattolica non ammette le donne al sacerdozio ministeriale? Le autrici propongono una riflessione seria e rara attraverso le testimonianze dirette di 21 donne che si intrecciano con le riflessioni di 21 uomini (teologi, sacerdoti e laici impegnati). Il volume affronta la questione della vocazione al sacerdozio vissuta in prima persona da non poche donne dal punto di vista biblico, teologico e pastorale. Alcune questioni significative vengono sviluppate con approfondita riflessione, come ad esempio: la formula classica "in persona Christi" - cioè l'agire del ministro come rappresentante di Cristo; la Tradizione - come la si deve intendere; la presenza delle donne del gruppo di Gesù; la necessità urgente di una nuova teologia del ministero ordinato; ed altre ancora.
Il caso del processo al cardinale Becciu, dopo essere deflagrato all'inizio provocando una gogna anche mediatica di proporzioni planetarie, col passare del tempo ha suscitato una attenzione meno intrisa di pregiudizi. Ed è finito sotto la lente di osservatori non prevenuti, intellettuali, giornalisti che amano documentarsi e ricercare puntigliosamente la verità, studiosi di diritto canonico, storici. Il risultato? Hanno paragonato il caso Becciu a due altre vicende di ingiustizia e di gogna gratuita e ingiusta: il caso Dreyfus e il caso Tortora. Nel caso Becciu, in particolare, sono state ravvisate molte anomalie (nel libro se ne trova un lungo elenco): tra queste il cambio, per quattro volte!, delle regole processuali mentre si svolgeva il processo. E la forte impressione di una sentenza già scritta, dato che non era stato riservato alcuno spazio alle circostanze risultate favorevoli al cardinale e comprovanti la sua innocenza. In questo libro, che ha anche risonanze letterarie perché si evocano situazioni e atmosfere da romanzo, pullula una miriade di personaggi. A cominciare dal Papa, fino ai protagonisti di questa vicenda ancora tutta da definire.
C'è molta sofferenza nella Chiesa di oggi. A farne le spese sono soprattutto i preti, sempre di meno e sempre più soli a portare il peso delle comunità. La fatica e la solitudine che molti vivono fanno affiorare il disagio psicologico che si traduce in atteggiamenti problematici: l'abuso di potere, il fascino del narcisismo, il disturbo depressivo e ossessivo, la perdita dell'entusiasmo pastorale, pericolosi attacchi di ansia e di panico, un'alimentazione incontrollata.
Sono situazioni che vanno monitorate e risolte. L'autore di questo prezioso libro, conosciuto per la sua profonda umanità ed esperienza in campo psicoterapeutico, offre intelligenti strategie per recuperare l'equilibrio del proprio io e l'entusiasmo pastorale.
Il Giubileo è spesso interpretato come un momento che riguarda soltanto l'ambito religioso, ma i temi che lo guidano, in realtà, sono gli stessi che la società mette al centro del proprio progetto di civiltà. Ecologia, pace, libertà, rispetto dello straniero, sostenibilità economica, giustizia sociale: tutto questo, che fonda la nostra convivenza, ha le sue radici nel senso stesso dell'anno giubilare, uno dei grandi momenti rituali dell'ebraismo antico e, poi, del cristianesimo. Rendere il senso originario all'Anno Santo significa celebrare un tempo che non appartiene solo ai cristiani o a Israele ma a tutta l'umanità. Andrea Sarto restituisce in questo volume (dove anche un certo sorriso disincantato ha il suo spazio) un modo diverso per comprendere un tempo che cambia le nostre esistenze.
Dopo la restaurazione del diaconato permanente, nelle comunità è diffusa la presenza di ministri ordinati sposati. Per i diaconi e le loro mogli è fondamentale avere chiarezza sul rapporto che si crea tra il sacramento del matrimonio, che determina la vocazione dei coniugi, e l'essere ordinati diaconi rispondendo a una complementare ma distinta vocazione. La tesi di fondo del volume si riassume nell'affermazione che la specificità della vocazione matrimoniale consiste nell'introdurre in una dimensione nuova le esigenze di santità proprie della vocazione al diaconato. La reciprocità delle due dimensioni, quella ministeriale e quella sponsale, è apportatrice e fonte di benefici per la comune vocazione ministeriale e per la sua testimonianza nella società.
