Il capitolo 6 del Vangelo di Giovanni narra la moltiplicazione dei pani e dei pesci, e annuncia il dono che Gesù fa di se stesso nell'Eucaristia. Queste dieci meditazioni accompagnano il lettore a ripercorrere i gesti e le parole di Gesù, per rivivere la straordinaria esperienza di fede che l'evangelista ci propone. Il sussidio è adatto per la Meditazione e la Lectio divina personale e comunitaria.
Libretto per meditare e prepararsi al Natale.
Georges Bernanos, scrittore brillante e fervente cristiano, parlando con alcuni amici fece questa confidenza: «Non vivrei neppure cinque minuti fuori della Chiesa Cattolica; e se venissi cacciato, vi tornerei subito a piedi nudi, in camicia e con la cenere sul capo e accetterei qualunque condizione per rientrare nella Chiesa». Perché? Perché solo nella Chiesa Cattolica poteva ricevere il perdono di Dio, del quale tutti abbiamo bisogno. Il profondo pensatore Søren Kierkegaard ha scritto: «Perché ci si possa veramente fidare di un uomo, si esige la sua parola. Anche Dio ci ha dato la Sua Parola: Cristo!». E Cristo, in mezzo alla nostra cattiveria, ha gridato: «Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno».
Che cos'è il silenzio? È l'assenza di qualunque suono? È una mera astrazione del pensiero, o forse - come scrisse José Saramago - solo il silenzio esiste davvero? Nel silenzio possiamo riordinare i pensieri scossi dalla frenesia della quotidianità, trovare pace dopo aver subito delusioni o prevaricazioni; ma possiamo anche vivere l'angoscia dell'attesa, l'inquietudine dell'ignoto, lo spettro della solitudine. Il silenzio dei vili può coprire nefandezze e sopraffazioni, ma il silenzio dei forti può essere un gesto di estremo coraggio, di fiera opposizione alle lusinghe e alle minacce del potere. Mentre oggi la scienza pone in dubbio la sua reale esistenza, autori come Shakespeare, Sterne, Twain, Poe e Rilke, artisti come Rothko e Duchamp, e musicisti come Cage si sono interrogati sul significato del silenzio e sulla sua rappresentazione nella letteratura e nell'arte. E proprio nella varietà e contraddittorietà delle risposte risiede il grande fascino del silenzio, che John Biguenet restituisce in questo libro indagandone le mutevoli e variegate sembianze: premio o punizione, arma letale o strumento di resistenza, vuoto da riempire o sensazione di pura pienezza, bene di lusso o disturbo da evitare. In un mondo che procede febbrile, snervante e caotico, sempre più spesso il silenzio sa esprimere meglio delle parole le passioni umane, dalle più esaltanti e virtuose alle più tristi: con prosa lieve e cultura sconfinata, Biguenet ci ricorda che inseguirne il fragile, utopico incantesimo è oggi il modo migliore per prenderci cura di noi stessi.
Respiri più di 20.000 volte al giorno. È così naturale che probabilmente non ci presti alcuna attenzione. È normale. Eppure il respiro è il tuo bene più prezioso: riflette le tue emozioni più forti e ti permette di placarle o di controllarle, ti aiuta a sentirti sicuro e a mantenere il pieno controllo della tua vita, ti radica nel momento presente, illumina la tua mente e libera il tuo intuito. Un portento. E non lo sapevi. Respirare bene non è difficile, bastano pochi minuti, una sedia, un po' d'aria, il tuo corpo e la tua mente. E questo libro. Una lettura semplice e piacevole, quasi una piccola storia, per imparare a respirare e scoprire il segreto per vivere con consapevolezza.
Tenera, affettuosa, madre generosa e discepola umile, ma anche forte e rivoluzionaria, virtuosa nella debolezza, sicura come il calore del focolare domestico: è lo "stile" di Maria. Questa raccolta di 12 riflessioni sulla madre di Dio propone un percorso, un semplice itinerario per aiutare i cristiani a camminare nel pellegrinaggio della vita insieme con lei. Un invito a riscoprire la sua presenza, viva in tutti noi nella certezza della fede.
