Calendario da tavolo 2022. Nel 2022, facendoci accompagnare dagli incantevoli e vivacissimi disegni della clarissa sr. Chiara Amata, ci lasciamo guidare dal tema dettato dall'enciclica "Fratelli tutti" di papa Francesco, e anche dalla situazione che stiamo vivendo, nella convinzione che il male non si può vincere da soli, ma solo unendo le forze di tutti.
Qual è la specificità della libertà cristiana? La libertà cristiana è la stessa libertà umana nel suo più corretto esercizio, elevata dalla grazia divina alla ricerca dei beni soprannaturali. La libertà non è solo scelta di contingenza, votata al nonsenso. La libertà è un dono, è una missione, è un compito da eseguire durante tutta la vita. La libertà è la possibilità che ha l'uomo di poter aderire al suo Creatore con un atto che è pienamente suo e, a sua volta, fondato sulla Libertà assoluta. Dio non è quindi una minaccia né un limite all'esercizio della libertà umana. Egli è il garante di questa stessa libertà. Lontano da Dio, non ci può essere che schiavitù e morte spirituale. La libertà interiore si costruisce nel sacrificio, nella lotta, nel dominio di sé, nel rifiuto della concupiscenza della carne, della concupiscenza degli occhi e della superbia della vita (cf. 1 Gv 2,16). Questo certamente costa fatica. Ma alla luce della libertà che ci viene promessa - e che già siamo in grado di sperimentare su questa terra - il giogo si fa dolce ed il carico leggero (cf. Mt 11, 30), nulla infatti è impossibile a Dio ed ogni sacrificio è piccolo per colui che ama.
L'opera "Gesù Misericordioso, Confido in Te" nasce dall'esercizio spirituale quotidiano di anni di preghiera, realizzato come compendio spirituale della Divina Misericordia, tratto dal Diario di Santa Suor Faustina Kowalska, rivolto non solo agli adulti ma soprattutto ai giovani lettori. Si presenta come proposta di cammino di conversione e riconciliazione con Dio, che nel culto e nella Festa della Divina Misericordia, istituita da San Giovanni Paolo II, nel suo pontificato, prima domenica dopo Pasqua, trova il suo culmine. È una testimonianza di fede per coloro che non hanno ancora avuto la possibilità di vivere l'abbraccio dell'Amore Misericordioso del Padre e risponde all'invito del messaggio quaresimale della Chiesa: "Lasciatevi riconciliare con Dio" nella sua interezza si propone come un vero e proprio invito Cristiano alla conversione, dettato da Gesù a Santa Suor Faustina per la salvezza delle anime.
El Opus Dei, como realidad eclesial y social dotada de un importante contenido teológico y pastoral, puede ser estudiado desde distintos puntos de mira. El presente trabajo se limita a considerar de cerca uno de ellos, que es también el más básico. Se analiza aquí, en efecto, la entera realidad Opus Dei poniendo la atención de modo particular en el carisma fundacional, observado a través de sus contenidos esenciales tal como son expuestos por el fundador. Tales contenidos son la finalidad de la fundación, el fenómeno vocacional suscitado, el espíritu de santificación en que se sostiene y la praxis espiritual y apostólica que promueve.
Esta obra ha sido concebida primariamente con el objetivo de aportar a todos los interesados en la Iglesia y la sociedad, pero en especial a los sectores teológica y pastoralmente más comprometidos (miembros del clero, de la vida consagrada, de los movimientos apostólicos, personas del mundo académico y, en general, todo intelectual católico), una información adecuada sobre las claves del carisma, espíritu y espiritualidad fundacionales del Opus Dei, así como de la misión evangelizadora que desarrolla desde hace casi un siglo.
La única fuente utilizada en la elaboración del libro son los escritos de san Josemaría Escrivá, fundador del Opus Dei. Con la intención de exponer con nitidez la enseñanza que transmite se deja sencillamente que sus textos hablen por sí mismos, atestiguando la singularidad y consistencia de la propuesta espiritual y apostólica que contienen. Se destaca también oportunamente en el libro el dinamismo teológico que esos escritos encierran.
Il nostro essere immersi in un mondo sempre più tecnologicizzato porta a non chiederci più come funziona una certa tecnologia ma a darla per scontata, impedendoci di renderci conto dell’impatto che essa ha nella nostra vita. Ciò vale per tutti gli artefatti tecnologici e in particolare per gli algoritmi informatici: essi prendono sempre più decisioni: per l’uomo, sull’uomo e con ma a questo impatto non corrisponde una solida riflessione teologica anche se gli algoritmi cambiano la comprensione che [’uomo ha di se stesso e influenzano le scelte che egli compie.
Obiettivo di questo lavoro è quello di accogliere l’invito di Papa Francesco ai teologi e agli ingegneri informatici di «impegnarsi in uno sviluppo etico degli algoritmi, di farsi promotori di un nuovo campo dell’etica per il nostro tempo: I’"algor-etica’».
«Lo sforzo che appare nel lavoro presentato consente non solo di confrontarsi con la pluralità delle posizioni filosofiche in materia di soggettività morale degli algoritmi ma anche di intravedere una possibile mediazione per la teologia morale che consenta una valutazione specifica e una pista di riflessione propria per la disciplina» (dalla Prefazione di Paolo Benanti).
Alessandro Picchiarelli (Perugia 1983), sacerdote diocesano della Diocesi di Assisi — Nocera Umbra — Gualdo Tadino, ha studiato ingegneria informatica e delle telecomunicazioni(Universita degli studi di Perugia) e teologia (Istituto Teologico di Assisi e Pontificia Università Gregoriana, Roma). Svolge la sua attività di docente presso la scuola interdiocesana di Teologia di Foligno e ha tenuto un corso sull’etica della tecnologia presso I’ Istituto Teologico e di Scienze Religiose di Assisi. Collabora con I’Istituto Affari Internazionali di Roma. Vincitore del premio Vedovato 2021.
