Introduzione alla biochimica di Lehninger fornisce le basi per comprendere i meccanismi molecolari che presiedono al funzionamento delle cellule e degli organismi. Deriva da I principi di biochimica di Lehninger (Zanichelli, 2022), il libro di biochimica per eccellenza, di cui conserva la struttura generale e rispetto al quale propone un percorso più essenziale. Per orientarsi più facilmente nella complessità dei processi biochimici, in apertura di ogni capitolo sono anticipati e spiegati brevemente i principi fondamentali dell'argomento trattato, poi approfonditi nel testo e richiamati in punti individuabili grazie alla presenza di frecce rosse numerate. In questo modo lo studio parte dalla costruzione di un'impalcatura di conoscenza che facilita la comprensione dei contenuti e la connessione tra i concetti. Le numerose ricadute della biochimica sulla salute umana sono trattate capillarmente e identificate nel testo dall'icona del caduceo. Le schede Medicina approfondiscono patologie e condizioni che influenzano lo stato di salute e illustrano le strategie terapeutiche che agiscono a livello biochimico. Invece, le schede Metodi permettono di scoprire le metodologie per indagare le basi molecolari del funzionamento dell'organismo umano. Il testo è stato ampiamente aggiornato sul piano scientifico e riscritto per renderlo più comprensibile e facile da studiare; inoltre, sono state sostituite centinaia di figure per introdurre immagini e grafici relativi alla ricerca scientifica recente. Al termine di ogni capitolo, problemi ambientati basati su articoli scientifici ed esercizi che utilizzano le banche dati biologiche online usate nei laboratori di ricerca sono uno stimolo a confrontarsi con la realtà della disciplina. Numerosi video illustrano i processi biochimici, la struttura delle biomolecole, le tecniche di laboratorio e mostrano la risoluzione guidata dei problemi. Inquadrando con l'app Guarda! le icone poste nella prima pagina di ciascun capitolo, è possibile accedere con lo smartphone a tutti i video, gli esercizi interattivi e le soluzioni ai problemi proposti nel libro.
Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, meglio conosciuta come Teresa di Lisieux, e confidenzialmente come Santa Teresina, è una figura molto popolare, che il papa ricorda per i 150 anni della nascita con questa esortazione apostolica. La profondità del suo pensiero ha permesso che Giovanni Paolo II la proclamasse Dottore della Chiesa, la terza donna dopo Caterina e Teresa d'Avila. L'introduzione della teologa Simona Segoloni Ruta arricchisce l'esortazione con una riflessione importante su Santa Teresa. Introduzione di Simona Segoloni Ruta.
La casa di legno brucia nel cuore della notte. Lingue di fuoco illuminano la vallata fra le montagne. Nel silenzio della neve che cade si sente solo il ruggito del fuoco. E quando la casa di legno crolla, restano soltanto i sussurri impauriti di chi è riuscito a fuggire in tempo. Ma qualcosa non è come dovrebbe essere. I conti non tornano. E il destino si rivela terribilmente crudele nei confronti di una madre: Serena. Se c'è una parola con cui Serena non avrebbe mai pensato di identificarsi è proprio la parola «madre». Lei è lo «squalo biondo», una broker agguerrita e di successo nel mondo dell'alta finanza. Lei è padrona del suo destino, e nessuno è suo padrone. Ma dopo l'incendio allo chalet tutto cambia, e Serena inizia a precipitare nel peggiore dei sogni. E se l'istinto materno che lei ha sempre negato fosse più forte del fuoco, del destino, di qualsiasi cosa nell'universo? E se davvero ci accorgessimo di amare profondamente qualcuno soltanto quando ci appare perduto per sempre? Questo non è semplicemente l'ultimo capolavoro di Donato Carrisi. Perché Serena non è un personaggio come gli altri, e questa non è una storia come le altre. Questo è un viaggio inarrestabile alla scoperta degli angoli più oscuri del nostro cuore e delle nostre paure, al termine del quale il nostro modo di vedere il mondo, semplicemente, non sarà più lo stesso.
Mons. Italo Ruffino offre una ricerca che scava nelle vicende di sette secoli di storia dei Canonici Regolari di sant’Antonio del Viennese.
