La bellezza del pensiero e dell'opera filosofica della Stein è tutta nella sua vita, iniziata, non a caso, in uno Yom Kippur (Giorno dell'Espiazione) del 1891 e conclusasi mirabilmente con la sua offerta in espiazione per il popolo ebraico e per la Chiesa, ad Auschwitz, il 9 agosto del 1942. Parafrasando il libro del Siracide, secondo il quale «un uomo si conosce veramente alla fine», si può dire che un vero filosofo si conosce alla fine, in quanto quest'ultima costituisce il coronamento di una vita e di un pensiero ricolmi di amore per la sapienza.
Fino a oggi, nella pur ampia letteratura scientifica su Edith Stein, non ci si è soffermati abbastanza sull'importanza che l'educazione ha avuto per la maturazione del suo pensiero, né sulla modalità narrativa e, nella fattispecie, autobiografica, con la quale siamo venuti a conoscenza di importanti dettagli della sua formazione. Quest'ultima è profondamente segnata dalla categoria della Bildung - propria della civiltà ebraico-tedesca del novecento - saldamente intrecciata ai principi di una pedagogia integrale, secondo il personalismo cristiano. La persona, nella visione steiniana, si guarderà dentro per cercare in se stessa le risposte ai suoi bisogni interiori, per narrarsi, riscoprendosi così attraverso volti sempre nuovi, e formarsi. Prefazione di Riccardo Pagano.
In queste pagine viene presentato, con tratti rapidi quanto profondi, il contributo offerto da Edith Stein, Theresia Benedicta a Cruce (1891-1942), alla comprensione della missione umana ed ecclesiale della donna. Edith Stein, che ha formalmente parlato del ruolo della donna già alla fine degli anni venti del secolo XX, interviene ancora nella discussione rimessa all'ordine del giorno nel dibattito teologico a ridosso del Concilio Ecumenico Vaticano II e in quello odierno.
"Giovanni Duns Scoto - che, assieme a Bonaventura, è uno dei maggiori teologi francescani della Scolastica - ha ricevuto grande attenzione da parte della scuola di Husserl. Anche se l'opera principale di Edith Stein, "Endliches und ewiges Sein" (1936/37) non contiene molti riferimenti a Duns Scoto, l'autrice utilizza il suo pensiero sull'essere singolo per confutare Tommaso d'Aquino e il suo concetto di materia signata quantitate quale principio di individuazione, tanto che non è più sostenibile - ed è la tesi di fondo di questo libro - che l'argomento del principio di individuazione, nella Stein, segua un percorso esclusivamente tomista che si estrinseca attraverso le componenti formali dell'individuo. Infatti, il merito della Stein fu proprio quello di accogliere la sfida metodica di collegare l'analisi fenomenologica dell'essenza con le questioni ontologiche. Ad emergere da queste pagine è quindi un elemento non secondario delle indagini steiniane, ma uno dei capisaldi su cui si regge il progetto di una fondazione antropologica a partire proprio dalla questione della singolarità dell'essere umano: l'ineluttabilità dell'essere individuo che si manifesta di volta in volta nella particolarità della persona." (Dalla Premessa di Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz)
Il libro analizza il problema del rapporto tra io e mondo, tra essere personale e Essere eterno, mostrando come la questione permetta a Edith Stein di conciliare tradizione e filosofia moderna, teoria gnoseologica e visione metafisica.
Edith Stein, filosofa ebrea, allieva di Husserl e di Scheler, intelligente, vivace iniziata in età precoce agli interessi culturali dai fratelli maggiori, nel 1910 si iscrisse all'università di Breslavia, unica donna a seguire, in quell'anno i corsi di filosfia. Nell'estate del 1921, Edith lesse - in una sola notte - la Vita di Santa Teresa d'Avila. Nel chiudere il libro alle prime luci del mattino, dovette confessare a se stessa: "Questa è la verità!". Si convertì alla religione cattolica e ricevette il battesimo qualche mese dopo con grande dolore della famiglia. Poco dopo Edith divenne monaca carmelitana. Nonostante ciò fu deportata ad Auschwitz e lì morì. Nel saggio l'autrice illustra chiaramente il messaggio della Stein circa la posizione della donna nella società moderna: un messaggio coraggiosamente lanciato circa ottanta anni fa in un clima di dichiarato anitfemminismo.
Biografia di Edit Stein.
"Ebrea, filosofa, cristiana, religiosa, martire": così la definiva Giovanni Paolo II nel proclamarla beata nel 1987. Definizione precisa e insieme concisa. Edith, una delle donne più rappresentative della nostra epoca, percorre in 51 anni di vita molte strade e compie importanti esperienze sia culturali che religiose.