Rivolgere lo sguardo verso chi vogliamo conoscere, scoprirne i gesti e le parole, e così entrare in un dialogo: è ciò a cui siamo invitati attraverso queste pagine, una vera guida per vivere la nostra interiorità guardando il volto di Gesù, che nei suoi incontri, attraverso gesti e parole, ci ha narrato Dio. Con grande sensibilità spirituale, l'autore contempla la figura mite del Salvatore e ci propone meditazioni che possono arricchire la nostra vita di preghiera, facendoci scoprire anche la "preghiera di Gesù", pratica antichissima nata in oriente, ma diffusa ormai in tutte le tradizioni cristiane.
Otto grandi figure della spiritualità entrano nel cuore delle otto parole che ci servono per vivere e rinascere: Umiltà, Fiducia, Libertà, Leggerezza, Fedeltà, Perdono, Tenerezza, Amore. E la via della Resurrezione diviene un percorso che ciascuno può fare per trasformare e rinnovare la propria vita.
Un’opera monumentale, dedicata a un monumento della cultura americana, e da molto prima che il Nobel ponesse il suo sigillo sull’arte di Bob Dylan. E un’opera senza paragoni, che parla della Bibbia così come è stata letta, e selezionata, da Dylan. Un lavoro di dieci anni, condotto con passione e competenza, che l’autore presenta così: Spero che il libro possa contribuire non solo alla conoscenza e alla valorizzazione delle canzoni di Dylan, ma anche alla conoscenza della Bibbia, e che sia utile sia a chi, come Dylan e come me, la considera un libro ispirato nel senso letterale del termine, sia a chi si limita a ritenerla il «grande codice» della civiltà occidentale”.
"La Divina Volontà viene comunicata a Luisa Piccarreta attraverso una grande abbondanza di messaggi, espressi in maniera lucida, affettuosa, delicata, invitante... ed è accompagnata da numerose notizie e spiegazioni sui tempi nuovi, sull'agire di Dio, sul suo amore misericordioso, sul rispetto della nostra libertà, sulla sua giustizia, sul destino definitivo dell'uomo... Dio è amore e vuole preservarci dalla perdizione. Anche quando esercita la giustizia, lo fa nel perfetto equilibrio della sua Divina Volontà. Rispetta l'uomo nelle sue scelte, anche più sbagliate, ma poi non può non trarne le conseguenze, dopo averlo avvisato; come avvenne per Adamo. Nei testi di Luisa Piccarreta questo appare in maniera nitida..." (Padre Saverio Gianotti)
Oltre 300 lettere, molte delle quali pubblicate per la prima volta in questo libro, compongono il copioso epistolario tra don Primo Mazzolari e i vescovi della sua diocesi di Cremona: Geremia Bonomelli, Giovanni Cazzani e Danio Bolognini. Si tratta di un vero e proprio patrimonio di spiritualità, che permette di approfondire le diverse stagioni del ministero sacerdotale del parroco di Bozzolo e di mostrare il suo rapporto filiale con l'autorità ecclesiastica, senza nascondere incomprensioni e crisi. Anche i vescovi fanno emergere i loro diversi temperamenti e il loro differente approccio nei confronti di Mazzolari. L'epistolario è un utile tassello per approfondire la figura del parroco, ma anche per sondare la spiritualità cristiana come luogo di incarnazione e di decisioni, soprattutto in merito al tema tanto discusso dell'obbedienza. Le lettere mostrano la fatica della fedeltà al vangelo e rivelano schiettezza, apertura di cuore, fiducia, sostegno, dubbi, incoraggiamenti, condivisione, ragionevolezza. Un quadro di fede e di amore alla Chiesa tutt'altro che scontato.
La morte si presenta come una tematica che inquieta e insieme affascina: basti pensare alla sua presenza in film, musiche, romanzi. Nello stesso tempo viene sempre più rimossa dall'immaginario quotidiano, considerata come un accadimento che riguarda solo altri. In queste pagine dopo aver presentato alcune conseguenze di questa rimozione, si cercano di delineare i possibili passi che caratterizzano l'elaborazione del lutto, prendendo spunto da un testo letterario, il "Diario di un dolore" scritto da C.S. Lewis in seguito alla morte della moglie. In questo piccolo libro, l'autore, oltre a indicare il valore terapeutico della scrittura, riconosce che per il lavoro del lutto sono indispensabili due cose: un punto fermo, l'esperienza di senso, che la morte scuote ma non può distruggere, e la vicinanza al dolore altrui.