Egli infatti parte dall’Ospedale di Sant’Antonio di Ranverso (To), descrivendone la fondazione e lo sviluppo, per passare ad esaminare tutti gli Ospizi ospedalieri dell’Alta Val di Susa. Descrive poi la diffusione dell’Ordine ospedaliero di Sant’Antonio di Vienne in Francia, per illustrare in seguito le prime fondazioni ospedaliere Antoniane in Alta Italia. Torna sui Canonici Regolari di Sant’Agostino di Vienne, per passare sull’antico Ospedale di S. Antonio di Roma.
È un panorama molto vasto, che il lettore percorre con estremo interesse, perché l’autore giustifica ogni sua affermazione e descrizione con riferimenti storici tratti da altrettanti innumerevoli documenti. Si giunge all’ultima pagina del volume con una profonda meraviglia per quanto è stato realizzato dalla Chiesa, dagli Ordini Religiosi, da semplici cristiani per venire in aiuto agli ammalati ed ai bisognosi.
Si tocca con mano che la motivazione di fondo di tante benefiche iniziative risiedeva nella profonda fede di chi si privava anche dei propri beni per aiutare quanti soffrivano per malattia o per povertà. Le pagine che l’Autore ha scritto non sono quindi solo uno studio storico, ma rappresentano un invito interiore a seguire l’esempio di chi ci ha preceduto con tanto impegno e con tanta fede concreta.
Italo Ruffino, archivista del Capitolo Metropolitano di Torino. Dopo il servizio di cappellano militare sul fronte occidentale e in Russia (1941-43), ha unito alla cura d’anime (1944-1984) l’insegnamento in più Istituti e la ricerca di storia ospedaliera sulla Precettoria di S. Antonio di Ranverso (Torino) e su tutto l’Ordine Antoniano. Ampliato l’interesse alla storia diocesana e monastica, ora dirige con Marisa Reviglio della Venaria una Collana sull’Abbazia di S. Michele della Chiusa.
Qui presenta ai lettori la raccolta di quanto già pubblicato di storia ospedaliera con l’aggiunta delle prospettive offerte da numerosi documenti e testi sui canonici regolari di S. Antonio.
La cultura contemporánea occidental, aunque depende en sus fundamentos de raíces profundamente cristianas, se ha visto sustancialmente influida por una reinterpretación de los mismos a la luz de lo que ha sido denominado pensamiento moderno. Este puede ser caracterizado como un proceso histórico-cultural en el que se ha ido desarrollando un progresivo antropocentrismo asentado en la reivindicación de las capacidades de la razón humana, así como en los avances de las ciencias naturales y las conquistas de la tecnociencia.
Aunque algunos de estos elementos ya se advierten en el pensamiento renacentista, es con Descartes con quien apropiadamente se puede afirmar que surge la Filosofía moderna, que tendrá su epígono final en el panlogismo hegeliano.
El estudio de esta etapa de la filosofía nos puede permitir comprender mejor las claves de nuestra sociedad del siglo xxi, deudora convencida de las ideas que promocionaron los pensadores que llamamos modernos, y que anhela en la actualidad ofrecer una centralidad definitiva a un ser humano en permanente aspiración a la autotrascendencia.
Joaquín Jareño Alarcón (Murcia), es doctor en Filosofía. Amplió estudios en la London School of Economics (MSc in Philosophy of the Social Sciences), y en las universidades de Oxford (Academic Visitor) y Cambridge (Visiting Scholar). Ha sido conferenciante invitado por la Academia Rusa de las Ciencias y la Higher School of Economics (Moscú). Sus publicaciones más recientes incluyen: Retratos seculares: David Hume y John Stuart Mill sobre el significado de la religión (2018) y Ludwig Wittgenstein: The Meaning of Life (2023), así como el texto «Gewissen und Moralische Verbindlichkeit», publicado por la Universidad de Innsbruck (2022).