Edith Stein es, sin lugar a dudas, una de las figuras más relevantes de nuestro tiempo. Asistente del conocido filósofo Edmund Husserl, fundador de la fenomenología, fue una de las pocas mujeres que participó activamente como miembro del círculo de G”ttingen, una comunidad de amigos unidos por el deseo de llevar a cabo un proyecto filosófico de corte realista. Judía, sufragista, conversa al catolicismo, carmelita descalza y mártir, Stein atravesó una de las etapas de la historia más convulsas y dramáticas, finalizando sus días en Auschwitz. Fue canonizada y nombrada copatrona de Europa por el Papa Juan Pablo II. El filósofo escocés Alasdair MacIntyre se propone con este trabajo algo más que una biografía intelectual de los años previos a la conversión de Stein. Desea entender su labor intelectual a la luz del contexto filosófico y social en el que vivió, de su vida práctica, de sus amistades, de su itinerario vital, de sus implicaciones políticas. El resultado es una mirada novedosa, abierta, que ofrece nuevas luces sobre la Alemania de entreguerras, así como sobre la influencia de Stein en la obra de Husserl. Con ello, MacIntyre la sitúa, además, en relación con filósofos contemporáneos de la talla de Lukács, Rosenzweig, Reinach, Heidegger, Ingarden, etc., tomándose verdaderamente en serio la actividad filosófica como parte fundamental de la vida de Edith Stein. Edith Stein, un prólogo filosófico, se dirige a todos aquellos interesados en la vida y/o en la obra de Edith Stein, y también a los estudiosos de la filosofía que deseen conocer mejor el pensamiento de Husserl, el devenir de la fenomenología en aquellos años o, en general, que deseen comprender mejor la filosofía contemporánea.
Refrescante y profunda biografía que recorre el itinerario personal e intelectual de una de las santas más significativas de nuestra época.
Edith Stein es una de las personalidades más apasionantes del siglo XX. Judía de nacimiento, perdió la fe y pasó a considerarse atea. Durante ese período inició su vocación filosófica en las filas de la fenomenología como discípula preferida de Husserl. Allí entró en contacto con pensadores cercanos al cristianismo que le incitaron a replantearse sus premisas existenciales e intelectuales. El impulso definitivo para su conversión vendría de la lectura de Santa Teresa de Jesús.
A partir de ese momento su vida camina entre la búsqueda de la plenitud humana y cristiana y las dificultades cada vez mayores generadas por un entorno dominado por el nazismo. Su vida acabaría y culminaría en el campo de concentración de Auschwitz donde murió por judía y carmelita.
Esta biografía pretende profundizar sobre todo en el alma de Edith Stein. Para ellos, recorre con empatía y profundidad el camino que le condujo del judaísmo al catolicismo y que, simultáneamente, le permitió desarrollar una filosofía innovadora con elementos fenomenológicos, tomistas y personalistas.
La lettura delle opere di Edith Stein suscita stupore e ammirazione per la capacità da lei dimostrata di spaziare in molti campi del sapere, ma, soprattutto, per la sensibilità che le consente di esaminare tutti i “fenomeni” – tutto ciò che si presenta all’essere umano e, in primo luogo, se stesso come fenomeno – con occhi disincantati, con grande realismo e atteggiamento critico, senza sottacere nulla, anche ciò che può apparire sgradevole. Tuttavia, mentre emerge il grande sforzo intellettuale e morale di mettere in evidenza ciò che è positivo, si manifesta con altrettanto vigore l’intento di ricercare l’equilibrio, l’armonia.
Ripercorrendo la sua vita e i suoi scritti è possibile mostrare come “cose” che sembrano fra loro opposte sono da lei armonizzate nella concretezza della sua esistenza e nella sua indagine teorica, perché ella ha scoperto che al fondo di tutto c’è un’unica verità. Il “mettere armonia” è rintracciabile, pertanto, nella continuità da lei vissuta fra ebraismo e cristianesimo, nell’analisi della complessità dell’essere umano, in riferimento al quale corpo e anima, maschile e femminile, individuo e comunità solo apparentemente sono in contrasto, nella conciliazione fra ragione ed esperienza religiosa, fra filosofia e mistica. Non si tratta di ignorare le differenze, che sono, anzi, analizzate con grande acutezza, ma di scoprire, al di là di esse, la possibilità di un accordo, sofferto, perché esso si presenta come una sfida per l’essere umano.
L’intento di questo libro è di mostrare tutto ciò attraverso un percorso documentato nei brani antologici, che sono parte integrante dell’indagine e che ne costituiscono il sostegno teorico. Attraverso di essi il lettore, infatti, può saggiare facilmente e personalmente la validità dell’operazione del “mettere armonia”, proposta dalla pensatrice tedesca.
Angela Ales Bello è professore ordinario di Storia della Filosofia Contemporanea presso l’Università Lateranense, già decano della Facoltà di Filosofia, ed è professore a contratto presso la LUMSA. Dirige il Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche con sede in Roma, affiliato a The World Phenomenology Institute (Hanover, N.H. USA), e fa parte del comitato di redazione di numerose riviste italiane e straniere, fra le quali «Inquiry» (USA). Le sue pubblicazioni sono rivolte ad indagare la fenomenologia tedesca in rapporto alle altre correnti del pensiero contemporaneo sotto il profilo storico e teoretico.
È co-curatrice della traduzione italiana delle Opere di Edith Stein. Fra i suoi libri più recenti: L’universo nella coscienza. Introduzione alla fenomenologia di Edmund Husserl, Edith Stein, Hedwig Conrad-Martius, ETS, Pisa 2007² e The Divine in Husserl and Other Explorations, Analecta Husserliana, vol. XCVIII, Springer, Dordrecht 2008.
Diversi giovani studiosi, sotto la guida di Cristiana Dobner, che da anni studia il pensiero di santa Teresa Benedetta della Croce, si ritrovano ogni anno per approfondire insieme temi steiniani presso il monastero di Concenedo di Barzio.
La intención de esta obra es la de poner de relieve la dinámica espiritual vivida por Edith a lo largo de los distintos estados y situaciones por los que discurrió su existencia. No es tarea fácil ya que en sus escritos raramente encontramos experiencias manifestadas explícitamente. Aunque, eso sí, todos terminan delatándola con sólo saber leer entre líneas hasta dar con la veta de su vida interior
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