La fraternità/sororità, per sua natura, ha manifestazione massima nell'assemblea liturgica. La storia bimillenaria delle comunità cristiane ingenera però qualche dubbio. Eppure, in origine, ci si chiamava fratello e/o sorella e, come tali, si spezzava il pane nelle case... L'indagine sulla presenza e sulla valenza dei termini afferenti alla sfera familiare, nella traduzione italiana dell'edizione III del Messale, svela il permanere di una pesante ipoteca androcentrica e patriarcale. Da qui il tentativo di restituire l'assemblea alla sua costitutiva dimensione fraterna/sororale. Ripartire dall'ekklesia kat'oikon, dalla "Chiesa nella casa": ecco la sfida. Urge ridisegnare le Chiese secondo uno stile inclusivo sinodale e solidale, per un paradigma nuovo di fraternità/sororità e "amicizia sociale".
L'idea essenziale che si intende sviluppare nel testo è l'importanza fondamentale di riscoprire l'attuazione pratica dei principi di libertà e partecipazione come sono presentati e vissuti personalmente da don Luigi Sturzo, in piena sintonia con la Dottrina Sociale della Chiesa. Si vuole mettere in luce come tali principi, se incarnati e vissuti anche a costo di pagare prezzi alti in termini di coerenza e credibilità, possano realmente scuotere le coscienze sia dei credenti sia degli uomini di buona volontà, in vista di un impegno più fattivo in ambito socio-politico. Tali principi, infatti, costituiscono la base imprescindibile di ogni autentico ideale democratico. Si mostra anche come essi abbiano attuali applicazioni nella politica, nella scuola, nell'amministrazione della città come si possa contribuire a risolvere problemi pratici e quotidiani - non per questo banali - favorendo, sulla scia di don Sturzo, la libertà e la partecipazione a livello individuale e associato.
In questo volumetto si chiede alla teologia di continuare ad essere maestra di distinzione e si fornisce un quadro teorico ed ecclesiale che possa giustificare, teologicamente e pastoralmente, la possibilità di benedire tutte le coppie, anche quelle omoaffettive. Una buona reazione alle difficoltà che la Chiesa sperimenta di fronte alla realtà consiste nell'offrire, come teologi, una parola di comprensione e di maggiore ampiezza, da intendersi come "servizio alla tradizione", ad una tradizione che non diventa una "pietra da gettare", ma una parola da comprendere e da tradurre, in una lingua e in una cultura nuova.
L'analisi sulla povertà è condotta da un punto di vista psicologico, sociologico e teologico ed è frutto delle tre competenze "scientifiche" dell'autore, Domenico Cravero, oltre che della sua esperienza "sul campo" come sacerdote. Il volume, infatti, prende spunto dall'impegno di don Cravero a favore di persone in condizione di povertà assoluta: dimessi dal carcere, senza fissa dimora accolti in dormitori pubblici, pazienti senza legami familiari al termine di percorsi di cura e riabilitazione. Ne scaturisce una profonda e toccante riflessione a 360 gradi sulla povertà. Da quella subita, che è nemica dell'umano - e deve essere contrastata e affrontata - fino a quella voluta, che può portare alla beatitudine.
Nella spiritualità del XVII secolo si videro apparire strani e complicati modelli che si proponevano di descrivere le diverse componenti in cui si poteva dividere l'anima umana. Queste «anatomie dell'anima» dovevano aiutare a decifrare un continente ignoto: l'«interieur», lo spazio dell'interiorità. Nulla di spontaneo e immediato nella relazione dell'uomo con la sfera della propria interiorità: la relazione, infatti, è regolata e governata da diversi dispositivi e modelli che segnano l'intera storia della cultura europea, da Aristotele ad Agostino, da Tommaso d'Aquino a Meister Eckhart. Di questa storia, il capitolo del seicento francese è certamente uno dei più interessanti, che l'autore si impegna a riportare alla luce perché anche oggi possa ispirare l'esperienza e la riflessione.
«Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie» ha detto un ragazzo di 15 anni, Carlo Acutis, che ha fatto della santità lo scopo della sua vita. Ed è forte in molti giovani il bisogno di respirare un clima diverso da quello così invadente della nostra società, il bisogno di difendersi, di condurre un’esistenza più rispettosa dei sentimenti, più attenta ai valori che contano, più libera davvero, nel profondo.
15 minuti al giorno possono aiutarti a conoscerti meglio e a valorizzarti? Sì, se stai al gioco e fai un po’ di strada sui passi di papa Francesco e di queste pagine. Sono pensieri che prendono l’avvio da un brano della esortazione apostolica Chistus vivit, che raccoglie tutte le speranze emerse dal recente Sinodo dei Giovani.
AUTORE
Umberto De Vanna, prete salesiano e giornalista, si occupa di pastorale giovanile, spiritualità e catechesi. Numerose le sue pubblicazioni, tradotte anche all’estero. Tra le più recenti: Sorpresi da Dio; La catechesi in parrocchia; Gesù di Nazaret: ti seguirò ovunque tu vada, e la biografia: Carlo Acutis, 15 anni di amicizia con Dio.
DESTINATARI
Il Sussidio è rivolto ai giovani, strumento per meditare e riflettere. Utile in particolare per gli animatori dei gruppi giovanili, per avere spunti e stimoli nel loro lavoro di consiglio e guida.