En estas páginas exploramos las vidas y las ideas de siete profetas cuyas contribuciones a la filosofía y la sociedad han dejado una profunda huella en la historia. Algunos de ellos, como Descartes, Rousseau y Nietzsche, anunciaron grandes convulsiones en su época y en la humanidad en general, a menudo desencadenadas o fomentadas por las poderosas ideas que promovieron. Por otro lado, figuras como Pascal, Kierkegaard, Dostoyevski y Soloviev nos introducen a los mismos dilemas y desafíos, pero también nos ofrecen valiosas perspectivas y soluciones para superarlos. Estos visionarios nos brindan las herramientas para comprender la esencia y el origen del drama universal que se desarrolla frente a nosotros en la actualidad y nos ayudan a tomar decisiones existenciales cruciales en nuestro viaje personal. Este libro es una ventana al fascinante mundo de estos pensadores y una invitación a explorar su impacto duradero en nuestra comprensión del ser humano.
Una completa biografía que recoge las vivencias del creador de El Señor de los Anillos, desde su infancia como huérfano, hasta la guerra mundial y el desarrollo de su asombrosa literatura.
Tras el éxito en el cine de la trilogía El Señor de los Anillos, el mundo recreado por Tolkien ha capturado la atención de millones de lectores en todo el mundo. Pero ¿quién fue realmente ese hombre, capaz de idear semejante universo?
Sus primeros años fueron difíciles: huérfano y pobre, se le prohibió comunicarse con la mujer que amaba, y vivió de cerca los horrores de la Primera Guerra Mundial. Dedicó largos años a desarrollar los personajes e historias de su Tierra Media, su geografía, sus lenguajes y su mitología, manifestando un conocimiento formidable de la historia y de la cultura. Esta accesible biografía ayuda a conocer cómo se gestó este gigante de la literatura.
Età di lettura: da 7 anni.
Il Battesimo di Cristo fu l'oggetto, fin dai primi secoli cristiani, di un notevole numero di raffigurazioni artistiche, sia semplici sia sontuose. In questo libro i due autori, teologi e storici dell'arte, presentano un panorama di questo tema nella lunga storia dell'arte, ripercorrendone le grandi tappe e le principali caratteristiche secondo le epoche e le confessioni. La varietà delle opere scelte e i tanti dettagli che queste raffigurano saranno il luogo per far emergere il cuore del messaggio teologico: l'esplicita teofania trinitaria in questo momento eccezionale della vita di Cristo. I gesti di Giovanni, la nudità o quasi di Cristo immerso nelle acque, la voce del Padre resa mediante un simbolo o in modo antropomorfo, la Colomba dello Spirito che assume diverse dimensioni e colori, la presenza degli angeli che porgono asciugamani, il fiume Giordano sovente personificato - per non parlare dei pesci -, variano secondo gli artisti, le regioni, le epoche. Un viaggio dalle catacombe all'arte contemporanea, dall'Oriente all'Occidente europeo, con un'apertura sull'arte extraeuropea (Asia, Africa, America), passando per un mélange di stili e ispirazioni, per raccontare un evento fondativo della storia cristiana.
Promosso nel 1993 da Sabino Cassese, allora ministro della Funzione pubblica, il Codice di stile invitava le pubbliche amministrazioni a riflettere sulla qualità della loro comunicazione e offriva loro strumenti e suggerimenti per renderla meno oscura e più vicina ai cittadini e alle cittadine. Nonostante le molte iniziative portate avanti in questi tre decenni, nel complesso i risultati sono stati inferiori alle aspettative. Il peggioramento della qualità dei testi legislativi e amministrativi è evidente se, come sottolinea Cassese nella Prefazione, la Corte costituzionale è intervenuta di nuovo, a giugno del 2023, con una sentenza contro la "radicale oscurità" di una legge, sottolineando l'esigenza di una maggiore chiarezza normativa. Gli effetti negativi di questa oscurità si ripercuotono sui testi amministrativi, con pesanti conseguenze sulla vita delle persone e delle amministrazioni stesse. Nel volume alcuni giuristi e linguisti riflettono sulle cause e sugli ostacoli, vecchi e nuovi, che non permettono ai nostri testi legislativi e amministrativi di raggiungere standard di chiarezza vicini a quelli dei paesi più avanzati. L'obiettivo è incoraggiare quanti hanno responsabilità pubbliche a farsi carico anche del "dovere costituzionale di farsi capire", come ci ha ricordato spesso Tullio De Mauro.