Questo volume raccoglie diversi scritti (comprese alcune lettere) del Cardinale Paul Poupard su Scienza & Fede. Di formazione storica ma con un particolare interesse per la relazione tra ragione e fede, sin dall’epoca dei studi giovanili, e, nella sua veste di Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, per quest’ultima dimensione umana, il Cardinale Poupard ha dato probabilmente il maggiore contributo della Chiesa Cattolica a tale problematica dalla seconda metà del XX secolo in poi. In particolare, il volume ruota intorno ai tre momenti principali di tale lavoro: la cosiddetta Commissione Galilei (dal 1981 al 1992), il Giubileo degli scienziati (2000) e il progetto STO Q (2003-2010). Il Cardinale Poupard è sempre stato cosciente che tali iniziative rappresentavano soltanto un primo passo e che, quindi, il rapporto con la scienza, innanzitutto una sua piena comprensione ed assimilazione, costituisce una sfida anche per il presente e il futuro. Pertanto l’auspicio è che il percorso tracciato dal Cardinale possa continuare ad ispirare le prossime generazioni.
Il volume si inserisce nell'attuale dibattito sulla missione ecclesiale e sulla vita consacrata. Se pure non contiene soluzioni di breve distanza, suggerisce un modo di abitare le sfide e invita a maturare delle visioni. Vorrebbe soprattutto infondere fiducia e speranza, scommettendo sul fatto che lo Spirito sta animando il rinnovamento ecclesiale e della vita consacrata. La prima parte, di Salvatore Currò, si muove tra antropologia, teologia spirituale e teologia pastorale e traccia l'orizzonte dell'intera proposta indicando possibili direzioni di cammino. La seconda contiene approfondimenti tematici di diversi autori e prospettive disciplinari: la prospettiva biblica (Marco D'Agostino e Gianni Carozza), quella psico-pedagogica (Franca Feliziani); quella teologico-pastorale (Giuseppe Meluso e Marco Muzzarelli); quella della teologia della vita monastica (Anna Maria Valli); quella della teologia della vita laicale (Nunzia Boccia); quella della teologia della vita consacrata (Liliana Franco).
Se 2000 anni dopo Cristo il Mondo si ritrova sul baratro di una Terza Guerra Mondiale, simultanea e atomica, quando invece ci si sarebbe dovuto attendere un anticipo storico del Paradiso nel Cristo d'Amore, è doveroso da parte dell'intera umanità e in particolare da parte del Magistero della Chiesa porsi una serie di riflessioni per arrivare a un bilancio definitivo sulla propria opera, e avere il coraggio di riconoscere come ovvio che qualcuno abbia sbagliato e abbia fallito nella propria Missione, Cristo stesso o l'umanità, e all'interno dell'umanità la sua Chiesa.
Punto di riferimento insostituibile per la teologia cattolica contemporanea, la rivista Concilium delinea la mappa delle domande più pressanti che l'attualità pone alla riflessione teologica. E costringe la fede cristiana non solo a confrontarsi con il discorso pubblico, ma anche a impegnarsi nel dialogo con le prospettive specifiche delle diverse confessioni cristiane. Per la profondità dei contenuti, oltre che per l'ampiezza di respiro e la capacità di penetrazione intellettuale, Concilium riesce così a fornire risposte innovative e di convincente solidità alle questioni più importanti che si pongono alla teologia.
All'interno del complesso dibattito circa l'identità della disciplina che va sotto il nome di Teologia pastorale, questo libro sposa e sostiene le tesi dei "Laterani" - la Scuola romana del Redemptor Hominis, presso la Pontifica Università Lateranense, la quale non prescinde dalla specifica teologicità sia dell'oggetto della materia (l'agire umano-divino della Chiesa) sia del metodo da usare ai fini della progettazione e azione pastorale. La posizione dei Laterani nel dibattito marca un passaggio nella storia della disciplina: dall'ancillarità rispetto alle scienze umane o alla dogmatica, alla propria identità specifica di disciplina teologica. Identità e specificità date dall'oggetto: la fides qua e l'agire ecclesiale; e dal metodo: il discernimento evangelico (o pastorale). Due fili legano i contributi in cui si articola il libro. Il primo consiste nella proposta di ripensare l'intero dell'azione pastorale, congedando il trinomio evangelizzazione-liturgia-carità, e strutturando due ambiti essenziali: uno ad intra e l'altro ad extra Ecclesiae. Il secondo è dato dalla persuasione che l'azione ecclesiale sia in se stessa eccentrica. Dunque che i temi tradizionalmente sviluppati dalla Dottrina sociale della Chiesa sono parte integrante della Nuova evangelizzazione, e perciò il pensiero teologico-pastorale se ne deve fare carico in termini progettuali.